AC/DC

Ballbreaker

1995 - Eastwest Records

A CURA DI
VALENTINA FIETTA
20/05/2011
TEMPO DI LETTURA:
7

Recensione

Prima di descriverlo, meglio dire com’è andato: confortanti i dati divendita (piu' di 2 milioni di copie vendute solo in America!), lunghissimo il tour di promozione intrapreso, si puo' decisamente dire azzeccata l’intera operazione "Ballbreaker", album targato AC/DC ed uscito nel 1995. Qual'è la prima cosa anomala che si nota di questo album dunque? Un nome su tutti, che è quello di Rick Rubin: produttore di origine ebrea con un passato come DJ nei Beastie Boys, poi la sua dipartita come membro del gruppo e la fondazione dell’etichetta Def Jam insieme al compagno Russell Simmons. Anomalo si può dire, perché Rubin si è spostato dalla scena punk a quella dell’hip hop da strada, contribuendo lui stesso in larga misura a far crescere il fenomeno, campionando celebri pezzi come "Walk This Way" dei Run-D.M.C., confezionando il suono dei primi pezzi di LL Cool J ed altri artisti streeters...Risulta normale quindi chiedersi:cosa centra col sound rock n' roll dei fratelli australiani? Le condizioni per fare bene ci sono: sembra ci sia la stima reciproca fra le due parti, un’approfondita conoscenza del mondo dello show business (quindi delle esigenze del pubblico!)... Nessuna voglia di strafare, solo di creare un sound piu' moderno, più fresco, esprimere con maggior chiarezza gli accenti dei singoli strumenti, senza penalizzare il "root" originario. Direi che è stata proprio questa fiducia simbiotica nel team working ad aver decretato il successo dell'album. Successo che inizia gia' dal packaging: copertina e libretto con i testi sono interamente disegnati con uno stile fumettistico dalla Marvel, che fa un lavoro gradevole ed inedito per un album degli AC/DC. Passiamo alle canzoni. "Hard as a Rock" è l'opener track dell'album e si apre con un basso pulsante che ricorda quello di "Live Wire" ma a differenza di quest’ultima, è immediato l’ingresso della Gibson di Angus e la batteria di Phil, a cui poco  dopo si unisce anche la ritmica di Mal. "Hard as a Rock" suona che è un piacere,e resta uno dei classici richiesti durante i live. "Cover You in Oil" è sulla stessa linea d’onda di "Hard as a Rock", basata su accumulo con ovvia esplosione nel potente coro in cui viene più volte urlato il titolo della canzone."The Furor" è rabbiosa e come sempre fa leva sulla voce di un Brian che si spreme fino all’ultima goccia."Boogie Man" è probabilmente la più interessante soluzione di tutto l’album, semplicissima nella sua esecuzione di brano blues alla John Lee Hooker ed evocativa di "scenari della New York by night" specie all’inizio, quando Brian sussurra i propri peccati immedesimandosi nella parte dell’uomo nero. "The Honey Roll" è abbastanza lenta ed anche per questo simile ad alcune canzoni del recente "Stiff Upper Lip"."Burnin’ Alive" è commovente nel suo grido di battaglia ed ispiratissimi sono gli assolo di Angus, melodie ora ruvide ora soffuse che completano i riffs del leader degli AC/DC. "Hail Caesar"nonostante sia stata sempre inclusa nella scaletta del tour di "Ballbreaker", rivela a mio avviso un progressivo appiattimento, nessuna scintilla che faccia accendere gli animi."Love Bomb" nell’attacco iniziale assomiglia alle recenti "All Screwed Up" e "Give it Up", ma a loro differenza prende via via un andamento più complesso,anche se non sipuò definire una canzone che "prende il volo"..."Caught Whith Your Pants Down" stupisce per la sua rabbiosa velocità. "Whiskey on the Rocks" è una bevuta selvaggia, di whiskey nella fattispecie:potente selvaggia e ritmata! La title track "Ballbreaker" è un crescendo di emozioni per una durata di 4 minuti e mezzo, ed è la tipica canzone "con cui si conclude un concerto", che scivola nell'accorato e caldo saluto ai fans. In definitiva, lo definirei un album corposo che differisce dal precedente "The Razors Edge" per un’impostazione più moderna (fa strano parlare di modernità con gli AC/DC) che non penalizza le caratteristiche originarie della band. Dai primordi certo qualcosa è cambiato, ma la classicità australiana degli AC/DC è la medesima. Un disco privo di punte di originalità, non lo metto tra gli album da avere a casa propria ad ogni costo (come invece ad esempio "Back in Black"!) ma di certo è una release che non tradisce le aspettative dei fans e degli amanti dell'hard rock.


1) Hard As A Rock
2) Cover You In Oil
3) The Furor
4) Boogie Man
5) The Honey Roll
6) Burnin' Alive
7) Hail Caesar
8) Love Bomb
9) Caught With Your Pants Down
10) Whiskey On The Rocks
11) Ballbreaker

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