AFTERBLOOD

"Demo"

2013 - Self released/indipendent

A CURA DI
MICHELE MET ALLUIGI
13/09/2013
TEMPO DI LETTURA:
7

Recensione

Sappiamo tutti il valore e l'importanza di una demo, il classico “biglietto da visita” che un musicista offre a locali ed etichette per farsi conoscere e per ottenere la tanto sperata considerazione. Gli Afterblood, band thrash death metal greca capitanata dalla agguerritissima Hel Pyre, ci offrono in streaming queste due tracce sul loro profilo Reverbnation, in modo tale da avere un assaggio della loro musica.

Nonostante questa band non sia ancora molto conosciuta, almeno qui da noi, può comunque vantare delle partecipazioni di tutto rilievo; ospiti su questi due pezzi ben due membri dei Sodom: dietro le pelli in veste di turnista  Markus “Makka” Freiwald ed alla voce su “Mission Of Aggression” Tom Angelripper.

E' proprio quest'ultima a partire nella play list: un allarme simile a quello delle basi militari preannuncia un'imminente pericolo, inizia il prezzo; il drumming è cadenzato e lineare e su di esso le chitarre si stendono pesanti e marziali, mentre una esegue la ritmica di tre accordi discendenti l'altra esegue un fraseggio epico ed evocativo. Lo stile si rifà molto ai Kataklysm di pezzi più “lenti” come “It Turns To Rust” ed agli Arch Enemy ( il cantato infatti è molto simile a quello di Angela Gossow), sound possente e corposo, batteria dritta ed inarrestabile come un carro armato in avanzata e sonorità decisamente granitiche.

Forse ispirati dalla loro musa teutonica, il testo è un vero e proprio inno alla ribellione, un invito ad unirci e combattere per soggiogare il controllo di una società che ci opprime e ci ostacola ("Voices screaming louder, the mission of aggression, society at war", trad. "Le voci urlano più forte, la missione è l'aggressione e la società è alla guerra").

Il ritornello è orecchiabile ed ha facile presa sull'ascoltatore, sicuramente sarà efficacissimo durante le esecuzioni live per catturare l'attenzione del pubblico, anche grazie alla partitura di chitarra melodica e coinvolgente. Un pezzo abbastanza standard nella sua struttura ma comunque efficace e di ottima resa.

L'altro pezzo proposto è “Take” ed il modello in questa sede è sicuramente la vecchia scuola del thrash metal; la rabbiosa frontwoman accusa un ipotetico interlocutore di prendere e basta senza mai restituirle nulla, un'oppressione tale che arriva a depredarle anche la mente ("Devour all my thoughts" trad. "Divori tutti i miei pensieri"), ma come tutte le forme di oppressione essa è destinata ad essere ripagata con la stessa moneta.

La prima parte del pezzo ad essere sinceri non mi convince granchè, l'inizio ha un buon tiro, con la chitarra che entrando in fade in lancia subito la canzone spingendone la velocità sui trentaduesimi, ma all'arrivo del cantato il tutto viene smorzando da un rallentamento troppo brusco che fa perdere tutta la botta acquistata precedentemente. Solo con l'arrivo del ritornello la canzone si apre un po' di più acquistando un maggiore respiro ed un groove decisamente più orecchiabile.

Strofa aparte comunque la canzone nell'insieme possiede degli spunti interessanti, soprattutto nel finale dove la struttura riprende il modello iniziale facendo risalire il contagiri verso l'alto.



In conclusione comunque gli Afterblood si dimostrano una band interessante per tutti gli amanti delle sonorità thrash e death; la base di partenza contenuta in queste due canzoni è buona e gli elementi per una crescita ulteriore ci sono tutti, non ci resta che aspettare l'uscita del loro debut album per avere una panoramica completa di questa band e del suo potenziale.


1) Mission Of Aggression 
2) Take