AC/DC

High Voltage

1976 - Albert Productions

A CURA DI
PAOLO FACCHINELLO
19/05/2011
TEMPO DI LETTURA:
8,5

Recensione

Verso la metà degli anni 70 l'hard rock stava vivendo un periodo di ristagno, dopo che band del calibro di Deep Purple e Led Zeppelin, (sin dalla fine degli anni 60), avevano contribuito a forgiarne il sound e a diffondere questo genere a livello internazionale. Il motivo di tale attenuazione fu ben giustificato anche dall'espansione di altre correnti che stavano covando per venire a galla (il punk su tutti). E' a questo punto che a fare irruzione nel panorama rock mondiale ci pensa un gruppo di 5 giovani australiani dissoluti e sregolati chiamati AC/DC. Provenienti da Sydney, gli AC/DC vengono fondati alla fine del 1973 dai fratelli Angus e Malcolm Young, entrambi di origini scozzesi. L'origine del monicker fu affibiato loro dalla sorella maggiore, Margareth Young, che lesse fortuitamente questa sigla su una macchina da cucire.  A completare la formazione ci furono Mark Evans al basso, Phil Rudd alla batteria e il carismatico e ineffabile Bon Scott alla voce. Con questa formazione gli AC/DC si presentano sulle scene, pronti per pubblicare il loro disco ufficiale di esordio: HIGH VOLTAGE.  In realtà questo lavoro non era altro che un collage dei 2 mini album che avevano inciso nel 1975 e che furono destinati unicamente al mercato australiano (High Voltage e TNT). Già dalla copertina del disco si desume tutta la loro naturale inclinazione al divertimento e alla sfrontatezza più lasciva.  Infatti nell'artwork del cd appare un infervorato e sguaiato Angus Young in tenuta da scolaretto con la chitarra in mano con sottofondo la figura di un fulmine, messo quasi per far lasciare intendere tutta la loro miscela detonante ed esplosiva. Ma passiamo subito a disquisire di questo meraviglioso lavoro; uscito nel maggio 1976 per la Atlantic Records, l'album contiene 9 perle di rara bellezza sonora. Si comincia subito con la memorabile opener, It's A Long Way To The Top (If You Wanna Rock N' Roll), introdotta sostanzialmente da un riff ipnotico e ossessivo di Malcolm Young e sorretta dalla voce potente di Bon Scott che dalla metà del brano suona perfino la cornamusa, arricchendo così in maniera esauriente il pezzo. Si passa a Rock N'Roll Singer, 2^pezzo, dove si mette in evidenza tutta la loro carica elettrica con le chitarre di Angus e Malcolm a dominare in lungo e in largo per tutta la durata del brano e dove prevale un grintoso Bon Scott che con voce graffiante marca in modo particolare nel refrain. Si procede con The Jack, 3^brano, una marcetta lenta e cadenzata, ma potente soprattutto nel groove con quella matrice di deriva blues, dettata con maestria dal basso compenetrante di Mark Evans e dal cantato languido di Bon Scott, con un finale davvero incandescente. Il basso di Evans apre la strada per il 4^brano, Live Wire, con una sezione ritmica da favola; la voce aspra e mordace di Scott lascia spazio a un indovinato riffing di Malcolm e soprattutto all'assolo strepitoso di Angus nel refrain del pezzo. Il 5^brano, TNT, è uno dei brani più famosi del repertorio AC/DC, in quanto si basa su un riff secco ma efficace. Il coretto centrale impressiona per l'energia sprigionata per intero dal gruppo, mentre nel finale caotico e disordinato la band si dimena e si scatena al massimo rendendo il pezzo molto arroventato. Can I Sit Next To You Girl, 6^brano, è una cavalcata elettrica davvero incalzante, dotata di un riffing che colpisce fin da subito con i suoi continui cambi ritmici, rendendo il pezzo molto accattivante e di facile presa. Il 7^brano, Little Lover, è una ballad entusiasmante, che si dirige in brumosi territori rock blues, soprattutto nel finale con un Bon Scott davvero in palla. Tutta l'ironia caustica e provocante del gruppo si concentra su She's Got Balls, 8^brano, che si contrappone all'eccellente lavoro delle chitarre e all'ugola roca e trascinante di Bon Scott. Da segnalare il break centrale soffuso ma di grande impatto emotivo che da al brano un aspetto davvero suadente. A chiudere il disco ci pensa la titletrack vivace e spensierata, che con quel ritmo galvanizzante fa scorrere il brano in un fiume elettrico di note con un risultato davvero grandioso.
Arrivati alla fine, non possiamo che attestare il grande valore che ha in sè questo disco e quello che rappresenta nel mondo hard n heavy; di sicuro costituisce per gli AC/DC un punto di partenza molto rilevante e significativo.
Chiunque si accosti al rock dovrebbe necessariamente ascoltare almeno una volta nella vita questa magnum opus della musica contemporanea, anche per capirne l'evoluzione che ha attraversato il rock duro nella decade settantiana.  Per gli AC/DC non possiamo che avere grande riconoscenza di stima per la loro grande lezione: il rock non è solo rumore ma anche passione e devozione.

Tracklist:

 1. It's A Long Way To The Top (If You Wanna Rock N' Roll)
 2. Rock N' Roll Singer
 3. The Jack
 4. Live Wire
 5. TNT
 6. Can I Sit Next To You Girl
 7. Little Lover
 8. She's Got Balls
 9. High Voltage
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