INTERVISTA: THE FORESHADOWING

A CURA DI R&MIMB

15/09/2012

A qualche mese dall'uscita del meraviglioso "Second World" incontriamo Francesco Sosto e Marco Benevento dei The Foreshadowing, la corazzata Doom Metal italiana sulla quale sembra sempre di più poggiare la sopravvivenza di questo genere. Simpatici e disponibili, questi due ragazzi rispondono con un'umiltà straordinaria a tutte le domande facendoci entrare perfettamente nel mondo Foreshadowing.

R&MIMB: Ciao Ragazzi, inizierei lasciandovi lo spazio per raccontarci come è nata la band e la vostra storia fino ad oggi....
The Foreshadowing: FRANCESCO: Formalmente siano nati nel 1999. In realtà la nostra attività comincia tra la fine del 2005 e gli inizi del 2006, tutti quanti provenivamo da altri gruppi ed esperienze musicali diverse, anche se l'idea di fare parte di una gothic-doom band la coltivavamo da molto tempo prima. Ci avevamo provato già una decina d'anni fa a formarci, allora eravamo in tre: Alessandro Pace (che è a tutti gli effetti il fondatore della band), Andrea Chiodetti ed io. Ma allora era difficile trovare gente valida e predisposta al genere, così accantonammo ben presto l'idea con la speranza di poterla riprendere più in là. Qualche anno più tardi contattammo Jonah Padella e Marco Benevento, e grazie a loro l'idea di formare i The Foreshadowing diventò realtà.

R&MIMB: "The Foreshadowing", ovvero "Il Presagio", com'è nato questo nome?
The Foreshadowing: FRANCESCO: Ci serviva innanzitutto un nome che non fosse troppo inflazionato, che sintetizzasse le nostre tematiche e che simbolizzasse il nostro pianeta immaginario. "Apocalisse" o "Armageddon" sarebbe stato troppo facile e direi anche banale e scontato, per cui abbiamo optato per questo "The Foreshadowing", che è sinonimo di Omen, cioè, presagio, prefigurazione, qualcosa che sta per arrivare.

R&MIMB: Uno dei temi ricorrenti nelle vostre lyrics è l'apocalisse, un tema che nel metal ricorre spesso, come mai questa scelta particolare?
The Foreshadowing: FRANCESCO: E' stato senz'altro determinante il fatto che molti di noi siano appassionati di film come "The Day After", "The Road" o "Koyaanisqatsi" o serie televisive come "Millennium". Da queste ed altre influenze di tipo musicale, doom metal fra tutti, ma anche sonorità esterne al metal, come ad esempio il neo-folk apocalittico, è scaturito il nostro interesse verso queste tematiche, oltre ad un profondo desiderio di veder cambiare questa società sempre più in declino.

R&MIMB: Generalmente, come nasce un vostro pezzo?
The Foreshadowing: FRANCESCO: Partiamo da un'idea di qualcuno di noi che viene sviluppata in sala prove o facendo delle demo a casa; ma I nostri brani possono nascere in qualsiasi modo, basta semplicemente che qualcuno di noi inizi a suonare la prima cosa che gli capita in mente e a ruota lo seguiamo tutti insieme.

R&MIMB: Quali sono le band che hanno ispirato il vostro sound?
The Foreshadowing: FRANCESCO: Paradise Lost, My Dying Bride, Katatonia, I primi Anathema, Shape of Despair, Type 0 Negative, almeno per quanto riguarda il gothic-doom, poi aggiungerei, Dead Can Dance, The Swans, Neurosis, Agalloch, Death in June, Philip Glass, Angelo Badalamenti, Pink Floyd e tanti altri che ora non mi vengono in mente.

R&MIMB: Il Doom è un genere molto evocativo e denso di emozioni e penso che non si possa suonare se non mettendo la propria anima a nudo. Vi è mai capitato di scrivere un pezzo talmente personale da non averlo poi voluto condividere con il pubblico integrandolo in uno dei vostri dischi?
The Foreshadowing: FRANCESCO: Io personalmente ne ho uno in particolare che ho scritto tanto tempo fa ma non lo abbiamo mai condiviso né integrato nei nostri album perché, semplicemente, fuori contesto. Ormai siamo inquadrati in un certo stile e a volte un brano, per quanto bello possa essere, potrebbe essere fuorviante ai fini del nostro percorso musicale. Sono rinunce dolorose ma necessarie, talvolta.


R&MIMB: Dopo lo splendore dei primi anni '90 il doom sembrava quasi un gigante in coma (per non dire morto), poi siete arrivati voi e molti vi hanno salutato come l'ultima speranza del doom metal, affidandovi un bel fardello in più. Come avete affrontato questo fatto?
The Foreshadowing: FRANCESCO: E' una responsabilità che saremmo disposti a prenderci molto ben volentieri, se almeno venisse dato più spazio alle band emergenti e non si puntasse sempre e solo a vendere e a fare soldi. Mi riferisco a certi promoters-squali che non pensano ad altro. Ma si sa, non viviamo in un mondo perfetto. Tanto meno nell'industria musicale.

R&MIMB: Parliamo del vostro ultimo album, "Second World", come ce lo presentereste?
The Foreshadowing: FRANCESCO: Sentiamo "Second World" come il nostro album più maturo. Secondo noi presenta una buona dose di riff "cattivi" e potenti alternati a delle parti più sperimentali e melodiche. Il tema è sempre quello: l'Apocalisse. Questa volta però secondo un'ottica più naturalistica e spirituale, in cui l'uomo è sempre responsabile della cattiveria imperante nel mondo, e che paga con la rivolta della natura nei suoi confronti, inghiottito da ogni sorta di catastrofe. Cosa che porterà a una nuova rigenerazione del mondo, quel secondo mondo di cui parliamo non è altro che tutto questo.

R&MIMB: Quali sono le differenze principali con i precedenti "Days of Nothing" e "Oionos"?
The Foreshadowing: FRANCESCO: Sicuramente il fatto che in Second World c'è sia del primo che del secondo album. Proprio per questo motivo lo riteniamo il nostro lavoro più maturo, perché in qualche modo per la prima vera volta ci siamo ispirati soprattutto al nostro sound per realizzare quest'album.

MARCO: Second World è stato il lavoro che ha visto coinvolti tutti noi, attivamente, nella composizione e negli arrangiamenti. E' quindi, secondo me, l'album che ci rappresenta di più come band.

R&MIMB: Questa domanda è come chiedere ad un padre quale figlio preferisca, ma sono cattivo e la faccio lo stesso. Qual' è il vostro pezzo preferito di "Second World"?
The Foreshadowing: MARCO: Sì, è davvero difficile rispondere! Credo che il mio pezzo preferito sia "Reverie is a Tyrant".
"Havoc" è invece il pezzo che preferisco suonare dal vivo: è pieno di emozioni, tutte diverse. Un vero e proprio crescendo emotivo.


R&MIMB: Com'è stato il processo di registrazione e produzione del disco?
The Foreshadowing: FRANCESCO: Lungo e travagliato, come sempre e come è giusto che sia, abbiamo iniziato a settembre la pre-produzione dell'album, dopodiché a novembre sono iniziate le registrazioni ufficiali. Il missaggio è stato un po' complicato ma molto emozionante, dato che abbiamo avuto l'onore di collaborare con una leggenda vivente del metal come Dan Swano. L'unica difficoltà è stata solo quella di lavorare a distanza, quindi facevamo tutto via internet, ma devo dire che alla fine c'è stata un'ottima intesa fra lui e noi. Speriamo di poter collaborare di nuovo con lui in futuro, siamo molto soddisfatti del risultato finale.

R&MIMB: Quali sono i vostri futuri programmi?
The Foreshadowing: FRANCESCO: Fare un tour il più presto possibile, promoters permettendo, la volontà e la disponibilità di fare dei sacrifici quelle ci sono, ma non dipende solo da noi.

MARCO: ...E , nel frattempo, lavorare a dei pezzi nuovi, inserendo nuove suggestioni, cercando nuovi linguaggi.

R&MIMB: Quali sono le band con le quali vi piacerebbe dividere il palco?
The Foreshadowing: MARCO: Durante i vari festival ai quali abbiamo partecipato, ci è capitato di condividere il palco un po' con tutti i nostri idoli personali o con alcuni dei mostri sacri del metal.
Personalmente, mi piacerebbe fare un concerto con Katatonia e Paradise Lost. Immagino che sarebbe davvero una bella serata.


R&MIMB: Nonostante le grandissime band che calcano il nostro paese, l'Italia non è certo un paese per musicisti... Come pensi che sarebbe stata la vostra carriera se vi foste formati in un paese più attento all'arte e alla cultura?
The Foreshadowing: MARCO: E' buffo parlare di paesi attenti all'arte e alla cultura escludendo l'Italia a priori, vero? Quando invece proprio l'Italia dovrebbe essere la culla dell'arte e della cultura, per la sua storia, per le menti che ha generato, per le opere che custodisce.
Questa è una delle cose più deprimenti, per me.
Per quanto riguarda la nostra carriera, immagino che in contesto più attento e stimolante ci saremmo potuti concentrare di più sulla nostra musica, saremmo più ispirati e prolifici. Purtroppo invece tutti noi abbiamo bisogno di lavorare e la musica diventa quindi una piccola parentesi nelle nostre giornate.

R&MIMB: Cosa gira ultimamente nel vostro stereo?
The Foreshadowing: FRANCESCO: Nell'ordine questi 3 album: World Coming Down dei Type 0 Negative, To the Nameless Dead dei Primordial e Sons of Northern Darkness degli Immortal.

MARCO: To the Nameless Dead dei Primordial, Dead End Kings dei Katatonia, la colonna sonora di Breaking Bad (serie che adoro) e Johnny Cash, sempre.

R&MIMB: Quest'estate avete suonato in festival molto importanti come il RockHarz Open Air e l'ormai famoso Summerbreeze Open Air, cosa potete raccontarci di queste esperienze?
The Foreshadowing: FRANCESCO: Beh sono state due belle esperienze, come spesso accade ogni volta che si va in Germania. Festival del genere non se ne trovano affatto in Italia e per noi è sempre bello vedere non solo tanta scrupolosità nell'allestire un festival e tanta organizzazione intorno a noi, ma anche godere del supporto di un pubblico presente e vitale come quello tedesco, fermo restando che comunque c'era gente proveniente da tutto il mondo.

R&MIMB: Al SummerBreeze avete suonato ad un orario allucinante (Le 11 del mattino Ndr). Trovate che un orario simile vi ha in qualche modo penalizzato? Per opinione personale trovo che forse il pieno sole mattutino non crea proprio l'atmosfera adatta per entrare in pieno nel "Mondo Foreshadowing"
The Foreshadowing: MARCO: Hai ragione. E' vero però che, grazie al grande rispetto che ha il pubblico tedesco per i musicisti, c'era comunque molta gente nonostante l'orario. C'è giunta voce di persone andate a dormire presto la sera prima pur di arrivare puntuali al nostro spettacolo. Questa cosa mi ha intenerito.
Anche per questo motivo siamo e saremo sempre contenti di suonare in Germania.

R&MIMB: Adesso lascio lo spazio a voi per concludere quest'intervista come preferite, grazie della vostra disponibilità e in bocca al lupo.
The Foreshadowing: FRANCESCO: Grazie a tutti i sostenitori dei The Foreshadowing. Ci auguriamo di incontrarvi tutti, magari in un tour a fianco di qualche band di grosso calibro. Doom ON!



Mi aggiungo al saluto del tastierista Francesco concludendo così questa bellissima chiaccherata con uno dei migliori gruppi italiani che meriterebbero molta più attenzione di quella che ricevono. Ma, purtroppo, l'Italia non è un paese per musicisti.