CINDERELLA

Night Songs

1986 - Mercury

A CURA DI
ANDREA CERASI
15/03/2019
TEMPO DI LETTURA:
8

Introduzione Recensione

Il vento caldo della California soffia verso est, investendo Filadelfia. In questa città, una banda di ragazzini scalmanati, chiamata Saints In Hell e affascinata dal glam rock anni 70, dal blues e dall'heavy metal, cerca a tutti i costi il successo, ma non riesce a trovare un contratto. È il 1982 quando il cantante Tom Keifer, voce screziata di ruggine e attitudine animalesca, e il bassista Eric Brittingham mettono in piedi la primissima line-up, che agli inizi del 1983 converte il nome in Cinderella in onore della gattina del chitarrista Kelly Smith, a sua volta ripreso non dalla celebre fiaba di Cenerentola, ma dalla rivisitazione in chiave porno che i ragazzi guardano assiduamente in vhs. Inizia subito una gavetta fatta di numerosi concerti in giro per lo Stato della Pennsylvania e che in poco tempo dona loro visibilità e raccoglie i primi fans. In città molti hanno il presentimento che la formazione abbia le carte in regola per affrontare una splendida carriera, lo si nota dagli incendiari concerti, dalle ottime canzoni e dal grande gusto melodico che li contraddistingue dalla massa. È proprio durante uno di questi devastanti live che i Cinderella vengono notati dal leggendario Gene Simmons dei Kiss, talent scout per eccellenza, che procura loro l'incontro con i dirigenti della Polygram. La demo-tape, contenente una manciata di pezzi registrati con mezzi grossolani, non convince gli addetti, e così la band viene respinta dopo il primo colloquio. Nonostante la delusione, Keifer e soci non si arrendono, rimboccandosi le maniche e ricominciando a macinare chilometri alla ricerca di palchi sempre più grandi dove proporre la propria musica, cercando di arrivare a più orecchie possibili. Bisogna attendere più di un anno, esattamente l'esibizione all'Empire Rock Club di Filadelfia, per trovare una seconda occasione, quando Jon Bon Jovi e il manager Derek Shulman, entrati casualmente nel locale per bere qualcosa, restano colpiti dalla bravura dei ragazzi e dalla loro attitudine selvaggia, molto più vicina all'heavy metal che all'hard rock. Rientrati nuovamente negli uffici della Polygram grazie alla pressione di Bon Jovi, i Cinderella firmano il loro primo contratto, ma si tratta di un contratto di prova per soli sei mesi, perché la produzione nutre forti dubbi sullo stile musicale, ancora troppo grezzo. Nel 1984 lo sleaze metal ancora non è esploso del tutto, per questo le etichette ci vanno con i piedi di piombo, c'è una fervente scena nei dintorni di Los Angeles, ma resta ancora confinata più che altro in California. Bon Jovi, da sempre lungimirante e proveniente anche lui dalla costa ovest, ha il presentimento che qualcosa stia per cambiare e che una nuova ondata musicale stia soffiando in tutti gli Stati Uniti, per poi diffondersi nel resto del mondo. I cambiamenti non tardano ad arrivare, l'anno seguente, infatti, è quello decisivo, e in pochi mesi, tra il 1984 e il 1985, centinaia di glam metal band si affacciano alle radio e alle tv del pianeta, raggiungendo un successo incredibile grazie anche alla spinta di MTV. È il momento giusto per esordire su disco, a questo punto la formazione dei Cinderella cambia, entrano Jeff LaBar alla chitarra, sostituendo Kelly Smith, che formerà i Britny Fox, e Jim Dmec alla batteria, ed iniziano i lavori per il debutto sotto la supervisione del fido Jon Bon Jovi e della Mercury/Polygram Records, che punta fortemente su una campagna pubblicitaria per vendere vagonate di copie e sulla giusta levigature delle tracce, ripulite per l'occasione e rese a puntino per le classifiche dal produttore Andy Johns, figura che ha tra le collaborazioni importati gruppi come Rolling Stones e Led Zeppelin. Le registrazioni di "Night Songs" sono lunghe e intermezzate da una serie di avvicendamenti in formazione, tanto che la band non riesce a trovare un batterista stabile: Dmac viene sostituito dopo poco da Jody Cortez, che registra ogni brano, per poi essere nuovamente rimpiazzato, poco prima della pubblicazione, da Fred Coury, che comparirà nei videoclip dei singoli, pur non avendo suonato nel disco. Nell'estate del 1986 l'album di esordio vede la luce: il logo della band, disegnato dalla prima moglie di Tom Keifer, è in bella vista e sovrasta i quattro ragazzacci, truccati e agghindati come ogni glam metal band dell'epoca, e ben tre singoli sono programmati dalla Mercury per assicurarsi i passaggi su MTV. Il successo è immediato, "Night Songs" mostra una band agguerrita, un ibrido tra AC/DC e Aerosmith ma con spiccate influenze blues, che diverranno più presenti nei dischi seguenti, e un gusto melodico fuori dal normale.

Night Songs

Le campane rintoccano, le chitarre si impennano, e un ritmo minaccioso come una notte tempestosa introduce la danza scheletrica di Night Songs (Canzoni Notturne), bomba mid-tempo che incute timore e che narra la sporca leggenda del musicista rock, sempre in giro per locali notturni, con la fida chitarra in spalla, pronto a urlare il proprio disagio, la propria miseria, per riscattarsi da una vita difficile. Il riff principale sembra un lamento, un ululato grottesco, poi la voce di Tom Keifer irrompe velenosa: "Facendo questo lavoro non si pagano le bollette. Stanco e malato, la corsa al successo cattura le mie emozioni, girando per strada con neanche un centesimo in tasca. Scende la notte e sono pronto a spaccare". Ripercorriamo le emozioni del giovane musicista, un solitario con la passione per la musica dura e col sogno del successo ancora relegato nel cassetto. Ma il ragazzo non demorde, il giorno riposa, vive di pochi spicci, ma la sera si prepara, macinando chilometri su di un carretto, spostandosi da un palco all'altro. "Ho bisogno di un po' di benzina, sto raggiungendo la strada 116 e sento caldo, vedo il vapore. Dimentica il giorno perché stiamo per urlare". La grinta e l'adrenalina del concerto lo divorano, gli danno la carica per affrontare il pubblico e la notte. La sua musica si espanderà nell'aria notturna, calda, inondando i timpani dei presenti. Il ritornello è seducente, ipnotico, poggiato su una quartina colma di rabbia: "Canzoni notturne ululano nella luce, cantando canzoni notturne si rende bella la giornata. Alzate i bicchieri, assaggiate queste canzoni notturne". Il riscatto della giornata giunge nel momento in cui il musicista canta e suona la sua musica, orgoglioso di donare l'arte alla piccola folla davanti al palco. Il ritmo non cambia, procede lento e velenoso, trascinandosi, come sabbia del deserto spostata dal vento, verso un'altra strofa: "Viaggiando verso est e viaggiando verso ovest, dormendo tutto il giorno ma senza mai riposare. Guardando il tempo che sta fermo, non è giusto, vivere il momento, è tempo di tenerlo stretto". Si viaggia da una parte all'altra, di città in città, macinando migliaia di chilometri in auto. Passano le giornate, eppure il tempo sembra fermo, stanco, paralizzato, e il musicista non riesce mai a rilassarsi, perché oppresso dalla miseria della vita, dai sogni di gloria che non sembrano mai arrivare, dai problemi quotidiani. L'assolo è freddo e pungente, quasi un vagito disperato. La felicità è solo sul palco, e allora cerca di godersi il più possibile quei momenti preziosi. Un inno alla notte, un inno alla musica come libertà dai mali e dalle fatiche.

Shake Me

Il delirio carnale e la passione sfrenata si chiamano Shake Me (Scuotimi), pezzone di sporco hard rock influenzato dagli AC/DC, dove chitarre e basso si incrociano duellando tra loro in un andamento schizofrenico e agitato. I colpi inferti alla batteria sono potenti e diretti. "Ho incontrato questa ragazza attorno alle dieci meno un quarto, lo abbiamo fatto una volta, lei ha detto di farlo ancora, mi ha inondato del suo amore per tutta la notte e al mattino abbiamo continuato a darci dentro". Il vocalist racconta dell'incontro con una donna fatale, insaziabile, attratta da lui in modo maniacale. L'attrazione è talmente forte tra i due che subito dopo essersi conosciuti finiscono a letto insieme, dove fanno sesso per tutta la notte, fino all'alba. Nel pre-chorus Keifer si crogiola nel suo edonismo, ammettendo che il tutto sia stato molto piacevole e che lo abbia reso felice e spensierato. "Ora lasciami dire che tutto ciò è stato molto piacevole, la prima volta che ho visto quella ragazza sapevo già cosa voleva. Tutto ciò ti fa sentire bene, senza difficoltà, e lei non voleva problemi". Lei non voleva problemi, e con ciò si intende che era una questione di sesso occasionale e nient'altro, un istinto animalesco, viscerale, come quello che si impossessa della band per affrontare un ritornello godurioso e sfrenato, tipicamente glam: "Scuotimi tutta la notte, lei disse. Scuotimi e non fermarti. Scuotimi tutta la notte, piccolo mio". Si prosegue imperterriti, sempre su lidi rock n' roll: "Abbiamo urlato e ci siamo graffiati, scatenandoci a letto. Non sono mai riuscito a togliermela dalla mente, e adesso lei fa quelle chiamate generose, ma mi stritola con l'indifferenza, mi fa innervosire". Le chiamate di cortesia innervosiscono il cantante, i due sono rimasti amici, confidenti, ma l'attrazione animalesca è terminata, lo sfizio è stato tolto una volta per tutte. Il bridge è fulmineo, così come l'assolo di Jeff LaBar, dove una melodia zuccherina fa timidamente capolino: "Lasciamo che il fuoco bruci tutta la notte, perché abbiamo fatto tutto così bene. Tutta la notte, vieni da me, eccitami come si deve". Un brano sull'edonismo giovanile, sull'attrazione sessuale, sugli eccessi notturni, un singolo lanciato in tutte le classifiche mondiali e che nel videoclip cerca di ricreare la favola di Cenerentola, ovviamente riadattandola alla nostra epoca e al giusto contesto, dove una ragazza, costretta a restare in casa dalle cattive sorelle maggiori, si addormenta nella sua camera da letto sognando di ritrovarsi al concerto della band. Nel sonno si ritroverà preda di fantasie eccessive e di pulsazioni sensuali, fino allo scoccare della mezzanotte, quando il sogno avrà fine e lei dovrà tornare a casa. Simbologia semplice ma efficace, dannatamente anni 80.

Nobody's Fool

Forse il pezzo più audace e più bello del disco, Nobody's Fool (Lo Sciocco Di Nessuno), power ballad che si avvale di un bel videoclip, anch'esso ispirato dalla fiaba di Cenerentola e con le stesse protagoniste del video di "Shake Me", che in questo caso inseguono la band per girare un video con loro, all'interno di un capannone. Il ritmo è leggiadro, l'arpeggio di chitarra mistico, in sottofondo si alzano le tastiere, e la prima strofa avvolge con estrema semplicità: "Conto le lacrime cadute che cadono davanti agli occhi. Sembra un migliaio di anni da quando abbiamo rotto i legami. Ti chiamo al telefono ma non ho avuto miglioramenti. Siediti da sola, è tempo che tu te ne renda conto". Quella che si racconta è una storia amara, un amore finito in lacrime, lontano nel tempo. Poi arriva il tempo del perdono, lui chiama lei, ma questa rifiuta di fare pace, ancora in collera, delusa dall'amante. Ma questi le rimprovera di essersi allontanato perché si sentiva trattato male, come uno stupido. "Non sono il tuo sciocco, non sono stupido, non sono lo sciocco di nessuno", il ritornello poggia su cori alla Def Leppard, è bello e assolato come un giorno estivo, e fa percepire sulla pelle un'aria estiva. Basso e batteria in primo piano, si inseguono per poi farsi da parte per il riff principale di chitarra, sulfureo e astratto. "Hai preso la tua strada, io prenderò la mia, il sentiero di entrambi è già stato battuto, cercando un cambiamento di ritmo. La vita ha bisogno di essere addolcita. Ho cantato il mio cuore solo per fare un centesimo con cui ho comprato il tuo amore, ma adesso ho cambiato opinione". Il destino della coppia sembra già scritto, ognuno deve farsi da parte, proseguire il proprio cammino da solo. La vita è imprevedibile, ma è giunto il momento di darsi da fare per cambiare la situazione, dimenticare il passato e guardare al futuro. Lui si rammarica di essere stato fin troppo dolce con la sua donna, facendosi anche sottomettere in nome dell'amore, ma adesso ha il coraggio di gridare il suo disprezzo. Il brano va avanti seguendo lo stesso ritmo, dopo l'assolo il ritornello viene ripetuto innumerevoli volte, entrando nella testa, cullandoci nell'amara illusione. Delicato e bello da morire.

Nothin' For Nothin'

Nothin' For Nothin' (Niente Per Niente) è una delle canzoni più melodiche, dall'irresistibile andamento e dalla bellissima melodia sulla quale sono costruite le strofe e i pre-ritornelli. Il pezzo è incentrato sul bisogno di eccessi che può investire ognuno di noi, e sul superamento dei limiti in grado di capovolgere situazioni favorevoli trasformandole in situazioni catastrofiche. "Quando vedi il tuo volto allo specchio, non ti sembra che la fine si stia avvicinando? Tutta la tua vita spesa da vincitore, ora il buco che hai scavato è più profondo". Da vincitore a perdente in un baleno, perché quando non si conosce la concezione dei propri limiti si rischia di perdere il controllo, come è sottinteso nel pre-chorus: "Stai dicendo parole che non fanno rima, perderai tutto quanto perché non riesci a porti un limite". La band spinge al massimo, la sezione ritmica riecheggia incendiaria, pronta al cambio di tempo nel refrain: "Non hai niente, niente per niente, stai facendoti male perché superi i limiti. Niente per niente, non ci servono quelli come te". Non si vive per niente, per andare avanti ed avere fame di successo bisogna avere qualcosa dentro da scambiare, qualcosa per cui battersi, e credere in dei valori. Il segreto della vita spiegato in poche parole. Il riff principale è una meraviglia, risalta con impeto, facendosi largo tra basso e batteria, dunque si riparte con la strofa, nella quale Keifer si rivolge direttamente agli ascoltatori: "Quando vedete che il giorno sta per finire potete correre per le vostre vite, correre per mettervi in salvo quando sentite il calore di una amante ed uscite in strada per cercarne un'altra". La vita è fatta di mille tentazioni, per riuscire a sopravvivere non bisogna cedervi, restando fedeli ai propri valori. Ma l'esistenza è un mistero insondabile, e infatti la conclusione esposta dalla band è una sola e anche ben chiara: "Ce l'hai fatta, hai lasciato le colline dietro, hai preso la torta e l'hai mangiata". Il pericolo è passato, il problema è stato scavalcato.

One Around The Ride

In poco più di tre minuti si concentra la mina vagante Once Around The Ride (Una Volta Attorno Alla Giostra), un hard rock diretto e conciso, forse il pezzo minore del lotto, poggiato su buone strofe che confluiscono però su un refrain un po' sottotono, che non spicca per melodia. "Vedimi, sentimi, vienimi a toccare nel modo in cui io ti tocco. Nel fuoco incrociato, pieno di vita, chi ha detto forse, io ho detto che forse non lo farò". Liriche selvagge, che riflettono sulla sessualità e su un determinato stile di vita. Così come un uomo tocca la propria donna, così dovrebbe affrontare la vita. In questo caso il protagonista del testo desidera essere toccato con foga e maliziosità. Il tutto è basato sul concetto del cogliere l'attimo, poiché la vita scorre via inesorabile, fino a ridurci in polvere, come viene evidenziato nel pre-chorus: "Le sabbie del tempo stanno scivolando via, polvere alla polvere, nessun altro tentativo". Cortez pesta duro dietro le pelli, mentre il basso di Eric Brittingham salta di qua e di là, riempiendo gli spazi lasciati dalle chitarre affilate, che si scontrano in questa giostra di piaceri mai sopiti. Keifer urla alla sventola di turno di farsi un giro, di provare la merce, di saltare addosso all'uomo: "Stai solo andando una volta attorno alla giostra. Stai girando intorno alla giostra". A risaltare su tutto è il bel assolo di Jeff LaBar, che introduce un momento strumentale, carico di eros, adatto all'estasi carnale. "Duro come una roccia, ho un asso nella manica. Non sono pazzo, è che non ho niente da fare, mi prenderò le mie pause, non posso aspettare in eterno perché la vita vola". La vita fugge, e allora perché sprecare tempo? La cosa da fare è una soltanto: lasciarsi andare al vizio carnale, se c'è attrazione perché non cedervi? Facciamoci tutti un giro sulla giostra, siamo giovani belli e dannati, ma il momento è effimero, vola via in fretta. La band ci sta suggerendo di darci da fare, di abbandonarci ai piaceri della carne. Un brano semplice e divertente, utile per scacciare i via i pensieri.

Hell On Wheels

Hell On Wheels (L'Inferno Su Ruote) ha una carica pazzesca concentrata in un minutaggio piccolissimo, quasi come una canzone punk. Due minuti e mezzo di delirio nei quali si accusa la vita di essere bastarda, un vero inferno pieno di problemi, una lotta quotidiana, un nemico da combattere. "Teniamo duro quando le fiches sono poche. Non possiamo comprarne abbastanza, quindi rubiamo la scena e diventiamo incandescenti, non possiamo darci una calmata perché l'inferno che stiamo alzando sta inghiottendo la città". La band richiama il suo pubblico all'azione, invitandolo a mettere a soqquadro l'intera città, ribellandosi ai potenti di turno e ai perbenisti, letteralmente rubando loro la scena. Il ritornello non brilla di certo per orecchiabilità, ma si mantiene su buoni risultati, nel quale Keifer urla la sua rabbia nei confronti del mondo, un mondo che continua a deluderlo, pieno di fregature, sempre pronto a mettere i bastoni tra le ruote. Ruote infernali che si aggirano in città con aria di ribellione. "Ne abbiamo abbastanza delle fregature, scendi in strada e dicci come ci si sente. Come un inferno su ruote". Il supporto dei coretti aumenta questa condizione infelice, fomentando il pubblico, inducendolo all'attacco come un esercito di demoni che infesta il villaggio. "Viviamo in maniera spericolata, ma amiamo vivere così, non vediamo il passato, ma è finito quello che conoscevamo. Diventiamo incandescenti e non possiamo darci una calmata, l'inferno si sta alzando". Tutto ciò che conoscevamo adesso è finito, il passato appartiene ai ricordi. Ora è tempo di cambiamenti, il futuro ci attende, e siamo proprio noi a decidere come sarà. Ci piace vivere una vita spericolata, senza limiti, perciò i paletti eretti negli anni passati non contano più nulla. La società ha bisogno di essere trasformata, di modernizzarsi. Regna il caos in strada, l'inferno ha inghiottito la terra. LaBar accenna a un solo, ma è di breve durata, come interrotto dalla foga dell'intera sezione ritmica. Il drumming di Cortez è impetuoso, inarrestabile, ed è il punto forte della canzone. Questo è fottuto rock 'n' roll, gente.

Somebody Save Me

Terzo singolo dell'album e ancora un videoclip con gli stessi attori degli altri due precedenti. Le due ragazze appaiono ancora una volta nelle immagini di Somebody Save Me (Qualcuno Mi Salvi), le quali irrompono negli studi di registrazione dove i Cinderella stanno provando. In un secondo ci ritroviamo al concerto di Filadelfia, con l'arena gremita di gente. "Quando ero ragazzino dicevano che stavo invecchiando, ma allora non potevo sapere che avrebbero pianto sulla mia spalla. Mettere il proprio denaro in una bella casa e prendersi moglie, lei incasserà la tua assicurazione sulla vita quando ti accoltellerà". Le asce dei chitarristi sono affilatissime, il ritmo serrato, la melodia trascinante. Tutto è in regola per il singolo perfetto, un pezzo che parla, come al solito, di una vita difficile, di sogni distrutti, dove un uomo si ribella alle regole imposte dalla società: una casa, una bella moglie, i soldi in banca, una vecchiaia piatta, aspettando la morte, che potrebbe arrivare con una coltellata da parte della moglie per incassare l'eredità. Una visione forse arcaica, patriarcale, ma non troppo lontana da certe esistenze di provincia. Tom Keifer canta di questa vita, e nel prezioso ritornello invoca aiuto, invoca il dottore perché si sente male, crede di essere stato avvelenato dalla "dolce metà": "Qualcuno chiami il dottore, mi sento abbastanza debole. Qualcuno prenda la barella prima che cada a terra. Qualcuno mi salvi, ho perso il lavoro, mi hanno fatto diventare matto". Nel videoclip la band si scatena sul palco, incitando il pubblico accorso numeroso nell'arena, e tra giochi di luce e colori sgargianti degli abiti, la musica va avanti investendo tutti. "Tutti hanno le loro opinioni ma nessuno ha le risposte, e la merda che hai mangiato per colazione ti farà venire un cancro. Stiamo correndo in cerchio, correndo verso la luce del mattino, e se non sei abbastanza malleabile arriverà l'inferno". La merda che mangiamo e che respiriamo ci farà venire il cancro, tutti pongono domande ma nessuno sa le risposte, e corriamo in cerchio facendo sempre la stessa strada, gli stessi errori. Una vita amara e stanca, prestabilita, che la band cerca di sovvertire, spezzando la catena, distruggendo questo circolo vizioso, solo per sfuggire a questo inferno terreno. Le immagini del video procedono, il concerto a questo punto è terminato e i Cinderella tornano in camerino, ma nel corridoio incontrano le due ragazze fans, e qui viene il bello: in realtà, la band che stavano cercando le due belle tipe non solo i Cinderella, snobbati altamente in corridoio, ma i Bon Jovi, che appaiono dietro di loro. L'amicizia tra due band è rinomata, sono stati proprio i Bon Jovi a lanciare Keifer e compagni, e grazie al produttore decidono di prendere parte alla simpatica scenetta.

In From The Outside

È tempo di blues, i nostri fanno un balzo indietro negli anni e recuperano le lezioni dei grandi del blues e del boogie rock, producendo la folle In From The Outside (Dall'Esterno) e mettendo in scena i deliri di un ubriacone che ha vissuto solo per amore del bicchiere. Lasciato solo, respinto dalla sua famiglia, finito in strada, quest'uomo ha dato tutto solo per l'amato alcool. "Sono stato amato e sono stato respinto, battuto ogni passo della strada, vivendo per il bicchiere. Ho avuto culo per tre o quattro volte al giorno". La band è tecnicamente preparata, il ritmo scalmanato è sostenuto dai colpi inferti alla batteria, dalle pulsazioni di basso e dai grassi giri di chitarra, il resto viene da sé: calore, attitudine, passione e sporcizia. "Ho visto sangue come il diluvio di Noè, credevo ci stesse per portare via. Ti dico che dovresti ascoltare bene l'inferno che sta tornando per rimanere". La vita ha picchiato duramente il poveraccio, gli ha fatto sputare sangue, lo ha quasi portato alla morte, eppure egli ha avuto fortuna, se l'è cavata, è sopravvissuto, ed è ancora qui, oggi, per raccontare le sue avventure. Ma l'inferno è sempre in agguato, pronto a riprendersi ciò che gli spetta. Il sottile refrain procura brividi sulla pelle, delicato ma anche energico: "Bene, non puoi portarlo con te, è un viaggio di sola andata, bambina. Non ne hai abbastanza di guardare dall'esterno?". Nella vita siamo tutti soli, e dobbiamo affrontare il viaggio di sola andata con coraggio, lontano da tutti. Dobbiamo addentrarci nei meandri dell'esistenza, dell'inferno, per capire e per affrontare il futuro, non guardarlo da fuori, in lontananza, superficialmente. Combattere il nemico dall'interno, ecco. LaBar sfoggia un solo di gran classe, è qui che fa la parte del leone e si prende la scena, proseguendo con una serie di gustosi riff che non concedono spazio agli altri strumenti e che si snodano fino alla fine, per poi giungere a un secondo assolo. "Sentendosi male, è tempo di lasciar andare, tu sei unicamente come vuoi essere. Cammina prima di strisciare, fai l'ultima chiamata, non hai bisogno di una malattia sociale". Bisogna essere se stessi, sempre e comunque, camminare a testa alta, non lasciarsi sopraffare dal senso comune.

Push, Push

Il riff irriverente che introduce Push, Push (Spingi, Spingi) è una meraviglia, qui tornano a galla gli spettri degli AC/DC in una scorribanda sonora che rende tutti felici a altamente eccitati. "Mi sto eccitando, devo provarci, lei vuole tutto, e questo è molto. Sono pronto, l'amore è sempre alla ricerca, sta diventando appiccicoso, pensavo lei potesse prendermi, mi ha guardato e ha detto". Il sesso è di primaria importanza per le glam metal band, l'attrazione fisica la fa da padrona molte volte, e anche i Cinderella non si tirano certo indietro, rispondendo al richiamo della carne e del sangue che ribolle. La ragazza accalappiata, questa volta, non è affatto una timidina tutta casa e chiesa, ma è selvaggia e spericolata, ed è lei stessa a chiedere al nostro protagonista di essere "spinta". "Ho bisogno di una piccola spinta, spingi, dammi una spinta", invoca Keifer con aria maliziosa e con la sua voce al vetriolo. Il drumming è muscoloso, il basso attizzante, il caldo aumenta di intensità per la seconda strofa: "Lei è davvero bella, si illumina come un'insegna al neon, lei pensa che sia amore, dice che col tempo arriva". L'amore arriva all'improvviso, sempre pronto ad attaccare, e una volta cacciata la preda, questo sentimento richiede molte energie, prosciuga le forze dell'amante, chiede sempre di più, instancabilmente. Brano estivo, da testosterone altissimo, intenso, malizioso, travolgente, ammiccante, adatto al rimorchio di qualsiasi pulzella.

Back Home Again

E quando ci si aspetta una chiusura romantica, magari con una bella ballata, i Cinderella proseguono il loro cammino spaccaossa con l'incendiaria Back Home Again (Di Nuovo A Casa), smaliziata perla hard rock sorretta da un riff potentissimo, forse il più potente dell'album. ma anche in questo caso non manca il romanticismo di fondo, e anche un po' di malinconia, che si intravedono in mezzo ai muscolosi cambi di tempo attraverso una spiccata melodia. "Mi sono messo in viaggio a diciassette anni, mamma pianse fino ad addormentarsi, ho perso un padre che non ho mai conosciuto. Ho lasciato tutti i miei amici d'infanzia per seguire un sogno, abbracciando una chitarra. Alcuni dicono che ho fatto male, io invece sono contento". Il resoconto narrato è terribilmente reale: un ragazzo che va via di casa appena maggiorenne, lasciando in lacrime i propri genitori. Il giovane va alla ricerca dei propri sogni, portando dentro di sé un forte dolore, la morte del padre, la disperazione della madre, le illusioni frantumate da un mondo fin troppo cinico, la perdita degli amici. Tutto per inseguire una speranza, un sogno nel cassetto concentrato in uno strumento, la sua chitarra. La musica come ragione di vita, meta da ricercare a tutti i costi per trovare la felicità. Keifer sta raccontando a cuore aperto la sua avventura prima di arrivare al successo, la lunga gavetta, i cari lasciati per strada. "Arrivo in città e mi muovo nell'oscurità, salgo sul palco e voi mi fate sentire come se fossi tornato a casa". Il palco è la nuova casa. Per la band, suonare in un locale, davanti al suo pubblico, è una specie di ritorno a casa, in mezzo ai propri cari, agli amici, con i quali festeggiare tutta la notte. Le liriche sono molto più profonde di quello che sembrano, perché si sta descrivendo la dura vita del musicista, la gavetta, le problematiche affettive ed economiche di uno che cerca di sfondare. "Ho lavorato dalle nove alle cinque a ventidue anni, e mi sentivo bene tanto da restare in vita, ma i bei momenti erano davvero pochi e rari. Confidavo nelle mie speranze e nei miei sogni, riuscivo a stento ad arrivare a fine mese. La gente non ne ha la più pallida idea". I momenti belli, di pura felicità, sono solo quelli a contatto con la musica, vera passione, vero amore. Pur avendo un lavoro dignitoso, il ragazzo si sentiva in difetto, infelice, perché sapeva che la sua vocazione era lì ad aspettarlo. Un pezzo fantastico, ricco di malinconia e di romanticismo, che chiude in modo più "dolce" un disco spericolato.

Conclusioni

Un periodo strepitoso, fatto di lustrini, abbigliamenti sgargianti, musica pesante, droghe ed eccessi. Lo sleaze metal, in poco tempo, stravolge il mondo intero, conquistando milioni di cuori, scalando le classifiche e riuscendo a capitalizzare una fonte preziosa, quella dei videoclip in rotazione su MTV. Motley Crue, Posion, Ratt, Britny Fox, Helix, Bon Jovi, Quiet Riot, Twisted Sister, Van Halen, Kiss, sono solo una manciata delle numerose band che si contendono i vertici delle vendite, e in questa luminosa realtà giungono anche i Cinderella, carichi del loro sporco e bluseggiante hard rock che fa breccia al primo colpo, da quando il singolo "Shake Me" viene lanciato in radio e in tv, entrando di forza nelle case di ogni ascoltatore. L'attenta produzione di Andy Johns e la mirata promozione della Mercury Records avvantaggiano la band, infine il tour in spalla ai Bon Jovi di "Slippery When Wet" è la consacrazione universale. In poco tempo i Cinderella sono sulla bocca di tutti, imponendosi come una delle formazioni principali dell'intero movimento glam, ma la formazione americana si differenzia da tutte le altre per le spiccate reminiscenze blues che tradiscono un fascino per il vecchio rock e per le atmosfere malinconiche, costruite su andamenti lenti e melodie drammatiche. La musica di Keifer, autore di tutti i testi, non è solo divertente, ma si tinge di colori più cupi e amari, facendo intravedere un passato heavy metal e una certa ricercatezza sonora. Con una copertina del genere, tutta lustrini, colori accesi e abbigliamento femminile, "Night Songs" si impone tra i dischi più sgargianti del periodo, scolpendo definitivamente gli anni 80, fermando il tempo nella decade d'oro della musica dura, ma contemporaneamente separandosi dai tipici connotati del movimento, assumendo toni più seri e sfumature più aspre che confluiranno maggiormente negli album seguenti, più ragionati, votati al grande blues e dotati di una forza poetica maggiore. Eppure "Night Songs" è un esordio vincente sotto ogni punto di vista, composto da una carrellata di brani fenomenali che lanciano una band altrettanto fenomenale, sfrenata e selvaggia, ma anche matura. Sin dall'attacco della cadenzata title-track si ha subito la sensazione di essere davanti a un grandissimo disco, possente, sporco, irrazionale, viscerale, ma ben controllato da una delle voci più sanguigne del panorama hard rock, vero punto di forza del combo americano, e da musicisti davvero preparati e dalle idee chiare, che prendono esempio dalle sfuriate hard n' roll alla AC/DC ma che al tempo stesso se ne discostano per trovare una chiave più intimista. Se "Back Home Again", "Shake Me" e "Nothin' For Nothin'" sono energia pura, "Nobody's Fool" è l'altro lato della medaglia, un'oscura power-ballad che fa gelare il sangue, se "Push, Push" e "Somebody Save Me" sono primordiali inni al sesso, "Once Around The Ride", "Hell On Wheels" e "In From The Outside" sono perle che contaminano magistralmente il rock n' roll con il blues. MTV incorona i Cinderella come una delle band esordienti più talentuose del mondo, e a conferma dell'incredibile successo riscosso dai ragazzi sull'emittente televisiva, nel 1987 viene pubblicata la vhs "Night Songs - The Videos", contenente i videoclip, i dietro le quinte e le interviste. L'apparizione al Monsters Of Rock di Donington e altre apparizioni in apertura di Loudness, Poison e Van Halen non fanno altro che evidenziare il forte impatto visivo di cui gode questa nuova stella musicale. Cinquantamila copie vendute ogni settimana, almeno negli U.S.A., fino ad arrivare a un totale di tre milioni di copie arraffate dai ragazzi di mezzo mondo in meno di un anno, proiettano "Night Songs" tra i dieci album più venduti nel biennio 1986-1987. Questi dati testimoniano il peso e l'impatto mediatico dei Cinderella all'interno del music-business degli anni 80, e così, proprio come nell'omonima fiaba, da perfetti sconosciuti e dopo un lungo periodo di gavetta, la band si libra in cielo e inizia la sua sporca, intensa e, purtroppo, breve leggenda.

1) Night Songs
2) Shake Me
3) Nobody's Fool
4) Nothin' For Nothin'
5) One Around The Ride
6) Hell On Wheels
7) Somebody Save Me
8) In From The Outside
9) Push, Push
10) Back Home Again