BOSTON

Boston

1976 - Epic Records

A CURA DI
SALVATORE "MR. JACK" VECCHIARIELLO
16/11/2018
TEMPO DI LETTURA:
10

Introduzione Recensione

"Boston". Ridente quanto caotica metropoli, capitale del Massachusetss, fra i luoghi simbolo degli Stati Uniti d'America. Nomen omen, a posteriori sarebbe il caso di dirlo... vista e considerata la nascita, proprio in quel luogo, di uno dei gruppi simbolo del Rock americano. Una di quelle band popolari quanto cardine di un intero movimento, in grado di farsi udire gridando a pieni polmoni, raggiungendo i colleghi d'oltreoceano. La band degli esordi fortunati, capace sin dai propri privmi vagiti di tramutarsi in qualcosa in più di una semplice promessa; di divenire, nell'arco di poco, una vera e propria conferma. Siamo nell'agosto del 1976, sotto l'ala della Epic Records vede la luce il debutto omonimo dei bostoniani, chiamato semplicemente come il gruppo e la città di provenienza. "Boston"; niente di più e niente di meno. Un album, col senno di poi, diventato uno dei debutti più venduti nella storia della musica. Raggiunse nel giro di pochissimo il terzo posto della classifica Billboard 200, arrivando a vendere oltre 17 milioni di copie nei soli Stati Uniti. Milioni che aumentano, considerando soprattutto l'incredibile succcesso che il disco ebbe anche in Europa. Un platter ricordato principalmente per singoli come "More than a feeling", che ebbero il merito di dare nuova linfa al rock classico, ponendolo in una nuova posizione di riguardo all'epoca momentaneamente perduta a causa del ciclone Punk Rock, imperversante in ogni contesto e situazione. D'altro canto, stiamo pur sempre parlando di un lavoro musicalmente ricercato, per nulla scontato o lasciato al caso. Il suo stile musicale, sviluppato attraverso l'amore del mastermind Tom Scholz per la musica classica, ganci melodici e potenti parti di chitarra, ha ispirato l'intero genere corporate rock  e una miriade di band di successo venute fuori negli anni immediatamente successivi; tutte debitrici nei riguardi di "Boston", vero e proprio nume tutelare. Questo debut è composto principalmente da canzoni scritte molti anni prima della loro comparsa sul disco: Scholz contribuì alla stesura di quasi tutti i brani, suonò praticamente tutti gli strumenti e registrò tutte le tracce, coadivutato dai due batteristi Sib Hashian e Jim Maseda, più l'impiego del bassista Fran Sheehan e del cantante solista Brad Del. Una nutrita compagine accuratamente selezionata per rendere il tutto certamente orecchiabile, ma anche e soprattutto impegnato, curatissimo: il sound di "Boston" combina infatti potenti ritornelli melodici con massicce parti di chitarra di ispirazione classica. Secondo Scholz, l'idea delle belle armonie vocali era stata ispirata dai The Left banke, mentre il suono delle chitarra proveniva direttamente da gruppi quali The Kinks, Yardbirds e Blue Cheer. Un altro elemento distintivo della musica dei Boston, in termini di produzione, era l'equilibrio tra chitarre acustiche ed elettriche. A tal fine, Scholz era stato ispirato dall'ascolto di musica classica durante la sua infanzia, notando che il "concetto di base" di impostare l'ascoltatore verso un imminente cambio sonoro all'interno dello stesso brano era già stato esplorato per centinaia di anni nelle composizioni classiche. Il disco di avvale anche di più strati di chitarra armonizzati ed elementi melodici barocchi noti come mordenti. Basterebbe prendere in esame anche solo il singolo di lancio nonché traccia d'apertura, "More than a feeling": un inno sul sognare ad occhi aperti, condito da una continua alternanza di dolci parti acustiche con possenti riff di chitarra. Il brano prende spunto da una storia d'amore che Scholz aveva avuto durante gli anni della scuola. Inizialmente la band non era convinta del fatto che potesse essere un buon singolo d'esordio, tuttavia la Epic fece pressioni affinché venisse pubblicato.Il secondo singolo, Peace of mind, venne invece composto nel periodo in cui Scholz lavorava per la Polaroid. "Rock n roll band", una traccia risalente al primo demo della band, è l'unico brano che presenta ancora l'incisione originaria di Jim Masdea alla batteria. "Hitch a Ride", originariamente intitolata "San Francisco Day", è invece stata la prima canzone registrata con la voce di Brad Delp. Per creare un effetto speciale sull'assolo di organo della traccia, Scholz rallentò con il dito una delle bobine di registrazione. Il caratteristico tema fantascientifico della copertina è dovuto ad un pensiero di Scholz: "L'idea era quella di fuggire; mi venne in mente una chitarra astronave". La navicella originale fu disegnata nel 1976 da Paula Scher ed illustrata da Roger Huyssen con caratteri di Gerard Huerta, sempre per la Epic Records.


More Than a Feeling

"More than a feeling", più di una sensazione... forse una delle canzoni più importanti della band, se non il brano simbolo del gruppo! Quando senti nominare i Boston non puoi non pensare subito a questo brano, vero e proprio inno per i devoti della band e di tutto il rock dagli anni '70, fino ai giorni nostri. Un brano che ti catapulta letteralmente in un mondo del tutto diverso dalla realtà, in quegli anni dove la musica iniziava a dare spazio agli ideali del popolo: sembra sprigionare un ideale di libertà anche solo ascoltando il suo manifestarsi, tralasciando parole e testo. Come lo si può intendere dalla copertina, appunto un altro pianeta. Fatto di luci, sfere, libertà assoluta intesa come smarrimento nell'universo infinito! Un'introduzione assolutamente degna, per caratteristiche, di un qualsiasi film di fantascienza dell'epoca; capace di scuoterti facendoti volare nel vuoto, creando in te quell'atmosfera di serenità e liberazione assoluta! Addentriamoci nei meandrti di questa magica avventura...
"Ho guardato fuori dalla finestra questa mattina e il sole se n'era andato, sì, sembrava essersi volatilizzato nel nulla. Ho messo su della musica per iniziare la giornata, sai, la musica mi aiuta... è come un aiuto da chissà chi e chissà cosa. Mi sono perso in una canzone che conoscevo, l'ho ascoltata e riascoltata, sentendola parte di me... sai, quando inizi a viaggiare con la mente? Beh, ecco come mi sentivo in quell'istante" Quella chitarra sembra come accompagnare l'ascoltatore, riesce a liberare la nostra mente mente in un modo al quanto indescrivibile, una melodia che solo i Boston potevano creare!
"E' più di una sensazione quando sento quella vecchia canzone che suonavano anni fa, è un moltiplicarsi di emozioni nella mia mente che ormai è persa in quell'emozione musicale"
Come rivivere stralci d'esistenza semplicemente ascoltando un brano, una canzone. Quando un pezzo al quale siamo legati per svariati motivi, improvvisamente, fa ritornare ricordi che pensavi di aver perso. Musica, cori, atmosfere epiche, fantastiche, voci che davvero sembrano provenire da chissà dove. Man mano lo scorrere dei secondi veniamo pervasi ogni volta di più da un'atmosfera magica, quasi inverosimile.
"Quando sono stanco e i miei pensieri diventano negativi, mi rifugio nella mia musica dimenticando la mia giornata, te lo consiglio, prova anche tu, vedrai che la musica davvero distoglie quei brutti pensieri".
?Un vero e proprio inno alla vita, alla volontà di vivere al massimo evitando che la negatività riempia le nostre giornate. E' così che si conclude uno dei brani a me più cari e significativi della Band. Potessi confidarvi una mia verità... direi che "Mor than a Feeling" è davvero uno dei brani a me più vicini. Un pezzo capace di ricordarmi, ogni volta, quanto la musica servs a tutti. Quanto essa sia terapeutica e curativa! Buon inizio di viaggio musicale, gente, all'interno di questo disco fondamentale!


Peace of Mind

Brano a dir poco carico... anzi, pieno di adrenalina! Un vero e proprio bolide lanciato contro chi lo ascolta! Trovandomi nel bel mezzo di questa tempesta di fuochi d'artificio, personalmente, credo quasi di venir catapultato lungo un rettilineo a mille all'ora, bruciando l'asfalto e superando la velocità nel tempo. Canzone, "Peace of Mind", piena di significato: non solo una pace dei sensi, bensì un vero e proprio inno in pieno stile rock di quegli anni. Intro con una chitarra acustica aggressiva ma non molto, decisamente incidente sulla strumentale tutta e nel preparare l'ascoltatore ad un proseguo davvero scoppiettante, decisamente tirato, al massimo dei giri.
"Devi andare avanti e dare sempre il meglio di stesso, caro amico mio! Il futuro sta arrivando troppo lentamente... non sai se stai correndo o andando pianissimo nella situazione in cui ti trovi! Tu vuoi scappare, ma in qualche modo devi solo continuare a restare, senti i piedi che non si staccano dal suolo! Beh, quella sensazione l'abbiamo provata un po' tutti, credimi! Non riesci a decidere quale strada prendere, è una delle decisioni più difficili!"
Non proprio pacifismo... esattamente in questo preciso istante parte spedita quella chitarra impazzita che ti entra davvero nella mente, scombussolando i tuoi sensi! 
"Arriverà il giorno in cui tutto sarà chiaro e comprensibile da tutti, vecchio mio! Arriverà il giorno in cui riuscirai ad arrivare dove vorresti, credimi!"
Chitarre, adrenalina al massimo, davvero i Boston riescono a creare quel mix di genialità unica nel genere! E tutto ciò dovrebbe aver più di quarant'anni? Riflettendoci con attenzione, siamo dinnanzi ad un'arte senza tempo, quasi "Boston" fosse uscito adesso, appena un mese fa. Davvero una composizione ed un'attitudine formidabili per una band che purtroppo non è stata mai ricordata nel migliore dei modi, spesso e purtroppo anche dimenticata.
?"Tutti hanno un consiglio da dare, che non vuol dire molto per me, perché per me sono consigli a vuoto! Un sacco di gente che cerca di convincersi di vivere, non riescono a decidere chi dovrebbero essere!"
Un brano davvero completo, ottimo linguaggio sia musicale che di testo, ottime atmosfere create.


Foreplay / Long Time

"Foreplay", i preliminari... giustappunto un preludio progressivo strumentale, composto principalmente da rapidi tripletti di arpeggi su di un organo Hammond M-3. Uno di quei brani davvero emozionanti e straordinariamente rock, tecnici al massimo! La batteria con quel charleston precisissimo, un basso graffiante e grintoso... e l'organo, come già detto prima, rapido, intrigante e favolosamente unico! Davvero un intro da sogno per qualsiasi musicista e ascoltatore! Un viaggio nell'universo parallelo, a mio modesto parere! Progressivo e deciso, pronto a catapultare qualsiasi ascoltatore all'interno di un altro grande contesto. "Long Time", da quanto tempo... non trovate? Subito il cantato sorretto dall'Hammond, poi l'inserimento di chitarre acustiche. Connubio letale, proveniente da un altro pianeta.
"E' passato così tanto di quel tempo... pensandoci su, penso proprio che dovrei andar via! Credo proprio di ragionare al meglio, credo proprio che il tempo non mi stia aspettando. Devo correre per raggiungere i miei sogni, i miei obbiettivi! Ho sogni da raggiungere e so che andando avanti così non ci riuscirò!"
Entra così all'improvviso un solo di chitarra capace di staccare per un momento la nostra attenzione sul pezzo, catapultandoci in un altro contesto. Leggero, preciso, decisivo in quella parte del brano che ti fa sobbalzare! Chitarra chirurgica, ottimo sound, creato appositamente per far si che le note facciano viaggiare chiunque le stia ascoltando!
"Non riesco facilmente a lasciarmi il tutto alle spalle, ma devo riuscirci a tutti i costi! Mi sento solo quando sto senza te! Mi sento solo con me stesso e sento che attorno a me non c'è nessuno! Tempi, volti, luoghi, tutto mi ricorda te! Cerco a fatica di dimenticare tutto di te! Il tuo nome, il tuo volto, la tua voce, Tutto!!!! Ma non ci riesco, davvero è difficilissimo dimenticare cose del genere e lasciarsele alle spalle"
Ecco spiegata la voglia di andar via: dimenticarsi di un amore finito male, colmo di sofferenza e brutti ricordi. Dimenticarlo buttandosi nel lavoro, imbarcandosi in un viaggio inconcludente o magari cambiando totalmente aria, ricominciando tutto da zero. Andando verso la fine del brano e giunti a metà del disco, possiamo dire senza timore di smentita d'esserci ormai abituati ad un'ottica musicale diversa da ciò a cui eravamo abituati in precedenza. Una band capace davvero di creare un'atmosfera unica attorno a brani, musiche, testi! Un brano, "Long Time", dinnanzi al quale bisogna inchinarsi talmente si nota la tecnica, la bravura e l'ottima stesura del testo che sembra davvero racconti qualcosa che un po' a tutti sia capitato. Un insieme di tecnica, vocalizzi, sound che farebbe invidia a tante band dei giorni nostri!


Rock n Roll Band

Ed ecco che la nostra "Rock n Roll Band" ci porta dritti dritti nel lato B di "Boston". Un Brano in puro stile rock anni '70, un pezzo davvero duro, possente! Introduzione, testo, grinta, ritmo, il sentire il tutto perfettamente sincronizzato... un insieme di situazioni che davvero rendono il contesto incredibilmente ricco e completo! Rock and roll band non ha bisogno di presentazioni, vero e proprio manifesto dei Boston, un brano di tutto rispetto che riflette al 100% il rock che si voleva ascoltare negli anni '70... e che vogliamo ascoltare disperatamente anche oggi! Ascoltandolo sembra di essere su un treno in corsa o su una moto, sfrecciando sulla route 66 in America, con il sole alle spalle e le Badlands polverose poste in background. Iniziamo questo meraviglioso viaggio insieme alla Band ed il loro Rock and Roll!
"Eravamo solo un altro gruppo di Boston, stavamo lì sulla strada cercando il binario, la fortuna giusta! Suonavamo in tutti i tipi di locali cercando di essere il più conosciuti possibile! Vi ricordate? Eehehhehe, dormivamo nelle nostre auto! Beh, si , possiamo proprio dirlo, siamo cresciuti. Il sogno di qualunque musicista, quando salivamo li sopra??vi ricordate amici? AH, che emozione!"
Emozioni che davvero solo un palco, la mancata disponibilità economica e i tempi che erano, possono raccontare! Le mille avventure di un musicista squattrinato alla perenne ricerca di successo. Erano tempi duri, ma erano anche i tempi della svolta del rock. Ed i Boston, neanche a dirlo, hanno saputo cogliere al volo ogni occasione! Il loro sound , la loro bravura e temperamento li hanno portati su palchi sempre più grandi... pur non dimenticando mai i propri inizi, le umili condizioni di partenza. Cazone ed attitudine Rock, assoli e acuti che si avvolgono in una musicalità unica e magica! Chitarre graffianti e piene di adrenalina, pronte a sfondarti i timpani! Un brano duro e puro al 100% che consiglio a chiunque voglia iniziare ad ascoltare musica rock!
"Stavamo lì sulle strade di Hyannis, quelle strade che non dimenticheremo facilmente, perché sono state la nostra scuola di vita! Stavamo diventando anche abbastanza bravi ehehehehhe, la gente era felice quando ci ascoltava e c'era sempre una bella fila davanti i locali dove ci esibivamo. Vivevamo di musica! Quando eravamo sul palco tutti ci ascoltavano! Tutti quanti ci ascoltavano!"
Eccolo! L'assolo epico! Davvero sembra trascinarti indietro negli anni '70, su quei palchi tanto osannati! Sembra davvero di vedere tutta la gente piena di grinta, intenta a saltare seguendo il ritmo della batteria. Mentre il brano va a concludersi dietro un riff che credo ci possa accompagnare per tutta la nostra vita e non solo fino alla fine del minutaggio... abbiamo capito grazie a questo racconto come i Boston siano nati e siano cresciuti da soli, con le loro forze e senza aiuti! Abbiamo abbracciato le loro emozioni!


Smokin'

Bomba atomica!! Davvero un brano degno del Dio del rock! Ascoltando questo pezzo sale in me la voglia di parlare, parlare per ore... posso solo dire che se non fosse stato per i Boston , molte ma molte band non sarebbero mai emerse! Sembra davvero di ascoltare dei padri fondatori del genere, dai classici Led Zeppelin ai Deep Purple e via dicendo. Voglio darvi un consiglio: correte in un qualsivoglia negozio di dischi ed accaparratevi immediatamente una copia di "Boston". Anche in virtù del fatto che "Smokin' " riesca a creare col suo essere un'autentica e magnifica completezza, rendendo la tracklist ancora più compatta. La bibbia del rock dagli anni '70! Un brano carico di tutta l'adrenalina che servirebbe ad ogni essere umano in qualsiasi situazione emozionale! Delle tastiere... o per essere super precisissimi, degli organi di tutto rispetto che sembrano prendere fuoco mentre li ascolti, un basso che sembra cavalcare onde alte metri e metri sul livello del mare! Chitarre che accompagnano il tutto, in grado di volare fin sopra le nuvole più alte del cielo attraverso le loro note! Vogliamo volare con loro?
"Abbiamo una voglia matta di suonare del buon rock n roll! Lasciati andare, dai! Prederemo noi il controllo di tutto, fidati! La band prende il comando della situazione! Stiamo andando verso sud, vieni con noi, non farti pregare! Sappiamo che non vedi l'ora di scappare con noi ed il nostro rock! Fumando e viaggiando e continuando ininterrottamente a suonare! Sto bene mamma, non sto scherzando..."
Davvero un sogno, per chiunque ami la vita in stile sesso droga e rock n roll! Con questo brano sentiamo l'adrenalina arrivare fin sopra la punta dei capelli, in un turbine d'emozioni impossibile da descrivere. Un solo di organi davvero emozionante, batteria e basso sincronizzati nel minimo dettaglio per far si che l'atmosfera sia delle migliori: sentiamo il vento in viso anche stando distesi su di un letto, con indosso le cuffie, in piena notte. Viaggiando nel tempo ci ritroviamo di colpo negli anni '70 con quegli auricolari enormi e quelle casse mastodontiche. Davvero un tuffo nel passato. "Pronto per un'altra scarica di puro e sano rock n roll?"

Hitch a Ride

Trasporto in stile acustico con un intro davvero coinvolgente, con una band che davvero riesce a creare ottimi sbalzi d'umore all'interno di questo esordio. Chiediamo dunque un passagio, "Hitch a Ride", pezzo assai calmo ed in grado di spingerci a riflettere. Melodico ma allo stesso tempo dotato di una carica Rock che giammai demorde, sempre presente. Che aria si respirerà mai in questa nuova perla della band?
"Il giorno è come la notte qui a New City, caro vecchio mio... non si capisce quando il tempo passi o arrivi un nuovo giorno. Il fumo, come l'acqua, corre all'interno di alberi d'acciaio che sembrano vivi, ma sappi una cosa: qui tutto quello che sembra vivo è morto, credimi sulla parola! Ogni cosa vivente è ormai passata a miglior vita o non è mai appartenuta alla razza dei Viventi".
Prenderò il primo passaggio che capita, la prima auto o mezzo che trovo e andrò via! Non amo avere queste situazioni attorno a me credimi! Lascerò tutto dietro di me! Non ho mai cambiato idea! Ho sempre pensato di andar via e lasciare tutto ciò che mi appartenesse in questa vita, ormai per me passata!" Versi che trasmettono frustrazione e stanchezza, con il nostro personaggio ormaio stufo di una vita contornata da situazioni complesse, sommerso da problemi, da gente e contesti che sembrano tutti uguali, senza che nulla abbia più un senso.
"La vita per me è più fredda di qualsiasi inverno, con tutti gli alberi pieni di neve senza colore, gelida al contatto. La gente congela le lacrime che sto piangendo... ora come ora, non riesco più a vivere in questo modo! Devo rompere questa routine e devo scappare il più in fretta possibile! Devo volar via da tutto ciò!"
Ecco dunque un assolo che timido inizia prender forma, quasi disegnando il nostro personaggio ormai sempre più lontano da questo scenario ormai distrutto, abbandonato. Malinconia allo stato puro, la commozione è dietro l'angolo: da non ascoltare in momenti di tristezza! Un assolo che ci accompagna fino alla conclusione del brano stesso, gentile come qualcuno che ti prende per mano e ti accompagna finalmente lungo un attesissimo viaggio. Brano degno del podio, una delle canzoni più significative della Band e della storia della musica rock in generale!


Something about you

"Something about you", qualcosa su di te, penultimo brano del lotto, non da meno di ciò che lo ha preceduto! Voci iniziali, musiche epiche per il periodo in cui vennero composte... questo viaggio in quest'album sembra non smettere mai di donarci forme di adrenalina sempre differenti, accompagnate da quello spirito selvaggio fiero ed indomabile. Davvero l'album perfetto in tutto e per tutto, per chiunque sia appassionato di musica rock o meno. Pronti per una nuova avventura nelle note e parole di questa magica band?
"Me lo ricordo come se fosse ora, quando ero giovane, credevo che potevo vivere da solo senza nessuno al mio fianco... ma poco dopo mi accorsi che non era affatto facile! Rimasi impietrito, credimi! C'era qualcosa in te, voglio che tu lo sappia perché non riesco a tenermelo più dentro! C'era qualcosa che mi ha portato a cambiare! Provo questo sentimento da sempre! Non riesco a farne a meno! Voglio averti! Voglio che tu sia mia! Ti voglio! So che è difficile credere ad un uomo come me! Non ho sempre detto cose giuste o cose belle, lo so! Ma adesso devi credermi davvero! Non riesco a fare a meno di te! Quando mi arrabbio dico cose che non vorrei dire, ma non voglio lasciarti in quel modo!"
Parole tra il sentimentale, il violento e tanto altro ancora, che sembrano davvero appartenere anche ai giorni nostri. Amori troppo forti per resistere nel tempo, amori celati troppo a lungo e che riescono poi ad uscire all'esterno, donando la più bella storia d'amore a chi li vive!
Anche in questo caso le sonorità del brano ti avvolgono in una nuvola di note e rock, rock sentimentale a mio modesto parere, perché no? Non solo le ballad esistono per far sì che un brano parli di sentimenti od altro! Un bel brano rock, duro e crudo, che ti spara la verità in faccia così d'impatto. Si vola con la musicadei Boston, gente! Davvero si vola tra le stelle del rock! Dalle voci quasi paradisiache iniziali alle chitarre, organi, bassi e batterie finali che miscelate tra di loro creano quella giusta alchimia. Sentite quella chitarra che vi entra nel cervello, ve lo sballotta uscendo poi fuori, lasciandovi per qualche secondo come se non riusciste a capire dove vi troviate. Beh, questo brano fa questo effetto dalla prima all'ultima nota!


Let me take home tonight

Ed eccoci arrivati all'ultimo brano di questo fantastico album, che sfortunatamente volge al termine. Con "Let me take home tonight i Boston ci lasciano tornare a casa, salutandoci in un modo a dir poco epico. Un brano ricco di significato ed emozioni, nel quale addentrarsi, palpando appieno la sua voglia di restare impresso nelle vostre menti il più tempo possibile.
"Non sono così, credimi! Non sono così timido in realtà! Ma non so cosa mi prenda ogni volta! Provo quel sentimento, sempre! Vorrei farti sentire viva e non voglio che tu dubiti di me! Dai! Fammi provare ti prego! Se solo tu potessi vedere! Ah, che rabbia! Se solo tu potessi, dannazione! Lascia che ti porti da stasera, ti prego, vieni a casa con me, ti mostrerò una dolce gioia, fidati!"
Ultimo viaggio per quest'album e davvero sembra che i Nostri ci stiano salutando nel migliore dei modi. Un ultimo brano davvero coinvolgente, sembra proprio che lo si canti o suoni ora, un pezzo fresco che per nulla dimostra i suoi quarant'anni. Una musica unica nel suo genere che risentiamo in tantissime canzoni attuali, tanta è la scuola che i Boston sono stati in grado di fare. Un ritmo di batteria coinvolgente che travolgerebbe chiunque!
"Ti ho guardata per così tanto tempo che neanche immagini! Devi capirlo davvero! So che potrebbe essere sbagliato ma voglio che io e te stiamo insieme! Vorrei tanto farti vedere come sogno sempre il tuo dolce amore e vorrei mostrartelo stanotte! Ti prego vieni con me!"
Beh, cosa aggiungere? La canzone parla da sola, verso la fine del brano, nell'ultimo ritornello, si sente quella chitarra solista che si distingue da tutto per poi aggiungersi agli altri strumenti che insieme combinano un qualcosa di unico per il genere, per gli anni, per tutto! Un cambiamento di dinamica, i tempi che cambiano portandoti a correre. Davvero un brano pieno e completo, con delle armonie attuali e straordinariamente coinvolgenti, stupende!


Conclusioni

Eccoci dunque arrivati alla fine, miei cari lettori ed ascoltatori. Ammetto di essere leggermente frastornato: botte di emozioni così intense non si incassano tutti i giorni. Sfortunatamente, aggiungerei, proprio perché "Boston" è in tal senso un disco terapeutico, capace di farti provare ogni tipo di sensazione: dalla tristezza alla felicità, dalla maliconia all'arenalina, il tutto in un viaggio di otto brani uno meglio dell'altro. Cosa aggiungere? Per me è e sarà per sempre uno degli album più completi che abbia mai ascoltato! Posso ammetterlo senza problemi, anche dinnanzi al critico più arcigno ed oltranzista. Nulla mi distoglierà mai da questa opinione, nulla mi vieterà mai di considerare "Boston" un'autentica pietra miliare! Sono un musicista che ama il rock e questo album non può che accontentare tutte le mie esigenze di ascoltatore, dalle più grandi alle più piccole. Quante band hanno preso spunto non dico dalla band dei Boston in generale, ma proprio da quest'album? Tante, sarebbe difficile anche contarle. Molti, moltissimi gruppi hanno creato qualcosa che per noi oggi è straordinario, proprio grazie alle influenze incamerata dopo l'attento ascolto di quest'album. Man mano che "Boston" faccia la sua comparsa, inondando la nostra vita di note magiche, rimaniamo come attoniti e non possiamo davvero credere di essere dinnanzi ad un qualcosa di oltre quarant'anni fa. Un album fresco ed al contempo completo, studiato nel migliore dei modi. Vinile e cd consumati sin da quando ero adolescente, un disco che continuerò ad ascoltare sempre e per sempre! Davvero un platter EPICO! Sembra che tutta la storia della musica rock, delle ballad, anche di quel che sarebbe stato l'inizio dell'Heavy Metal sia rinchiuso all'interno di questi solchi, già formato e per nulla timido od ingenuo. Musiche piene di atmosfere, un masterpiece pieno di assoli ispiratissimi che non vedi l'ora di imparare a memoria con la tua chitarra... per non parlare di quanti  ci tastieristi si siano approcciati allo strumento proprio grazie a quest'album. Organi che fino ad allora venivano usati nelle chiese qui adoperati in chiave Rock, certamente alla maniera dei maestri Manzarek e Lord ma comunque in modo assai personale, funzionale alla buona riuscita del disco. Per me una band inimitabile e con questo album, dannazione, ci rendiamo conto di quanto il nome dei Boston sia troppo, troppo sottovalutato. Sarebbe bello poter tornare indietro, vivendo appieno quegli anni in cui il rock prendeva vita, per donare a certi dischi ancor più valore di quanto ricevettero in passato. Il mondo intero non vedeva l'ora di ricevere questa scossa d'adrenalina: i Nostri hanno donato alla storia del Rock uno fra i dischi definitivi del genere. Approfondite questo ruppo, addentratevi nei suoi meandri, partite alla ricerca anche e soprattutto degli album successivi. Dopo un esordio del genere, non verrebbe a chiunque la voglia di scoprire cosa ci sarebbe oltre, da offrire? Assurdo che i Boston non abbiano ottenuto tutto  il successo meritato. Cosa possiamo farci, d'altro canto? Nulla purtroppo, anzi... forse qualcosa! Possiamo continuare ad ascoltarceli a volumi sempre più alti e a consigliarli a tutti i nostri conoscenti! Un album degno di stare sul podio più alto del rock mondiale! Grazie per l'attenzione, amici... e buona musica a tutti! 

1) More Than a Feeling
2) Peace of Mind
3) Foreplay / Long Time
4) Rock n Roll Band
5) Smokin'
6) Hitch a Ride
7) Something about you
8) Let me take home tonight