4th DIMENSION

The White Path to Rebirth

2011 - Crash & Burn Records

A CURA DI
ROBERTA D'ORSI
12/02/2012
TEMPO DI LETTURA:
8

Recensione

Nel principale centro dell'Altopiano dei Sette Comuni e cioè ad Asiago (Vicenza) nel 2005 nasce una band di power metal, i 4th DIMENSION, per mano di Andrea Bicego il cantante e di Talete Fusaro il tastierista. Nel marzo di quell'anno il termometro registra una tra le temperature più basse che abbia mai colpito Asiago, a -27 °C la città completamente imbiancata e gelida, regala però un caldo tepore ai cuori di questi due ragazzi, che mossi dalla passione per il metal, si accingono a percorrere la strada musicale accompagnati dal sinfonico suono della propria musica, mentre fuori dalle finestre le note ovattate dei fiocchi di neve accompagnano l'inizio dell'avventura più emozionante per un musicista.

I 4th DIMENSION assestano la formazione con l'entrata nel gruppo degli altri tre membri da allora in pianta stabile; Michele Segafredo si posiziona con la sua chitarra sfoggiando sia tecnica ritmica che solista, Massimiliano Forte impugna le bacchette per picchiare sulla batteria e Stefano Pinaroli chiude il cerchio con il suo basso.

Il filo conduttore della band è una sonorità fortemente power, arricchita da orpelli sinfonici incisivi ma non invasivi; al primo ascolto del lavoro dei metaller di Asiago, si nota come le band culto del genere, Stratovarius e Rhapsody of Fire, siano state di grande ispirazione per loro.

La svolta per i 4th avviene intorno al termine del 2009, anno in cui la band conclude lo sviluppo del songwriting; Alessio Lucatti il tastierista dei Vision Divine si appassiona al lavoro dei 4th, tanto da occuparsi del mixaggio e della produzione del loro debut album, così nel 2010 presso il New Sin Studio di Luigi Stefanini a Treviso, si procede con la masterizzazione.

L'anno successivo un altro passo in avanti porta i cinque ragazzi a firmare con la CRASH & BURN Records, etichetta italiana per la quale viene pubblicato il primo full length dei 4th DIMENSION dal titolo "The White Path to Rebirth", 10 sono le tracce contenute in esso per una durata di 53'.

La passione per il power mi porta ad affrontare i nuovi album delle band anche le più blasonate, sempre con un'attenzione maggiore, nel caso di nuovi gruppi ancora di più e sebbene sia sempre più difficile svolgere un lavoro stilisticamente originale, solitamente mi basta un primo impatto per capire se quello che ascolto mi piace oppure no, nel caso dei 4th il parere è più che positivo. Nel complesso le 10 canzoni che compongono il platter scorrono piuttosto fluidamente, alcune più altre meno, ma la sostanza è un album godibile che parte con The Sun in My Life, canzone nella quale sono da subito evidenti le abili tastiere di Fusaro e la voce godibile di Bicego.

Consigned to the Wind coi suoi 7 minuti mi ha condotta attraverso un turbine di epicità, una canzone coinvolgente pregna di magniloquenti sfumature prog, date dai suoni evanescenti del sintetizzatore, per passare agli ispirati soli di chitarra, il tutto delineato da una sezione ritmica meticolosamente concepita, a mio avviso sarebbe un ottimo singolo ufficiale.

Goldeneyes non brilla particolarmente, ma l'intro delicato del flauto dolce mi rimanda alle bellissime ballate dei Sonata Arctica, l'atmosfera surreale si respira per tutta la durata del brano ma non basta a farla decollare.

Con Sworn to the Flame si cambia totalmente registro, già dalle prime note la sonorità tirata crea un bel gioco tra tastiere e batteria che si sfidano all'ultimo colpo. Il songwriting mi ha colpita e coinvolta, energia e potenza degne del power per antonomasia, bella ed azzeccatissima l'interpretazione del vocalist; che dire poi della poderosa cavalcata alle corde di Segafredo che verso il finale ci regala brividi a fior di pelle!!!

La semi ballad Everlasting vede un duetto di Bicego accompagnato da una voce femminile che inizialmente non mi convince, sia dal punto di vista canoro che da quello musicale, in effetti la prima parte non ha l'attrattiva che solitamente un duetto provoca, ma da metà canzone lo spirito prende una piega diversa, complice un cambio compositivo ed una parte del tutto lenta che inevitabilmente "cattura" l'udito.

Il sesto brano A New Dimension ha una parte iniziale esplosiva e maestosa, l'epicità evocativa stagliata su un tappeto sonoro perfettamente amalgamato supporta anche in questa traccia un duetto, e qua la mia adorazione sale a livelli spasmodici nell'ascoltare (ed invidiare) Bicego che duetta col divoratore di note Fabio Lione!!! La profonda e corposa timbrica del rapsodico vocalist si scambia ed intreccia con quella più chiara di un Bicego sicuramente all'altezza del suo prorompente compagno. Questa canzone è a prescindere dalla presenza di Lione, che ne apporta indubbiamente una regale bellezza, è quella che preferisco dell'album, il perfetto riassunto di ciò che di bello il power è in grado di regalarci, potenza e melodia.

L'atmosfera subisce una fredda carezza invernale con gocce di pioggia che introducono Winter's Gone, la dimensione musicale nella quale ci si immerge lascia estasiati, le delicate tastiere e le corde di chitarra si lasciano andare in una danza d'amore, mentre i colpi sulle pelli accompagnano i movimenti dell'intenso ballo tra i due amanti sotto il gelido cielo invernale che si appresta a scaldarsi coi primi raggi del sole primaverile.

In Labyrinth of Glass i cinque power metaller continuano a dare sfoggio di una musicalità salda e compatta, in cui la chitarra si sbizzarrisce in evoluzioni stilistiche degne di attenzione.

Ci avviamo al finale con le ultime due tracks i 4th hanno concluso il debut album decorosamente, Angel's Call si compone da una sinfonia di sottofondo riecheggiante ed a tratti fiabesca, Bicego è il cantastorie che descrive un'umanità pervasa dal peccato che cerca la redenzione ed alla quale è concessa una seconda possibilità per riscattarsi. Ritmicamente esuberante il pezzo ha delle variazioni interessanti, che lo rendono fluido e mai banale.

Landscapes ha un songwriting commovente, la teatrale melodia dei tasti bianchi e neri è incantevole, ma non sono assolutamente d'accordo sulla scelta di interpretare vocalmente con tono soffuso, non mi ha convinto per nulla, pensavo fosse una decisione riguardante solo la parte iniziale, in quel caso ci poteva stare, ma l'intera traccia cantata così a mio avviso, non ha sortito un buon risultato, peccato davvero!

Nonostante qualche pecca e pur non brillando per originalità, questo primo full lenght dei 4th Dimension merita un giudizio positivo da tutti i punti di vista, piacevole la voce di Bicego, songwriting vario e convincente, esecuzione strumentale pulita e professionale. Non mi resta che aspettare di sentire il prossimo lavoro che i ragazzi stanno preparando, e sul "Sentiero bianco della rinascita" i 4th DIMENSION lasceranno dietro di sé le impronte di un cammino faticoso ma soddisfacente, sapendo di essere arrivati dove tanti vorrebbero ma non riescono, guardando il futuro con la speranza negli occhi ed il metallo nel cuore.


1) The Sun in My Life
2) Consigned to the Wind
3) Goldeneyes
4) Sworn to the Flame
5) Everlasting
6) A New Dimension
7) Winter's Gone
8) Labyrinth of Glass
9) Angel's Call
10) Landscapes