Arcanum Inferi

Ars Hermetica

2012 - Black Orgon Records

A CURA DI
FRANCESCO PASSANISI
19/09/2012
TEMPO DI LETTURA:
8

Recensione

La repressiva dottrina del Cristianesimo, nata durante il Primo Concilio di Nicea per volere dell'imperatore romano Costantino I unificando i culti ispirati al sedicente profeta Gesù Cristo e sovrascrivendo buona parte dei culti pagani presenti a quel tempo, ebbe sempre il fine ultimo di essere un mezzo per il controllo e la repressione del popolo a vantaggio di un'oligarchia rappresentata dall'imperatore e dalle gerarchie ecclesiastiche che con la caduta dell'Impero Romano e la successiva frammentazione in più stati acquisirono ancora più potere. Ancora oggi, uno dei più efficaci mezzi per assoggettare il popolo al volere di un'oligarchia è l'ignorantizzazione, che nel medioevo fu perseguita con ferocia e crudeltà bandendo alcuni libri e condannando a morte chiunque perseguisse quel naturale bisogno di conoscenza che è insito nella mente di certi uomini. In questo clima, la ricerca della conoscenza portata avanti soprattutto dagli alchimisti assunse un alone esoterico esattamente come i libri che contenevano nozioni scientifiche provenienti soprattutto dalla cultura greca e da quella egizia. Questa lunga introduzione serve per introdurci a pieno nel concept di "Ars Hermetica", album di debutto dei Blacksters siciliani Arcanum Inferi. "Ars Hermetica" si riferisce infatti al "Corpus Hermeticum", la raccolta di scritti attribuita al leggendario Ermete Trismegisto dal quale si generò la corrente filosofica dell'ermetismo, che in una delle sue molte chiavi di lettura mostra la via per acquisire la conoscenza suprema ottenibile direttamente dall'essere più potente dopo Dio, Lucifero, l'arcangelo punito per la sua ribellione e scagliato all'Inferno. Il "Praeludium" a base di archi ed effetti sonori è perfetto per farci entrare nell'ambientazione che fa da sfondo al concept portandoci nell'oscurità di un laboratorio alchemico del medioevo. "Aeterna Damnatio" arriva diretta come un pugno in faccia. Una velocissima chitarra in tremolo picking supportata da una batteria che alterna blast beat ad un accompagnamento più leggero ma al contempo più intricato fanno da piedistallo sul quale si erge il cantante Baram che, con il suo screaming acido, ci racconta del sacrificio di uno dei molti Maghi-Artifex che si sono immolati sui roghi della Santa Inquisizione pur di non rinnegare la propria scelta, compiendo il primo passo nella via dell'Ars Hermetica che prevede di essere disposti a subire qualsiasi tortura pur di non abbandonare il proprio cammino verso la conoscenza. Il pianoforte di Maagher Kxeratum, chitarrista della band, apre la strada alla violenta "Furor Melancholicus", secondo passo del cammino del protagonista. Il Furor Melancholicus è infatti un particolare stato emotivo nel quale si trova l'artifex che decidere di compiere questa ricerca della conoscenza così estrema, passando attraverso sofferenza ed oscurità che farà scaturire una forza sconosciuta al volgo. Dopo l'intro a base di pianoforte il putiferio black metal che scaturisce come un fulmine a ciel sereno annichilisce il sangue nelle vene grazie a ottime sovrincisioni di voci ed un sound globale compatto fortemente debitore alla vecchia scuola del black metal. La bassista Sethyel si mette in mostra con alcune ottime armonizzazioni mentre il batterista Frozen sottolinea perfettamente l'andamento del pezzo con una batteria schiacciasassi ed un blast beat costante ma che, nei momenti giusti, si apre verso riff più rilassati supportando ottimamente la chitarra minimalista di Maagher Kxeratum che crea ottime melodie atmosferiche con il suo velocissimo riffing.



"In the darkest night of soul

It begins the long descent to the kingdom of Hades

The doors of Hell open, the kingdom of shades

My Ego's, Erebo
"



Inizia così "Obscura Nox ad Inferos", terzo capitolo del viaggio occulto del nostro artifex che rinnova la sua natura umana grazie al fuoco garantendosi il potere di assoggettare al suo volere persino le creature infernali esattamente come gli Arcanum Inferi annichiliscono la volontà dell'ascoltatore con dei riff ripetitivi ed ipnotici che rapiscono la sua mente e lo gettano in uno scenario oppressivo ed infernale. In questa sua trasfigurazione da superuomo Niezschiano l'Artifex inizia la sua discesa verso il centro della terra dove è nascosta la Tabula Smaragdina di Ermete Trismegisto, lo smeraldo staccatosi dalla fronte di Lucifero durante i nove giorni di caduta dal Paradiso, narrataci nella violentissima "V.I.T.R.I.O.L." (Acronimo di "Visita Interiora Terrae Rectificando Invenies Occultum Lapidem"), capolavoro di oppressiva violenza che pesca a piene mani dall'old school black metal mettendo comunque in risalto una buona dose di personalità della band che, pur non discostandosi molto da quanto già sentito nella scena norvegese dell'Inner Circle e dalla scena francese delle Legions Noire, riesce lo stesso a stupire con qualche ottima trovata nel songwriting. "Fructus interdictus"si gioca su una progressiva accelerazione dei tempi che mozza il fiato, un crescendo di violenza che accompagna l'avvicinarsi del protagonista al Fructus interdictus, in passato raffigurato come la Mela dell'Eden che avrebbe donato agli uomini la completa conoscenza e consapevolezza delle proprie capacità. Proprio mentre l'album sembrava cominciare a soffrire di una certa ripetitività di fondo, la bellissima "Tabula Smaragdina" arriva a stravolgere le carte in tavola. Dopo l'intro in italiano di Baram, supportato da un sinistro arpeggio di chitarra clean, l'ospite Fearbringer inizia a celebrare un rito pagano decantando i 12 punti della Tavola Smeraldina di Ermete in un pezzo che alterna momenti atmosferici ad accelerazioni assassine dove chitarra, basso e batteria devastano le orecchie e la mente dell'ascoltatore per poi terminare con lo stesso arpeggio dell'intro chiudendo il cerchio di questo rito che si profila essere il punto qualitativamente più alto raggiunto dall'album. Con "I.N.R.I." (Igne Natura Renovatur Integra) l'album torna ad essere un vero e proprio massacro, una cavalcata che lascia senza respiro mentre l'artifex prende coscienza dei propri infiniti poteri e intraprende l'ultimo passo del suo cammino, quello verso le Sacre Verdi Foreste, la dimora della più pura luce della conoscenza, il portatore di luce Lucifero, narrataci nello splendido finale "Silvae Viridies" che chiude degnamente quest'ottimo esordio dei catanesi Arcanum Inferi spinto, oltre che da un'ottima tecnica strumentistica e da una produzione che crea veramente un'atmosfera malsana e mistica senza intaccare la godibilità dell'album, da un concept complesso ed innovativo che lo rende un lavoro maturo e fa ben sperare per questi portatori di antiche conoscenze occulte.


1) Praeludium
2) Aeterna Damnatio
3) Furor Melancholicus
4) Obscura Nox Ad Inferos
5) V.I.T.R.I.O.L.
6) Fructus Interdictus
7) Tabula Smaragdina
8) I.N.R.I.
9) Silvae Viridies