DEATHSPELL OMEGA

Diabolus Absconditus

2011 - Norma Evangelium Diaboli

A CURA DI
DAVIDE PAPPALARDO
18/09/2014
TEMPO DI LETTURA:
8

Recensione

Dopo l'uscita di "Paracletus", la parte finale della trilogia dei Deathspell Omega inerente una visione satanica del rapporto Uomo - Dio - Satana, molti si sono chiesti se la produzione dei nostri si sarebbe qui fermata; la risposta vera e propria arriverà a due anni dall'uscita del disco con l'EP - postilla "Drought" che chiuderà definitivamente il discorso tematico, ma già nel 2011 i nostri hanno fatto sentire il loro nome di nuovo con la pubblicazione di "Diabolus Absconditus - Diavolo Celato" EP che ripropone l'omonima traccia di ventidue minuti e mezzo pubblicata in origine nel 2005 sullo split multiplo - compilation "Crushing The Holy Trinity". Si tratta dunque di materiale appartenente al periodo intercorso tra la pubblicazione di "Kenose" e quella di "Fas - Ite, Maledicti..." e questo si rispecchia nella musica mostrando una sempre maggiore propensione verso tempeste di cacofonie dissonanti e melodie atonali di arpeggi ad opera della chitarra di Hasjarl, accompagnato come sempre da Mikko Aspa alla voce, Khaos al basso, la batteria come da abitudine dopo "Si Monvmentvm..." rimane anonima accendendo le più disparate speculazioni. Per quanto riguarda il tema questa volta i nostri si affidano alla filosofia occidentale, l'introduzione è uno dei concetti cardine di Hegel, il filosofo che fu fondamentale per l' Idealismo e lo Storicismo tedesco, mentre buona parte del testo è preso dal romanzo "Madame Edwarda" di Georges Bataille, filosofo e antropologo francese la cui opera è caratterizzata da un Post - Surrealismo e da un Materialismo intrisi di trasgressione ed erotismo, e i cui romanzi spesso furono pubblicati sotto pseudonimi data la morale comune e le conseguenze possibili sulla sua persona; vediamo quindi i DsO trattare sempre del rapporto con la divinità intesa in senso satanico, ma usando anche armi diverse rispetto ai soliti discernimenti teologici portati avanti con i termini della Cabalistica e della Scolastica, presenti, ma in misura ridotta, costituendo un' opera a se stante slegata dal continuo metodologico della trilogia, pur legata al substrato tematico che unifica tutta la loro opera, la realizzazione della realtà in termini di dominio di Satana.

L'omonima traccia inizia con suoni sinistri e lontani perfetti per un film horror, i quali si avvicinano sempre di più nella composizione, troviamo archi e una voce femminile spettrale che parla in francese con un andamento che dura fino al minuto e dieci, quando parte un motivo dissonante di arpeggi dall' andamento lento dall' anima Doom, sul quale si staglia la voce crudele di Aspa, creando un effetto ipnotico grazie al suo loop continuo, la batteria è invece calma e cadenzata, distribuendosi in maniera dilatata nel brano come un predatore che segue la sua preda; al terzo minuto le dissonanze diventano ancora più stridenti con un effetto psichedelico estraniante figlio di un Metal alieno vicino alle sperimentazioni Alternative e Progressive, si affacciano anche assoli di chitarra nella composizione ad opera naturalmente di Hasjarl, mentre la voce di Aspa è ora filtrata e assume connotati artificiali e quasi robotici, un elemento inedito che da al tutto un' atmosfera più "Industriale" che rimane sempre malvagia, accentuata anche da suoni come di una sega elettrica mal funzionante che si inseriscono creando un profondo disorientamento. Verso i cinque minuti e venti il basso di Khaos si fa più presente con un rifting pulsante coadiuvato da suoni di natura Dark Ambient in sottofondo che ricordano folate di vento gelido, troviamo poi un loop di arpeggi circolari dissonanti che durano fino al sesto minuto e cinquanta, quando inizia una fredda cavalcata in tremolo con drumming veloce a doppia cassa che ci riporta al Black vecchia scuola, prima di uno scoppio di dissonanze ad accordatura bassa e il ritorno dei suoni estranianti che fendono l' aria; all' ottavo minuto e venti parte una nuova corsa con una pioggia di blast beat e chitarre lanciate in una folle corsa che dura fino all' improvviso stop che lascia invece spazio ad un solenne incedere psichedelico che raggiunti i nove minuti e venti si tramuta in una melodia aliena fatta di arpeggi di chitarra sulla quale continua la declamazione del cantante con connotati altrettanto non umani. Torna poi il turbinio di riff robusti e batteria serrata che improvvisamente si ferma lasciando spazio ad un arpeggio di basso accompagnato dalla chitarra pizzicata e dalla batteria progressiva, elementi che creano un andamento figlio del Rock anni settanta che dura fino ai dodici minuti e quaranta, quando una cesura introduce un nuovo arpeggio che accompagna la voce deformata e gorgheggiante di Aspa in sottofondo, mantenendo un andamento sempre delicato ed elegante sul piano della strumentazione, a cui si aggiungono archi campionati che seguono la bellissima melodia progressiva assieme a cori femminili in sottofondo che creano un' atmosfera spettrale che risalta per il contrasto con la struttura melodica, ripetuta ad oltranza in loop e che crea l' ennesimo effetto ipnotico. Al quindicesimo minuto e mezzo parte una nuova sezione con rifting circolare in tremolo e batteria dilatata che in seguito si converte in un violento drumming segnato da blast beat veloci come raffiche di mitra, tornano anche le dissonanze taglienti di Hasjarl che riportano in primo piano l' elemento Black Metal in un vortice che, anche se non cacofonico come quelli di "Fas - Ite, Maledicti..." e "Paracletus", crea un effetto psichedelico trascinante anche grazie al gelido loop che continua a supportare insieme alla batteria il brano; verso i diciotto minuti e venti torna la voce filtrata di Aspa mentre poi le chitarre si convertono in un motivo incalzante in salire, giocato su giri circolari e bombardamenti chirurgici dove torna in primo piano la batteria potente, fino a gli ultimi due minuti più controllati e dall' epico incedere che crea una nera processione che avanza in tutta la sua gloria. La coda finale vede protagoniste le dissonanze e l' esplosione di batteria, che lasciano solo alla fine il posto al basso e alla chitarra che accompagnano i cori spettrali fino all' accelerazione di batteria che firma la chiusura del lavoro. Il testo, come anticipato, è molto elaborato; esso integra lo scritto di Bataille con alcuni versi originali dei Ds0, con una tematica esistenziale che indaga il non - senso dell' esistenza e il rapporto tra Vita, Morte, Divinità usando immagini dal grande impatto e il codice della pazzia come mezzo cognitivo per trovare una direzione nel labirinto; si parte con la famosa frase di Hegel "Death is the most terrible thing; And to maintain its works is what requires the greatest strength"- Hegel - La morte è la cosa più terribile; E preservare Ie sue opere è ciò che richiede la più grande forza - Hegel" legata al suo concetto di Dialettica e a quello di Tesi, Antitesi, Sintesi: ogni cosa deve procedere attraverso la propria antitesi per raggiungere la sintesi, la sua completezza, la morte è necessaria per dare senso alla vita, insieme raggiungono la propria sintesi nel totale dell' esperienza dell' esistenza, perfetto preludio quindi per la tematica affrontata. Il protagonista espone sin da subito la sua idea, mostrando la sua ricerca del senso nella vita, che lo porta a capire che questo senso, inteso come scopo pre ordinato, non esiste ( "I awake in the morning - Just the way millions do, Millions of boys, girls, infants and old men, Their slumber dissipated forever... These millions, those slumbers have no meaning. - Mi sveglio alla mattina - allo stesso modo in cui fanno milioni, Milioni di ragazzi, ragazze, neonati e vecchi, Il loro riposo dissipato per sempre... Questi milioni, questi riposi non hanno significato." ) e che l' unico mezzo che può aiutarlo in questa ricerca è il linguaggio del non senso, lo slegarsi dalla concezione di realtà, la follia: "No, I can't conceive of any "meaning" other than "my" anguish, and as for that, I know all about it. And for the time being: nonsense. Monsieur Nonsense is writing and understands that he is mad. It's atrocious. But his madness, this meaninglessness - how "serious" it has become all of a sudden! - Might that indeed be "meaningful"? My life has only a meaning insofar as I lack one: oh, but let me be mad! - No, non posso concepire alcun "significato" oltre alla "mia" sofferenza, e per questo, So tutto al riguardo. E per i tempi a venire: nonsenso. Il Signor Nonsenso sta scrivendo e capisce che è pazzo. E' atroce. Ma questa pazzia, questa mancanza di senso - come "seria" è diventata all'improvviso! - Potrebbe allora essere "seria"? Fino ad ora la mia vita ha un senso solo quando io non ne ho: oh, ma lasciatemi essere pazzo!" che riesce a districarsi nel mare di dolore che costituisce l' esistenza umana. Troviamo l' intersezione della ostica liturgia satanica dei nostri, fatta di enigmi e inversioni, come nella frase "He is mystery, indeed he is the absolute mystery Divine disclosure is in direct proportion To the degree of divine concealment Intensification of revelation equals To increase of god's hiddenness Descent of the Deus Absconditus - Egli è mistero, a dire il vero è l'assoluto mistero Divino l' apertura è in diretta proporzione Al grado di copertura divina L'Intensificazione della rivelazione significa Incrementare la segretezza di dio Discesa del Dio Celato" dove si indaga il mistero e il significato del divino in un reale dove la materia è decadenza e sofferenza, si indaga il vero aspetto del divino e il suo vero essere; si discute anche dell' apparente ingiustizia dell' esistenza e la parzialità del divino stesso che adombra e mette in luce senza un vero criterio ( "Our perception is subject to the fissure of concupiscence Woestruck am I realizing that the light cast on this Chiaroscuro world is partial and selective Division, election and predestination Enabled by grace or left to one's own device... - La nostra percezione è soggetta alla fessura della concupiscenza Sorpreso sono nel realizzare che la luce lanciata su questo mondo in Chiaroscuro è Divisione selettiva e parziale, elezione e predistinazione Attivate dalla grazia o lasciate al proprio destino" ), lasciando nella casualità il principio di elezione ed elevazione. Il protagonista finalmente incontra il divino tanto cercato, ma è un' esperienza tutt' altro che confortante: "She was seated, she held one leg stuck up in the air, to open her crack Yet wider she used her fingers to draw the folds of skin apart And so her "old rag and ruin" loured at me, hairy and pink, Just as full of life as some loathsome squid "Why", I stammered in a subdued tone, "Why are you doing that?" "You can see for yourself", she said, "I'm God" - Era seduta, con una gamba in aria per aprire la sua fenditura E ancora più ampiamente usò le sue dita per dispiegare le pieghe della pelle E così la sua " vecchia rovina e straccio" mi ammiccò, rosa e pelosa, piena di vita come un odioso calamaro "Perché", balbettai in tono sommesso, "Perchè stai facendo questo?" "Puoi vederlo da te" lei disse, "Io sono Dio". " esso è la Madre - Morte che pervade ogni atomo dell' essere sin dalla nascita, simbolo di rovina perfettamente dato dall' immagine avvilente e oscena della vagina, da cui avviene in natura la nascita, simbolo di vita, qui corrotto; viene quindi raggiunta la consapevolezza del ruolo primario della morte nella vita, e del loro rapporto dove sono una riflesso dell' altra, indissolubilmente legate ( "The act whereby being - existence - is bestowed upon us Is an unbearable surpassing of being, An act no less unbearable than that of dying. And since, in death, being is taken away from us at the same time it is given us, We must seek for it in the feeling of dying, In those unbearable moments when it seems to us that we are dying Because the existence in us, During these interludes, Exists through nothing but a sustaining and ruinous excess, When the fullness of horror and that of joy coincide. - L' atto di esistere - esistenza - è a noi dato E' un insopportabile superamento dell' essere, Un atto non meno insopportabile del morire. E dato che, nella morte, l' essere ci è tolto allo stesso momento in cui ci viene dato, dobbiamo ricercarlo nella sensazione del morire, In quei momenti insopportabili in cui ci sembra di morire Perché l' esistenza in noi, Durante questi interludi, Esiste tramite nulla d' altro che un eccesso rovinoso e sostenente, Quando la pienezza dell' orrore e quella della gioia coincidono" ). la nota finale sottolinea l' alienamento psichedelico del nostro viaggio e la sua essenza atavica e rituale: " "Diabolus Absconditus": the conjunction of intellect And psychotropic-altered senses supported by insistent and archaic sounds - "Diavolo Celato": la congiunzione dell'intelletto E sensi alterati psicotropicamente supportata da suoni continui ed arcaici" collegandosi anche alla ripetitività di molte sessioni del brano e all' uso del loop per creare movimenti ipnotici che danno formato musicale al percorso del testo.

"Diabolus Absconditus" è sicuramente un capitolo interessante della discografia dei nostri, che ha aspetti unici come l' uso di filtri vocali e di suoni industriali e Dark Ambient prominenti, dando una versione rituale e psichedelica del suono di "Si Monvmentvm..." e "Kenose" dove si delinea l'uso di parti acustiche deprimenti e cacofonie infernali che da li a poco diventeranno il loro marchio di fabbrica; certo ancora la sintesi completa tra questi elementi non è qui stata raggiunta e bisognerà aspettare i lavori cronologicamente successivi per vederla realizzata, ancora alcuni momenti suonano come brani diversi piuttosto che un fluire unico, ma nel suo contesto temporale si tratta di un tassello che sperimenta nuove forme, imprescindibile per il percorso sonoro dei nostri.

1) Diabolus Absconditus

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