AIRBOURNE

Ready To Rock

2005 - Sik Kitty Productions

A CURA DI
MATTEO PASINI
20/02/2016
TEMPO DI LETTURA:
7,5

Introduzione Recensione

L'Australia è conosciuta da tutti per essere la terra natia di una delle band Rock And Roll più famosa di tutti i tempi tutt'ora in attività, ovvero i mitici ACDC. L'influenza che questo gruppo storico ha trasmesso alla scena musicale a livello mondiale è immensa: pensate quindi che effetto ha avuto sui propri connazionali. Svariate generazioni hanno preso spunto dall'attività discografica dei fratelli Young & Co.; fra questi troviamo anche il giovanissimo Joel O'Keeffe, che alla tenera età di undici anni inizia a strimpellare la chitarra cercando di imitare i propri idoli emulandone i pezzi più famosi con una passione tale da coinvolgere il fratello Ryan, che inizia quindi a dilettarsi con la batteria, imparando man mano a suonarla sempre meglio. I due, dopo qualche anno di praticantato, decidono di mettere in piedi una band per trasformare questa passione musicale che li pervade nell'unica ragione di vita. Il destino mette sulla strada dei fratelli venuti da Warnambool dapprima David Ross, conosciuto proprio da Joel mentre lavorava in un albergo, e successivamente Justine Street, incontrato dal futuro frontman durante una festa. i Quattro iniziano quindi a parlare del più e del meno, nasce un legame che diverrà indissolubile, e trovano nella passione per il Rock punto di incontro comune: questo evento si può definire come l'alba degli Airbourne. Siamo nel 2003 e tutti i membri sono dei ragazzotti pieni di vita ed energia, basti pensare che Joel ha appena diciotto anni. La line up viene quindi vede quindi questi quattro ragazzi di belle speranze capitanati da Joel, che svolgerà il ruolo di voce e chitarra, suo fratello Ryan che si occuperà delle percussioni, Roads alla seconda chitarra ed infine Street al basso. La band si mette subito al lavoro, cercando di sviluppare il proprio credo artistico, e così a distanza di  un solo anno, nel 2004, i nostri si autoproducono un EP, intitolato Ready To Rock. Questo punto di partenza racchiude appieno lo spirito degli ACDC, e cerca di seguire le linee guida impostate dalla leggendaria band di Sidney. Il primo lavoro dei giovani australiani è composto da otto tracce, e ci da' un assaggio deciso di quello che sarà il dettame che il gruppo imposterà per il suo futuro; l'album si sviluppa seguendo ritmiche decise, suono pulito e rapido, dove il frontman Joel si scaglia con la medesima passione sia contro il microfono, che nei confronti della sua sei corde, sfoggiando fra le altre cose assoli interessanti che danno un pizzico di sale ai brani. La batteria ha un ruolo allegro e spensierato, e Ryan la fa correre sempre velocemente senza essere mai invaso con i colpi dati ai suoi tamburi, coadiuvato dal basso di Strett danno un notevole senso del ritmo alla band. La chitarra ritmica di Roads offre sempre solide prestazioni e segue la prima in maniera impeccabile. Il mix proposto, seppur non sia una novità assoluta, anzi va a ripescare sonorità più Old School, non può lasciarti totalmente indifferente; è inevitabile infatti, mentre li si ascolta, agitare la testa a tempo, oppure battere un piede contro il pavimento, cercando di tenere il ritmo. Questo è un indizio importante, perché fa capire quanto la band possa essere trascinante con il suo incedere; quello che colpisce non è tanto la struttura musicale stessa, ma quanto i quattro riescano ad essere coinvolgenti nonostante non propongano qualcosa di assolutamente nuovo, ma andando bensì a ripescare del classico Hard Rock, e suonandolo in maniera impeccabile. Molti potranno pensare che siano una copia fatta e finita dei gloriosi ACDC, e ad un primo impatto la sensazione è questa, ma diffidate da questo pensiero, perché gli Airbourne potrebbero essere una nuova stella nel Mondo di un Rock And Roll che aihmè per certi versi vive sulle spalle di queste gloriose band che ancora oggi portano avanti la loro filosofia musicale, ma che allo stesso tempo non potranno essere eterne. L'incipit della loro discografia dunque è qui, fra le nostre mani, non ci resta che infilarlo nel lettore ed iniziarci a godere queste elettriche note di Hard Rock, improntate sullo stile dei padri fondatori di questo genere, e riproposto nella maniera più energia che ci sia.

Ready To Rock

L'inizio dell'EP è affidato alla titletrack Ready To Rock (Pronti Per Il Rock); sui dunque l'ingrato ed al contempo onorato compito di dare il via ufficialmente alle danze. Una schitarrata energica ci getta immediatamente in mezzo alla mischia, risvegliando quindi in noi il desiderio di musica Rock che risiede nel nostro animo. La song assume dei tratti decisamente più allegri e spensierati quando la parte ritmica entra in scena, questo perché il basso di Street e la batteria di Ryan danno vita ad un teatrino altamente scanzonato; questa base funge da collante per il motivetto che la band propone, ovvero quello di continui start and stop, dove voce e chitarra solista non si sovrappongono mai, quantomeno nella prima parte del brano. Ed è proprio in questa fase che si avverte una sorta di duetto fra la voce stessa e la cinque corde, quasi a voler rimarcare l'importanza dello strumento di Street, che prosegue incessantemente a pizzicarne le corde, dando l'idea di viaggiare al piccolo trotto. Ma voi realmente pensate che la chitarra solista se ne stia in disparte? Assolutamente no. Difatti, dopo una partenza nella quale ha lasciato gloria per i propri soci, Joel parte a raffica con due assoli, il primo che funge da inframezzo per rompere in due la canzone, mentre il secondo che la accompagna con foga verso la sua conclusione. Elementi chiave di questa composizione sono senza dubbio la musica orecchiabile e diretta, la sua costruzione assolutamente fuori dagli schemi sperimentali, solo puro Rock'n Roll che ci viene sparato dritto in faccia dal combo australiana. Il testo è molto semplice,  il songwriting non prevede un impegno impossibile da parte dell'ascoltatore per essere compreso, questo è un altro elemento che ci porta a pensare che la semplicità è uno degli elementi chiave che la band vuole proporre. In sostanza la canzone, come capibile già dal titolo stesso, ci esorta a prepararci ad un lungo ed intenso rockeggiare a più non posso, l'atmosfera intorno a noi è calda e rovente, la grande festa sta per iniziare, i muri tremano da quanto il suono degli amplificatori si sta facendo e levato e possente. Tutti gli elementi stanno combaciando per dare sfogo ad una sola cosa: danzare sulle note del Rock and Roll. Ormai non ci sono più scuse, il marasma generale ci ha trascinato all'interno di un vortice di follia e degenero dove opporre resistenza è inutile, quindi ascoltiamo il consiglio degli Airbourne e prepariamoci a spaccare per poter dimenticare anche solo per un momento tutti i nostri problemi e dedicarci al puro divertimento. 

Stand And Deliver

Entrata in scena corale per la seconda traccia Stand And Deliver(In Piedi E Consegna): i quattro iniziano a suonare all'unisono, creando quindi un diversivo rispetto alla prima song. Tutto questo dura però molto poco, perché viene riproposta la scelta del ferma e corri, dove la voce roca di Joel diventa l'elemento primario mettendo a tacere i compagni di avventura, i quali a loro volta cercano di rispondere ai colpi inferti dal cantante nei loro confronti, dando così vita ad una bizzarra partita di ping pong. Pare ormai evidente che la scelta di impostare le tracce con queste linee guida sia l'effetto primario che la band vuole imporre. Il tutto risulta quindi trascinante ed orecchiabile, la semplicità e l'allegria di cui è pregna la canzone portano ad imprimere sorrisi nel nostro animo. Di certo non mancano gli elementi di spicco in questo brano, ne possiamo trovare due su tutti: come sempre la chitarra solista che sfodera due assoli, di cui uno in piena salsa Southern, con note acide e blues nella loro resa che vengono intrecciate fra di loro, e quello della batteria, che nel momento in cui proprio quest'ultimo termina attacca con un incedere interrogativo che crea suspance e attesa per il proseguo della canzone stessa. Se prima Il Rock veniva descritto come elemento comune di ritrovo, festa ed episodi goliardici, qui viene visto come l'arma di ribellione per eccellenza, lo strumento per prendere a calci nel didietro chi cerca di opprimere la nostra esistenza. Una reazione energica e poderosa, che viene raffigurata dalla chitarra sulla schiena e il diavolo al proprio fianco, questi due elementi sono per antonomasia alcuni dei più raffigurativi della scena Rock, anche se il secondo molte volte viene ingigantito e frainteso. Invece qui questi devono essere visti come un punto di forza, come l'energia che la musica amata ti possa dare, fonte di ispirazione e sfogo dai tormenti nei momenti più bui e difficoltosi. La musica che alimenta il fuoco selvaggio che è pronto a divampare dentro di noi, basta veramente poco per farlo scatenare, ed una volta innescato niente e nessuno potrà spegnerlo, niente e nessuno vi si potrà contrapporre, e se ci proverà a farlo ne uscirà irrimediabilmente sconfitto.

When The Girl Gets Hot (The Love Don't Stop)

Rapporto focoso invece nella terza traccia When The Girl Gets Hot (The Love Don't Stop) (Quando La Ragazza Diventa Calda, L'amore Non Si Ferma); dimenticate tutte le canzoni smielate che parlano d'amore, dove questo sentimento viene visto in maniera platonica. Gli Airbourne in questo frangente non perdono tempo, e ci raccontano la loro esperienza a livello carnale. In sostanza il ragazzo raffigurato nel testo si è vestito di tutto punto con un solo obiettivo, uscire e conquistare, trovare la ragazza che fa per lui con l'unico scopo di portarsela a letto, quindi dopo averla corteggiata e scaldata, e a quanto pare visto le sue capacità ci ha messo davvero poco, dritti alla stanza di lei, dove il divertimento ha inizio. Come ripete ossessivamente il ritornello, se la ragazza è cotta a puntino non ci si deve fermare, i corpi si intrecciano in un mix di sudore animalesco, è questo ciò che lei desidera, è questo che lui ardentemente vuole. Bisogna dire che la schiettezza degli australiani è devastante, niente manfrine o frasi fatte in questo caso, solo la descrizione di una notte folle fra due persone. Gioco fra le due chitarre per l'ingresso di questa canzone, dove la solista è chiaramente l'elemento principe che si prende la scena, accompagnata da un leggero riff di sottofondo da parte della ritmica. Visto l'argomento trattato, la struttura non può essere che gioiosa e allo stesso tempo focosa. Dopo una partenza a rilento, e la consueta parte cantata che va a sovrapporsi a quella strumentale, i nostri danno un improvvisa accelerata all'ambiente, come a simulare il momento di inizio del godimento vero e proprio, e l'assolo della sei corde può essere interpretato come il punto massimo dell'amplesso fra i due, d'altronde un assolo è sempre sexy. Si evince la passione ed il carico di emozioni che la band australiana vuole sfoderare in questa parte di album, facendoci ballare a tempo con la musica e letteralmente tirandoci fuori un orgasmo dal petto mentre li ascoltiamo. Questa è la prima traccia dove Joel, strumentalmente parlando, ruba la scena a tutti; la batteria funge da leggero accompagnamento senza rimarcare troppo i suoni, il basso è come sempre incessante, ma pur sempre soft, ha una posizione di rilievo la chitarra ritmica, che crea questo alterco con quella solista, forse, a mio modo di vedere, per simulare il rapporto fra i due. 

Come On Down

Come On Down ( Andiamo Giù ) è il giro di boa di Ready To Rock; quarta traccia decisamente più rallentata rispetto alle altre, che dopo un classico intro allegorico, subisce un improvviso stop, e diventa sorprendentemente calma, ma allo stesso tempo decisa. La voce di Joel attacca la scena e i suoi compari lo sostengono con dei riff diretti ma tremendamente pachidermici, salvo poi accelerare quanto è la sua chitarra a decidere di farlo. Batteria decisamente più incisiva per Ryan, che cerca di far sentire i suoi tamburi e di dare una notevole scossa potente al testo, mentre come sempre risulta impeccabile il giro di basso, che si pone come solida base ritmica per il quartetto. Altra rocciosa prova della ritmica, che riesce a sostenere quella solita offrendo un buon lavoro di riempimento degli spazi vuoti quando essa parte nei suoi numerosi assoli, questi diventano veloci e lunghissimi in questa canzone, ottenendo di diritto il ruolo primario. Joel offre una prova sublime con la sua chitarra, che con un assolo lunghissimo si prende la scena a partire da tre quarti di canzone, per portarla fino alla sua conclusione, essenza pura del rock and roll. Testo brevilineo e conciso per questa traccia, ed è questo il motivo per il quale la chitarra diventa padrona assoluta della scena: la sensazione è che i nostri vogliano far capire quanto sia bello il rock and roll più con la musica che con i testi, cercando di scatenare con degli assoli devastanti la nostra voglia di ballare. In sostanza questa è una nuova chiamata alle armi da parte degli Airbourne, che ci indicano la via maestra del divertimento: prendete il vostro strumento e la vostra birra e venite qui a fare Rock. Non ci sono troppi giri di parole, qui non ci sono problemi, non c'è bisogno di paranoie, soltanto la voglia di sbronzarsi e suonare tutti insieme, il posto per il degenero è qui se è quello che state cercando, ed è qui che le canzoni continueranno a suonare imperterrite notte dopo notte senza tregua, è qui che la nostra bolla di protezione dal Mondo esterno avrà luogo.

Runnin Hot

Una batteria scatenata e condita da mitragliate dure ed incisive ci apre a Runnin Hot (Corsa Calda): Ryan picchia su cassa e rullante con una precisione quasi maniacale, non mollando mai questa tempistica per tutta la canzone, dando qualche svirgolata qua e là per accentuare ulteriormente il ritornello, e Street è il fido accompagnatore che ne rinvigorisce l'effetto ritmico, rendendolo ancora più pomposo e poderoso. Poi la scena viene rubata nuovamente da Joel, che come un indemoniato prende la sua sei corde e si lancia in spasmodici assoli degni del miglior Angus Young che possiate pensare. Questi sono taglienti e coinvolgenti, e ti portano alla frenesia e alla goduria, o almeno cercano di caricarti al massimo per farti saltare e cantare; durante queste fasi concitate dove la chitarra impazzisce fra le mani del frontman, l'ascoltatore non può che rimanere estasiato nell'immaginarsi le dita scorrere lungo la tastiera ad alta velocità, come del resto la ritmica sembra quasi inchinarsi ad essa senza volersi contrapporre in modo deciso, ma lasciandole lo spazio di diventare selvaggia e sensuale. Questo viene amplificato anche da una parte cantata sempre roca e quasi ubriaca, ubriaca d'amore per il Rock.  Corsa selvaggia a bordo di una poderosa macchina, che come descrivono i nostri è ben  oliata e messa a punto, pronta per una delle più folli gare mai viste.  Il bolide è pronto a sfrecciare lungo le strade senza mai fermarsi, nessun semaforo la potrà ostacolare, anzi questi, per paura di ciò che potrebbe accadere se non la lasceranno passare, saranno sempre verdi. Chiaro il riferimento al fatto di non dover trovare nessun ostacolo sul nostro cammino, dove la macchina siamo noi e i semafori qualsiasi problema che ci si possa parare davanti. Questo non è un problema, perché l'adrenalina è a mille, la nostra voglia di spaccare il mondo è alle stelle, la voglia di proseguire imperterriti questa pazza corsa non si fermerà mai, perché noi non ci vogliamo fermare mai; rifacendoci un po' al modo di suonare da scalmanato di Joel si può dire che questo trovi un perfetto sodalizio con la voglia di essere dei fuori di testa che viene descritto nei testi, tutto questo indica la venatura fortemente rocker della band, che vuole esortare l'ascoltatore a fare lo stesso.

Hotter Than Hell

Sesta traccia è Hotter Than Hell (Più Caldo Dell'Inferno), che torna a parlare "d'amore", lo indico fra virgolette perché come fatto in precedenza i nostri non si perdono in manfrine smielate, anche se all'inizio della traccia qualche complimento rispetto alla bellezza della compagna è presente. Dopo un intro dove pare che la dolcezza sia presente in maniera corposa, ecco che essa lascia spazio all'istinto animalesco dell'uomo e alla sua voglia  senza quartiere. I giri dell'eccitamento stanno andando fuori scala, tant'è che fa più caldo che all'inferno stesso, accorgendosi che la ragazza con cui si è in quel momento è una fiamma ardente pronta a bruciare tutto ciò che le sta intorno, ma a noi questo non spaventa, anzi, fa cresce la voglia di starle vicino e correre per bar a divertirsi prima giungere al capolinea dell'avventura, che terminerà quando ci si chiuderà in camera per il gran finale. Testo che dimostra ancora una volta la spensieratezza della band, la quale, se ci pensate bene, è composta da ragazzi poco più che diciottenni, e che giustamente vedono la vita come un trampolino di lancio ed ancora nella fase del divertimento cronico; soprattutto traspare la loro freschezza, la loro voglia di scalare il successo come si fa con una enorme montagna, senza frapporre o farsi frapporre ostacoli fra loro e l'agognata vetta. La sei corde di Joel entra secca in scena accompagnata da un altrettanto decisa batteria del fratello Ryan, pochi secondi ed è la volta degli altri strumenti ritmici, che come sempre offrono una prestazione senza sbavature. Essi non si lanciano in particolari virtuosismi, perché quello è affare della solista, ma danno un supporto costante e continuo allo spartito musicale in modo da sostenerlo in maniera solida. Le parole e la voce di Joel sono ancora poche, in realtà è la sua chitarra che canta ed esprime il desiderio, i nostri pongono ancora una volta lo strumento al di sopra delle parti dandogli il compito di volteggiare fra le note della band con fare artistico. Infatti ogni volta che Joel parte non si sa bene dove vada a parare, questo elemento di improvvisazione è la chiave di volta per i brani degli australiani, ed è anche quello che più mi colpisce, perché frutto di una pazzia interiore che viene riproposta in questo modo, fornendo un valido motivo per lasciarsi andare al ritmo di rock and roll.

Women On Top

Donne, motori, e sbronze sono alcuni degli elementi principali che emergono dagli ambienti Hard Rock, ed è proprio di donne che parla Women On Top (Donne al Top): il desiderio animale di attività sessuale è altamente esplicito in questa canzone, gli Airbourne si lanciano in paragoni assolutamente allegorici, come ad esempio quello che fa riferimento al vulcano Krakatoa, che va ad indicare come questa donna cerchi l'avventura sfrenata in questa notte di sesso e pazzia, dove non è neanche importante conoscere i nomi, ma solo i corpi. Una lunga e continua passione che incendia il letto su cui ci si trova, un continuo arrovellarsi e rotolarsi avvinghiati fra le lenzuola di quello squallido motel trovato lungo la strada, e che per questa volta diventa il nido della perdizione e del peccato. Il desiderio che la donna fa scaturire nell'uomo è l'elemento chiave di questo brano, lei è capace di accendere e spegnere l'interruttore della libidine del compagno con un semplice ancheggiare, e pensate quando si mette a fare altro. Il risultato è assicurato sotto ogni punto di vista. Ancora un testo conciso e brevilineo, una presa diretta della situazione, i nostri creano più immaginazione con le note che con le parole, non ritengono che esse siano efficaci quanto svariati assoli di chitarra, che ancora una volta sono precisi e graffianti. Partiamo dall'inizio però: un leggero tocco di charleston apre le danze e da il via ad una nuova corsa pazza degli australiani, alternato alla chitarra solista, a cui segue a ruota l'ingresso in scena di basso e ritmica, che prende sempre più la forma di un risultato già sentito, ma che non smette di piacere e trascinarci a picco con lui, perché l'andamento sempre deciso e allegro ci da la possibilità di un ascolto leggiadro e convincente. Difatti  batteria e basso offrono una nuova ottima prestazione, ormai si sa qual è il loro compito, ma lo continuano a svolgere con dedizione, dando un supporto ritmato a dovere per gli assoli della chitarra, altrettante sferzate di energia che ci vengono propinate ogniqualvolta ve ne sia bisogno, o la band ne senta la necessità; Joel è veramente un pazzo, ed ama lasciarsi andare alla magia del rock, offrendo nuovamente una prestazione ricca di passione e voglia di spaccare tutto.

Dirty Angel

Siamo quindi giunti all'ottava ed ultima traccia per i nostri ragazzi di Warnambool, che ci offrono come dessert Dirty Angel (Angelo Sporco). Iniziano in maniera decisa i quattro, con un ingresso potente e preciso, la voce si abbassa e lascia per un attimo la parte roca in soffitta, salvo riprenderla durante il ritornello; ed è veramente piacevole godere dell'apoteosi del basso dopo quest'ultimo, esso si lascia andare ad un delizioso virtuosismo che accompagna la chitarra in uscita dalla parte centrale del brano. La parte conclusiva è poi in pieno stile ACDC, non c'è nulla da dire, con una ripetizione ossessiva del ritornello cantato fino a sembrare narrato da uno sbronzo, accompagnato da una delicata parte ritmica, è il preludio all'eruzione finale, all'assolo che spacca definitivamente il brano e ti porta in estasi verso la sua naturale conclusione. Dopo aver percorso buona parte di strada su sentieri battuti da una ritmica costante ed aggressiva, sempre pronta a farci scuotere dalla testa ai piedi, d'altronde si è capita l'importanza quasi estenuante della chitarra ritmica di Roads che rende sempre corposo lo spartito musicale del gruppo. Questi ragazzi amano davvero alla follia il rock, amano i virtuosismi della chitarra come avete ben capito, ed allora ecco la citazione per quello che viene indicato come il rivoluzionario della sei corde elettrica: Jimi Hendrix. In sostanza Joel nella parte cantata fa capire di veder attraverso le bugie della gente, di riconoscerle e capirle talmente bene da paragonare il suo istinto allo stesso che il mago della sei corde aveva per la sua tastiera, conoscendone ad occhi chiusi ogni singolo punto. I nostri paragonano la vita ad un angelo sporco, tanto bella quanto maledettamente schifosa, per via soprattutto della gente infame che la popola.  La band si scaglia contro un mondo di ipocrisie e falsità e lo vuole sconfiggere a suon di rock; il cantante urla con disprezzo e voce ubriaca il  suo monito contro chi prova a fare del male, e per citare testuali parole: "girerò la sua mascella", concetto abbastanza crudo e allo stesso tempo conciso, come pare essere la natura degli Airbourne, che non vogliono far altro che sferrare un pugno ben assestato a chiunque cerchi di intraprendere un percorso ricco di malaffari.

Conclusioni

Cari miei lettori, se cercate un ascolto leggero, divertente e spensierato, avete trovato pane per i vostri denti. Gli Airbourne offrono un Rock d'altri tempi, frutto della mentalità e della passione che negli anni '70 regnava sovrana nelle menti dei giovani. I nostri sembrano quasi fuori posto, trasportati nel nuovo millennio direttamente da quei momenti sfavillanti per poter dare una continuità rispetto alla strada intrapresa anni orsono. Potrete godervi di una bella mezzoretta dove i vostri più reconditi pensieri saranno scacciati dalla voglia di lasciarsi trasportare dall'onda energica del rock and roll. Questo gruppo pare folle e desideroso di esprimere tutta la propria pazzia attraverso le note e le parole, ma direi più decisamente con le prime. La ritmica è l'elemento principe che da un senso di essere pronti allo scatenarsi, e poi la chitarra di Joel è la ciliegina sulla torta, questa da il colpo di grazia a tutto è come un colpo di fioretto che ci arriva dritto al cuore, non si ferma mai, il leader e vocalist è un fiume in piena per tutta la durata di questo Ready To Rock. Pare di vedere i grandi del passato, uno su tutti Pete Townshend  dei The Who quando spaccava le chitarre a terra al termine dei suoi show. Si sente l'energia del Rock più puro e senza fronzoli scaturire dalle mani di questi ragazzi, una iniezione di adrenalina direttamente in vena, senza passare dal via. Insomma il mix offerto da questi quattro ragazzotti è veramente esplosivo, e si spera non si fermi qui, perché dal mio punto di vista i nostri hanno un futuro radioso davanti. Gli australiani infatti danno la sensazione di essere una band su cui puntare. Le motivazioni sono molteplici, a partire dalla tecnica messa in campo dai quattro, che nonostante affrontino degli spartiti musicali abbastanza semplici e lineari e senza troppi virtuosismi, riescono ad imprimere un sound deciso e pulito, non si ode mai alcuna sbavatura che va ad intaccare la performance della band. Inoltre si avverte la profonda passione che essi hanno, un amore quasi accecante per la musica che li ha portati in un mondo tanto desiderato ancora in giovanissima età, che siano dei predestinati? La spavalderia e l'arroganza, positivamente parlando, con la quale si pongono colpisce l ascoltatore e lo fa rimanere veramente ammaliato dalla loro tenacia. Basti pensare che poco dopo la pubblicazione di questo EP la band ha condiviso il palco con alcuni grandi del panorama rock, come ad esempio i Motorhead ed i Rolling Stones. La formula scelta a primo impatto può sembrare banale, ma riuscire a coinvolgere un ascoltatore con questa semplicità non lo può essere affatto, il colpire così direttamente e far entrare le proprie melodie nel cervello non è da tutti, io stesso mi sono ritrovato a canticchiarne i motivetti per ore dopo averli ascoltati. Questa è la magia del Rock And Roll signori miei, e diamo spazio ai giovani, perché questi in particolare, se lo meritano per davvero.

1) Ready To Rock
2) Stand And Deliver
3) When The Girl Gets Hot (The Love Don't Stop)
4) Come On Down
5) Runnin Hot
6) Hotter Than Hell
7) Women On Top
8) Dirty Angel