ALCEST

Les Voyages de L'Âme

2012 - Prophecy Productions

A CURA DI
PAOLO FACCHINELLO
05/03/2012
TEMPO DI LETTURA:
7,5

Recensione

Gli ALCEST sono un progetto nato nel 2000 dalla geniale mente di Stèphane Paut (più noto con lo pseudonimo di "Neige"), classe 1985, polistrumentista francese tra i più abili e dotati della nuova generazione. All'inizio con lui si aggregano il bassista "Argoth" e il chitarrista Aegnor per formare un trio dedito al classico black metal. Il primo demo tape del gruppo (Tristesse Hinvernale) risale al 2001, seguito a distanza di 4 anni dal successivo EP intitolato Le Secrete, una sorta di mini concept (scritto per intero da Neige) ispirato da un poema di Charles Baudelaire. Già questo lavoro si discosta parzialmente dal primo demo in favore di un sound meno oscuro e più pensato.  Dopo vari show dal vivo in giro per la Francia, nei primi mesi del 2007 Neige ha l'occasione di siglare un contratto con l'etichetta discografica tedesca Prophecy Productions. Nell'agosto di quell'anno riesce a registrare il primo lavoro ufficiale a nome ALCEST intitolato "Souvenirs d'un autre Monde", l'album della svolta stilistica con cui Neige raggiunge un buon livello di notorietà a livello mainstream.  In uno scenario dai contorni fiabeschi e irreali il buon Neige conia uno stile ibrido a metà tra il rock avanguardistico psichedelico e il black metal con un tocco gothic. Da qui nasce l'idea di etichettarli con il termine shoegaze, denominazione che tradotta letteralmente significa "fissascarpe"! L'origine di questa definizione veniva affibiata a quei gruppi rock alternativi inglesi degli anni 80 che avevano l'abitudine di suonare a capo chino fissando unicamente gli strumenti (per esempio i chitarristi tendevano a usare molto le pedaliere con gli effetti per creare un muro del suono con sovrabbondanza di feedback e distorsioni). Neige tra l'altro non ha mai ne negato ne rifiutato questo accostamento visto che tra le band predilette dagli ALCEST ci sono su tutti i My Bloody Valentine, i Type O Negative e gli Ulver. All'inizio del 2009 arriva un nuovo innesto nella formazione: ad affiancare Neige si unisce il batterista Winterhalter, in passato già membro dei Les Discrets. Nel 2010 esce "Écailles de Lune", un lavoro che conferma le prerogative e i propositi degli album precedenti creando un mix consistente tra un sound particolarmente carico di rumore con distorsioni roventi e un cantato che da una parte spazia con screaming esagitati e nevrotici e che dall'altra parte alterna intervalli melodici delicati e sussurrati.

Ma eccoci arrivare all'ultimo lavoro degli ALCEST, quello di cui ora andiamo a disquisire nei particolari: "Les Voyages de L'Âme" (I Viaggi dell'Anima). Questo terzo full lenght, come si intuisce dal titolo, è un lavoro concettuale che si basa su un tema legato principalmente alla spiritualità tramite un'esplorazione mistica ai confini della mente che sfocia in un'esamina intima dell'inconscio umano. Nei testi degli ALCEST, Neige vuol mettere l'accento su quello stato di "sospensione esistenziale" dal mondo reale in cui domina una sensazione a metà strada tra lo spleen baudelairiano e il taedium vitae lucreziano. Il tentativo di Neige è di rappresentare il desiderio di evadere dal campo materialistico in favore di un percorso di "raccoglimento" nel profondo attraverso la costruzione dei cosiddetti "paradisi artificiali".Ma inoltriamoci ora nel track by track per scoprire più da vicino il contenuto del cd. "Les Voyages de L'Âme" esce nel gennaio 2012 e si compone di 8 tracce molto evocative. Si parte con l'opening track Autre Temps, canzone scelta come primo singolo di promozione del disco. Il brano è introdotto con degli arpeggi di chitarra modulati e soffusi che si dilatano a ritmo cadenzato e sostenuto, ma ecco che all'improvviso partono degli accordi di chitarra molto suggestivi, l'atmosfera si fa ancora più intima e rarefatta. Ad un tratto compare la voce sussurrata di Neige, le chitarre si irrobustiscono e il pathos cresce in maniera esponenziale. Nel refrain si ha come la sensazione di stare sospesi in un turbine sonoro di misticismo psichedelico suggellato nel finale dalla voce avvolgente di Neige. Brano sicuramente molto ben arrangiato che si rivela assai piacevole da ascoltare.

Si passa alla 2^track, Là Où Naissent Les Couleurs Nouvelles, altro fantastico brano dai maliardi contorni onirici. A differenza del primo brano qui il ritmo è decisamente più carico ed elevato. In una distesa sonora dai toni "ambient" la voce di Neige si fa più acuta e aggressiva, soprattutto nella prima parte del pezzo. Atmosfere magniloquenti e siderali accompagnano il brano in una dimensione emotiva molto introspettiva che sfocia nel finale in un manierismo corale e sinfonico a tinte "dark prog". Si arriva così alla title track del disco che a mio avviso rappresenta uno degli apici del disco. In un sottofondo musicale chimerico e fantomatico, gradazioni sonore eteree e spettrali intercorrono in un cromatismo ritmico asimmetrico e trascendentale incedendo verso un vero e proprio labirinto escheriano di suggestioni emotive. Neige qui modella e rifinisce le linee melodiche vocali in modo fastoso e superbo per uno degli episodi migliori del cd. Nous Sommes L'Emeraude, 4^track, è una buona canzone che ricalca lo stile e il ritmo delle composizioni precedenti. La 5^track, Beings of Light, è orientata e impostata nel classico standard del sound black doom per un'interpretazione buona e soddisfacente.  Faiseurs de Mondes, 6^track, è impostata in un mood romantico e allo stesso tempo oscuro dove una pioggia di note distorte e suoni chitarristici si ravvolgono in una morsa sonora da cui è difficile schermirsi. La penultima track, Havens, è un breve interludio strumentale molto distensivo e rilassante che anticipa la conclusiva Summer's Glory, canzone segnata dalla forte predominanza delle chitarre incanalate in un percorso musicale dalle sfumature black-prog. Da segnalare qui il sapiente uso eufonico che Neige adotta nel brano con una ricerca armoniosa delle melodie. Qui finisce il viaggio musicale intrapreso dagli ALCEST e si ha la netta impressione di essere arrivati alla meta prefissata fin dall'inizio ossia quella pace interiore che da sollievo all'anima. I propositi speculativi di Neige e del socio Winterhalter sono stati ottenuti anche grazie ad un'evoluzione personale del gruppo che ha saputo fare quel decisivo salto di qualità non solo nel songwriting ma che nel processo di composizione che si è rivelato più efficace e maturo. Anche per questa ragione "Les Voyages de L'Âme" è un album consigliato a tutti gli amanti delle atmosfere dark che ricercano tematiche profonde legate all'anima come cuore "spirituale" e vera ubicazione dell'io interiore. Se l'intenzione di Neige era quella di riuscire a legare il concetto filosofico di spiritualità applicandolo al carattere più intimistico della musica, possiamo senz'altro dire che l'obiettivo è stato raggiunto con successo. Lode agli ALCEST.


1) Autre Temps
2) Là Où Naissent les Couleurs Nouvelles
3) Les Voyages de L'Âme
4) Nous Sommes l'Emeraude
5) Beings of Light
6) Faiseurs de Mondes
7) Havens
8) Summer's Glory