AARON LEWIS

Town Line

2011 - Stratovarius Records

A CURA DI
ESSEQU
06/10/2011
TEMPO DI LETTURA:
8,5

Recensione

E’ come il temporale d’estate che porta respiro e ondate di fresco e ti rigenera, questo è il lavoro solista di Aaron Lewis leader degli Staind, che nei primi mesi del 2011 ha sorpreso un pò tutti e Nashville gli ha spalancato le porte.

"Town Line", 5 brani (e che brani) è stato preceduto dal singolo "Country Boy" nel dicembre 2010. L’album vede la luce grazie all’etichetta indipendente "Stroudavarious" che ci scommette e vince. Aaron non è uno sconosciuto, è il leader degli Staind con i quali ha prodotto hit del calibro di "Its Been Awhile", ben 13 milioni di copie. Sincerità onestà e amore per la vita e per la famiglia escono ad ogni nota dell’acustica di questo meraviglioso E.P.

"The Story Never Ends" ampia, lucida chitarra pulita, pedal steel in spolvero, ombre di hammond sparse qui e la, la voce tagliente, a tratti ricorda Steve Earle. Bella canzone, ti prende per mano e ti porta lontano... "This is my home, this is where i belong , where my daughter gone to school, and the story never ends..." struggente!! Gran mezzo. "Vicious Circle" soffice, delicata e ipnotica ballata, voce sussurrata, intro acustico e poi la steel fa il suo gioco, bella melodia acustica e la bellissima la voce di Aaron a dipingere. "Country Boy", stupenda, sofferta e raccontata come i vecchi raccontavano le storie davanti al camino nei vecchi casali. Armonie ritmate, aiutate dal violino di un certo Charlie Daniels e di un verso esplosivo della voce di George Jones. Canzone autobiografica e, da estimatore del genere country, non a caso sceglie 3 amici di cui 2 leggende del genere che gli danno manforte accostandoli al nuovo corso di Nashville "Chris Young". Aaron è cresciuto a pane e Hank Williams, merende con Merle Haggard che il nonno gli faceva ascoltare mentre trascorrevano le loro giornate nelle campagne del Massacchussets, voce intensa slide in spolvero a ricamare e a pungere quando serve. Country boy colpisce al cuore. "Tragled Up In You", intima, pedal steel in evidenza a rincorrersi con la chitarra acustica e la slide con la dolce voce femminile al controcanto. Brano dal sesto album degli Staind, "The Illusion of  Progress". Qui Aaron la rende ancora più ricca di fascino e di pathos. "Massachusetts"; "Ho scritto la canzone seduto sui gradini davanti a casa mia. In primavera ascoltando il coro del suono delle rane e rospi che avvisavano dell’avvicinarsi della notte". Ascoltando il brano tra le note si possono scorgere i campi, ed i visi della famiglia di Aaron, l’amore per le cose vere il sapore di sentimenti e il colore dei sogni. Voce intensa, accordi acustici accompagnati dalla steel, melodia che ti martella, bellissimo lo script. "Town Line", è uscito a marzo di quest’anno. 5 canzoni in grado di regalare rari momenti di piacere da dividere  soli con se stessi e con gli amici. Un lavoro intimo per chi ama pennellate  di colori tenui ma forti al tempo stesso, per chi ama la pedal steel, ed il suono della chitarra acustica, musica senza fronzoli che va dritta al heart and soul.

Keep on rocking!


1) The Story Nevere Ends
2) Vicious Circle
3) Country Boy
4) Trangled Up in You
5) Massachusetts
6) Country Boy Acoustic Version 1
7) Country Boy Acoustic Version 2