Controsigillo

Controsigillo

2012 - autoprodotto

A CURA DI
DIEGO PIAZZA
10/10/2012
TEMPO DI LETTURA:
7

Recensione

I Controsigillo sono un giovane realtà del panorama metal italiano, sebbene i primi cromosomi della band piemontese risalgono al 1999 dall’incontro tra il cantante Enrico Pulze e dal chitarrista Simone Costadone. Come tutte le rock/metal band del mondo i Controsigillo iniziano a farsi conoscere suonando cover di band famose, prima di cimentarsi nel scrivere materiale autoctono che finisce nel loro primo demo ufficiale, “Chaos 3.9.1.”. Il demo suscita buone impressioni all’estero ma la band rifiuta alcune proposte discografiche e , anche dopo anche alcuni avvicendamenti di line- up, soltanto otto anni dopo la pubblicazione del demo riesce ad entrare in studio per le registrazioni del loro primo full-lenght. A completare la formazione, oltre ai già citati Pulze e Costadone c’è l’altra chitarra di Davide Manna, Giorgio Piga al basso e Salvatore Mango alla batteria.   Il logo dei Controsigillo ha tutti i crisma delle copertine metal, mentre la cover mette in primo piano una mano aperta con un sigillo a forma di rosa, con sullo sfondo un campanile stile Big Ben. Passiamo all’analisi track by track dell’album che come primo lavoro porta lo stesso nome della band. Un breve e delicata introduzione, chiamata appunto semplicemente “intro” è il viatico di “Crop Circles” , che inizia con un suono lugubre e scarno di chitarre basse , la voce di Enrico Pulze è modificata e la canzone emana un senso di disagio totale: è una sorta di incrocio bastardo tra King Diamond e i Moonspell. Malefico è anche l’approccio della terza traccia, “Infected Ozxygen” che proprio come liriche trasuda un senso di fobia, di soffocamento nell’inquinamento che avvolge l’aria irrespirabile delle nostre città malate.In realtà Enrico Pulze ci ha spiegato che la canzone parla del tentativo di un persona di convincere l’amico a smettere con le droghe. Musicalmente, ancora un volta il riffing delle chitarre avvolge l’ascoltatore come un mantello nero nell’oscurità totale e non mancano nemmeno accelerazioni quasi da metal estremo.  Forse la voce di Pulze non sempre pare sempre adatta al contesto, e una pronunzia migliore dell’inglese gioverebbe ma tutto sommato la sua ugola contribuisce anch’essa a creare quel senso di angoscia che permea le canzoni dei Controsigillo.  Molto in chiave moderna l’approccio iniziale di “Arabian Chaos”, rifacimento di un vecchio cavallo di battaglia dei Controsigillo. Nella canzone, che tratta il tema delle “guerre sante” per motivi religiosi , in evidenza anche alcuni acuti di Pulze che pare in grado di raggiungere vette notevoli sulle note alte, nella parte metal classica centrale ritrovo molto ancora di King Diamond. Ancora il tema ecologico prende il sopravvento nell’emblematica “Chernobyl” , che ha anche alcuni suoni e momenti alternativi , sebbene non riesca forse ad avere un personalità da renderla memorizzabile dopo pochi ascolto.   Un cosa è certa: i Controsigillo sono un band dall’impatto non semplice, per apprezzarne le singole sfumature sono necessari diversi ascolti, piuttosto tecnica e oscura risulta anche “Experiment 3-9-1” . “Voo-Doo Samba” è un omaggio anche piuttosto evidente sempre a King Diamond , autore diversi anni fa di un horror-concept ambientato in Louisiana tra morti viventi e lugubri riti magici. Tamburi ritmati sullo sfondo delle chitarra acustica creano già una strana suggestione, un danza macabra con distorsioni che precedono le liriche delle canzone. Buoni anche i cambi di ritmo e i momenti solisti dei due chitarristi. “Lupin e il cubo di Rubik” è come recita il titolo un omaggio ad un cartone animato celebre e ad un gioco che ha appassionato più di una generazione di ragazzi. La canzone ha un inizio quasi celebrativo, con la voce che sembra una sorta di oracolo poi man mano vengono introdotti i personaggi della “compagnia di Lupin”; francamente nel complesso la song non convince del tutto sembra troppo forzata nel seguire le liriche pittoresche. Nel brano vi è una piccola parte in italiano dove si invita Lupin a non cadere nelle trappole sentimentali di Fujico, l'affascinante "ladra" che spesso inganna nei cartoni animati il protagonista con le armi della seduzione. Il cd contiene la song “Infected Oxygen” dal vivo e alcune bonus track “nascoste” che non solo altro che le versioni demo di alcune loro canzoni già contenute sul primo album.  Come già detto i Controsigillo sono un band dall’ascolto non immediato e ci vuole un po’ per appezzare il loro sound, per altro la produzione cupa non sappiamo se è stata una scelta del tutto voluta ma piuttosto una carenza in fase di missaggio e produzione dei suoni. Oltre a questo, come già sottolineato in alcuni canzoni, nei Controsigillo è costante quel senso di disagio, quella paura di vivere in un mondo pieno di pericoli e di tentazioni , la colonna sonora di un essere umano oramai abbandonato all'apatia assoluta, una sorta di desertificazione dei sentimenti più candidi e autentici del nostro vivere comune. Del resto molto spesso le canzoni riflettono lo stato d'animo della società in cui viviamo e, in particolare in questo grande periodo di incertezza dovuto al perdurare della crisi economica mondiale e normale il prevalere dii visioni negative, angoscianti e demoralizzanti, per altro in un mondo in cui ogni giorno vi sono guerre dimenticate e interi continenti in agonia, come l'Africa. Tornando però alla musica dei Controsigillo e al loro primo full-lenght, devo dire che la band piemontese merita la giusta attenzione anche nel variegato panorama del metal italiano, sono piuttosto intensi e originali. Certo essendo un auto produzione non si poteva pretendere una produzione dei suoni cristallina e c'è ancora da lavorare sui testi e anche sulla composizion delle canzoni ma la band ha un ottima tecnica di base che molto ben sperare nel futuro.


1) Intro
2) Crop Circles
3) Infected Oxygen
4) Arabiam Chaos
5) Chernobyl
6) Chaos 9.3.1
7) Voo-Doo Samba
8) Lupin III e il cubo di Rubik
9) Infected Oxygen (Live)