CRADLE OF FILTH

Dusk.... And Her Embrace

1996 - Music For Nations

A CURA DI
FRANCESCO PASSANISI
15/01/2012
TEMPO DI LETTURA:
9,5

Recensione

I Cradle of Filth sono sempre un gruppo difficile da recensire. Alcune scelte stilistiche sul loro sound e sulla band stessa li hanno resi uno di quei gruppi che suscitano le reazioni più disparate tra i fan del metal. C'è chi li ama, chi li odia, chi li considera poco e via dicendo. C'è però un album che sembra essere riuscito a mettere d'accordo fan e critica e ad avere pochissimi detrattori . Sto parlando del bellissimo "Dusk and Her Embrace", album del 1996 che, con il suo Symphonic Black Metal feroce ma attento alla melodia si è guadagnato un bel posto nella storia del genere.

E basta superare il bell'intro "Humana inspired to nightmare" e farci avvolgere dalle note di "Heaven Torn Asunder" perchè il motivo di questo successo diventi subito chiaro. L'atmosfera si fa presto scura e minacciosa mentre Dani Filth ci narra di antiche e maligne leggende con il suo personalissimo screaming e le chitarre battagliano in riff veloci e brutali ma che riescono lo stesso ad imbastire una melodia che resta impressa. Se "Heaven Torn Asunder" non vi ha ancora convinto della qualità di questa piccola perla, a farlo ci penserà il capolavoro "Funeral in Carpathia", pezzo brutale e velocissimo che non dimentica un certo grado di melodia e mantiene sempre quell'atmosfera minacciosa che permea l'album (provate, come ho fatto io, ad ascoltarlo in macchina in mezzo alla nebbia e ditemi se non avete rimpianto di non avere Van Helsing con voi). Con "A Gothic Romance (Red roses for the devil's Whore)" ci troviamo di fronte ad un altro grande capolavoro musicale con riff di chitarra ispiratissimi e un songwriting eccezionalmente bilanciato tra melodia, brutalità e pathos. "Malice Through the Looking Glass" si apre con un bellissimo intro orchestrale che lascia subito spazio allo screaming estremo di Dani Filth e alla cavalcata di chitarre e tastiere che ci consegna un gruppo dalle elevate qualità musicali. Cori femminili e un ottimo lavoro di batteria sono alla base di "Dusk... and Her Embrace", Titletrack che si pone tra i pezzi migliori dell'album con il suo andamento brutale inframmezzato da morbosi rallentamenti dove è l'evocatività degli strumenti sinfonici a far da padrone. L'album continua con "The graveyard by moonlight", lungo intermezzo sinfonico che ci mostra l'attenzione riposta dai Cradle of Filth nelle orchestrazioni che diventano parte integrante del loro sound senza dare l'impressione di essere semplicemente un elemento decorativo, che apre la strada al mid-tempo "Beauty slept in sodom" dove Dani Filth duetta con una suadente voce narrante femminile prima che chitarre, basso e batteria si lancino in una cavalcata furiosa che annichilisce completamente l'ascoltatore prima di cedere il passo a "Haunted Shores", traccia finale dell'album che chiude perfettamente questo lungo viaggio in terre desolate, oscure e violente dove il Male sembra aver preso il potere.


1) Humana Inspired To Nightmare
2) Heaven Torn Asunder
3) Funeral In Carpathia
4) A Gothic Romance
(Red Roses For The Devil's Whore)
5) Malice Through The Looking Glass
6) Dusk And Her Embrace
7) The Graveyard By Moonlight
8) Beauty Slept In Sodom
9) Haunted Shores

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