AC/DC

Let There Be Rock

1977 - Albert Productions

A CURA DI
PAOLO FACCHINELLO
02/06/2011
TEMPO DI LETTURA:
9

Recensione

Dopo le pubblicazioni del disco d'esordio High Voltage e dell'ottimo Dirty Deeds Done Dirt Cheap, gli AC/DC, corroborati nell'anima e nel fisico, si trovarono in un momento di grande vena compositiva e tutti i riflettori cominciavano a essere posti su di loro. La band australiana in quel periodo proveniva da 8 mesi filati di un tour europeo che li aveva visti assoluti protagonisti con performance memorabili in club e locali di grido come per esempio al Marquee di Wardour Street a Londra dove frantumarono ogni primato in fatto di affluenza di pubblico dal vivo. Finito il viaggio gli AC/DC erano in una fase di intensità creativa molto elevata e si concentrarono pensando a come elevare e portare al massimo un sound già di per sè molto efficace e potente. Con questi presupposti il gruppo australiano si preparava a tuffarsi nuovamente in sala di registrazione per l'incisione di un nuovo elettrizzante capitolo della saga AC/DC. Per il nuovo lavoro gli AC/DC si spostarono negli Albert Studios di Sydney e qui, insieme agli storici produttori Henry Vanda e George Young (considerato da molti il vero artefice della riuscita di parecchi loro lavori), si scatenarono in lunghe jam session con numerose ore di prove estenuanti. Fin dall'inizio l'album, come rivelarono i diretti interessati, doveva essere concepito e impostato al primo take in modo che risultasse bellicoso ed essenziale, e per questo non ci furono sovraincisioni o altri surplus per riempire il disco. Alla fine dei conti gli AC/DC decisero il titolo da dare al disco, optando per un nome eloquente e sintomatico, quasi ad indicare una vera e propria dichiarazione d'intenti: LET THERE BE ROCK (LASCIA CHE SIA IL ROCK).  Il disco inquadrava e rimarcava una band al top delle sue forze proprio come dimostrava la copertina con un Angus Young che suona davanti ad una platea di gente immortalato nel momento topico di un assolo con la band schierata a capo chino alle sue spalle. Ma partiamo subito a disquisire di questo meraviglioso album: uscito nell'estate 1977, il cd contiene 8 tracce intense. La partenza è riservata alla strepitosa Go Down, con un intro davvero fulminante fin dal primo istante che rimane impresso nella mente (e nelle orecchie) per la carica devastante dei riff e degli assoli roventi delle chitarre dei fratelli Young. Si passa alla 2^traccia, Dog Eat Dog, altro classico del gruppo che contiene un ritmo molto incalzante e serrato insieme ad un assolo davvero favoloso di Angus Young. Dopo questi due assaggi sonori si passa alla titletrack che rimane il fulcro vero e proprio del disco; volendo fare un paragone si direbbe il pezzo di torta più grosso e gustoso. Let There Be Rock rappresenta indissolubilmente l'essenza del Rock N' Roll in formato canzone di 6 minuti. Il brano (condito da un video sensazionale) vede come protagonisti i fratelli Young e Bon Scott vestiti con abiti ecclesiastici che recitano il loro Vangelo del Rock; nella canzone provano a raccontare come è nato quel genere, trovando il proprio culmine nel celebre verso del refrain:



" Let there be sound, and there was sound

Let there be light, and there was light

Let there be drums, and there was drums

Let there be guitar, and there was guitar

aah Let There Be Rock"



Questo resta di sicuro il miglior modo per definire cosa sia il ROCK o cosa dovrebbe essere. Una tecnica funzionale per tentare di far smuovere un pò tutti i fanatici di questo intramontabile genere. Finita questa incredibile track si passa a Bad Boy Boogie, pezzo graffiante e pungente dove gli AC/DC mettono in scena tutta la loro irriverente aggressività e rabbia con un Bon Scott altamente su di giri. Arriviamo alla 5^traccia, Problem Child, altro pezzo elettrizzante dove Bon Scott racconta tutte le sue disavventure subite negli anni precedenti a causa della sua cattiva condotta avuta con la legge. Passiamo alla 6^traccia, Overdose, che comincia con un intro leggero di chitarra elettrica per poi tramutarsi in un pezzo dai connotati duri e puri, intervallato fulgidamente da un assolo travolgente di Angus Young. I "ragazzacci cattivi" ci portano direttamente all'Inferno con la 7^traccia Hell Ain't A Bad Place To Be, brano fantastico dove il gruppo fornisce all'album quel tocco di autorevolezza entrando di prepotenza con le chitarre in grande spolvero e con un Bon Scott in formato oversize. A concludere il disco ci pensa il rush finale della leggendaria Whole Lotta Rosie, uno scatenato boogie in puro stile rock n' roll dove Bon Scott ci svela i suoi rapporti intimi avuti con una donna dalle forme abbondanti! Il pezzo è un continuo rincorrersi tra il cantante e i fratelli Young che esplodono in un assolo tesissimo e veloce con una prova da maestri che consegnerà gli AC/DC nella storia. In sostanza l'album in questione rimane un caposaldo della discografia AC/DC meritandosi la palma di masterpiece del rock duro. Una espressione artistica di alto livello che proietterà definitivamente gli AC/DC nell'Olimpo del Rock. Un esempio lampante di potenza e vigore che dimostra a pieno titolo la leggenda su di loro costruita.  Chiunque sia un rocker che si rispetti dovrebbe possedere obbligatoriamente questo album dato che il Verbo del ROCK passa imprescindibilmente e inequivocabilmente anche da qui.


1) Go Down
2) Dog Eat Dog
3) Let There Be Rock
4) Bad Boy Boogie
5) Problem Child
6) Overdose
7) Hell Ain't A Bad Place To Be
8) Whole Lotta Rosie

 

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