AC/DC

Powerage

1978 - Atlantic Records

A CURA DI
PAOLO FACCHINELLO
04/04/2012
TEMPO DI LETTURA:
8

Recensione

"Oh, the band has gone a long way." "And the fact that our music hasn’t changed." "AC/DC has a lot of rawness; it progressed, but it hasn’t lost it's feeling" "No matter how long you play rock and roll for, the songs might change, just as long as the balls is always there." Queste parole pronunciate da ANGUS YOUNG e da BON SCOTT in un'intervista dell'estate 1978 lasciano bene intuire quale sia da sempre la filosofia di vita imperante degli AC/DC: assiduità, costanza e pertinacia insieme a una buona dose di inalterabilità nel sound sono da sempre gli ingredienti che fanno la differenza all'interno del gruppo australiano. A conferma di ciò proprio il 1978 rappresenta un anno nodale e decisivo per le sorti degli AC/DC poichè il gruppo sta ottenendo non solo consensi e popolarità su scala internazionale ma anche il "lasciapassare" per il successo definitivo. Ma andiamo con ordine e ripercorriamo quel momento preciso. Verso la fine del 1977, dopo un tour trionfale in giro per l'America e l'Europa di supporto al disco Let There Be Rock, gli AC/DC cominciano a credere alla possibilità di raggiungere una posizione di tutto rispetto nel panorama rock, grazie anche alla pubblicazione in serie di fortunati singoli che fanno scalare al gruppo posizioni su posizioni nelle chart di mezzo mondo. Gli AC/DC in quel preciso momento provengono da un periodo molto benevolo per loro dove tra l'altro avviene anche un sostanziale cambiamento nell'ensemble del gruppo: nella primavera del 1977 viene arruolato in formazione il talentuoso bassista Cliff Williams che prende il posto del defezionario Mark Evans, (messo fuori anche per incomprensioni personali con i fratelli Young). In questo modo, con un gruppo rinnovato e libero da ogni impegno live, hanno a disposizione tutto il tempo necessario per scrivere del nuovo materiale. Supportati in cabina di regia dagli storici produttori George Young e Harry Vanda, gli AC/DC hanno così tutte le strumentazioni adatte per realizzare un album davvero coi fiocchi!

Con questi pressuposti gli AC/DC si riuniscono negli Albert Studios a Sydney per registrare il quinto capitolo della loro discografia. In poche settimane il nuovo disco prende così una fisionomia ben definitiva e gli AC/DC scelgono il titolo da dare al cd: POWERAGEPOWERAGE riassume in un solo vocabolo tutte le caratteristiche preponderanti dell'assetto di base degli AC/DC: forza, estro e vitalità vengono concentrate in un unicum attraverso delle canzoni che, come andiamo ora a visionare, appaiono davvero un mix sonoro energico ed elettrizzante. Tutto ciò è possibile notarlo innanzitutto dalla burlesca e spassosa copertina dell'artwork dove si vede Angus Young con un'espressione irrisoria e irriverente attraversato nelle braccia da un groviglio di cavi elettrici. E già da qui si capisce subito dove i nostri beniamini vogliano andare a parare. Ma inoltriamoci ora nell'esaminare il full lenght nello specifico. POWERAGE esce nel maggio 1978 per la Atlantic Records e si compone di 9 tracce frenetiche e vorticose. Si parte con la scarica intermittente dell'opening track del disco: Rock 'n' Roll Damnation. L'intro del pezzo, che parte con un fantastico attacco di chitarra dei fratelli Young, fa presagire che siamo di fronte ad un pezzo classico a là AC/DC. Dopo pochi secondi entra subito in scena un caricato Bon Scott che appare subito in palla cimentandosi perfettamente nel ruolo di rock singer che fa la propria parte cantando con quella particolare voce arrochita e sgraziata. Seguono Down Payment Blues e Gimme a Bullet, rispettivamente 2^ e 3^track del cd. Entrambe sono 2 canzoni dal piglio rock/blues dove i fratelli Young elargiscono riff molto solidi e robusti nel tipico marchio di fabbrica AC/DC. La 4^track, Riff Raff, è uno dei pezzi più carici ed esplosivi del disco. Qui a padroneggiare il pezzo è l'onnipresente chitarra Gibson SG di un Angus Young nella versione posseduta di Chuck Berry che spara delle autentiche bordate chitarristiche con riff e assoli al fulmicotone. A condire il pezzo c'è la calda voce di un Bon Scott che si rivela sempre pronto e all'altezza del proprio ruolo. In Sin City, 5^track, gli AC/DC allentano un pò il tiro pur mantenendo nello stesso tempo il pezzo in una direzione dinamica e solerte. Qui Bon Scott si cala nei panni dell'uomo disilluso dentro una società fin troppo laida e squilibrata ("Ladders and snakes... Ladders give, snakes take... Rich man, poor man, beggar man thief...You ain’t got a hope in hell, that’s my belief"). Arriviamo alla 6^track, What's Next to the Moon, che si può definire un altro classico chitarristico del sound AC/DC. Con un riff secco e incisivo che rimane in testa dal primo ascolto, i fratelli Young si rivelano non solo dei geniali e infaticabili rocker, ma anche degli amanti dei decibel che sanno strizzare l'occhio a un insospettabile gusto della melodia. Da segnalare l'ottima prova vocale di Bon Scott perfettamente ritagliato nel ruolo di un fuorilegge sguaiato e incallito consapevole dei propri sbagli ("Long arm lookin’ for a finger print... Tryin’ to find a mystery clue... Hittin’ me with the third degree...Working on a thumb screw... All right officer I confess, Everything’s coming back... I didn’t mean to hurt that woman of mine... It was a heart attack"). La 7^track, GoneShootin, è un pezzo calmo e orecchiabile che si lascia ascoltare tranquillamente senza troppi fremiti. La penultima track, Up to My Neck in You, è un altro cavallo di battaglia dei fratelli Young che sarà spesso presente nelle scalette dei concerti dal vivo del gruppo australiano. A terminare il disco c'è la carica adrenalinica di Kicked In The Teeth, un pezzo dai tratti fortemente rock dove le protagoniste principali sono le chitarre dei fratelli Young a braccetto con il canto ispirato e grintoso di un Bon Scott che appare sempre più leader istrionico e immarcescibile della band. Finisce così il disco e viene immediatamente spontaneo fare delle dovute considerazioni. POWERAGE dimostra che gli AC/DC sono in uno stato di grazia favoloso in cui sanno dare il meglio di sè stessi. (A rimarcare questo dato di fatto c'è da menzionare che il fortunato "Powerage World Tour" riesce a sancire quasi definitivamente la fama degli AC/DC in qualità di rockstar planetarie.) Tutto questo è reso possibile non solo dalle notevoli capacità dei singoli ma anche dall'esperienza accumulata durante gli anni precedenti. Se oltre a questo si conta anche il fatto di avere al proprio fianco un cantante più unico che raro nel proprio genere (BON SCOTT) allora i giochi sono fatti. Da qui in poi per il gruppo australiano sarà un periodo costellato da concerti infuocati, come sarà testimoniato in maniera effettiva nel famoso album live If You Want Blood You've Got It, ma questa è un'altra storia che si può raccontare in un altra puntata a parte. Per ora lasciamo i fratelli Young con l'unico motto che possano conoscere: ROCK N' ROLL!


1) Rock 'n' Roll Damnation
2) Down Payment Blues
3) Gimme a Bullet
4) Riff Raff
5) Sin City
6) What's Next to the Moon
7) Gone Shootin
8) Up To My Neck in You
9) Kicked In The Teeth

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