Assaulter

Crushed by Raging Mosh

2011 - Self

A CURA DI
ROBERTA D'ORSI
22/08/2012
TEMPO DI LETTURA:
8

Recensione

Quando ti trovi davanti ad un album col seguente titolo ovvero "Schiacciato dal mosh infuriato" sai già cosa aspettarti, il che rende l'effetto sorpresa paraddossalmente più ansiogeno, poiché la curiosità di appurare una certa energia preannunciata, si inspessisce ulteriormente. La thrash band degli Assaulter proviene dalla Puglia ed in particolare dalla mia città, Taranto; si formano nel 2007 per mano di Enzo il cantante e Paolo il chitarrista,a loro si sussegue l'innesto di Fulvio altro chitarrista e di un batterista (la cui identità pare essere ignota..). Il 2008 è l'anno in cui la band comincia a cimentarsi con le esibizioni on stage, ma nell'ottobre dello stesso anno Fulvio è costretto ad abbandonare il gruppo per motivi di lavoro e viene prontamente sostituito da Luca, che ne prende il posto immantinente anche sul palco, tanto da cominciare le sedi live una settimana dopo la sua venuta nella band. Sostituzioni anche dietro le pelli a causa di grattacapi con l'innominato batterista, ed ecco che invece spunta un Rodolfo ad impossessarsi delle bacchette e pronto a darsi da fare. Con una line up definita e tuttora in pianta stabile, nel 2009 gli Assaulter seguitano negli show dal vivo e nella scrittura di materiale, tanto che nel luglio del 2011 esce un ep di debutto. Professionalmente i componenti degli Assaulter sono "più o meno tutti auto didatti" queste le parole di Enzo col quale ho avuto il piacere di scambiare due chiacchiere per conoscerli meglio. I guti musicali degli Assaulter non comprendono solo metal ma spaziano, ed in particolare Enzo ama anche sonorità punk hardcore, blues, country e rockabilly (poi sorride n.d.r.). "Crushed by Raging Mosh" è auto prodotto e contiene sei canzoni puramente thrash vecchia scuola, dando inizio al mini album le mie orecchie si scontrano subito con la title track, l'attacco della primissima nota è ad opera della chitarra, poi una delirante batteria si palesa con audacia impertinente, l'intro ha una struttura d'acciaio in 1' e 28'' precede la rissosa traccia vera e propria, in cui sentiamo la voce di Enzo oltre al resto della band. La timbrica del frontman è sporca, selvaggia e soprattutto deliziosamente incazzata, il wall of sound è un agglomerato solido di mattoni impenetrabili, dove le chitarre accattivanti di Luca e Paolo sembrano danzare nel più scatenato pogo, le pelli di Rodolfo non hanno tregua sotto i suoi colpi ed il basso in sottofondo regala sprazzi cupi ben congegnati all'interno di un pezzo che per oltre 6' scorre liscio senza intoppo alcuno, rivelando già dall'inizio non solo una buona tecnica, ma un'abile esecuzione ed una originalità compositiva, che ultimamente non riuscivo a trovare nelle bands emergenti. La seconda bordata arriva con "Hand Maniac" la cui struttura è sostanzialmente strutturata su una linea stilistica continua e ben poco altalenante ritmicamente, piccoli sprazzi di variazioni sono ad opera soprattutto della chitarra solista, mentre la sezione ritmica provvede ad avvicendarsi in modo spinto e diretto, senza lasciare un secondo di respiro. Enzo alla voce può risultare un tantino monocorde ad alcuni, ma io lo trovo perfetto in questo contesto sonoro, la sua voce sporca è una goduria per le mie orecchie. Che dire poi degli assoli alle corde? In una sola parola: spettacolari!!! Il finale alle pelli è a dir poco manieristico, bravi! Un bel riff iniziale alla chitarra introduce "Flag of Destruction" brano più elaborato nel suo songwriting rispetto alla precedente track; lo si evince dai cambi di tempo e di ritmiche che passano dal più blando al concitato, il tutto rifinito da assoli ed esibizioni alle corde dalle svariate sfaccettature sonore, incredibili questi ragazzi, era da tempo che non ascoltavo del thrash underground di pregevolissima fattura. In 3' e 40'' gli Assaulter in questo pezzo sono riusciti a ricreare diverse ambientazioni sonore districandosi tra  molteplici livelli temporali, tanto da far sembrare la durata del brano molto più lunga, ma che al tempo stesso regala una fluidità d'ascolto piuttosto celere. Il seguente pezzo "Thrash Assault" è in effetti un assalto sonoro in piena regola, se pur la parte iniziale ha un escalation nel volume vero e proprio, poco meno di un minuto dopo si calcano percorsi ritmici cadenzati, per circa 30'' le note sono più rilassate e subito dopo sfrecciano frenetiche, per poi ripiombare nella flemmaticità ed ancora nel furore; così con questa continua altalenanza dei tempi, la track procede verso un finale in cui si palesano gli immancabili assoli alla chitarra e la sezione ritmica non è da meno, originando una scarica sonora potentissima ad alta intensità. Inarrestabili mattatori gli Assaulter perseverano nella devastazione con la penultima traccia "The Flame of Pain" che non accenna minimamente ad arrestare la corsa sui rocciosi sentieri la cui scalata è per loro una passeggiata di salute. Enzo nel doppio ruolo di cantante e bassista è un pezzo da 90, gli altri Assaulter sono musicisti validissimi, che lo supportano in maniera ineccepibile non avendo nulla da invidiare a bands con alle spalle molta più esperienza rispetto a loro. Basta soffermarsi ed ascoltare con particolare attenzione, i cori perfetti, l'esecuzione alle corde ed alle pelli impeccabili, la prestazione vocale di Enzo sicura e potente, ed inoltre pur essendo auto prodotto anche la qualità di mastering è più che sufficiente, considerando i mezzi che i ragazzi hanno avuto a disposizione. "The Flame of Pain" è un agglomerato di forza, le rullate della batteria sono scosse di terremoto e le due chitarre alleate in un sodalizio estremo, penetrano col loro suono fin dentro le ossa, fino a dare ogni volta la scarica decisiva con gli elettrizzanti assoli alle corde. L'inno perfetto alla bevanda metal per antonomasia ovvero la birra, è il tema portante nonché titolo della traccia conclusiva dell'ep degli Assaulter e si intitola.. indovinate? "Beer!!!" Ovviamente. Inevitabilmente l'associazione di idee con la più famosa traccia dei Korpiklaani "Beer Beer" è scontata, ma il titolo è l'unica cosa in comune, poiché le sonorità degli Assaulter sono ben lontane da quelle folk dei musicisti finlandesi.

In poco meno di due minuti tutta l'energia dei pugliesi scaturisce imperturbabile, gli strumenti sfrecciano in una corsa sfrenata, si compattano, si legano e si fondono tra loro in un wall of sound granitico, rotto soltanto dall'assolo alle corde. Considerando il margine di miglioramento che gli Assaulter hanno ed in più l'esperienza che matureranno ulteriormente, sono già una convincente realtà nel panorama del metal italiano. Ho trovato buone capacità tecniche ed esecutive, buono il songwriting, buone le intenzioni, buone le tempistiche armoniche e ritmiche, insomma li ho trovati decisamente bravi. Ma un appunto ho da farlo, sebbene il genere che gli Assaulter ci propongono è uno speed/thrash metal ricco di indubbia adrenalina, mancano delle parti lente che stemperino quell'aggressività continua, mancano quegli arpeggi che donano emotività ad un pezzo, manca la parte intrisa di passionalità e pathos, mancano per intenderci pezzi come "One" e "Fade to Black" dei Metallica o la meravigliosa "Return to Serenity" dei Testament, e di questi gruppi di certo non si può dire che non siano tra gli dei dell'Olimpo del thrash metal. Auspico quindi che gli Assaulter prendano spunto da questi mostri sacri per ampliare, regalare e regalarsi un tocco di raffinatezza e maturità stilistica, che potrà soltanto impreziosire ulteriormente il loro lavoro già ricco di bei contenuti.



 


1) Crushed by Raging Mosh
2) Hand Maniac
3) Flag of Destruction
4) Thrash Assault
5) The Flame of Pain
6) Beer!!!