Doyle751, Buzz Rockington, Villainy e Distillator

Den Hag 4 Aprile 2014

Steel Alliance Tour 2014

A CURA DI
MICHELE BOIERO
30/04/2014
TEMPO DI LETTURA:
7,5

recensione

Il panorama musicale in Olanda è dinamico e vivace. Ogni weekend, e spesso anche durante la settimana, si ha l'imbarazzo della scelta tra numerosi concerti di tutti i generi e dimensioni, tanto che immancabilmente ci si ritrova a dover rinunciare a vedere una band amata per vederne un'altra che ci piace o incuriosisce di più. Arrivano bands più o meno conosciute da quasi ogni parte del mondo: dall'America come dalla Cina passando per la Francia, dalle omnipresenti Inghilterra e Germania, senza dimenticare il vicino Belgio e poi Italia, Spagna, Austria... In mezzo a tutto questo fervore artistico e musicale, sono le band olandesi che devono fare gli onori di casa e tenere alto l'orgoglio nazionale, cosa che gli riesce senza fatica, basti pensare ad Asphyx, Epica, Hail of Bullets, Pestilence, Within Temptation, solo per citare alcuni nomi. E sono proprio alcune delle band Olandesi più interessanti quelle che hanno partecipato allo Steel Alliance Tour organizzato dalla Staal Metal Management il 4 Aprile scorso. Doyle751, Buzz Rockington, Villainy e Distillator si sono esibiti al Musicon di Den Haag (L'Aia) in una serata in cui Metal e Rock si sono alternati sul palco in un'alleanza invincibile. Il locale è spazioso, come lo è il palco, di fronte al quale, sul fondo, il bancone del bar occupa quasi tutta la parete, due colonne e il pavimento in assi grezze danno al locale una qualche assonanza con un “saloon” del far-west. I primi a calcare il palco sono i Doyle751: rock duro con influenze country alla Johnny Cash. Il loro suono è a tratti scuro e aggressivo, dinamico e morbido, i Kyuss sono tra le loro band preferite. Nascono 7 anni fa, nel 2007, nel 2009 rilasciano il loro primo album "Transitoria" e ora stanno lavorando ad un nuovo disco. Aprono il concerto con "It Takes Only a Minute", canzone sostenuta dal ritmo incalzante della batteria di 'The beast' Frank R, a cui segue "Lovocaust": il ritmo rallenta e la batteria cede il posto d'onore alle chitarre di Joeke Knijft (voce e chitarra) e di Frank Visser (chitarra solista). La voce calda e lievemente roca di Joeke è perfetta per questo pezzo lento di grande atmosfera. Seguono "Dig It", "Deep in the Sun" e "Shameful Sinner". Joeke occupa la posizione centrale e spesso canta ad occhi chiusi, Visser è alla sua destra mentre il bassista Gerrit Van Den Berg occupa la sinistra. Alcune note lente e distorte della chitarra a cui si aggiunge immediatamente, imponendo un drastico aumento del ritmo, la batteria di Frank R., annunciano "Herotica", un pezzo in buona parte strumentale che precede l'ultimo brano dei Doyle751: "The Machine". Durante il cambio di strumentazione ho occasione di scambiare qualche parola con un ragazzo alto e magro, molto tranquillo che parla con un tono di voce moderato e lento. Si tratta del cantante dei Buzz Rockington di cui poco prima ho conosciuto il tatuato batterista e fondatore Olaf. Sul palco la posizione dei Buzz Rockington è la stessa dei Doyle 751: Arendt (voce) in posizione centrale (ma ci resterà per poco tempo considerando i chilometri che ha fatto sul palco), il bassista Andy Borger, che avevo già notato in precedenza grazie alla folta capigliatura riccia con frangetta che sembra provenire direttamente dagli anni ottanta, si trova a sinistra e Roop (chitarra e co-fondatore) a destra. I Buzz sono noti per i loro live energici, per i pesanti riff di chitarra, l'uso del basso in stile doom e per i martellanti ritmi di batteria. La prima parte della scaletta è presa dal loro ultimo demo "RockBomb" uscito ad Agosto 2013: "Vampire Queen", "One Kiss" e "Secret". I suoni grezzi e insistenti ben si addicono a questa band che ha in Arendt un elemento sicuramente d'effetto nelle performance live. L'allampanato e quasi timido ragazzo con cui ho parlato poco prima è scomparso per lasciar posto ad un Mr. Hyde scatenato e sfrenato che non smette un solo momento di saltare e muoversi, e che canta con una veemenza che lo porta quasi ad astrarsi dal mondo che lo circonda. Roop, Olaf e Andy seguono a ruota in un concerto che fa della presenza fisica sul palco uno degli elementi più d'effetto. "Too Hot to Stop" e "Written All Over" precedono "Funky Demons" i cui repentini cambi di tempo la rendono particolare nel suo genere, la successiva "Sinners" avrebbe dovuto concludere la loro esibizione, ma non sembra che i Buzz Rockington vogliano lasciare il palco senza combattere e così chiedono e ottengono ancora qualche minuto, giusto il tempo per farci ascoltare una "Go Baby Go" particolarmente aggressiva. Con i Buzz Rockington si conclude la parte rock della serata, infatti le prossime due bands, Villainy e Distillator, detteranno una sterzata nettamente orientata verso sonorità più metal. I Villainy sfuggono a qualsiasi catalogazione a causa delle numerose influenze che si amalgamano nella loro musica: death, doom, black, thrash si mescolano senza che nessuna caratteristica peculiare di un genere sovrasti le altre. Sono ormai tre anni che Reinier Vrancken (chitarra e voce), Jeroen Pleunis (basso) e Bram Keijers (batteria) si esibiscono in giro per l'Europa, hanno rilasciato l'album d'esordio "Villainy I" all'inizio del 2014 dopo i demo del 2011 e del 2012. I loro show sono caratterizzati dall'illuminazione quasi assente sul palco e da forti luci colorate, una scelta stilistica in linea con la loro musica e che rende veritiere le loro parole quando affermano di lasciare i palchi, su cui si esibiscono, avvolti dalle tenebre. "Through Whispering Eyes" è la prima traccia di "Villainy I" ed è anche la canzone con cui inaugurano il palco, song veloce, incalzante, che lascia il tempo di riprendersi solo durante il riff di chitarra. La successiva "Maker" non è certo meno pressante. La voce di Reinier è roca e graffiante e si addice alla cavalcata verso l'inferno che è "Midnight Metamorphosis". "The View from My Ivory Tower" e "Planet Remnants" precedono la canzone che i Villainy hanno scelto per la chiusura del loro live, "Charlatan", di cui abbiamo modo di apprezzare il bel riff di chitarra, raccogliendo le energie per l'offensiva scatenata nei secondi finali del brano. Siamo arrivati agli ospiti d'onore della serata, i "Distillator": band di sano Thrash Metal anni 80 in cui si notato le influenze di Slayer, Testament, Destruction a molte altre band che hanno fatto storia. La band è composta dalla tipica formazione 'Power Trio': Desecretor alla chitarra e alla voce, Frankie Suim al basso e Angel Eater alla batteria. I Distillator sono tornati da poco dal loro tour in Portogallo a seguito della serie di concerti in Finlandia, stanno lavorando ad un nuovo album e sono impegnati in una successione infinita di spettacoli in giro per l'Europa. Si esibiscono con un caratteristico abbigliamento nero, scarpe da ginnastica bianche e lunghe cinture di bossoli di pallottole alla vita e a tracolla. "Bloody Assault" ci spara dritti nel mezzo della mischia: ritmo sfrenato, batteria martellante, i Distillator corrono sul palco scambiandosi di posto, suonano a gambe divaricate ripiegandosi sugli strumenti e scuotendo le teste al ritmo dettato da Angel Eater. Dopo "Sacred Indoctrination" è il turno di "Warmonger": velocità moderata e lunghi assoli di chitarra sostenuti da passaggi di doppio pedale, mentre la voce a tratti stridente di Desecrator ci accompagna verso "Sacrificed Souls". Una strana espressione appare sul volto di Frankie durante "Alcoholic" quando si rende conto che uno dei cavi dell'attrezzatura è staccato, probabilmente lo spinotto si è strappato durante una delle sfrenate inversioni di postazione. Questo inconveniente ci da la possibilità di gustarci qualche virtuosismo di Angel Eater alla batteria, il quale si lancia in un intrattenimento fragoroso in attesa che i colleghi riparino il guasto, in breve tempo, dimostrando una buona presenza di spirito e abilità, Desecrator e Frankie Suim sistemano la situazione e si lanciano con foga, quasi volessero recuperare il tempo perduto, sulle note di "Distillator": track veloce e possente, che ben descrive il temperamento dell'omonima band, durante la quale Frankie affianca Desecrator come seconda voce. Il tempo è volato e siamo vicini alla fine, i Distillator decidono di salutarci con un tocco di classe omaggiando gli Slayer e regalandoci un'ottima esecuzione di "Black Magic". Sono molto curioso di avere tra le mani il loro prossimo album, dopo la recensione del quale, Rock and Metal in my Blood ha già organizzato un'intervista esclusiva… stay tuned!!!

 

Michele Boiero