DEATHSPELL OMEGA

Inquisitors Of Satan

2002 - Northern Heritage Records

A CURA DI
DAVIDE PAPPALARDO
22/08/2014
TEMPO DI LETTURA:
7

Recensione

Anno di grazia duemila e due: a due anni dal loro debutto "Infernal Battles" da noi già recensito, non proprio memorabile a causa di capacità tecniche ancora amatoriali ed una produzione disastrosa nella seconda metà del disco, i Deathspell Omega tornano con il loro secondo lavoro "Inquisitors of Satan - Inquisitori di Satana" che mostra per fortuna una certa crescita compositiva e tecnica da parte dei nostri, pur sempre ancorati al Black Metal tradizionale debitore di gruppi quali Dakthrone, Mayhem e Gorgoroth; a dire il vero già i pezzi presenti nei due Split pubblicati nel frattempo, quello con i Clandestine Blaze, gruppo del loro futuro cantante e proprietario della Northern Heritage Records Mikko Aspa, e quello con i Mutiilation, lasciavano intravedere in brani come la diretta "Bestial Orgies" con la sua batteria incisiva e l'uso di riff freddi in tremolo o le più atmosferiche "The Suicide Curse" e "Insanity Supreme", dove i tempi trovano anche dei rallentamenti e gli arpeggi creano paesaggi sonori dalla desolante e desolata malinconia, un serio miglioramento che qui trova pieno spazio e modo di farsi notare, rappresentando anche un "canto del cigno" della formazione originaria: per l'ultima volta Shaxul (voce), Khaos (Basso), Hasjarl (chitarre) costituiranno il nucleo, prima della dipartita del cantante per differenze ideologiche che avverrà con la loro svolta all' Orthodox Black Metal di stampo totalmente religioso - satanico, il quale come diverse volte detto verrà sostituito da Mikko Aspa dando tutt'altra impronta vocale alla band. Si tratta quindi dell'ultimo esempio di Black "normale" da parte della band, la fine di un periodo che in seguito vedrà in pratica la nascita di un progetto quasi totalmente diverso, ma che mantiene lo stesso nome, esempio però che contiene insospettabili elementi che in seguito emergeranno nel suono dei nostri, in primis parti più tecniche, dissonanze, e cambi improvvisi di tempo, nonché un certo gusto per l'atmosfera malinconica e momenti quasi liturgici che anticipano le "nere preghiere" che saranno tra i fattori caratterizzanti del loro prossimo lavoro; in particolare modo risalta la performance di Hasjarl, vera anima della band, che riprende i momenti più ragionati del suo gruppo precedente Hirilon per creare le già citate fredde e cupe atmosfere, e allo stesso tempo migliora anche nei momenti più concitati perfezionando l'uso del tremolo e del rifting tagliente, arrivando anche a toccare la dissonanza che diventerà poi il marchio di fabbrica suo e del gruppo, e che in generale mostra una grandissima crescita anche nel songwriting ottenuta in poco tempo, probabilmente grazie ad una seria dedizione e duro lavoro, dimostrando quanto sia coinvolto nel progetto e quanto per lui sia emanazione di se stesso.

Il disco si apre con "From Unknown Lands of Desolation - Dalle Sconosciute Terre della Desolazione" e con la sua tempesta sonora di rifting forsennato e drumming a doppia cassa lanciato, in un forte impeto in cui però non mancano passaggi di giri di chitarra circolari e l'uso del tremolo che danno ritmo al brano prima della ripresa dell'oscura cavalcata. La voce di Shaxul è decisamente migliorata rispetto al debutto, meno gracchiante e più convincente nella sua connotazione malvagia. La struttura del pezzo è abbastanza lineare nel suo uso della contrapposizione tra momenti più ieratici e slanci, ma al secondo minuto un arpeggio introduce una parte più tecnica che fa presagire i DsO che verranno, mostrando il netto miglioramento alle corde di Hasjarl, che è anche capace con i suoi riff circolari e freddi di creare una buona atmosfera, mentre la batteria, se pur probabilmente anche questa volta programmata, è più incisiva e presente dando un importante apporto ritmico. Il testo è narrato dal punto di vista di antichi demoni che narrano della loro missione, ovvero lo sterminio di ogni forma di vita tramite la corruzione e la possessione, poiché un errore che ha interrotto lo stato di non esistenza che contraddistinguerebbe l'Inferno, che quindi sarebbe l'unica parte di Universo non corrotta dalla piaga della vita ("We're not made of flesh and blood In times past we reigned everywhere One day life emerged from the chaos We still dominate but this error must end The void shall swallow the decease - Non siamo fatti di carne e sangue Nei tempi passati regnavamo ovunque Un giorno la vita è emersa dal chaos Noi dominiamo ancora, ma questo errore deve avere fine Il nulla ingoierà la piaga ") in un'associazione tra satanico e morte tipica del gruppo. I Demoni vedono dunque tale operazione come una santa crociata nel nome di Satana, incarnazione del Nulla Supremo a cui tutto deve tornare, condotta in segreto poiché invisibili e spesso ritenuti non esistenti dalle loro stesse vittime, sincretismo che fa da ponte tra il tipico satanismo di stampo medioevale tipico del Black Metal norvegese, e la dottrina "ortodossa" palesata in seguito dai nostri legata ad una ricerca spirituale dell'annichilimento di tutto, compreso se stessi, e di unione con il diavolo concepito come una vera entità spirituale che pervade l'Universo e si manifesta in ogni atto di decadenza e distruzione, in una malvagia purezza che invece di cercare il "Bene Supremo" va in tutt'altra direzione. Si continua con il secondo pezzo "Torture and Death - Tortura e Morte" abbastanza esplicito nel titolo, un atto di devozione verso i Darkthrone con il suo rifting serrato "Frostbitten" e malinconico, in cui le chitarre sono in primo piano mentre la batteria sorregge il brano facendo da ossatura ritmica; la voce di Shaxul è lanciata in uno scream che sovrasta il tutto ripetendo il ritornello creando un effetto che possiamo definire "catchy", il pezzo continua su queste coordinate fino a quando subentra una sessione più ritmata quasi "Black 'n' Roll" dove l'uso del Power Chord la fa da padrone iniziando a mostrare le differenze con i brano concitati del disco precedente che spesso non riuscivano a trovare equilibrio tra velocità e songwriting trascinante, mentre come da tradizione del genere il basso è poco udibile, rilegato al ruolo di appoggio ritmico in sottofondo, senza il quale però ne andrebbe di tutta la struttura del pezzo venendo a mancare la base sulla quale vengono disposte dal chitarrista le proprie linee melodiche. Il testo è anche questa volta in prima persona, l'ennesimo servo del Male e della Morte descrive se stesso e la sua attività contro la vita, accumunandosi ad ogni atto di violenza ed autodistruzione fatto dall'uomo sia nel quotidiano, sia sul piano storico, e ponendosi come suo ispiratore, riprendendo anche il tema del Male e della corruzione come mezzi per un fine supremo: lo sterminio di ogni forma di vita in nome del diavolo - distruttore, concetti ben rappresentati nel passo ""I am the wicked in every man, Delighted every at every morbid death For many years my name has been Decease I am the dictator, the tormentor you die for I am the executioner - Io sono la perversione in ogni uomo, deliziato da ogni morbosa morte Per molti anni il mio nome è stato Morte Io sono il dittatore, il tormentatore a causa del quale muori, Io sono il boia ". Si denota quindi quello che sarà il tema portante dell'album, ovvero la descrizione di entità oscure ed atti empi perpetrati da esse e da adoratori umani del demonio ai danni della razza umana, vista come una piaga da estirpare umiliando e dissacrando tutto ciò che è sinonimo di vita tramite massacri, stupri, attacchi a ciò che è caro per la morale e la civiltà cristiana, esaltando tutto ciò che è moralmente e socialmente visto come male, perversione, follia, associando il tutto ad un unico fine, ovvero la glorificazione di Satana - Oblio di ogni cosa. "Desecration Master - Signore della Dissacrazione" viene introdotto da una cavalcata macina - ossa con giri circolari di chitarra taglienti debitori di mostri sacri quali Celtic Frost e Bathory, e da una batteria movimentata, mentre qui la voce del cantante è più spettrale e lontana perché satura di riverbero, e ben si lega con l'atmosfera generale portata avanti dai bellissimi arpeggi di Hasjarl, che ha poi modo di mostrare la sua trovata confidenza nello strumento in una fredda sessione in cui il rifting a sega elettrica fa da sfondo alle epiche declamazioni di Shaxul. Viene qui dimostrato come la produzione Lo-Fi non debba essere, finalmente, sinonimo di scarsa qualità, si riesce a dare l'effetto senza sacrificare nel mixaggio nessuna parte strumentale importante per la struttura del pezzo, raggiungendo una buona "imitazione" del sound norvegese che usa al meglio i dettami del genere tra riff glaciali, arpeggi circolari e blast beat per creare una struttura corposa e "presente" che esalta l'ascoltatore e rimane ben in testa. Il testo è sempre in prima persona, questa volta parliamo di un folle adoratore della morte consapevole della sua malattia (che però vede come un dono) intento a narrare le sue gesta, che vedono il massacro a mani nude di vittime innocenti viste come prede da cacciare senza tregua ("Relentessly I'm the desecration master In search of the ultra violence Addicted to the taste of blood Hunting prey certainly Relentessly - Senza sosta io sono il signore della dissacrazione in cerca della ultra violenza Estasiato dal sapore del sangue Cacciando le prede con fermezza e senza sosta "), non risparmiando particolari scabrosi di atti di necrofilia verso quelle di sesso femminile e descrivendo come l'omicidio provoca in lui, seppur momentaneamente, piacere sessuale in una totale perversione senza scusanti in cui si dissacra tutto ciò che è dono di Dio. Si tratta ancora di testi legati dunque alla volontà di scioccare e dissacrare tutto ciò che è tabu per la società, ben lontani dai seri trattati filosofici che caratterizzeranno la loro successiva produzione. Si prosegue con il quarto brano, abbastanza breve e diretto, "Lethal Baptism - Battesimo Letale" dal caotico inizio con chitarre lanciate a tutta velocità e batteria sferragliante in un Maelstrom, presto si traduce in un'ammaliante melodia di chitarre, affilate come rasoi, e blast pestati che non perdonano l'ascoltatore; la voce è infernale nel suo riverbero e non mancano anche questa volta parti più sostenute dove l'arte del tremolo viene sfruttata a piene mani dal chitarrista - fondatore, che ancora una volta dimostra come sia decisamente più consapevole dei suoi mezzi e riesca a passare da tempi più lenti a quelli più veloci senza spezzare la soluzione di continuità del brano, palesando anche una trovata stabilità per quanto riguarda il songwriting adesso decisamete più ricco e ponderato, senza i momenti forzati che invece tediavano spesso il debutto. Ci troviamo di fronte all'ennesimo testo dove vengono descritti efferati atti di malvagità contro la vita in nome del demonio, in questo caso una folle perversione del battesimo dove gli infanti vengono sciolti con l'acido, gli adoratori del Male descrivono i particolari deliziandosi del loro dolore e del fatto che consumano quelle che dovrebbero essere le promesse del futuro, eliminando così alla base il futuro dell'umanità, glorificando come sempre Satana come padre della corruzione che porta all'oblio, come nel passo "See, Satan...Lethal Baptism for all children! Hopes for future generation disappear As the acid of our hate devours The last germs of their life - Vedi, Satana?Battesimo Letale per tutti I bambini! Le speranze del future scompaiono mentre l'acido del nostro odio divora gli ultimi germi della loro esistenza", oscuro signore a cui viene sacrificata la loro innocenza in pieno immaginario "satanico - medioevale" mutuato dalla tradizione cattolica che spesso attribuiva a satanisti, ebrei, eretici, etc. perverse pratiche di infanticidio e addirittura cannibalismo nei confronti di neonati, immaginario ripreso sicuramente anche per scioccare e andare a toccare uno dei tabù più forti della società, in una ricerca estrema di malvagità e odio per la vita. "Succubus of All Vices - Succubo di ogni vizio" è un altro esempio di imitazione dei classici con l'aggiunta del proprio, con uno stile fortemente debitore di Darkthrone, Immortal e Gorgoroth, gelido e tetro sin dalle prime note, ma nel quale comunque si fa sempre notare il lavoro curato di rifting e di batteria, quest'ultima in questa occasione oltre ai blast beat forsennati conosce anche momenti di quiete cadenzati che abilmente si legano con gli arpeggi malinconici che a metà brano creano una forte e trascinante melodia; il brano si configura quindi come uno dei più atmosferici di tutto il disco, costituendo un ottimo ascolto grazie alla crescita di tensione sonora e di impatto emotivo creata tramite il già citato rifting e i contrappunti abilmente posizionati nel songwriting, si fa inoltre notare l'abile uso della dissolvenza nel finale dove viene ripreso ad oltranza il motivo melodico di chitarra senza finali forzati che tagliano il brano all'improvviso mentre una linea melodica o di riff è ancora in corso. Il testo narra di una sorta di fantasia gotico - satanica dove una giovane suicida, probabilmente a causa di uno stupro, ritorna sulla terra sotto forma di un succubo al servizio del demonio, la cui missione e spargere perversione e corruzione tra gli esseri umani ("Now she is the mistress of sin Debauching the humans one by one They try hard to reset temptation Sometimes try praying gods (symbols of their feebleness) Her hatred is almighty and ubiquitous Always striking with a sweet brutality - Ora lei è la signora del peccato, corrompendo gli umani uno per uno Essi tentano duramente di eliminare la tentazione A volte provano pregando gli dei (simboli della loro debolezza) Il suo odio è potente ed è ovunque Colpendo sempre con dolce brutalità") fino al punto di spingere le sue vittime ad orge di sangue e violenza che portano all'annichilimento, vero obiettivo del demone - donna che nel finale viene collegata, un po' confusamente, con il demone - dea babilonese ed ebraica Lilith, appunto la madre dei demoni e delle creature mostruose, nonchè demone degli aborti ("Her spirit is a vagina which procreated the Evil, Our Father Satan gave ger an immortal name, Lilith. - Il suo spirito è una vagina che ha partorito il Male, Nostro padre Satana le ah dato un nome Immortale, Lilith. "). Troviamo dunque molti dei temi cari al gruppo: l'innocenza vista come una colpa e il piacere sadico nel vederla traviata e corrotta, l'opera di entità demoniache impegnate nello sterminio del genere umano e nel suo supplizio, una sessualità nichilista che vede il sesso più come mezzo di degrado e distruzione piuttosto che come un atto di piacere. La Title Track "Inquisitors of Satan - Inquisitori di Satana" è un pezzo decisamente più incalzante con sferzate più Thrash e un drumming possente e serrato, inaspettatamente però s'introduce presto nella trama sonora un motivo tecnico di chitarra contrapposto con un bellissimo effetto da riff circolari, motivo che anticipa il lancio in un momento decisamente più atmosferico che grazie alle solite gelide melodie raggiunge un forte impatto emotivo, amplificato dalla voce epica e malvagia di Shaxul. Il brano conosce diversi cambi di tempo che mostrano sempre più la volontà dei nostri di ricercare nuovi elementi nel proprio suono, anche se ancora controllata sotto un'ottica tradizionale, in modo da sfruttare le proprie abilità tecniche e di songwriting; dopo il falso finale verso i quattro minuti e mezzo il pezzo riprende con una parte di basso, incredibilmente in primo piano, dopo il quale arriva la cavalcata conclusiva con protagoniste le taglienti rasoiate di chitarra. Come si può evincere sin dal titolo, tematicamente il brano parla di un gruppo di "inquisitori di Satana" lanciati nella cattura e nell'esecuzione di vittime innocenti nel nome del diavolo ("The legions will catch each normal human being Why do they ask for weak values like mercy or tolerance? The answer to their miserable life is a painful death We will give you agony, you will give us pleasure - Le legioni cattureranno ogni essere umano normale Perchè chiedono deboli valori come pieta o tolleranza? La risposta alle loro miserabili vite è una morte dolorosa Noi vi daremo agonia, voi ci darete piacere "), ma non prima di fargli abiurare la loro fede trasformandoli in servi del maligno, descrivendo anche come dopo la tortura e la morte un'agonia ancora più grande li attende negli abissi infernali dove i demoni divoreranno i loro spiriti, ennesima fantasia satanico - medioevale legata al primo Black scandinavo più diretto e tematicamente meno elaborato, più propenso alla ricerca dello choc e della blasfemia tramite immagini derivanti per ironia dalla tradizione cattolica stessa e dalla sua visione sul satanismo, e all'espressione bestiale e primitiva di sentimenti antireligiosi dovuti di base ad un forte ateismo e disprezzo per la bontà sociale. La corsa dissacratoria termina con "Decadence - Decadenza", tanto semplice quanto emblematico nel suo nome: i colpi serrati di batteria aprono il brano in cui si fanno strada chitarre dissonanti ad accordatura bassa, assumendo un andamento più tecnico rispetto a quanto sentito nei pezzi precedenti che sembra voler far presagire alcuni elementi dei DsO che verranno, questo fino al secondo minuto dove un assolo introduce una gelida cavalcata più legata alla tradizione e al resto del disco, mentre la performance vocale di Shaxul si fa quasi melodrammatica e teatrale mentre le chitarre tessono una trama sonora piena di rifting freddo ed arpeggi circolari di chitarra, dove la batteria serrata sorregge lo sviluppo del pezzo fino all'ennesimo cambio di direzione alla fine del quarto minuto, con il ritorno della dissonanza, pur senza mai finire nell'Avant - Garde spinto che ancora attende di manifestarsi nel suono dei nostri, ma costituendo un elemento di varietà che permette al brano di farsi notare e di avere una propria personalità. In ogni caso si tratta probabilmente del pezzo più maturo dal punto di vista compositivo e tecnico di tutto l'album, e può essere visto come un ponte tra il vecchio stile e quello che verrà, costituendo quindi una perfetta conclusione per il disco e in generale per questa loro fase. Troviamo l' ennesimo testo blasfemo che mischia perversione sessuale, morte, corruzione di ogni valore in nome della distruzione di ogni valore cristiano e della vita stessa, vengono descritti empi rituali ed orge sataniche dove ci si spinge fino alla tortura e alla morte ("Smash down the morals of Christ Indulge in perverted practices, praise sins! Fill your body with the quintessence of Perversion! - Schiaccia le morali di Cristo Lasciati andare nelle pratiche perverse, adora I peccati! Riempi il tuo corpo con la quintessenza della Perversione ! ") corrompendo ogni anima che si abbandona alla perversione più totale abbracciando "l'Angelo della Decadenza", ovvero Satana, che viene glorificato in ogni atto che prevede la distruzione della virtu' e della dignità umana; da questo punto di vista siamo invece quindi ben lontani dalle trattazioni mature per le quali diventeranno in seguito conosciuti come tra i gruppi più intellettuali del genere, ancora legati al satanismo elementare e molto visivo di molto Metal estremo.

Possiamo dunque affermare che "Inquisitors of Satan" è allo stesso tempo il "vero" inizio dei DsO, e se considerato in sé senza tener conto di ciò che verrà dopo un onesto album di buon Black Metal canonico con alcune ottime intuizioni, e la loro prima fine, dando l'addio a Shaxul e al Black tradizionale con i migliori brani del genere da loro finora prodotti e accrescendo non poco la loro abilità e le armi a loro disposizione, ma non sorprende dopotutto che proprio questi adoratori estremi del Male e dell'Oblio vedranno nella fine un nuovo inizio ancora più intransigente nella sua nera ideologia, ma allo stesso tempo musicalmente aperto a nuovissime soluzioni che negli anni li spingerà sempre più oltre, superando il concetto di Black stesso: il primo tassello sarà il loro primo capolavoro Si Monumentum Requires, Circumspice che tra pochi anni li spingerà nell'Olimpo del Metal Estremo moderno e li metterà sulla bocca di tutti, creando fan sfegatati e anche nemici giurati tra gli ascoltatori, che comunque non rimarranno impassibili di fronte a questo Juggernaut musicale dalle dimensioni sempre più colossali.

1) From Unknown Lands of Desolation
2) Torture and Death
3) Desecration Master
4) Lethal Baptism
5) Succubus of All Vices
6) Inquisitors of Satan
7) Decadence

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