Chakrah

Chakrah

2012 - Heavy Show

A CURA DI
ROBERTA D'ORSI
07/06/2012
TEMPO DI LETTURA:
7,5

Recensione

Il debut album di cui mi appresto a parlare del gruppo milanese dei Chakrah, non è però indicativo di una band appena nata, anzi la loro formazione risale al 1996 anno in cui si cimentano nelle cover di brani appartenenti alla scena rock. Un primo pezzo inedito vede la luce nel 2003 il titolo è Manipolami, due anni dopo è la volta del secondo inedito Cambio il quale gira le radio italiane tanto da essere ascoltato su ben 52 frequenze, inoltre anche emittenti televisive quali Match Music, Rock Tv e Music Box gli fanno pubblicità, niente male direi. Gli anni si susseguono con svariate modifiche per quanto riguarda la formazione, ma ad oggi il gruppo ha trovato la sua giusta compattezza con Roger Nussi alla batteria nonché manager della band, Rosario Coppola alla chitarra, Santo Clemenzi al basso, Mauro Parozzi alle tastiere e Raven alla voce. Dal 2010 i Chakrah si sono avvalsi di prestigiose collaborazioni per alcune tracce, che sono andate poi a comporre il loro debut album; in Here I Am troviamo Pamela Moore che ricordiamo per l'ottima interpretazione in Operation Mindcrime I e II dei Queensryche, in Set Me Free presta la sua voce Roberto Tiranti dei Labyrinth e nel 2011 per la song Army of Darkness troviamo niente meno che il Sig. Mike Lepond, che non occorre specificare essere il bassista dei Simphony X.. uh l'ho appena fatto! Tutto è pronto per il primo album di questa band dalla componente musicale improntata tra il rock e il metal con venature gothic, l'omonimo lavoro dei Chakrah contiene undici tracce per una durata di circa 46' ed è supportato e distribuito dall'agenzia Heavy Show il cui fondatore è l'inossidabile Roger Nussi, che ha fatto della sua passione per la musica un lavoro a 360°. Il brano di apertura è The Army of Darkness, il motivo iniziale mi ha rimandato subito a Vampire Heart un pezzo dei miei adorati HIM, le cui note introduttive hanno questo andamento quasi ipnotico. I Chakrah galoppano attraverso una strada dal groove incisivo, la voce piena e intensa di Raven si districa sicura insinuandosi nell'armonico ma energico tappeto sonoro cucitole dai suoi compagni di gruppo, da menzionare le parti di basso ad opera di Mike Lepond, guest star d'eccezione. L'arabescante interpretazione della vocalist si ripercuote in tutta la seconda traccia Haunted, il songwriting è decisamente metal nella sua purezza durante le strofe e si addolcisce durante il refrain, la destrezza di Coppola alle corde è sempre più netta. Con la terza track Beyond the Labyrinth ho la conferma di quanto la musica di questo gruppo riprenda i canoni stilistici di band quali Evanescence ed i primi Lacuna Coil, attimi velati di malinconia danzano sulle rocciose note di un songwriting delineato perfettamente in un mood aggressivo e questa combinazione la trovo divina. In Forbidden Star un'altra apparizione speciale è quella di Andy De Luca session man tra gli altri per i Dream Theater, che ha registrato le parti di basso per questa song; il ritmo in Forbidden Star prende una piega soft rispetto alle precedenti canzoni, la morbida melodia accoglie la voce di Raven sul suo dorso vellutato e la conduce verso il finale con la medesima andatura. Le tracce godono dell'impiego di effetti e distorsioni che apportano una buona dose di variazione stilistica ed il sound acquista maggiore godibilità ed incisività. Le star d'eccezione continuano la parata ed è l'ora di ascoltare la bionda Pamela Moore alla voce in Here I Am; la song è un mid tempo che si staglia piuttosto lineare accompagnando l'artista nel suo fiero incedere. Raven si riappropria del suo ruolo al microfono sfoderando tutte le qualità vocali in Crawling, canzone perfettamente in bilico tra intenzione ed esecuzione rock ed impostazione pop, ovvero struttura come sempre incisiva del pezzo e refrain easy e di facile presa; devo ammettere che non è facile combinare questi elementi in modo tale da non risultare troppo commerciali e banali, ed i Chakrah ci sono riusciti innestando elementi semplici in un contesto duro, rivelandosi convincenti e piacevoli. L'atmosfera si tinge di sfumature soavi e si districa tra le ombre create dai raggi lunari, queste le sensazioni evocate dal brano Change. La vocalist accarezza il tappeto sonoro sul quale si erge un'interpretazione perfetta per il contesto musicale; nessuno strumento spicca singolarmente, sono tutti legati in simbiosi al fine di avvolgere chi ascolta tra le braccia di un cielo notturno. L'inconfondibile voce dell'artista maschile che sostituisce Raven in Set Me Free, sarebbe riconoscibile dai più anche se non si leggesse il suo nome sul booklet del cd, ed è il grande Roberto Tiranti con la sua voce cristallina. In perfetto stile melodic power la traccia è deliziosamente concepita nel suo songwriting, tutto è perfettamente dosato al punto giusto e per i miei gusti è una delle canzoni migliori dell'album; i vocalizzi di Tiranti ed i soli alla chitarra di Rosario Coppola sono la ciliegina che rifinisce una torta già deliziosa di suo. Nella rockeggiante Best Friends troviamo alla voce un'interprete italo-americana Heller col suo timbro graffiato ed energico. "Chi è questa ragazza mi sono chiesta???" La sua voce non mi è nuova e guardandola sul booklet del cd mi si è aperto quel famoso cassettino della memoria ed ho rammentato l'interprete sbarazzina della rock-cover di Madonna Material Girl, mandata in onda nel 2008 su tutti i canali musicali radio e tv all'epoca dell'uscita di Rock Woman, il suo debut album. Si propone in un genere a cavallo tra un rock duro ed il pop la brunetta tutto pepe, se non la consoscete vi consiglio di ascoltarla nel brano in italiano Difendimi, la sua voce è davvero molto bella, particolare ed espressiva. Con i Chakrah si esibisce in quello che è per lei un contesto sonoro congeniale, cucitole addosso una trama di note spumeggianti in cui pelli e corde brindano alla su salute, Heller conferma le doti canore ed interpretative di una vera "Rock Woman"!!! La penultima traccia Sun of Hope è una semi ballad molto melodica, al microfono presta la sua voce Antonio Pecere, vocalist italiano delle band Betoken e Crimson Dawn. Nonostante ospiti internazionali di elevata caratura, quelli nostrani presenti nell'album dei Chakrah non hanno nulla da invidiare ai loro colleghi d'oltre oceano, ed io dal canto mio sono orgogliosa di averlo appurato. Pecere lo dimostra in Sun of Hope un pezzo perfetto per lui, la chitarra è sempre protagonista indiscussa, ma i cammeo ad opera di tastiere e basso danno maggiore verve e risalto al brano. Il pezzo conclusivo vede anche l'ultima collaborazione speciale di cui si sono avvalsi i Chakrah; Empty Cage esordisce con note ed effetti distorti decisamente synth ed introducono alla voce la performance di Alteria dei NoMoreSpeech. La traccia si staglia lungo scie rockeggianti, con cambi di tempo e ritmiche altalenanti il cui scambio avviene tra dinamiche melodiche e più lineari con altre ritmate e velate di elettronica, un guscio perfetto per avvolgere la carica esplosiva di Alteria. Al termine dell'omonimo debut album dei Chakrah le considerazioni che ho da fare sono poche e concise; non ho trovato chissà quale originalità nel songwriting e nella tecnica, ma ho constatato buonissima preparazione ed un arrangiamento perfetto delle tracce, per ogni vocalist che si è prestato come ospite d'onore, oltre che per Raven. Faccio i miei complimenti a Roger Nussi per la passione e l'impegno messi in questo progetto, che non è solo un gruppo musicale ma una fede, compendio di anni di energia spesi per la realizzazione del proprio sogno; Roger ci ha creduto e ci è riuscito con pregevoli risultati, merito a lui ed alla squadra che lo accompagna in quest'avventura.



 



 


1) The Army of Darkness
2) Haunted
3) Beyond the Labyrinth
4) Forbidden Star
5) Here I Am (Waiting for You)
6) Crawling
7) Change
8) Set Me Free
9) Best Friends
10) Sun of Hope
11) Empty Cage