DEATHSPELL OMEGA

Mass Grave Aesthetics

2008 - Norma Evangelium Diaboli

A CURA DI
DAVIDE PAPPALARDO
12/09/2014
TEMPO DI LETTURA:
8,5

Recensione

Continuiamo la nostra analisi della produzione inerente l'anno 2008 da parte dei Deathspell Omega, ormai iconico gruppo Avant - Garde/Black Metal francese che in quel periodo aveva visto dare alle stampe ben due raccolte di materiale risalente ai loro primi tre anni di carriera, le due "Manifestations" pubblicate dalla Northern Heritage Records e un EP da parte della Norma Evangelium Diaboli ovvero "Veritas Diaboli Manet in Aeternum: Chaining the Katechon" che mostrava il continuo evolvere del gruppo; ora trattiamo dell'ultimo prodotto del periodo, prima del silenzio che durerà fino al 2010, anno dell'uscita dell'ultimo album intero della trilogia "Paracletus" , ovvero l'EP "Mass Grave Aesthetics - Estetica delle Fosse Comuni" contenente l'omonimo brano di quasi venti minuti già comparso nello split multiplo "From The Entrails..." del 2005 e quindi successivo alla pubblicazione del primo lavoro della trilogia Orthodox Blackmetal "Si Monvmentvm..." e precedente a "Fas - Ite, Maledicti..."; La formazione è sempre costituita ufficialmente dal terzetto Mikko Aspa (voce), Khaos (basso), Hasjarl (chitarra) e rimane sempre un mistero l'origine della batteria, sia essa umana, elettronica o satanica, lo stile ha ancora qui alcuni elementi del Black vecchio stampo, come nell'album precedente, ma sono anche ben presenti le dissonanze e I tempi convulsi che prenderanno sempre più spazio negli anni a venire nella produzione dei nostri, insieme a marcati elementi Ambient e operistici con canti solenni ed oscuri, e sinistri suoni di pianoforte. Il tema affrontato è quello caro ai nostri del male, del dolore, della morte, come esperienze estetiche che elevano l'uomo nella degradazione, una perversa spiritualità basata sul concetto che la spirale discendente è l'unica via in un universo che è prigione; ma non siamo difronte a mera intellettualizzazione, ed è qui che il tutto diventa moralmente difficile per l'ascoltatore: gli orrori della storia, l'Olocausto, le guerre, I massacri, le violenze reali sono qui consacrati come atti di devozione a Satana senza alcuna scusante, non abbiamo fantasie di demoni e blasfemie, bensì una lucida comunione con il male reale e tangibile totalmente abbracciato, i DsO non scherzano e non sublimano in alcun modo il loro messaggio, fieri di esso e staccati nella loro arte dal mondo civile e dalla sua morale sociale. Sta all'ascoltatore decidere se è abbastanza forte da affrontare un viaggio nell'abisso, e cosa ne può trarne, fermo restando che I nostri gradirebbero la sua corruzione e disperazione.

L'opera è composta interamente dall'unica traccia omonima che dura quasi venti minuti, improntandosi anche musicalmente come una sfida per l'ascoltatore più abituato alla linearità e all'ascolto escapistico di facile assimilazione; l'intro è affidato ad un momento Industrial/Noise pieno di distorsioni elettroniche che preparano il mood generale prima dell'arrivo del rifting gelido e del drumming lento, ma dai toni meccanici e massacranti nel suo incedere come una mazza di ferro, la voce di Aspa nel suo tipico growl rantolante anticipa l'inizio di una cavalcata fatta di blast beat e riff circolari che creano il connubio tra il Black classico e l'amore per le dissonanze, la chitarra di Hasjarl non risparmia arpeggi freddi mentre in sottofondo si delinea uno spettrale coro che crea un'atmosfera sacrale che fa da contrasto con la cacofonia degli strumenti, dando forma all'idea del solenne nella confusione, dell'inversione dei valori e delle percezioni, del satanico fatto musica. Al terzo minuto e mezzo dopo una cesura di feedback di chitarra parte un motivo cadenzato dove I giri circolari in tremolo si alternano con cavalcate ossessive dominate dalla batteria lanciata in colpi veloci e dai riff sferraglianti, il tutto fino al quarto minuto e cinquanta circa quando troviamo una pausa fatta di un Dark Ambient dai rumori sinistri degni di un film horror d'atmosfera, che colpiscono con stridenti e metallici feedback e con effetti vari, scolpendo nella materia sonora un'oscuro scenario fatto da empi paesaggi interiori. S'insinua anche un suono di pianoforte fuori tempo e sgraziato, in contemporanea I suoni si fanno più incalzanti fino alla ricomparsa del rifting dissonante e della batteria in quattro quarti che poi però evolve in esercizi tecnici, mentre la chitarra si affida anche qui ad arpeggi circolari per mantenere la melodia, I vari momenti continuano ad intervallarsi tra di loro con un effetto di stop and go tra accelerazioni maniacali e momenti epici dove tornano I cori sinistri in sottofondo che sostengono l'atmosfera oscura che avvolge il pezzo, palpabile in ogni momento. Verso I nove minuti e dieci parte invece un momento sempre sostenuto, ma dai toni più progressivi, con arpeggi atonali e fraseggi di chitarra dissonanti che si alternano con punteggiature circolari, il quale si trascina fino all'esplosione in una nuova cavalcata con batteria serrata e bordate continue come onde nere e schiumose che annegano l'ascoltatore trascinandolo in un freddo gorgo, ma inaspettatamente il tutto muta ancora lasciando posto ad un epico coro accompagnato dalla batteria dilatata e dalle chitarre questa volta meno centrali nel mixaggio, come lontane, mentre prende spazio il rantolio gorgogliante di Aspa ; l'alto livello di solennità raggiunto dimostra come I nostri sappiano non solo giocare sulla tecnica, ma anche su atmosfere Ambient ben calibrate nella posizione e nella durata. Al tredicesimo minuto scoppia l'inferno con una cacofonia di chitarre ad accordatura bassa, batteria cadenzata, urla ruggenti di Aspa come indemoniato, il tutto in un vortice nero e gelido che investe l'ascoltatore con un effetto ipnotico, fino al ritorno improvviso ad una più tradizionale cavalcata di blast beat e riff circolari in tremolo dalla natura quasi similare al Thrash tecnico alla Coroner, decisamente atonale e geometrico, ma le sorprese non sono certo finite perchè verso I quindici minuti e quaranta abbiamo un momento acido e progressivo dominato da arpeggi eleganti e psichedelici, su cui si distribuiscono I lamenti del cantante dai toni melodrammatici; Feedback e rumori lontani s'insinuano in sottofondo riportando "in luce" il nero substrato della composizione che serpeggia indomito nel mix, con un senso di minaccia crescente accentuato dall'intervallarsi dell'arpeggio melodico e dei riff, creando una coda che si protrae a lungo e diventa sempre più sinistra, fino ai canti finali che chiudono come un rito sacrilego il brano con una nota orchestrale e lirica. Il testo come anticipato è una lunga glorificazione delle manifestazioni di morte e violenza nel mondo, un elogio degli stermini di massa e della crudeltà, trattato come una preghiera pura e solenne che non conosce incertezza o dubbio alcuno, sviluppato tramite abili costruzioni verbali ricche di una morbosa bellezza oscura che attira e allo stesso tempo ripugna; si parte con una citazione del poeta satirico francese Laurent Tailhade, qui usata per mettere in chiaro l'immagine dell' annientamento della massa in nome della propria auto - realizzazione nella gloria del massacro: "What matter the victims, provided the gesture is beautiful? What matters the death of vague human beings, If thereby the individual affirms himself? - Laurent Tailhade - Cosa importa delle vittime, se il gesto è sublime? Cosa importa della morte di anonimi esseri umani, se di conseguenza l'individuo afferma se stesso? - Laurent Tailhade", e si continua con la nera orazione che usa elementi liturgici e digressioni filosofiche, promulgando l'adorazione della violenza in ogni sua forma poichè manifestazione della corruzione spirituale che lega a Satana, quindi elevazione verso il Dio della realtà materiale, come chiarificato in "Transcendence of thresholds occurs with violence And will for Vice is like the mind's dark radiance Which blinds and of which I'm dying Corruption is the spiritual cancer reigning in the depths of things And it fills until the last cell of my vivid being Dissolution and putrefaction, prevailing Aesthetic experience, The splendor of the obscene and inhuman; For what matters the death of a vague human beings If thereby the individual affirms himself? - La Trascendenza dall'immondizia occorre con violenza E la volontà del Vizio è come l'oscura luminosità della mente Che accieca e della quale sto morendo La Corruzione è il cancro spirituale che regna nelle profondità delle cose E riempie fino all'ultima cellula del mio vivido essere La Dissoluzione e la putrefazione, esperienze Estetiche prevalenti, lo splendore dell'osceno e dell'inumano; Perché che importa della morte di un anonimo essere umano Se di conseguenza l'individuo afferma se stesso?". Viene poi abilmente argomentato il perché la violenza è un' esperienza cognitiva necessaria per aprire la mente alla realizzazione della "Manifestazione di Dio", ovvero la Shekhinah cabalistica, l' Immanenza del divino nel reale, qui naturalmente interpretata come il totale dominio di Satana ("Violence exists in the moment when the eye turns upwards into the head, When inversion is complete and total The darkness of the upturned eye is not the absence of light But the process of seeing being taken to its limit That thorough derangement of the senses, Way beyond the deceptive conflict between darkness and light Opens perceptions to the tyranny of the Chekhinah - La Violenza esiste nel momento in cui l'occhio si rigira nel cranio, Quando l'inversione è completa e totale La tenebra dell'occhio rigirato non è l'assenza di luce Ma il processo della vista portato al suo limite Questa completa degenerazione dei sensi, Molto oltre l' ingannevole conflitto tra tenebre e luce Apre percezioni della tirannia della Shekhinah"), aprendo alla vera fede che porta alla comprensione della realtà oltre ogni ragione, riprendendo il concetto della Scolastica e invertendolo in chiave satanica ricordando "Si non credideritis, Non inteligetis - Se non credi, Non comprendi". Naturalmente la lezione dei nostri è senza pietà verso tutto e tutti, in primis l'ascoltatore, a cui viene riservata nel finale un' amara sorpresa: "The dimension of ethereal totalitarianism discloses itself And takes possession of the quintessential human soul Like a nail hammered through most tender flesh Aeons separate the one whose eyes have seen through the night of the spirit The king, the Lord of hosts, draped in terrifying magnificence From the gleaming clot of trembling vermin If a faith and a belief aren't nurtured by the moist of blood They do not grow, nor do they live It is at the magnitude of daily murders, massacres and mass graves That we do measure the propagation of our faith Hearken and recognize, that hideous carrion Legs in the air, like a whore? Displayed, indifferent to the last A belly slick with lethal sweat and swollen with foul gas? This is you, nourishing The grand Mass Grave Aesthetics! - La dimensione dell' etereo totalitarismo apre se stessa E prende possesso della quintessenziale anima umana Come un chiodo conficcato nella più tenera carne Eoni separano colui I cui occhi hanno visto tramite la notte dello spirito Il Re, Il Signore delle Congreghe, avvolto nella terrificante magnificenza Dal luccicante drappo di ratti tremanti Se una fede e credenza non sono nutriti con il sangue Non crescono, e non vivono E' alla magnitudine degli omicidi giornalieri, massacri, e fosse comuni Che noi misuriamo la propagazione della nostra fede Ascolta e riconosci, le Gambe aperte di quel' ignobile carcassa, come una Prostituta? In mostra, indifferente a tutto Un grembo ricolmo di letale sudore e gonfio di pestilenziali gas? Quello sei te, nutrendo La grande Estetica delle Fosse Comuni!", siamo tutti vittime della Morte e la fede satanico - nichilista dei DsO richiede che si tragga gioia da questo concetto, perché il nostro annichilimento nutre la Grande Fossa Comune, ovvero la divinità che domina la realtà fino al suo ultimo atomo.

"Mass Grave Aesthetics" è sia tematicamente, sia musicalmente, una delle opere più malvagie ed oscure dei nostri, intrisa di una nichilista adorazione verso l'entropia che non si ferma alle mere parole, ma si manifesta anche nella musica dove nulla è lasciato al caso grazie al caos organizzato che è marchio di fabbrica del gruppo ormai da tempo, manifestazione artistica della sua nera fede mutuata da melodie ammalianti a cui non si può resistere, e che ingannano trascinando verso il gorgo sempre in agguato, l'orrore indissolubilmente legato all'estasi, una nera cerimonia dove al posto dell'incenso troviamo l'odore dei cadaveri putrefatti, dove le grida e la sofferenza sono una nenia costante che prende il posto dei cori sacri, dove tutto il mondo e la storia non sono altro che una continua glorificazione di Satana messa in opera, e la natura umana continua a manifestare il suo vero essere nell'auto distruzione, nella morte; ma non bisogna fare l'errore di pensare che questo sia un monito, una lezione morale, per i DsO questo è il migliore dei mondi possibili, l'unico mondo possibile, perché la materia fino all'ultimo atomo tende al nulla, al suo richiamo, e si annichilisce per raggiungerlo.

1) Mass Grave Aesthetics

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