AVENGED SEVENFOLD

Waking The Fallen

2003 - Hopeless Records

A CURA DI
PAOLO FACCHINELLO
18/02/2011
TEMPO DI LETTURA:
8

Recensione

Cari amici, con la seguente recensione andiamo a riscoprire un gruppo che negli ultimi anni ha saputo contraddistinguersi nell'ondata di band alternative americane: mi riferisco agli AVENGED SEVENFOLD, noti con l'abbreviativo A7X. Il disco che prendiamo in questione e che ora andiamo ad analizzare nello specifico è il loro 2^ album intitolato WAKING THE FALLEN, un lavoro che ha segnato un punto di svolta nel loro percorso musicale e stilistico. Prima di introdurci a loro ritorniamo in breve allo spazio temporale degli eventi che attraversavano in precedenza l'uscita di questo full lenght nel mercato discografico ed esaminiamo l'evoluzione e i cambiamenti che stavano interessando la band californiana in quel periodo. Siamo nell'estate 2002 e all'interno degli A7X avviene un importante cambio di formazione; infatti al posto del bassista Dameon Ash subentra l'eccentrico e talentuoso Johnny Christ, elemento decisivo ad alterare gli equilibri all'interno del gruppo. Con una line up rinnovata gli AVENGED SEVENFOLD partecipano a una serie di apparizioni pubbliche e a parecchi concerti dal vivo in diversi festival, che trovano il loro culmine nel Vans Warped Tour, dove ottengono un successo improvviso e in parte inaspettato alle loro iniziali previsioni. Dopodichè arrivati in un momento a loro favorevole, gli A7X, che fino ad allora erano sotto contratto con la Goodlife Recording, firmano per l'etichetta discografica Hopeless Records e tornano poco dopo in sala di registrazione per realizzare un nuovo album in studio susseguente all'ottimo debutto di Sounding The Seventh Trumpet. Il nuovo album viene così intitolato WAKING THE FALLEN ed esce nell'agosto 2003; in questo cd il loro sound cambia e si discosta in maniera abbastanza netta dal precedente diversificandosi per esempio nel cantato di M. Shadows con tonalità vocali più alte abbinate a liriche dove si alternano clean e growl in egual misura. Composto da 12 tracce, l'album parte forte già dalla prima omonima canzone del cd che si apre con un intro dalle sfumature molto cupe in un contesto dark, con un riff incalzante di chitarra e una voce echeggiante di sottofondo quasi irreale tanto che sembra essere uscita dalle tenebre più oscure. Si prosegue con Unholy Confessions, adrenalinico e potente anthem dove si intervallano con un' amalgama fluida un thrash metal ben congegnato a parti vocali urlate e tirate con un drumming aritmico davvero efficace. La 3^ traccia è Chapter Four, una dei migliori esempi del suono metalcore con dei vocals che dapprima si presentano con un piglio melodico per poi variare di modulazione con grida a squarciagola, con contorno un condimento delle chitarre di Synyster Gates e di un ritmo serrato della batteria suonata impeccabilmente dal compianto James Sullivan in arte The Rev. In Remenissions, 4^ traccia che compone il disco è lo stesso The Rev il vero protagonista del brano che tra rullate secche e incursioni a doppia casa detta tutti i ritmi e i tempi giusti in maniera chirurgica come se fosse un "metronomo umano". Desecrate Through Reverance ed Eternal Rest, rispettivamente 5^ e 6^ brano, sono canzoni dove prevale un'alchimia di gruppo suddivisa tra i virtuosismi tecnici di Synyster Gates e i ritmi polivalenti e sincronizzati di The Rev. In Second Heartbeat e Radiant Eclipse la band da il meglio di se ponendo su una struttura ritmica corale degli incastri polifonici notevoli, sollecitando nell'ascoltatore un'attenzione maggiore dovuta all'evoluzione dinamica e imprevista nel corso dei brani stessi. La 9^ e 10^ traccia intitolate I Won't See You Tonight sono 2 brani divisi per stile ma uniti in un'unica composizione quasi a voler rappresentare i rovesci di un'unica medaglia. La prima è una lunga ballata dai tratti epici dove prevale un'aura malinconica e solenne con un pianoforte a tinte gotiche contrapposto alle chitarre alternate tra stacchi melodici a tratti più distensivi e rumorosi. Nella seconda parte si cambia registro e il sound diventa più irrobustito e pesante con bordate chitarristiche che si susseguono ai ritmi martellanti e senza sosta della batteria. In Clairvoyant Disease, traccia n^11, la tensione allenta solo in parte ma rimane alimentata dal pregevole lavoro delle chitarre di Zacky Vengeance e dagli inserimenti solistici di Synyster Gates. A terminare il disco troviamo l'ultima canzone And All Things Will End, che con il suo incedere di melodie miste all'aggressività irrefrenabile delle chitarre, pone la ciliegina sulla torta a un disco davvero superlativo.

Come note aggiuntive di rilievo c'è da rilevare che con questo masterpiece, gli A7X ricevono i giusti meriti anche a livello mediatico dopo le scarse considerazioni iniziali da parte della critica del settore, tanto che perfino la popolare rivista Rolling Stone dedica a loro diverse pagine riempiendoli di elogi in maniera plateale. WAKING THE FALLEN consentirà inoltre al gruppo di partire per un tour americano della durata di circa un anno con diversi sold out cogliendo così l'obbiettivo di ottenere una consacrazione pressochè definitiva a livello globale e diventare un punto di riferimento per una generazione di metalheads e di rockers alternativi sparsi in giro per il mondo. In conclusione affermiamo con una disinvolta sicurezza che gli AVENGED SEVENFOLD rimangono una delle realtà più interessanti del panorama hard n' heavy del nuovo millennio e restano in pole position nella classifica delle band più spettacolari del genere. Merito di non poco conto.


1) Waking the Fallen
2) Unholy Confessions
3) Chapter Four
4) Remenissions
5) Desecrate Through Reverence
6) Eternal Rest
7) Second Heartbeat
8) Radiant Eclipse
9) I Won't See You Tonight Pt.1
10) I Won't See You Tonight Pt.2
11) Clairvoyant Disease
12) And All Things Will End

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