Athlantis

M.W.N.D.

2012 - Ice Warrior Records

A CURA DI
ROBERTA D'ORSI
18/07/2012
TEMPO DI LETTURA:
7

Recensione

Il bassista dei Mastercastle Steve Vawamas circa dieci anni fa mette su un gruppo di power metal gli Athlantis, alla chitarra piazza il suo collega nei Master Pier Gonnella, nel 2003 pubblicano l'omonimo debut album composto da otto tracce e prodotto dalla Underground Symphony, ma poi la band cade nel silenzio per tutti questi anni.
Con sorpresa ed una line up modificata quest'anno gli Athlantis sono tornati in gran rispolvero, portando con sé un secondo album e delle novità; in primis il logo della band assume connotati differenti, le lettere distorte si raddrizzano diventando più lineari e leggibili ed assumendo una forma più piena e leggermente ricurva. Seconda novità i ruoli in formazione, Steve e Pier imbracciano sempre basso e chitarra, alle pelli subentra l'energico Enry Sydoz ed alla voce prende posto dietro al microfono l'interessante Jack Spider; inoltre il nuovo album gode di collaborazioni esterne, tre per quanto riguarda la parte vocale ad opera di Alessio Calandriello, John William Tudor e Giorgia Gueglio, ed una alla chitarra ad opera di Gianfranco Pino Puggioni. Anche il sound subisce un mutamento, il power metal inizialmente costruito si trasforma rendendo un concetto a cavallo tra un hard rock vecchia scuola ed un puro heavy metal, la sensazione uditiva del classic metal è data in particolare dalla timbrica "maideniana" del vocalist Jack Spider e con l'ascolto ve ne renderete subito conto. Il lavoro di Vawamas gode sicuramente di tanta cura ed il valore tecnico (dovesse anche essere solo il suo e di Gonnella e non è) è indiscutibile, detto questo non ci si trova davanti a nulla di originale, sia a livello compositivo che artistico. Le undici tracce di questo M.W.N.D. sono prodotte dallo stesso Steve Vawamas e dalla Ice Warriors Records, registrate e mixate ai Musicart Studios di Genova in collaborazione con Vawamas e Gonnella. M.W.N.D. racchiude un significato tanto semplice quanto forte, Vawamas non avrebbe potuto scegliere titolo migliore per la ricomparsa dei suoi Athlantis e per un ritrovato sound puro e classico, ecco perché "il metal non morirà mai", di questo ne siamo tutti più che convinti ma è sempre bene tenerlo a mente ed inneggiando a questo concetto con tutta la foga che si ha in corpo. La prima traccia che da il via all'album si presenta con un assetto massiccio e ci rivela immediatamente il timbro particolare del nuovo vocalist. "Madness is Rising" ha una parte iniziale piuttosto monocorde, poi prende animo con un istante di basso che introduce una seconda parte a cavallo tra melodia e ritmica rocciosa. C'è da dire che Vawamas ha messo su una bella formazione, Sydoz alle pelli colpisce per un'esecuzione precisa, pulita e potente; nel secondo brano "Getaway" si apprezza tutto il contesto musicale, dalla sezione ritmica alla chitarra perfetta di Gonnella, al cantato corposo e graffiato di Spider, il refrain è di facile impatto e lo si stampa immediatamente in testa. Appena parte "The Final Judgement" sgrano gli occhi e le orecchie.. ritorno indietro per sentire l'attacco.. segmento ritmico che supporta il tema dominante del pezzo, la scala musicale eseguita alla chitarra è una delle più usate nel periodo ottantiano e che faceva il giro sulle corde di band tanto hard rock quanto metal, per citarne alcune? Judas Priest, Motley Crue, Iron Maiden ed in particolare basti ascoltare "The Killing Road" dei Megadeth contenuto in Youthanasia per accorgersi del riff, plagio? Ma no assolutamente, piuttosto direi un bell'omaggio degli Athlantis ad uno dei motivetti più gettonati della decade d'oro. "The Final Judgement" assume connotati decisamente hard rock nel mood con muro sonoro sempre roccioso, la parte vocale è affidata ad Alessio Calandriello buon interprete per questa canzone "evocativa" dalle sonorità molto old school. Torniamo ad ascoltare Spider in "Strong as Your Love" traccia dall'andamento melodico ha una verve energica che ne sostiene la struttura, bello ed accattivante il ritornello, piacevole. Segue la prima ballad dell'album "Faraway" con una parte iniziale cantata da uno Spider improntato su toni molto cupi e bassi, la voce si apre e con essa l'accompagnamento musicale che funge da poetico tappeto sonoro al vocalist ed alla sua compagna di duetto Giorgia Gueglio, cantante dei Matercastle. Mi piace l'atmosfera creata da questo pezzo, semplice ma emozionante. Il buon vecchio stile hard rock si palesa nuovamente alle nostre orecchie con la sesta track "Dry Gin", rocambolesca pioggia di note accattivanti, impossibile non scuotere il capo e far volare la chioma.. a chi ovviamente ne fosse provvisto!!! Il bravo John William Tudor prende posto al microfono con ottimi risultati, la sua esibizione mi riporta indietro nel tempo, così come il brillante assolo alle corde, questa canzone è proprio bella! C'è qualcosa che non mi convince in "Lightning" pur non potendolo definire un brutto pezzo; il songwriting mi sembra forzato, come se svariate parti che non centrano nulla tra loro siano state legate a caso al fine di creare la canzone. Anche il cantato di Spider è forzato, così come il solo di Gonnella, insomma tutto in questa traccia è un po' fuori dalle righe, tranne per le pelli sempre impeccabili.  La seguente "One Man,One Look, One Desire" fortunatamente rimette il gruppo sulla retta via abbandonando il precedente intoppo sonoro e regalandoci una track convincente e ben costruita, sezione ritmica ben legata, tappeto sonoro melodioso ed armonico con inserti pungenti nella giusta dose, che dire.. lontani anni luce dal brano precedente e meno male! Buona l'interpretazione di Spider, ottima l'esecuzione del resto della band per una delle tracce migliori del cd. La bella Giorgia torna alla voce in "Again You" ma stavolta è sola al microfono districandosi abilmente tra i fiumi sonori costruiti per lei dai suoi compagni di avventura; da sottolineare le distorsioni che in questo brano sono innumerevoli e svariate, sapientemente eseguite e bilanciate tra loro, donando un'aura cyber-futuristica all'intero pezzo. La penultima song dal titolo "Holy Call" è un altro discreto esempio di quanto gli Athlantis abbiano valore e potenziale nel loro comparto artistico; il songwriting è semplice ed uniforme con la sola varietà donata dai soli alle corde, sezione ritimica che risalta in compattezza e perfezione, il cantante nelle note alte deve controllare un po' di più la voce. L'album si chiude con "Faraway" in versione acustica e cantata unicamente da Spider, indubbiamente l'impatto emozionale di tale esecuzione è quasi scontato ed anche in questo caso ne si ha prova tangibile, per cui ottima l'idea dell'arrangiamento in acustica per questo pezzo e per averlo messo come traccia conclusiva. Il ritorno sulle scene di Vawamas ed i suoi Athlantis può definirsi più che discreto, hanno superato l'esame per quel che mi riguarda e d'altronde non potrebbe essere diversamente date le qualità evidenti di ogni membro della line up; i punti di forza sono quindi la preparazione tecnica e la buona capacità di esecuzione, i punti a sfavore che andrebbero modificati ed aggiustati per un prossimo full length sono la poca varietà stilistica, sebbene questa nuova linea musicale si confaccia bene alle abilità del gruppo, e di conseguenza un pizzico di originalità in più che mai guasta, tutt'altro. Va benissimo ispirarsi ed omaggiare le vecchie sonorità che tanta storia hanno fatto, ma appunto un omaggio deve restare e non una linea guida sulla quale costruire un intero album come gli Athlantis hanno fatto; probabilmente Vawamas e soci volevano andare sul sicuro per questo ritorno e ci sono riusciti, poiché il loro lavoro risulta godibile e mai noioso devo ammetterlo, eccezione fatta per "Lightning" che pare essere concepita da un gruppetto di giovani inesperti. Dosando vecchio sound ed idee innovative, lavorando sul controllo vocale di Spider che ha una timbrica interessante e particolare, e continuando con questo stile a cavallo tra metal ed hard rock, sono sicura che gli Athlantis faranno passi da giganti, per cui consiglio loro di non mollare e continuare ad andare avanti più convinti che mai, la strada è quella giusta e si sente.. "il metal non morirà mai" e questo anche grazie alla loro musica!

1) Madness is rising 
2) Getaway
3) The final judgement
4) Strong as your love 
5) Faraway 
6) Dry gin
7) Lightning
8) One man,one look, one desire
9) Again you 
10) Holy Call
11) Faraway
(Acustic version)

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