ALICE COOPER

Welcome 2 My Nightmare

2011 - Universal Music

A CURA DI
PAOLO FACCHINELLO
03/11/2011
TEMPO DI LETTURA:
7,5

Recensione

"...Welcome to my nightmare, (whoa, ho, ho, ho...) Welcome to my breakdown..." Così recitava il celebre ritornello della titletrack nel famoso disco uscito nel 1975 a firma di Vincent Damon Furnier, conosciuto da tutti come ALICE COOPER, un personaggio davvero più unico che raro nel panorama rock globale. E così a 36 anni di distanza dal suo celebre capolavoro questo grande artista si rimette nuovamente in discussione riproponendo al grande pubblico il degno sequel dell'omonimo platter consegnando alle stampe un nuovo full lenght intitolato WELCOME 2 MY NIGHTMARE. Iniziamo subito a specificare che la "somiglianza" con il primo capitolo si deve attribuire più in termini di lavoro filologico dei testi riadattato nella forma di concept album piuttosto che dalle sonorità espresse. In questo capitolo, infatti, ALICE COOPER riprende il discorso lasciato in sospeso con il primo Welcome To My Nightmare e lo fa con il consueto excursus nel suo personale immaginario horrorifico rappresentato con scenari onirici, paranoici e ai limiti del surreale. Il protagonista principale su cui ruota l'intero concept è (come nel precedente capitolo) Steven, un ragazzo ormai in età adulta che deve affrontare ancora i suoi tormenti e fare i conti con un passato convulso e laido attraverso un viaggio nei suoi peggiori incubi. Per questo progetto ALICE COOPER, (oltre ad avvalersi della collaborazione con l'amico/produttore Bob Ezrin), riunisce in pompa magna alcuni musicisti presenti già ai tempi dei primi dischi della Alice Cooper Band, come ad esempio Steve Hunter e Michael Bruce alle chitarre, Dennis Dunaway al basso e Neil Smith alla batteria. Oltretutto per tutta la durata del disco troviamo anche diversi ospiti di prestigio a dare il loro contributo come: John 5, Kip Winger, Rob Zombie, il cantautore country Vince Gill più un'altra stella emergente dello showbiz, la cantante pop Kesha. (N.b. A mio avviso una mossa poco artistica che sa tanto di commerciale). Ma andiamo ad analizzare e ad approfondire meglio il disco nei suoi contenuti specifici: WELCOME 2 MY NIGHTMARE, uscito lo scorso settembre per l'etichetta indipendente Bigger Picture, si compone di 14 tracks molto particolari e variopinte. Si parte con I Am Made Of You, canzone che parte con un inizio soffuso e si apre con lievi note pianistiche innestate in un sottofondo cosparso con tappeti sonori vicini all'elettronica. La voce quasi angelica e carezzevole di Mr. Cooper lascia spazio verso il finale ad un assolo davvero intenso (oltre che appezzabile) del chitarrista Steve Hunter. Si prosegue con la 2^traccia, Caffeine (nome usato per intendere un facile rimedio per tenere lucido e sveglio Steven nel dormiveglia ma che tuttavia si rivela inconsistente). Il brano è una classica rock song dai toni allegri e frizzanti e allo stesso tempo con una verve bizzarra e comica tipica dello stile caricaturale e parodistico di Alice Cooper. Si passa così a The Nightmare Returns e A Runaway Train, rispettivamente 3^e 4^traccia del disco. La prima è confezionata con un intro pianistico spettrale intervallato dalla voce di Alice Cooper che fa da preambolo al secondo pezzo decisamente più movimentato del primo. (P.s. Il brano descrive il passaggio di un treno che riporta Steven nei pressi di un cimitero lugubre e tetro.) A questo punto arriviamo alla 5^traccia, Last Man On Earth, una song veramente atipica e originale con un sound orientato nel blues, nel jazz e nel vaudeville anni 30' dove si avvertono echi più o meno frequenti di Tom Waits. Nel finale del pezzo si sentono degli applausi quasi sarcastici susseguiti da dei fulmini che prefigurano l'entrata di Steven nell'Inferno, da qui la partenza di The Congregation, 6^traccia dove troviamo un afflitto e languido Rob Zombie a prestare la sua voce con un intermezzo alquanto azzeccato e vincente. I'll Bite Your Face Off, 7^traccia, è una buona track dai contorni rock molto pomposi che per una serie di congiunzioni fanno venire in mente in maniera inequivocabile i Rolling Stones, quasi come se fosse un sincero omaggio e voluto verso lo storico gruppo inglese del duo Jagger/Richards. L'8^traccia, Disco Bloodbath Boogie Fever, è una canzone davvero "anomala" e "inconsueta" in quanto ci troviamo di fronte ad un pezzo che passa da una tonalità dance durando per buona metà del pezzo con Alice Cooper che usa uno strano cantato funk-rap demenziale (stile che a mio parere sarebbe più adatto e riconducibile ad un gruppo come i Bloodhound Gang che allo stesso Alice Cooper :D). Ma ecco arrivare la sorpresa che non ti aspetti; con un assolo pirotecnico e virtuosistico piomba sulla scena un fantastico e ispirato John 5 che ribalta completamente la canzone con un impeto ed una foga davvero encomiabili! Ghouls Gonna Wild, 9^traccia, è un buon bravo longilineo caratterizzato da una sezione ritmica che fa il suo dovere senza eccedere in ghirigori superflui, mentre Something To Remember Me By, è una ballad con un mood tipicamente beatlesiano arrangiata e orchestrata con la professionalità del mestiere di musicisti affiatati. When Hell Comes Down, 11^traccia, descrive le sensazioni di Steven che ripensa al periodo dell'infanzia avuto con un padre alcolizzato che lo ha vessato con violenze di ogni tipo. Per questa canzone Alice Cooper adotta delle atmosfere cupe e oscure con delle liriche velate di profonda tristezza d'animo. What Baby Wants, 12^track, vede la partecipazione di Kesha accanto a Mr. Cooper per una song intrisa di sonorità vicine al pop e al rock più accattivante. Dei rintocchi di campane introducono la penultima traccia, I Gotta Get Outta Here, a mio giudizio una delle canzoni più valide dell'album. Chitarre in pieno stile southern rock frappongono una power ballad marziale con sfumature country dove Alice Cooper si erige sopra tutti con un cantato espansivo e spigliato per un finale edulcorato, mitigato dai coretti della band che supporta degnamente il nostro beniamino. A chiudere l'album ci pensa The Underture, canzone molto coinvolgente che riassume le migliori qualità squisitamente tecniche del gruppo in un medley tra musica classica e rock davvero spettacolare. Come nota conclusiva si può proferire che questo WELCOME 2 MY NIGHTMARE dimostra che ALICE COOPER sa ancora dire la sua. C'è da sottolineare che il compito svolto non è facilmente assimilabile con i lavori storici di Alice Cooper anche se per certi versi si denota una certa impostazione old style (specialmente nel songwriting accostabile al primo Welcome To My Nightmare.) Non sarà certamente un capolavoro, ma di sicuro resta il fatto che questo full lenght mette in mostra una proposta musicale e una tessitura musicale d'insieme molto valida in tal senso. Una merce rara che in questi periodi di aridità in campo discografico è molto difficile trovare. Anche per questo merita sicuramente delle considerazioni positive visto che non tanti artisti riescono a metterci con così tanta enfasi e passione sia il cuore sia l'anima per comporre musica. Se nemmeno questo fattore bastasse a soddisfare l'ascoltatore più intransigente, allora parlano i numeri a favore di Mr. ALICE COOPER, con più di 40 anni di onorata carriera alle spalle, milioni di album venduti in tutto il mondo, concerti dal vivo di una teatralità unica e l'introduzione alla Rock and Roll Hall Of Fame Museum, una vetta che solo i grandi della musica riescono a conquistare. Tutti questi elementi testimoniano una cosa: QUANDO IL GIOCO SI FA DURO, I DURI COMINCIANO A GIOCARE, e sicuramente Mr. Vincent Damon Furnier rientra senza ombra di dubbio in questa categoria.


1) I Am Made Of You
2) Caffeine
3) The Nightmare Returns
4) A Runaway Train
5) Last Man On Earth
6) The Congregation
7) I'll Bite Your Face Off
8) Disco Bloodbath Boogie Fever
9) Ghouls Gone Wild
10) Something To Remember Me By
11) When Hell Comes Home
12) What Baby Want (feat. Kesha)
13) I Gotta Get Outta Here
14) The Underture

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