SADIST

Trevor

A CURA DI R&MIMB

19/06/2012

Cari amici di Rock & Metal In My Blood, in occasione del nostro primo festival siamo qui con Trevor, frontman dei Sadist, nostri headliners (una band che ha ben poco bisogno di presentazioni!).

R&MIMB: Innanzi tutto Trevor, come va? Ti faccio questa domanda considerando che è un po' di tempo che pare vi esibiate raramente in Italia...
Trevor: Intanto grazie a voi per averci ospitati. Diciamo che va bene: nonostante "Season in Silence" sia uscito nel 2010 continuiamo l'attività live in modo intenso, più all'estero che in Italia, e la cosa è voluta. Senza snobbare ovviamente il nostro paese, ma stiamo vivendo all'interno di una situazione di saturazione, un po' di stallo, e contrariamente a quello che fanno un po' tutte le band abbiamo deciso di fermarci e di fare meno cose. Ma, ripeto, non per presunzione: anzi, al contrario, per mantenere il nome senza svilirlo. La linea tra il piacere e l'essere noiosi è talmente sottile che dobbiamo cercare di preservare il nome qui, nel nostro paese. Concerti comunque ce ne sono molti: abbiamo avuto la fortuna, o non so se sia stata lungimiranza, chiamiamola come vogliamo, di preoccuparci tanto dell'Italia quanto dell'estero già in tempi non sospetti, quindi vent'anni fa. Perciò fortunatamente la band riceve anche diverse proposte all'estero. Abbiamo fatto due tour europei ricoprendo tutta la parte est, da Russia, Slovenia a Repubblica Ceca fino ad Olanda, Germania e Danimarca. Di recente siamo stati in tour coi Suffocation ed abbiamo coperto la zona di UK, Irlanda, Scozia, Galles e parte della Francia. Suonare abbiam suonato tanto, e non dico fin troppo perché è la cosa più bella. L'attività live per un musicista è coronare il sogno, il progetto per l'appunto di salire su di un palco. In questo senso non ci possiamo lamentare perché dopo l'uscita di "Season In Silence" nel 2010 abbiamo partecipato a quasi tutti i festivals più importanti del genere, dall' Hell Fest in Francia al Metalfest in Germania, Gods Of Metal in Italia, per due volta al Brutal Assault ed al Metal Camp. C'eravamo promessi di sospendere l'attività live per concentrarci sul prossimo album, però abbiamo qualche proposta anche per l'estate, una decina di festivals più piccoli nel nostro paese ed ovviamente ci fa piacere partecipare. Ci hanno proposto un altro possibile tour ad Ottobre nei paesi dell'est e stiamo valutando se farlo o concentrarci sul nuovo album.

R&MIMB: Mi sembra giusto. Parlando appunto di album, a livello compositivo com'è che bilanciate il sound di ognuno e le personalità che inevitabilmente intervengono nel processo creativo?
Trevor: Diciamo che siamo quattro teste pensanti. Ciò non per dire che siamo particolarmente bravi, ma per far presente che non ci sono menti ferme o trascinate all'interno della band: ognuno di noi dà il giusto supporto alla realizzazione del brano. Diciamo che per le idee di base sicuramente Andy e Tommy sono i master mind, poi sia Alessio con le parti di batteria che io con le metriche di voce e col dire (visto che sono gelosissimo dei testi perché li fscrivo solo ed unicamente io) facciamo il nostro dopo. Poi per quanto riguarda stesura ed arrangiamenti ognuno mette del suo.

R&MIMB: Parlando sempre di teste pensanti... Sembra che il tuo ingresso nella band (e l'anno seguente quello di Alessio) abbiano sancito l'inizio di una nuova era, considerando soprattutto quel che è stato pubblicato successivamente. È stato questo ad imporvi una pausa riflessiva?
Trevor: Intanto sono passati sedici anni dal mio ingresso nella band (quindici da quello di Alessio). Ormai la formazione è ovviamente più che consolidata, com'è normale quando si sta insieme da quasi vent'anni. Io credo che ora ci siano innegabili differenze dalla vecchia formazione (anche se ormai sono tutte vecchie formazioni perché sono passati sedici anni da una parte, venti dall'altra...). Addirittura quand'è uscito "Above the Light" cantava Andy e non c'era ancora la formazione di "Tribe". Quindi i primi tre dischi hanno una formazione differente come differenti sono stati i dischi stessi. Anche se ci sono le preponderanti caratteristiche dei Sadist come le tastiere quasi orrorifiche, malefiche, questi riff molto groovy o la voce "cattiva", ogni disco dei Sadist ha non dico un cambio di stile, ma siamo sempre alla ricerca di sperimentazioni. Per esempio l'ultimo album è molto differente da "Sadist" del 2007, anche se si tratta della stessa formazione. Sicuramente la pausa riflessiva è stata dovuta ad un momento di "stanca" del genere. Fine anni '90 per il Metal (tolto il Power Metal) non sono stati anni fluidi, anni che si ricordano con piacere, e noi siamo stati trascinati un po' dalla corrente. Prima di rovinare i rapporti musicali e lavorativi ci tenevamo a non rovinare quelli umani: visto che noi crediamo che Sadist, oltre alle nostre famiglie, sia un ulteriore nucleo familiare, ci tenevamo a non incrinare i rapporti e, visto che dovevamo ancora decidere cosa fare da grandi, ci siamo detti ''Ragazzi, fermiamoci un attimo. Quando ci saremo schiariti le idee se sarà il momento ripartiremo''. Ovviamente, dal giorno dopo che ci siamo fermati, era venuto già il momento di ripartire... Però abbiamo voluto aspettare il momento giusto. Siamo stati fermi cinqie - sei anni. Poi siamo ripartiti, mi permetto di dire con tutta l'umiltà del mondo, nel migliore dei modi. Perché negli ultimi anni dal 2006 al 2012 abbiamo fatto il doppio di quanto avevamo fatto negli anni precedenti. Abbiamo raggiunto degli obbiettivi che prima sognavamo, da suonare all'Olimpico con gli Iron Maiden, a fare dei tour di due mesi. Insomma, il massimo lo abbiamo raggiunto negli ultimi sei anni.

R&MIMB: Ho notato che tre quarti di voi sono stati impegnati in un progetto parallelo dal nome The Famili. Da dove nasce quest'esigenza? Puoi parlarci un po' di questo progetto?
Trevor: Semplicemente The Famili è stata la band che ha riavvicinato me Tommy ed Alessio musicalmente. Perché appunto The Famili è partito nel momento di pausa di Sadist, durante il quale tutti nutrivamo comunque la voglia di fare qualcosa insieme. Sapevamo che era prematuro ripartire con i Sadist ed avevamo brani e tematiche pronti, un concept interamente vertente sui serial killers,e quindi abbiamo deciso di mettere assieme questa band. Tra l'altro è partito tutto con il piede pigiato sull'acceleratore perché abbiamo fatto due dischi in due anni, 2005 e 2006. Poi ovviamente, quando è ripartita, la macchina Sadist ha un po' fagocitato The Famili, era cosa ovvia. Tenere un piede in due scarpe non era facile, specie con due band in cui i membri erano gli stessi. Quindi il rischio era quello di fare pezzi che suonassero simili, anche se si trattava di musica differente, forze più groovy, con tratti schizoidi, elettronici. Però comunque gli elementi erano gli stessi ed il rischio era quello di fare una cosa che avesse poco senso. Quindi ripartendo con Sadist è stato il momento di fermare The Famili. Adesso tra l'altro io e Tommy siamo impegnati in un progetto internazionale, una super band ipertecnica, visto che ci sarà dentro anche Jeroen Thesseling, ex bassista dei Pestilence e Romain Goulon, batterista dei Necrofagist. Però in questo caso essendoci quattro teste che costruiscono i brani la cosa sarà senza dubbio diversa da Sadist e non ci sarà quel rischio che invece con The Famili era dietro l'angolo.

R&MIMB: A proposito di progetti paralleli, mi farebbe piacere ci parlassi di un progetto a cui hai preso parte nel 2007, la Metal Gang.
Trevor: Oltre a calarmi di nuovo nel ruolo di cantante in sede live grazie a questo progetto, me ne sono personalmente preso cura organizzando le serate. Era partita come una band che suonasse solo dal vivo, ripercorrendo la storia del Rock e dell'Hard Rock, partendo dai Led Zeppelin fino ad arrivare ad i più recenti Pantera, Sepultura o Death, ovviamente attraversando una fase di heavy Metal classico come Iron Maiden. Era una specie di cover band, una sorta di nazionale che radunava gli elementi più noti del Metal di casa nostra. Sul palco ci trovavamo a cantare io e GL degli Extrema, Pino Scotto, Roberto Tiranti (dei Labirynth n.d.r.), Morby dei Domine, Fabio Lione dei Rhapsody (of Fire n.d.r.). Con noi si sono alternati diversi artisti da Tommy dei Sadist, Tommy Massara degli Extrema, Maus dei Lacuna Coil, Claudio Cinquegrana (attuale chitarrista dei Dark Lunacy) Enrico Paoli dei Domine, Olaf Thorsen dei Vision Divine... Insomma abbiamo cercato di radunare la crema. È stato veramente un piacere ritrovarsi, perché di solito ci si trova sui palchi, ma ognuno con la propria band. Ma in questo caso eravamo riuniti in un unico progetto, per ripercorrere la storia dell'Hard Rock, ma facendolo con un minimo di senso, dividendoci per genere. I pezzi un po' più brutali, più Thrash, li cantavamo o io o GL degli Extrema, e le cose un po' più datate, non me ne voglia Pino che è come un fratello maggiore, magari le cantava lui. Le cose più Power, o magari gli Iron Maiden, erano cosa più per Fabio Lione, Roberto Tiranti o Morby. Sicuramente era qualcosa che andava al di là dello scopo lavorativo ed era un piacere per noi incontrarci. È una cosa difficilissima a livello organizzativo, sia perché eravamo logisticamente lontani (uno a Genova, uno a Milano, uno a Novara...) ma anche a livello tecnico, perché pur essedo tutti musicisti con la M maiuscola suonando dal vivo non eravamo precisissimi, perché in sala prove ci si vedeva poco, era molto a là 'Buona la prima', si saliva sul palco e si abbozzava del Rock 'n' Roll.

R&MIMB: A proposito di Nazionale Cantanti... è stato meglio suonare coi Maiden o giocarci a calcio?
Trevor: Sicuramente suonarci, perché giocarci a calcio è stata una vera disfatta. Loro, credo che si sappia, oltre ad essere l'icona del Metal mondiale sono anche degli ex calciatori. Per esempio Steve Harris, che ai tempi aveva quarantasette anni, era ancora un ragazzino ed in campo non sfigurava assolutamente. Fra di noi, purtroppo, tolti tre o quattro personaggi, c'era tanta gente che era venuta lì per giocare con gli Iron Maiden, ma erano davvero giocatori improvvisati (io per esempio ho giocato a pallone una vita e nonostante non fossi il Maradona della situazione per lo meno conoscevo lo strumento calcio). Quindi è stata una vera disfatta. Però è stata una cosa bella, divertente. Suonarci insieme è stato professionalmente il massimo, anche perché ci siamo trovati in un contesto come quello dello stadio Olimpico, dove solitamente si è abituati a vedere le partite della nazionale, su di un palco enorme con trenta-trentacinquemila persone, ed è sicuramente un motivo d'orgoglio, soprattutto perché si condivide il palco con band del calibro di Motörhead e Machine Head. Giocarci a pallone è stato divertente ma relativamente ... perdere a me non è mai piaciuto, e soprattutto perdere sei a zero non è stato il massimo!

R&MIMB: Parlando dell'esperienza con gli iron maiden viene facile accostare quella coi Carcass, (sia la prima nel '94 che le seguenti). C'è qualcosa che ti è rimasto in particolare di questa band?
Trevor: Abbiamo avuto la fortuna di condividere con loro il palco in varie occasioni, per il Brutal Assault come per il Metal Camp ed altre date singole in Inghilterra. È una band che abbiamo toccato più volte: tra l'altro sono anche un loro gande fan, di quelli che se mi dicessero ''Sei su un'isola deserta, senza nulla, scegli cinque CD da portare con te'' almeno uno dei Carcass sicuramente lo porterei. Loro sono una super band, persone molto alla mano. C'è stato un episodio singolare: Jeff Walker si è presentato da noi ed ha regalato ad ognuno una maglia... son bei gesti di persone che nonostante siano musicisti "arrivati" mantengono umiltà. Fa loro onore, perché potrebbero non curarsi della band spalla. Questi gesti non sono contemplati ed è per questo che si ricordano con grande piacere. Credo che anche questa sia un po' la bellezza del nostro ambiente. Anche perché qui, nonostante ci si provi, non sarai mai una band "arrivata". Tolti i mostri sacri come AC/DC, Metallica, gli altri avranno sempre da sputare il sangue. Ci vorrà sempre molto spirito di sacrificio unito ad una grande passione molto radicata. Passare dalle stelle alle stalle è un attimo rispetto ad altri generi di musica.

R&MIMB: Per quanto riguarda altre tue esperienze parallele so che hai collaborato con riviste, radio e programmi televisivi. Fra tutte le tue esperienze qual è stata la più formativa?
Trevor: Sicuramente essere stato il primo VJ di RockTV e lavorarci per sette anni è stata un'esperienza gratificante sia a livello umano, perché comunque con Mario Riso, Tommy Massara, Gianluca Galliano e tutto lo staff di RockTV si è creato un bel rapporto, sia dal punto di vista lavorativo, perché quest'esperienza è stata per me davvero importante. Mi sono occupato di rubriche come "Data Base" o "Morning Glory", ho prestato la mia voce per alcuni spot pubblicitari, quindi è stata un'esperienza che mi ha dato tanto, come per il resto le successive con RockFM o Rock 'n' Roll Radio, che sono state cose molto importanti che mi hanno forgiato. Nel settore del giornalismo (anche se non mi reputo assolutamente un giornalista) avendo scritto per due anni e mezzo per Metal Maniac e scrivendoci salturiamente ancora adesso, e collaborando con Metal Hammer e Rock Hard, ho trovato delle esperienze utili, che ti aprono la mente. Parlando di cose attuali la prossima settimana girerò un film horror, "Extreme JukeBox", incentrato sul metal. Per la prima volta faremo del cinema sia io che Pino Scotto: lui nelle vesti di un prete, un ruolo non molto consono! Io invece sarò l'assasino dei boschi, qualcosa un po' più nel mio personaggio. Vedere Pino dal bestemmiatore che è nelle vesti di un prete sarà alquanto strano...

R&MIMB: Per annoverare un'altra collaborazione (visto che hai fatto parecchie cose nella tua carriera di musicista) ti chiederei di raccontarci qualcosa sulla creazione della colonna sonora per "La Terza Madre", assieme a Claudio Simonetti.
Trevor: Io e Claudio ci conosciamo da diversi anni, è un'altra persona estremamente umile, estremamente talentuosa. Stiamo parlando del tastierista nonché membro fondatore dei Goblin, i musicisti per antonomasia di Dario Argento, che hanno scritto le colonne sonore di "Suspiria", "Profondo Rosso", "Phenomena", e di molti altri. Quindi si tratta di una band di assoluto rispetto e valore. Con Claudio ci conosciamo da anni ed abbiamo collaborato a diverse cose insieme: ha suonato le tastiere sul nostro disco "Sadist" del 2007, riproponendo un brano storico di "Above The Light". Poi mi ha chiesto questa collaborazione per il DVD de "La Terza Madre", un DVD live che abbiamo registrato a Roma, presso Stazione Birra, un locale storico della capitale. Per me è stata sicuramente un' esperienza molto importante. C'è anche un progetto attualmente in piedi, con Claudio, più teatrale che musicale, ancora però in fase embrionale. C'è la volontà però sia da parte di Claudio che da parte mia di fare qualcosa insieme. Per me, ripeto, è una persona che ho sempre stimato, perché oltre ad essere un metallaro convinto sono anche un amante dei film horror e collaborare con lui è qualcosa di estremamente importante. In fondo per me è abbastanza spontaneo associare Claudio a Dario Argento, che penso sia un regista più che rispettato e più che stimato per quanto riguarda il genere.

R&MIMB: Parlando un po' della scena odierna, invece, mi chiedo come mai non ci siano più dal 2000 in poi i gruppi che sono stati in grado di venir fuori negli anni '80 o nei primi anni '90. Cosa c'è in meno ai giorni d'oggi che non permette di trovare gente così brava? Siamo noi che non la vediamo oppure davvero non c'è?
Trevor: Non voglio parlare di oggettività perché ognuno potrebbe risponderti in maniera diversa, però credo che sia un po' un insieme di cose che vanno tutte a riconciliarsi in questo unico denominatore: credo che al giorno d'oggi sia più difficile affermarsi perché c'è una saturazione che è pazzesca. Io faccio sempre quest'esempio: mi ricordo che negli anni '80 c'era una rivista che si chiamava HM, che aveva un inserto in bianco e nero di carta brutta, quasi mono uso, che quando la toccavi ti restava l'inchiostro in mano. Poi è arrivato Metal Shock, col tempo. Ecco, a quei tempi c'erano sopra venti recensioni. Era più semplice "uscire". Adesso se prendi una rivista ce ne sono dentro centocinquanta. E questo in un certo senso giustifica le band giovani. Di contro c'è anche da dire che adesso le band giovani possono dire <>. Fanno un po' meno fatica a ricercare il proprio sound: ci sono i Lamb Of God che adesso vanno? Faccio una brutta copia dei Lamb Of God. Noi sicuramente cercavamo in primis di essere noi stessi, e poi se qualcuno ci avesse accostato a qualcun altro non avrebbe fatto altro che piacere. Per esempio per noi, negli anni, l'accostamento che ci è stato più volte proposto è quello coi Goblin, per l'appunto per le tastiere sinistre, ma per il resto i Sadist credo siano una band che ha una forte identità propria, quello che manca un po' ai giovani di oggi. È anche vero che rispetto agli anni '80/'90 avviare il tuo sound, essere originali, è più difficile, però è anche vero che molti ragazzi giovani non ci stanno neanche provando. Con tutto che (spezzo una lancia a loro favore) sono più bravi tecnicamente, perché i mezzi sono migliorati. Internet ti permette di vedere un video su YouTube e rifare quello che fa Steve Vai. Noi invece per avvicinarci a fare un riff metal dovevamo partire da Genova, andare a Mariposa e comprare lo spartito degli Iron Maiden. Però avevi speso già mezza giornata se non una intera per farlo, mentre ora si ha tutto quello che si vuole in casa in un attimo. Questo è il bello ed il brutto di internet: i mezzi sono dalla tua ma, proprio perché sono dalla tua, lo sono per tutti. Comunque nonostante ciò abbiamo delle ottime band. Questo di cui ti parlo, però, non è solo un problema italiano: nonostante uno possa dire <>. Questo però lo possiamo dire purtroppo anche dell'estero. Dieci anni fa c'erano Iron Maiden, Saxon, Motorhead, Judas Priest. Chi c'è adesso? Sempre loro. Anche perché nessuno si vuole fare da parte. Finché uno è vivo rimane lì. E poi, sicuramente è tutto più veloce, e si rischia di essere fagocitati da un mondo che corre. Tutto è di minore durata: una band oggi esce ed è importante, domani lo è un po' meno, dopodomani non lo è per niente. Una volta sono usciti i Led Zeppelin ed ancora stiamo parlando di loro.

R&MIMB: Un consiglio, un incoraggiamento, per chi lavora, magari da parecchi anni, nel mondo del metal e non ha mai visto riconosciute le proprie capacità?
Trevor: Posso sembrare superficiale... non è che stia ragirando la domanda, assolutamente no. Credo che non ci siano segreti od alchimie particolari: credo che ci voglia un grande spirito di sacrificio, della gran dedizione, della gran costanza, e della gran voglia e passione. In un unica parola si può trovare il segreto: <>. Sia che tu faccia il musicista, l'organizzatore, il promoter od il giornalista, è quanto ci vuoi impiegare in questa cosa che conta. Non bisogna avere l'aspirazione di fare soldi, e soprattutto di farli subito (perché comunque non li farai nemmeno dopo), oppure avrai toppato in partenza. Quando io ho cominciato a suonare a fine anni '80 non mi sono proprio mai posto il problema <>. Non mi ponevo il problema neanche dieci anni dopo o quindici anni dopo. Poi ovviamente si comincia a pensarci avendo deciso di fare questo e, per fortuna, per lungimiranza, per spirito di sacrificio, per investimenti fatti, lavorando di sola musica (ovviamente non di solo Sadist o facendo il cantante Death Metal ma avendo fatto degli investimenti, avendo un s.r.l con tutti i costi che questo comporta, attraverso studi di registrazione e attraverso tutte le etichette discografiche che abbiamo riusciamo a pagarci le spese e la vita privata di ognuno di noi). È già importantissimo questo ma c'è stato ovviamente tanto dietro. Nessuno pensa ai soldi all'inizio ma, di contro, quando arrivi a quarant'anni, e nella vita fai solo questo, ci devi pensare. Però ci pensi ora, e facendo non solo il cantante ma occupandomi davvero di molte cose: dallo speakeraggio, al promoting, all'organizzazione di live e di tutto quello che gravita attorno al mondo musicale. Adesso purtroppo ci pensi ma non sei partito pensando <> ma <>. Da ragazzo ti devi preoccupare di questo. Poi lo so che durante le interviste uno dice sempre le solite cose trite e ritrite, però è la verità. Ci vuole veramente tanta passione e tanto tempo da dedicarci sopra. Tanta voglia, tanta costanza. Non ti devi spaventare se qualcuno ti chiede di partire il giorno dopo per Kiev per un festival, devi prendere il volo alle quattro di mattina, arrivare e suonare. Tanti ragazzi adesso hanno molta meno volontà di fare queste cose: le cose devono arrivare, ma se arrivano un po' più comode è meglio. Non è colpa di nessuno, non voglio rendere colpevoli i ragazzi: è colpa del sistema. Sicuramente è cambiato il sistema ed i giovani sono un po' più comodi, ma probabilmente i vecchi di una volta lo dicevano di noi e quindi non fa testo... Riallacciandomi al discorso di prima, la differenza fra le band di oggi e quelle di una volta è che noi pensavamo a portare in giro la nostra musica mentre adesso fanno tutti cover. Pensavamo a fare dei nostri pezzi (male, perché quando abbiamo cominciato a scrivere nessuno di noi sapeva suonare) ma almeno pensavamo a fare il nostro: solo fare un riff era una sorta di sogno. Adesso l'errore è un po' quello di adeguarsi ai gusti dei locali, dato che adesso fanno suonare solo cover band, per avere i soldi per arrotondare. Il consiglio che posso dare è quello di scrivere cose proprie, perché è impagabile. Belle o brutte che siano, anche perché per te che la scrivi l tua musica sarà sempre bella. Poi se riesce anche a piacere agli altri ben venga.

R&MIMB: Un ultimo messaggio, un saluto ai fan di Rock & Metal In My Blood?
Trevor: Intanto un grazie a tutti voi. Non è una sviolinata... se non fosse per gli addetti ai lavori probabilmente noi non suoneremmo neanche. Quindi diciamo che tutti insieme stiamo tenendo in piedi questa struttura che delle volte vacilla un po', questo mondo, questo genere che vive di alti e bassi e che in Italia sicuramente ha maggiori difficoltà rispetto agli altri paesi. Per addetti ai lavori intendo Dai WebMegazines ai Megazines ai promoter ai gestori dei locali, ovviamente a tutte le band, ai fan che si alzano dal divano, staccano gli occhi dalla televisione e vengono a vedere i concerti. È per tutta questa gente che stiamo andando avanti con questo nostro sogno chiamato heavy metal. Quindi un grazie a voi, un grazie a tutti i lettori. Continuate così e, come sempre, in alto il nostro saluto.


Sally Reynold