DARKTHRONE

Soulside Journey

1991 - Peaceville Records

A CURA DI
DAVIDE PAPPALARDO
24/09/2014
TEMPO DI LETTURA:
7

Recensione

Inizia il nostro viaggio nella discografia di uno dei gruppi più importanti per la storia del Black Metal della corrente scandinava, alla base (insieme a gruppi quali MayhemBurzum, Satyricon, Immortal, Emperor etc.) delle fondamenta di tutto il movimento, probabilmente il più copiato anche oggi dai vari epigoni che si affacciano a questo mondo, mentre loro già da anni navigano in altri lidi seguendo un percorso che ormai affonda nelle radici dell' Heavy classico, della NWOBHM, e delle derivazioni più oldschool contaminate con il Punk e il Crust. Avrete già intuito di chi stiamo parlando, naturalmente dei Darkthrone; ma prima ancora di tutto questo, prima della storica trilogia composta da "A Blaze In THe Northern Sky", "Under A Funeral Moon", "Transilvanian Hunger", i nostri sono nati nel 1988 come un gruppo Death Metal (genere molto diffuso allora in Scandinavia, particolarmente in Svezia, Finlandia e Norvegia) con il nome di "Black Death" poi cambiato in quello attuale con l'arrivo di Dag Nilsen e Ted Skjellum, quest' ultimo poi conosciuto come Nocturno Culto, mentre Fenriz (Gylve Nagell) e Zaphyrous (Ivar Enger) erano presenti sin dall' inizio e possono essere considerati il primo nucleo principale del gruppo, anche se dopo la pubblicazione del debutto "Soulside Journey - Viaggio Nell' Anima" nel 1991, qui oggi  recensito, le cose cambieranno e non di poco, sia nella formazione sia nel genere proposto, condizionando sia la propria storia, sia quella di molti gruppi a venire. Prima di firmare con la "Peaceville Records" e pubblicare il loro primo lavoro ufficiale, i nostri rilasciano una serie di demo autoprodotti, ovvero "Land Of Frost" e "A New Dimension" del 1988 e "Thulcandra" e "Cromlech" del 1989, nei quali troviamo anche brani che ricompariranno in "Soulside Journey" e che saranno raccolti molto più avanti in diversi formati, legati come esso ad un Death Metal tecnico di stampo inequivocabilmente nordico dall'influenza Doom negli arpeggi a velocità controllata e dalle gelide melodie affidate anche ad assoli, mentre la batteria si destreggia tra riff circolari a sega elettrica e un basso che fa da supporto ritmico alla struttura dei pezzi, dove vi è anche l' uso di tastiere dal sapore arcano non del tutto inedite nel genere, ma ancora nemmeno molto diffuse nella produzione Metal dell' epoca, con brani decisamente più elaborati e meno "primitivi" rispetto a ciò che li caratterizzerà più avanti, debitori di gruppi quali Entombed (l' album viene registrato nello stesso studio dove venne registrato "Left Hand Path", il "Sunlight Studios" in Svezia) , Grave, At The Gates, Death etc.,  con  la voce di Nocturno Culto (voce e chitarra principale) ancora legata al growl e la batteria di Fenriz, (nell' album chiamato Hank Amarillo) autore anche dei testi, non ancora dedita principalmente al blast beat martellante dalla velocità inumana, la seconda chitarra affidata a Zephyrous, e per l' ultima volta nella line up ufficiale il basso di Nilsen, anche se poi sarà usato nelle registrazioni del secondo album "A Blaze In The Northern Sky", mentre poi lo strumento sarà suonato da Nocturno Culto  e Fenriz a seconda dei brani e album.

"Cromlech" è il primo pezzo del lavoro e parte con una intro atmosferica ed arcana con effetti di tastiera sotto forma di cori, che presto introduce un rifting a sega elettrica accompagnato dalla batteria tecnica, creando lo strato in cui si inseriscono assoli che vanno a segnare la linea melodica del brano. La voce di Nocturno è un growl aggressivo con riverbero, tipico del Death dell' epoca e lontano dallo screaming maligno che lo caratterizzerà in futuro; troviamo anche una serie di riff circolari con una freddezza che anticipa l' evoluzione Black che avverrà, ma molto più tecnici e accompagnati da un vasto repertorio di assoli elaborati e con cambi di tempo che spezzano le corse con lenti arpeggi funerei, come quello che segna la coda finale del pezzo verso i tre minuti e cinquanta, con un motivo incalzante che dura qualche secondo, prima di spegnersi improvvisamente segnando la chiusura del brano. Il testo tratta dell' oggetto del titolo, ovvero i monumenti costituiti da Megaliti legati alla tradizione preistorica sui quali tutt' oggi si sa ben poco, ma che probabilmente erano collegati anche ad una funzione mortuaria, elemento che risalta qui nel brano dove sono visti come un collegamento con l' aldilà, una perfetta introduzione per un viaggio mistico dall' "Altra Parte" come esemplificato nelle parole "Solitude And Peace Of Mind Entombed In Cromlech Yes, flee over the River Styx and join the dead with joy - Solitudine E Pace Della Mente Sepolte Nel Cromlech Si, vola sul fiume Stige e unisciti ai morti con gioia" aprendo quindi le porte per il viaggio nell' anima. "Sunrise over Locus Mortis - Alba sul Luogo dei Morti" parte in presa diretta con un bel rifting circolare di chiaro stampo Death dove anche il growl del cantante rimane ancorata al genere; il tutto assume connotati tecnici grazie  ad arpeggi sinistri e batteria cadenzata che si alternano con movimenti più veloci in doppia cassa e riff taglienti e precisi carichi di spietata freddezza, ma anche di linee melodiche  in tremolo che portano avanti la composizione con un tono epico che si avvale anche di montanti potenti che investono l'ascoltatore senza però mai concedersi a velocità estreme, preferendo invece giocare su assoli chirurgici e atmosfere solenni dall' incedere senza sosta. Le parole ricostruiscono in presa diretta le ultime parole di un non credente condannato a morte per il suo non seguire la fede cristiana, qui vista come un inganno per pecore senza volontà ( "This secret got lost to the shepherd's flock My burning skin connects with the sands of time and thus the holy angels appear... "Drag THEM through the mud" I cried "Instead of me" "This is not the death I choose - your Christian trials are wrong!" -  Questo segreto è andato perduto all' attenzione del gregge del pastore La mia pelle bruciante si unisce con la sabbia del tempo e quindi compaiono gli angeli sacri... "Trascinate LORO nel fango" Io gridai "Invece che me" "Questa non è la morte che ho scelto" - i vostri processi cristiani sono sbagliati!" ) il quale esprime la rabbia nel suo cuore e una promessa di vendetta contro i suoi aguzzini, dichiarandosi loro eterno nemico. "Soulside Journey - Viaggio Nell' Anima" è la title track dall' intro aggressivo con batteria in quattro quarti e chitarra in pieno effetto buzz saw con i suoi giri circolari a piena potenza, andamento che però conosce anche in questo caso pause dal sapore Doom dominate da arpeggi in tremolo solenni e batteria tecnica e controllata dalla ritmica varia e mutevole, le quali poi all' improvviso lasciano di nuovo il posto a velocità più sostenute, mantenendo però sempre la trama sonora portante; La voce di Nocturno è qui cavernosa e si staglia sull' ossessivo loop di chitarra che squarcia il pezzo interrotto dalle variazioni che caratterizzano il brano. Dopo i due minuti e dieci sentiamo anche il basso di Nilsen in una corsa dove la chitarra si traduce presto in una sequenza di movimenti circolari intervallati da assoli dal gusto classico che creano un andamento cadenzato che si protrae fino ai tre minuti e venti, quando riprende il rifting tagliente accompagnato dal growl del cantante, che poi lascia spazio a lunghi momenti strumentali dominati dalle evoluzioni di chitarra, ritornando per il finale in accompagnamento alla strumentazione, segnando la conclusione del pezzo. Il testo esprime un arcano viaggio interiore delineato da immagini mistiche e solenni dal sapore astratto che scolpiscono un paesaggio interiore spettrale e misterioso, il protagonista ci comunica che "I have had this Vision of a voyage in mind and soul Through silent Somniferous scenes within the enclosed chambers of my untouched spiritual experiences - Ho avuto questa Visione di un viaggio nella mente e nel cuore Tramite silenti scene sonnifere tra le camere racchiuse delle mie inviolate esperienze spirituali" e prosegue nella descrizione di questo viaggio onirico concludendo con l' associazione di parole "Rotten Unclean Sacrifice Nightmares Unreal Psychedelic Journey Ride The Darkside Search The Soulside - Marcio Spocro Sacrificio Incubi Irreale Viaggio Psichedelico Cavalca il Lato Oscuro Ricerca l' Anima" che aumenta l' effetto estraniante e rituale di quanto descritto. "Accumulation of Generalization - Accumulo delle Generalizzazioni" è un brano strumentale senza voce dove troviamo un arpeggio di chitarra che presto si traduce in un nuovo rifting tecnico dai toni solenni con alternanza di giri circolari e arpeggi delicati, i quali per contrasto danno risalto ai momenti più concitati della composizione, la quale non rinuncia ad effetti vocali in sottofondo che mantengono l' atmosfera spettrale, portata avanti anche da effetti di tastiera con linee melodiche di cori campionati, elemento questo che non apparterrà ai Darkthrone che verranno e che quindi risalta ancora di più ed è probabilmente quello più esclusivo del lavoro, in particolare modo se pensiamo alle polemiche con gli Emperor che i nostri avranno proprio per l' uso delle tastiere in ambito Black da parte dei primi; l' andamento prosegue dunque con corse improvvise e momenti calmi dominati dagli arpeggi doom ed assoli tecnici, il tutto sempre con un' eleganza compositiva a volte però ancora forzata, mostrando come i nostri fossero ancora non  alle prime armi, ma distanti dai rappresentanti più abili del Death che avevano ottenuto un songwriting fluido e nei casi migliori totalmente originale rielaborando a proprio vantaggio gli stilemi del Thrash, mentre qui a volte percepiamo una tecnica ancora "by the numbers" e intuiamo che la vera espressione dei nostri risiederà in ben altro ambito. Pur non essendoci il cantato è presente un breve testo che sinistramente ci invita con un "Enter to realm of Satan - Entra nel regno di Satana" che mantiene la tematica mistica e anti cristiana che caratterizza tutto l' impianto tematico dell' album. "Neptune Towers - Le Torri di Nettuno" ci sorprende con una intro caratterizzata da una batteria cadenzata sviluppata su un andamento strisciante a cui si accompagnano arpeggi di chitarra incalzanti e la voce cavernosa di Nocturno; presto il tutto si converte in mitragliate cariche di riff circolari sega ossa che lasciano spazio a motivi melodici solenni ed arpeggi, mantenendo fluida la composizione giocata sull' abilità tecnica senza però mai raggiungere eccessi di virtuosismo o suite troppo complesse, mantenendo un Death si tecnico e lontano dalla brutalità di Autopsy e Suffocation, ma sempre legato alla tradizione del genere e senza velleità Avantgarde. Verso i due minuti e venti tornano gli effetti eterei di tastiera che creano l' atmosfera arcana tipica di tutto l' album, i quali poi lasciano spazio ad un momento più classico che non risparmia slanci di assoli tecnici che chiudono il pezzo accompagnando i riff verso l' improvviso finale. Il testo ha qui un' atmosfera alla Lovecraft raccontandoci a metà tra sonno e veglia di un viaggio immaginario ( "I was sent here to describe and tease the minds of the fantasy kings (of my homeland) On a ship of curiosity I sail ((oh) what treasure can be found here!) - Sono stato mandato qui per descrivere e irretire le menti dei re della fantasia (della mia terra) Su una nave di curiosità io salpo ((oh) che tesoro può essere qui trovato!)" ) dominato da una gelida atmosfera in cui le protagoniste sono le misteriosi torri dall' origine non umana, ben descritte con immagini che evocano misteri insondabili ed eterni in "They say the towers stand tall Built by hands dissimiliar to mine And Brought alive by hearts of ancient alien cultures - Dicono che le torri si ergono alte Create da mani diverse dalle mie E Portate in vita dai cuori di antiche culture aliene" proseguendo il nostro viaggio in terre interiori aliene e spettrali. "Sempiternal Sepulchrality - Sepolcralità Sempiterna" parte con un bellissimo arpeggio dalla melodia ammaliante che presto però lascia il campo ad una sequela di riff circolari d' acciaio su cui si staglia la voce di Nocturno satura di riverbero, i quali come sempre conoscono diversi cambi di tempo dai molti andamenti tra corse serrate con batteria in quattro quarti e loop di chitarra ossessivi come una sega elettrica, e pause di natura Doom con arpeggi solenni più controllati dove anche la parte ritmica e cadenzata con beat tecnici freddi e precisi, come il Death di stampo scandinavo che caratterizza tutto l' album, mantenendo il già accennato tecnicismo che evita i virtuosismi più elaborati di gruppi come gli Atheist, mantenendosi sempre fedele alla linea decisa per il songwriting, ma rendendola più vivace e non monotona. Non vi è lo stile sporco e volutamente rozzo che caratterizzerà i nostri, ma anche qui intuiamo l' influenza di Bathory e Celtic Frost nel gusto per momenti più lenti dove la pesantezza è affidata ad arpeggi in tremolo lenti ed incisivi; verso i tre minuti dopo un falso finale parte una sequenza di assoli tecnici che trascinano la composizione fino a lasciare lo spazio al basso roboante di Nilsen che chiude definitivamente il brano. Il testo ha una componente malinconica evocando un passato ormai perduto e antico, ricollegandosi alla tradizione pagana, tema caro al Death, al Viking e a certo Black di stampo scandinavo, sviluppato tramite immagini poetiche dal forte impatto che dimostrano tutta la sensibilità artistica di Fenriz, autore della maggioranza dei testi del gruppo, come nel passaggio "The Autumn leaves that fell And those who still attach the trees The Breeze that blew my hair The one I've known through all these years... -  Le Foglie d' Autunno che cadono E quelle che rimangono attaccate a gli alberi La Brezza che soffia i miei capelli Quella che ho conosciuto per tutti questi anni... " che con figure comuni all' esperienza di tutti riesce a creare qualcosa di atavico e sentito. "Grave with a View - Tomba con Vista" comincia con arpeggi in tremolo rocciosi e tastiere evocative che preparano l' atmosfera, prima dell 'introduzione del rifting serrato intervallato come da abitudine da pause più calme, andamento giocato su cambi di tempi e direzione dove anche la batteria passa dai quattro quarti a momenti cadenzati ed ariosi; il growl del cantante compare ad intermittenza per declamare la sua arringa anti cristiana, lasciando largo spazio alla strumentazione lanciata negli esercizi di tecnica prima descritti, e anche in un loop circolare gelido e tagliente che mantiene in risalto l' elemento Death Metal dell' album. Versi i due minuti e quaranta una serie di assoli tecnici segnano la composizione del brano fino ad una sequenza di riff incalzanti e serrati che chiudono con una nota aggressiva il pezzo. Il testo continua la linea mortifera e anti cristiana dell' album con immagini cariche di disprezzo e rabbia che descrivono un morente che si abbandona in blasfemie contro le figure sacre ( "I sweep my teeth in yellow Spit Rotting Christ before my eyes I spit in the mouth of the priest - Revenge for Those Who Died So what if I am fuckin' insane I'll fucking kill you anyway! - Ricopro i mie denti con Sputo giallo Gesù Maledetto davanti ai miei occhi Io sputo nella bocca del prete - Vendetta per Coloro Che Sono Morti Che importa se sono fottutamente pazzo ti ucciderò fottutamente in ogni caso!" ) dai violenti connotati, concludendo con sarcasmo nella citazione del titolo della canzone. "Iconoclasm Sweeps Cappadocia - L' Iconoclasta Spazza la Cappadocia" parte con un andamento di chitarra incalzante e tecnico dove i riff di chitarra si accompagnano a fraseggi di basso creando un bel movimento ricco di melodia quadrata e solenni punte segnate dagli strumenti a corda che svolgono egregiamente la loro funzione andando a costituire un momento fortemente Metal ricollegabile sia al Death, sia alla base del genere tutto, così come gli assoli stridenti di Zaphyrous che conoscono varie evoluzioni che vanno ad arricchire il campionario tecnico del gruppo. Troviamo poi verso i due minuti e venti una serie di movimenti di chitarra  a scalare che donano ulteriore variazione al pezzo, uno dei più tecnici di tutto il disco, mai lineare con la sua ripresa improvvisa di riff circolari in loop che si adagiano su una base dominata dagli arpeggi in tremolo che mantengono fino al finale, la linea melodica del brano. Il testo astratto prosegue l' attacco alla fede cristiana esortando a combatterla e rifacendosi alla tradizione pagana che viene contrapposta alla prima, con immagini feroci e prive di compromessi come "Cremate the soul of the Virginborn Freeze the shadow of ashes and let it float away by the Thunder listener's - Crema l' anima del figlio della Vergine Ghiaccia l' ombra delle ceneri e falle volare via dagli ascoltatori del Tuono" che non rinunciano nell' impeto a costruzioni poetiche ricche di suggestioni. "Nor the Silent Whispers - Neanche i Silenziosi Sussurri" è uno dei brani più brevi di tutto il disco introdotto da un rifting incisivo con chitarra ad accordatura bassa e il basso ben udibile messo in rilevanza che en segue l' andamento facendo da perfetto supporto ritmico così come la batteria dai toni di marcia; la voce di Nocturno si evolve anche in grida piene di effetti, mostruose come il growl mantenuto per tutto il pezzo. Al secondo minuto parte un movimento di riff circolari e assoli tecnici giostrati su abili evoluzioni che lasciano spazio ai giri di chitarra in tremolo che mantengono il motivo melodico del brano fino alla sua conclusione. Il tema è qui legato ad una rappresentazione estremamente astratta e giocata su immagini dalla non chiara interpretazione del viaggio interiore che prosegue in tutto il lavoro, parlando di sentieri spirituali dai paesaggi onirici dalle lezioni altrettanto misteriose come nel finale "Top of the White trees would mean nothing to us Nor the silent whispers from the souls of glass - In cima dell' Albero bianco non significherebbe nulla per noi Neanche i silenziosi sussurri dalle anime di vetro" che tolgono ogni dubbio, ancora ce ne fossero, sull' abilità di Fenriz con le parole e le rappresentazioni poetiche. "The Watchtower - La Torre di Guardia" si apre con assoli stridenti che accompagnano il lavoro di rifting creando un effetto struggente, i quali però presto lasciano spazio al drumming serrato e alla chitarra tagliente  organizzata in riff circolari in pieno buzz saw in loop che trascina il pezzo in corse forsennate e taglienti su cui si dirama il growl aggressivo del cantante. Superato il primo minuto parte una nuova sequenza di giri circolari in tremolo accompgnati anche qui da assoli tecnici e stridenti e questa volte pure da tastiere ben dosate che caricano il brano di atmosfera solenne e mistica mentre le modalità del rifting sono votate all' assalto sonoro, ma non mancano i soliti arpeggi melodici e più tranquilli che mantengono l' aspetto tecnico e controllato con un Death preciso e pulito lontano dalla brutalità estrema, ma anche da eccessi melodici che lo andrebbero ad annacquare, il quale usa con perizia, anche se non con molta originalità, tutti gli stilemi del genere per creare un buon brano che si conferma tra i migliori del lavoro. Il testo chiude il viaggio dei morti nel mondo spirituale oltre la osglia, rappresentato sempre con abili parole che seguono costruzioni in grado di scolpire misteriosi paesaggi spettrali carichi di una sacra celebrazione del percorso tramite andamenti rituali come in "Sacred Ground, Rotten Earth Ashes To Dust Flesh Decomposed Caressing the sacred ground where the deadened corpses lie - Terreno Sacro, Terra Marcita, Cenere alla polvere Carne Decomposta Accarezzando il sacro terreno dove giacciono i corpi dei morti" e concludendo perfettamente con la solenne ed epica frase "A humanoid watchtower, reaching for their souls to the Sky For a glance onto The Other Side.... - Una torre di guardia umanoide che si protrae per le proprie anime verso il Cielo per uno sguardo dall' Altra Parte..." che crea un effetto di meraviglia e allo stesso tempo timore. "Eon - Eone" è la strumentale finale caratterizzata all' inizio da arpeggi circolari in tremolo che la introducono, preparando la base sonora su cui si stagliano i beat di batteria a cura di Fenriz, ora in quattro quarti, ora cadenzati e dai ritmi vari; nella struttura si insinuano suoni di tastiera dal gusto spettrale che vanno ad intersecarsi con il loop di chitarre fredde dedite a giri circolari che vanno creare un pezzo tecnico dove il campo è dominato dalle evoluzioni di chitarra e batteria senza perdere d' occhio la direzione generale del pezzo grazie alla linea guida segnata dall' incedere incalzante delle chitarre rocciose cariche di riff potenti, e dal basso greve in sottofondo che accompagna gli altri strumenti facendo da supporto ritmico.

In conclusione "Soulside Journey" è un buon album di Death Metal con molti punti in comune con la scuola svedese dell' epoca, non eccessivamente melodica e lontana spesso dai suoni più grezzi e fangosi della scuola americana, che trova qualche spunto originale nell' uso delle tastiere per dare atmosfera ai brani. C'è la tecnica e la competenza, ma a volte sembra che manchi ancora l' anima e che si segua un certo modus operandi derivato dal mantenere la linea creata da altri con particolare attenzione; sarà decidendo di abbandonare questa tecnica e abbracciando il loro lato più primordiale dando spazio all' influenza di Bathory, Hellhammer e Celtic Frost tra tutti che i Darkthrone troveranno la loro vera strada segnando la storia del Black Metal più grezzo e mortifero che dominerà da li a poco la Norvegia; al contrario di quello che pensano alcuni, per chi scrive i nostri hanno intuito con ragione che il Death era un genere in cui potevano fare bene, anche molto, ma non eccellere mancando la vera spinta espressiva che invece troveranno nel Black. Non di meno un buon inizio che segna la partenza di uno dei gruppi cardine del Metal anni novanta.

1) Cromlech
2) Sunrise over Locus Mortis
3) Soulside Journey
4) Accumulation of Generalization    
5) Neptune Towers 
6) Sempiternal Sepulchrality    
7) Grave with a View
8) Iconoclasm Sweeps Cappadocia    
9) Nor the Silent Whispers    
10) The Watchtower    
11) Eon    

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