AVANTASIA

The Scarecrow

2008 - Nuclear Blast Records

A CURA DI
HOLLOW
24/07/2011
TEMPO DI LETTURA:
9

Recensione

Se si parla di power metal, da un po' di tempo a questa parte non si può fare a meno di citare gli Avantasia. Considerata dal fondatore Tobias Sammet (vocalis degli Edguy) la sua "Metal Opera", la band si è ritagliata una buona fetta di successo tra i fans del genere. Nel gruppo, durante le varie registrazioni compaiono nomi illustri della scena power e heavy, come Klaus Meine degli Scorpions. Durante i live, la line up si estende a personalità illustri come Kai Hansen (ex Helloween e attuale singer dei Gamma Ray) Michael Kiske (ex Helloween) e Amanda Somerville (ex Aina, HDK e attualmente cantante dei Kiske Somerville). L'album The Scarecrow è stato pubblicato nel 2008 sotto l'etichetta Nuclear Blast. Parlando di The Scarecrow, sin dal primo ascolto ci si rende conto che è un album carico di energia e pathos, uno degli album power metal di recente pubblicazione di maggior valore musicale a parere mio. La prima track, Twisted Mind dimostra già lo stile dell'album, un concentrato di potenza allo stato puro. La voce di Tobias e di Roy Khan (ex Kamelot) sembrano fatte apposta per duettare; a livello musicale la canzone si presenta sì energetica, ma con una linea melodica (sopratutto nei chorus) leggermente più soft e melodica. Inoltre la tastiera di Micheal Rodenberg all'interno della song, aggiunge un effetto armonico raramente eguagliabile. La ritmica della chitarra è serrata e ben dosata con la giusta durezza e l'aggiunta di un pizzico di symphonic che non guasta mai. La seconda traccia è la title track The Scarecrow, probabilmente la canzone più bella dell'album. La song ha un ritmo tribale, accentuato dalla presenza dei tamburi nell'intro, per poi decollare in un crescendo di energia dal chiaro stampo power. Sammet affianca la sua voce a 2 vere leggende, ovvero Michael Kiske e Jorn Lande, che con le loro voci roche e potenti, riempiono lo spazio con una concentrazione di forza. Il tema della canzone si sposta quasi sull'epico, parlando di un' anima persa che cerca una redenzione. Verso metà canzone il ritmo e la musicalità ritornano al sound tribale, dando un attimo di respiro all'anima. Il solo è rapido e furioso, come ci si dovrebbe aspettare da una canzone power, per poi lasciar spazio ad un duetto vocale (quasi a livello di sfida) tra Tobias e Michael, che sconfina nell'incredibile, da quanto queste due voci riescano a completarsi a vicenda. L'ending della canzone raggiunge un livello quasi leggendario, coronando la canzone in un crescendo di emozioni che sconvolgono e rendono il brano il capolavoro che è. La terza traccia del cd è Shelter From The Rain e qua si sente in modo particolare l'appartenenza di Sammet agli Edguy, poiché la canzone si avvicina molto allo stile della band di Tobias. In questa track continua la collaborazione con Michael Kiske. Fanno anche la comparsa come chitarristi d'eccezione Kai Hansen e Henjo Richter (Gamma Ray). Canzone che rende onore al genere power, essendo un connubio perfetto di energia e intensità come poche canzoni sanno fare. Quarta song dell'album è la power ballad Carry Me Over, questa volta cantata esclusivamente da Sammet. Nonostante sia una ballad, la canzone trasmette un pathos incredibile. Fa la comparsa come tastierista Michael Rodenberg (ex Kamelot e Luca Turilli). Quinta track è un altra ballad, What Kind of Love, dai ritmi più epici, quasi teatrali. Sammet si appoggia questa volta alla soave voce di Amanda Somerville, dando alla song quel tocco di dolcezza che farebbe scogliere qualunque persona in lacrime già dalla prima nota. La musicalità rimane sempre dolce e soave, come per cercare di collegarsi allo spirito dell'ascoltatore, e trasportarlo in tempi e terre lontane. Una delle power ballad più belle della storia della musica. La sesta canzone è intitolata Another Angel Down, si ritorna al suono power e quindi ad una ritmica serrata, energia a livelli astronomici e a voci ruggenti. Si ritorna all'accoppiata Sammet-Lande, conferendo alla canzone quel tocco magico che entrambi danno alle proprie composizioni. Ogni parte ritmica, non lascia un attimo di respiro e i solo sono eseguiti con una velocità ed una maestria ineccepibili. L'ultimo ritornello della canzone si estende fino a raggiungere un altezza vocale degna di premio. Settima traccia dell'album è la canzone The Toy Master, brano abbastanza cupo, con un vocalist che è una vera divinità nell'ambito metal: Alice Cooper. Infatti sia vocalmente che musicalmente la canzone è cavernosa e tetra nelle parti cantate da Cooper, mentre negli ingressi di Sammet si riprende con una musicalità tipica del power, ovvero piena di energia ed allegria. Ottavo pezzo dell'lp è la track Devil In The Belfry, tornano alla carica Tobias e Jorn Lande, travolgendoci con la loro carica di pura energia. La melodia segue un' onda di gioia e grinta, adornato il tutto da una ritmica strumentale di pura classe e perfezione da sbalordire chiunque. Nono pezzo dell'album è un altra ballad, Cry Just a Little, vocalist d'eccezione a far compagnia a Tobias è Bob Catley. Canzone particolarmente armoniosa e soave, perfetta per chiunque vuole stare in pace con sé stesso e la propria anima. La track è trasportata da una musica leggera e dolce a cui le due voci fanno quasi da contorno più che da fulcro principale. Decima traccia del cd è I Don't Belive In Your Love, si ritorna al classico sound power e con Sammet che ingaggia un duello vocale con Oliver Hartmann. La ritmica sembra voler dare forma al dolore che si prova durante una delusione amorosa e le due voci cariche di rabbia e potenza sembrano provenire dal profondo di un animo sconvolto dalla sofferenza. Nonostante ciò la canzone tiene un buon livello di vigore, risultando un brano di completezza eccelso. Track conclusiva dell'lp è Lost In Space, canzone a tratti molto leggera musicalmente, ma che raggiunge picchi di forza durante i ritornelli degni delle tracce precedenti. Qua Sammet dimostra che la sua voce non è solo potente, ma anche versatile. Sentirla scendere così tanto in basso con le note non è una cosa consueta, ma nei chorus recupera tutta la sua carica regalando emozioni indescrivibili come sempre. In conclusione The Scarecrow è un album completo che può accontentare benissimo sia i fan del power veloce ed energetico, sia quelli che preferiscono un metal più dolce e melodioso. Un cd ben costruito, adornato di stelle del firmamento musicale metal e come coronatura, una composizione a livello strumentale degna di nota.


1) Twisted Mind
2) The Scarecrow
3) Shelter From The Rain
4) Carry Me Over
5) What Kind Of Love
6) Another Angel Down
7) The Toy Master
8) Devil In The Belfry
9) Cry Just A Little
10) I Don't Belive In Your Love
11) Lost In Space