DAN SWANO

Moontower

1998 - Black Mark

A CURA DI
FRANCESCO PASSANISI
16/04/2011
TEMPO DI LETTURA:
9,5

Recensione

Dan Swano è considerabile come uno dei veri e propri perni della scena musicale svedese. Produttore di alcuni dei più importanti gruppi metal svedesi e internazionali (Per citarne alcuni: Opeth, Katatonia e Novembre) e apprezzato musicista e songwriter (Nightingale, Edge of Sanity,Bloodbath, Katatonia e altre varie comparse in importanti progetti), il buon Dan è conosciuto da tutti come una persona concreta, per niente interessata al music business e come un musicista geniale capace di unire il suono estremo del Death Metal alle sue influenze Progressive, Fusion e Jazz.  Come se per lui fosse arrivato il momento di mettere il suo nome e la sua faccia in prima linea, nel 1998 esce "Moontower", suo primo (e finora unico) album solista. Il disco si apre con "Son of the Night", che subito ci offre un interessante contrasto tra chitarre e growl di matrice death e tastiere e sintetizzatori di chiara estrazione Progressive Rock, con interessanti intermezzi acustici e pianistici che sembrano fatti apposta per strappare la mente dal corpo dell'ascoltatore e trascinarla in posti lontani. Un bell'intro di Mellotron ci introduce la fantastica "Patchworks" dove Swano mostra grande attenzione per gli arrangiamenti di chitarre e voce che vanno a fondersi perfettamente con le splendide trame intessute dalla tastiere, mentre basso e batteria reggono una ritmica che sicuramente non mancherà di imprimersi a fuoco nelle menti degli ascoltatori (Ricordiamo che tutti gli strumenti sono suonati da Dan stesso). Si continua con la splendida "Uncreation" dove il growl acido e personalissimo di Dan Swano (Soprannominato "Il Cavernicolo" per questo suo Growl pesante e sentito) e le splendide melodie intessute dalle tastiere (che sono forse le vere protagoniste dell'album) formano un contrasto di sicuro impatto, contrasto che appare comunque molto compatto grazie alla classe compositiva di questo grande musicista svedese. Lasciamo un capolavoro per incontrare subito un altro, "Add Reality", un gran pezzo di vero Progressive Metal che ci viene introdotto da un meraviglioso riff di pianoforte sul quale irrompono chitarre e tastiere di pregevole fattura regalandoci un pezzo che difficilmente uscirà dalle nostre menti tanto presto, grazie anche alla fantastica espressività del cantato del buon Swano e al contrasto tra parti aggressive e parti più melodiche dove fanno capolino anche ottime Clean vocals. L'outro rilassato di "Add Reality" fa da perfetto contraltare al feroce intro di "Creating Illusions" dove il buon Dan si rende protagonista di una prova magistrale alle chitarre e dietro al microfono, regalandoci un pezzo articolato e complesso, ma senza mai annoiare l'ascoltatore. Tastiere e chitarre che suonano all'unisono ci regalano lintro di "The Big Sleep", un pezzo che ci conferma ancora una volta la bravura di Swano come polistrumentista. La strumentale "Encounterparts" permette al musicista svedese di mostrare in pieno tutta la sua abilità di songwriter e strumentista grazie ad un serratissimo riff di chitarra distorta che lascia presto spazio ad un pregevole arpeggio di chitarra acustica che permette all'ascoltatore di far vagare la sua mente in posti lontani grazie al contrasto tra synth, chitarra acustica e chitarra elettrica. Dopo questo magnifico pezzo strumentale arriviamo a "in Empty Phrases", brano di chiusura dell'album, che ci regala un'altra magistrale prova dell'abilità compositiva di questo genio musicale svedese. Quando la mente tornerà nei nostri corpi dopo quest'intenso ed emozionante viaggio in una dimensione parallela dove la musica sembra prendere vita e forma per regalarci un mondo del tutto diverso da quello che conosciamo noi, capiremo di aver ascoltato una vera e propria pietra miliare della musica, scritta e suonata con l'eleganza e la maestria di un vero genio.


1) Sun of the Night
2) Patchworks
3) Uncreation
4) Add Reality
5) Creating Illusions
6) The Big Sleep
7) Encounterparts
8) In Empty Phrases