ABSOLUTE PRIORITY

Hunter

2012 - Revalve Records

A CURA DI
DONATELLO ALFANO
22/06/2013
TEMPO DI LETTURA:
8

Recensione

La Toscana continua a ribadire ad alta voce il suo status di inesauribile fucina di talenti per l'intero movimento metallico, personalmente l'ultima conferma l'ho avuta da Hunter, fantastico debut album dei prog-metallers livornesi Absolute Priority. La band nasce ufficialmente nella primavera del 2005 dall'incontro tra il chitarrista Federico Morella ed il cantante Valerio Voliani (componenente anche dei Motus Tenebrae,tornati in pista lo scorso dicembre con l'ottimo Double Black) il passo successivo del gruppo arriva con la realizzazione nel 2008 di un demo composto da sei tracce, Valerio e Federico insieme a Francesco Caprina (ch) Andrea Bardi (bs) Massimo Grasso (ts) e Simone Colombo (bt) costruiscono così le fondamenta del loro concept lirico/musicale, la versione estesa e perfezionata di questo concept è arrivata con il primo full-length, pubblicato a novembre 2012 dalla sempre più attiva Revalve Records. La base di partenza nel sound degli Absolute Priority è costituita da una forte ispirazione nei confronti dei nomi più celebri del genere (con Queensrÿche e Dream Theater in prima fila) ma a differenza di decine di gruppi presenti sulla scena l'operato del combo non si limita all'ennesima rilettura di tutto quello che hanno creato i big, ogni traccia di Hunter mette in risalto un'approfondita ricerca stilistica che trasforma il disco in un nuovo modello di riferimento per comporre e suonare prog metal in maniera convincente e professionale. La storia del platter è incentrata sulle confessioni di un serial killer ad un prete prima di essere giustiziato, l'opener "The Confessor" trasporta l'ascoltatore in questo scenario colmo di tensione ed inquietudine; il rumore delle catene del prigioniero ed una voce robotica rappresentano l'input in una girandola sonora introdotta dal suono futuristico delle tastiere di Grasso (accompagnate da un sottofondo di arrangiamenti elettronici) in pochi secondi con l'ingresso degli altri strumenti il brano assume la forma di una cavalcata prog guidata da una sezione ritmica varia e potente ed arricchita da un guitar work che riesce a dosare magistralmente  aggressività e melodia, Voliani entra in scena nella seconda parte della traccia e dopo averlo apprezzato nei Motus Tenebrae continua a sbalordire per una versatilità sempre più rara da trovare nelle nuove generazioni di singers, attraverso una struttura caratterizzata da tempi dispari il suo timbro alto ed evocativo riversa un forte senso di angoscia, un notevole lavoro in fase di produzione curato dalla band completa l'opera in maniera eccellente. Nel testo il killer racconta al sacerdote di avere incubi ricorrenti in cui avverte una presenza femminile e maligna che non lo lascia in pace. Nei primi minuti di "My Ordinary State" Valerio continua a dominare la scena; coadiuvato da una poderosa base cadenzata il singer offre un'intensa interpretazione perennemente in bilico tra buio e luce raggiungendo l'apice nell'indimenticabile refrain, l'abilità strumentale degli Absolute Priority emerge in toto in un break segnato da una rapida serie di strabilianti virtuosismi, i cinque musicisti rivelano un'alchimia paragonabile a quella dei mostri sacri della scena prog-metal mondiale. Le parole sono incentrate sulla frustrazione del protagonista di fronte alla vita normale di tutti i giorni, in cui le convenzioni sociali impongono come vivere, pensare, cosa desiderare e soprattutto anestetizzano la mente delle persone, l'uomo sembra frustrato nel porsi numerose domande sulla vita. "Things I've Never Done" fin dal primo ascolto mi ha riportato in mente alcune atmosfere del masterpiece Six Degrees Of Inner Turbulence dei Dream Theater, la fusione tra suoni elettrici ed acustici è un'ulteriore dimostrazione della poliedricità insita nell'act, all'interno della traccia sono presenti nuovamente degli elementi elettronici, quest'ultimi assumono la forma di un efficace valore aggiunto, un'altra performance vocale grondante pathos e trasporto rappresenta il coronamento di un brano destinato a diventare un cavallo di battaglia per la band. L'assasino decide di dare ascolto alle sirene che gli prospettano un'imprecisata esistenza libera dalle preoccupazioni, spesa a godersi quelle che lui considera le vere "belle cose" della vita, un concetto riprodotto in maniera completa nelle significative immagini del videoclip realizzato per presentare l'album. Lo strumentale "4:00 A.M." intensifica l'alone di mistero e paura contenuto nei brani precedenti, guidate da un mirabolante ed iper tecnico drumming le chitarre e le tastiere plasmano delle meravigliose melodie talmente penetranti da poter essere inserite nella colonna sonora di un avvincente thriller movie, un feeling magico continua ad essere il leitmotiv nella musica dei toscani. Il primo minuto di "Tragic Reconcilation" presenta i classici trademark di una ballad ma si tratta di un'impressione errata; la voce passionale di Voliani ed un affascinante pianoforte accompagnato da un intervento orchestrale costituiscono l'introduzione di un caleidoscopio che col trascorrere dei secondi diventa sempre più articolato ed avvincente, l'oscurità delle battute iniziali rimane inalterata ed il mood viene elevato da uno straordinario ritornello, tutti quelli che hanno adorato i Kamelot di The Black Halo non potranno lasciarsi sfuggire un gioiello come questo. Il protagonista si risveglia da una specie di trance/sogno e scopre la sua ragazza uccisa, comincia a pensare che l'autore dell'atroce delitto sia stato proprio lui. Nella successiva "L.O.S.T." gli Absolute Priority si lanciano in un vortice composto da un'incontenibile raffica di accelerazioni e rallentamenti, l'eccellente tecnica del gruppo ricopre un ruolo basilare nella track, l'operato di Morella e Caprina lascia il segno per l'incisività con cui riesce ad alternare momenti furiosi ad altri di ampio respiro, da evidenziare nella parte centrale la presenza delle ospiti Francesca Caligaris e Sara Tommasini, due voci ammalianti che accompagnano il frontman rendendo il clima vivo ed avvolgente. Le liriche descrivono la fuga dell'uomo, non riesce a ricordare cosa è successo ed è nel panico perchè una presenza misteriosa lo sta inseguendo. "Bloody Tapes" è una tenebrosa marcia cadenzata in cui viene messa in risalto una lodevole e rifinita cura dei particolari da parte del combo, tra suggestive riproduzioni di sitar e delicati interventi unplugged i livornesi eseguono un crescendo emotivo che rasenta livelli di perfezione nei drammatici intrecci vocali ed in un monumentale guitar solo ricco di feeling e solennità, il killer nella sua cantina trova una scena terrificante, non può esserci più nessun dubbio, è lui il colpevole... Le battute iniziali di "Fear Of The Night" si muovono sulle stesse coordinate dell'episodio precedente, aperta da un tenebroso arpeggio di chitarra e da un ipnotico drum work la traccia in oltre sette minuti di durata offre una stupefacente varietà di soluzioni ritmiche ed armoniche, la tecnica continua ad essere un punto di forza nel sound dei toscani ma è la profonda emotività a ricoprire una posizione predominante, componente accentuata da una superlativa performance di Valerio, l'intensità e la timbrica del cantante ricordano l'inconfondibile stile del maestro Geoff Tate. L'uomo è terrorizzato dalla notte perché il suo istinto omicida sta prendendo il sopravvento e lo porta a commettere delitti atroci. "My Reflection" è un breve e tetro intermezzo ai confini dell'industrial; la voce filtrata del singer descrive la resa del killer al suo lato oscuro accompagnato da un sottofondo caratterizzato da rumori incomprensibili, martellanti suoni elettronici ed ossessive note acustiche di chitarra e pianoforte. Il gruppo riprende a viaggiare a velocità sostenute nell'impetuosa "Again", nei primi minuti è un incedere prettamente power oriented ad imporsi nella struttura del pezzo, Federico e Francesco coadiuvati da un trascinante lavoro tastieristico salgono di nuovo in cattedra per la sublime esecuzione di numerose finezze armoniche, arrivando a travolgere l'ascoltatore in un memorabile finale cadenzato e colmo di enfasi. Il protagonista continua a commettere mostruosi delitti con estrema soddisfazione ma grazie all'aiuto di un gestore di un locale viene finalmente catturato. L'epilogo della storia prende forma attraverso le note di "Dead Man Walkin'", magniloquenti ed incisivi arrangiamenti acustico/sinfonici supportano l'ugola di Voliani, nel lungo break centrale il singer cede lo spazio ai suoi compagni, i cinque eseguono un'ardente e complessa spirale guidata dalle imponenti corde dei due axemen, i rapidi interventi orchestrali contribuiscono ad aumentare la tensione, dopo l'ultimo ed altisonante coro la parola fine viene scritta dai suoni lievi del pianoforte e della chitarra acustica seguiti dal rumore di un vento gelido. E' l'ultimo momento di vita dell'assasino, in prigione aspetta l'esecuzione e capisce di avere ancora pochi attimi per tentare di sentirsi innocente di fronte a tutti i mali commesssi. Hunter è un cd da promuovere in pieno, gli Absolute Priority con quest'opera hanno delineato uno stile che presenta elementi dinamici e personali, oltre ad una perizia strumentale superiore alla media la coesione del sestetto emerge totalmente nella grande quantità di sensazioni ed atmosfere presenti nelle undici tracce del platter, complimenti ai livornesi per aver elaborato uno strepitoso trait d'union tra  due componenti fondamentali nel mosaico sonoro del prog metal, se questo è l'album di debutto non oso immaginare cosa ci riserverà la band con il secondo capitolo...


1) The Confessor    
2) My Ordinary State     
3) Things I've Never Done    
4) 4:00 A.M.     
5) Tragic Reconcilation   
6) L.O.S.T.      
7) Bloody Tapes      
8) Fear Of The Night      
9) My Reflection     
10) Again       
11) Dead Man Walkin'