CRADLE OF FILTH

Darkly Darkly Venus Aversa

2010 - Peaceville Records

A CURA DI
FRANCESCO PASSANISI
29/03/2011
TEMPO DI LETTURA:
9

Recensione

I am She

Lilith

Mistress of the dark

Of Sheba

First offender

And succour to demons

Whose sweet seductions and wicked rites

Lead all too enslaved by the flesh

To trespass against God's holy law

And tonight I come for you



Si apre così Darkly Darkly Venus Aversa, ultima fatica di una delle più controverse band dell'intero panorama metal, gli amati-odiati Cradle of Filth. Fautori di un suono che richiama alla mente le sonorità Black Metal più feroci ed assassine condite da una robusta inserzione sinfonica nel loro sound e da un occhio di riguardo per la melodia e a quel tocco di commercialità che in certi casi ha inficiato la piena riuscita dell'album. Dopo due uscite sicuramente mediocri come "Nymphetamine" (2004) e "Thornography" (2006), erano in pochi a sperare in un ritorno in pompa magna come quello di "Godspeed on the devil's Thunder", bellissimo concept album sulla vita del condottiero e omicida francese Gilles de Rais. Inseriamo il nostro cd nel lettore e veniamo accolti da una voce femminile sexy ma al contempo maligna che si presenta. Lei è Lilith, personaggio proveniente dalla mitologia biblica ebraica, ma le cui tracce si possono seguire anche nelle mitologie più disparate. Seguendo la mitologia ebraica Lilith fu la prima donna creata da Dio, alla pari di Adamo, E fu anche il primo essere vivente a disobbedire alla volontà divina rifiutandosi di giacere accanto ad Adamo e soddisfarne le voglie sessuali. Per questo fu maledetta e trasformata in un demone assetata di sangue infantile e di Seme maschile. Ed è attorno a questo oscuro personaggio (che col tempo ha assunto diverse connotazioni, tra cui simbolo femminista e progenitrice della razza dei Vampiri) che si sviluppa questo nuovo concept album dei vampiri inglesi.La suadente voce di Lilith lascia presto spazio ad una cavalcata furiosa e maligna che ci fa subito capire lo stato di forma del gruppo: Drumming precisissimo e annichilente, Riffing chitarristico violento ma sempre con quell'ottima ricerca melodica che ha sempre contraddistinto lo stile del buon Paul Allender, inserzioni tastieristiche che riescono ad amplificare l'epicità del pezzo e un Dani Filth assolutamente sugli scudi con la sua personalissima mistura di growl scream che è ormai diventato uno dei suoi marchi di fabbrica. "The Cult of Venus Aversa" (uno dei capolavori dell'album) lascia le nostre orecchie per venire soppiantata da "One Foul Step From the Abyss" che ci trascina direttamente nel medioevo, grazie anche alla complicità delle ottime linee tastieristiche e dell'ottimo riffing chitarristico che ben rendono l'idea dell'oscura magnificenza di quest'epoca. Giungiamo alla terza traccia, la bellissima "The Nun with Astral Habit" e subito veniamo annichiliti da blast beat dirompenti e dalla violentissima voce di Dani Filth che si fondono in una cavalcata che subito ci riporterà in mente i vecchi fasti di "Dusk and Her Embrace", grazie anche alla grandissima capacità di Paul Allender di unire violenza e melodia nel suo riffing con uno stile unico. La prima cosa che ci colpisce di "Retreat of the sacred heart" è la grande cura per le orchestrazioni sinfoniche. Archi, Fiati e cori si alternano alle chitarre per formare una linea melodica violenta ma al tempo stesso magnificente che sicuramente si imprimerà a fuoco nei cuori degli ascoltatori. Arriviamo a "The persecution song" meraviglioso pezzo dove i ritmi si rallentano per mostrarci la vena più atmosferica e melodica del sestetto vampirico di Suffolk. Accelerazioni fulminee e rallentamenti morbosi sono alla base di un pezzo che non mancherà di trasportare l'ascoltatore nel mondo oscuro e sensuale che i Cradle stanno dipingendo con la loro musica. "Deceveing Eyes" è un pezzo che non mancherà di riportarci alla mente una conoscenza molto cara a noi appassionati di metal estremo... Sto proprio parlando del mai troppo compianto Quorthon e dei suoi Bathory, impreziositi però da sezioni orchestrali che stupiscono per la loro bellezza e la cura in fase di produzione. Veniamo a "Lilith Immaculate", pezzo che i Cradle of Filth avevano reso disponibile qualche mese prima dell'uscita dell'album. E dobbiamo proprio dire che è stata proprio una scelta azzeccata. Un Songwriting fresco e dinamico che, ci riportandoci subito alla mente il buon "Cruelty and the Beast", spiega benissimo lo stato di forma dei Cradle of Filth, che possiamo ormai considerare pienamente ripresi dalla crisi creativa che li aveva attanagliati nei primi anni del nuovo secolo. "Lilith Immaculate" lascia le nostre orecchie per far spazio a "The Spawn of Love and War", una cavalcata che fonde benissimo Blast Beat, violini e chitarre distorte e che ben ci da un' emblema di quel Symphonic Black Metal che i Cradle sembravano aver abbandonato per spostarsi su lidi Gothic più commerciali. Il nono pezzo, "Harlot on a Pedestal" è un altro grande esempio di Symphonic Black Metal. Maestoso, epico ma comunque sempre feroce e violento nella sezione ritmica e solistica, coadiuvata dall'ottima voce di Dani Filth che ci regala sicuramente una prestazione Maiuscola dietro al microfono (che speriamo confermi anche in sede Live). Arriviamo al primo singolo dell'album, "Forgive Me father (I have Sinned)". Mi è capitato di leggere certi commenti che lo dipingevano come un pezzo commerciale... Beh, CE NE FOSSERO DI PEZZI COSI' "COMMERCIALI". Songwriting da oscar, riffoni di chitarra che entrano in testa e non escono più nemmeno a fucilate e il contrasto tra voce femminile e voce maschile che ben dipinge, nelle nostre orecchie, l'oscurità del concept che i Cradle ci hanno regalato. La chiusura di questo meraviglioso viaggio che si è snodato attraverso secoli di storia taciuta o poco raccontata è affidata a "Beyond Eleventh Hour", altra cavalcata furiosa ma al contempo epica che ben conclude questo viaggio attraverso la storia inseguendo il culto della "Venere Rovesciata", ideale di donna diametralmente opposto quello impostoci dal cristianesimo (Lilith è considerata l'esatto contrario della Madonna, ovvero della donna che tacitamente accetta la volontà divina). Insomma, i Cradle scrivono ancora una volta un grande capitolo della musica estrema mondiale confermando al contempo il loro ritorno dopo un periodo di crisi... Non c'è altro da dire se non, BENTORNATI CARI CRADLE.


1) The Cult of Venus Aversa
2) One Foul Step From the Abyss 
3) The Nun with the Astral Habit
4) Retreat of the Sacred Heart
5) The Persecution Song
6) Deceiving Eyes
7) Lilith Immaculate
8) The Spawn of Love and War
9) Harlot on a Pedestal
10) Forgive Me Father (I Have Sinned)
11) Beyond the Eleventh Hour

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