AXEVYPER

Intervista a Guido Tiberi

A CURA DI R&MIMB

25/04/2012

Gli Axevyper, da poco ripresentatisi sul mercato discografico con il terremotante "Metal Crossfire", si confermano una delle più fulgide realtà del panorama true metal italiano; nessuna concessione a modernismi o sperimentazioni per dei veri "intransigenti" del metallo che stanno raccogliendo consensi anche all'estero e che in Italia rappresentano il fenomeno underground più significativo degli ultimi anni. Attraverso le parole del chitarrista e fondatore Guido Tiberi, che desidero ringraziare personalmente per la professionalità e disponibilità dimostrate, abbiamo la possibilità di conoscerli meglio e fare due chiacchiere sul nuovo disco. (Alle Royale)

R&MIMB: Bentrovato Guido! Gli Axevyper sono una giovane ma già consolidata realtà a livello underground, tuttavia ci sono molti lettori che conoscono ancora poco della vostra storia; ti va di introdurre la band ed il percorso che vi ha portati fino a qui?
Guido Tiberi: Ciao e ben trovato anche a te, è sempre un piacere parlare della nostra band!!! La storia degli Axevyper è breve ma intensa, tutto cominciò dopo la fine degli Assedium, io e Luca ( Cicero, il cantante. nda) avevamo una gran voglia di ricominciare e rimetterci in gioco da zero, "sconfinando" dall'epic metal per proporre una nuova band che suonasse puro e semplice heavy metal nell'unica maniera possibile, cioè quella che oggi molti chiamano "old school"? dopo aver scritto un paio di pezzi pubblicati su Internet, ricevendo un grandissimo riscontro, abbiamo formato la band vera e propria, reclutando Andrea, Damiano e Butch e esordendo al Made In Hell Festival nell'Ottobre 2009. Da lì in poi è stata una sorta di reazione a catena, Giuliano della My Graveyard è stato entusiasta di riavere me e Luca sotto la sua ala protettrice e abbiamo suonato un sacco in giro per l'Italia, assaltando anche Spagna e Grecia in due concerti che non dimenticheremo mai? con l'uscita di Butch e l'ingresso di Andrea Torrini dietro le pelli abbiamo ultimato ciò che gli Axevyper sono ora. Senza perdermi in descrizioni eccessive, quello che suoniamo è semplicemente Heavy Metal. Se siete cresciuti con Iron Maiden e Judas Priest allora potrebbe valere la pena dare una possibilità alla nostra musica.

R&MIMB: "Metal crossfire", il vostro secondo album, è fresco di pubblicazione; come sono stati i riscontri di critica e pubblico fino a questo momento?
Guido Tiberi: Riscontri di critica buoni anche se minori rispetto al primo disco, e penso sia normale, l'"effetto sorpresa" è scemato e oltretutto penso che il disco sia meno immediato dal precedente, anche se decisamente più maturo e personale! I riscontri del pubblico, come quasi sempre, sono stati decisamente migliori, a parte qualche data un po "sfortunata" come quella ad Ascoli Piceno la gente conosce già benissimo le nuove canzoni e si scatena a dovere, e penso non si possa chiedere di più!

R&MIMB: In sede di recensione ho sottolineato come il nuovo disco segni una progressione compositiva ed esecutiva rispetto all'esordio, ma secondo te quali sono le differenze maggiori tra i due lavori?
Guido Tiberi: Il primo album era stato concepito e registrato con molta più fretta, c'era tantissima voglia di fissare subito le nostre prime idee: il risultato era (secondo me) troppo poco organico, con brani fin troppo diversi l'uno dall'altro? come se avessimo voluto "sperimentare" approcci molto diversi in un unico disco (in tanti ci hanno detto che sembra quasi una compilation più che un album vero e proprio!). Suonavamo insieme da poco tempo e non avevamo ancora la giusta "alchimia"; con "Metal Crossfire", invece, i pezzi sono stati quasi tutti concepiti fin dall'inizio con l'idea di inserirsi in un contesto preciso, volevamo un sound più americano e compatto rispetto all'esordio, più vicino a cose tipo Shok Paris e Vicious Rumors per intenderci, senza paura di sconfinare nello speed/thrash di brani come "Metal Tormentor" o "Agents of Chaos". Il miglioramento esecutivo beh, penso sia semplicemente conseguenza del passare del tempo e dell'esperienza acquisita! Chi si ferma è perduto, e la mia intenzione è di progredire e migliorare senza sosta disco dopo disco!

R&MIMB: Come nasce un brano degli Axevyper?
Guido Tiberi: I brani di Andrea e Damiano non so come nascano, per quanto riguarda i miei di solito mi viene una fulminazione improvvisa (che di solito è il riff o il ritornello), tiro giu' al volo tutto quanto, lo faccio ascoltare agli altri, si discute e se ne parla, poi ci si lavora in sala prove, il tutto nella maniera più naturale possibile? anzi, solitamente la fase di "lavorazione" per quanto mi riguarda ha l'obiettivo di calibrare alla perfezione il brano con le sensazioni che voglio che esprima, cercando una comunicazione più diretta possibile con chi ascolta. Alla fine di tutto, poi, si selezionano soltanto le idee migliori, quelle più vincenti, quelle che ci soddisfano di più: per "Metal Crossfire" abbiamo scartato circa sei o sette brani che sono stati dati in pasto ai cani (anche se forse i loro scarti verranno riciclati in una forma migliore in futuro). A proposito, di nuovi brani in cantiere cominciano a essercene già diversi ahahah!

R&MIMB: Ci sono dei brani in "Metal crossfire" che ti soddisfano più di altri, dove credi fuoriesca la vera natura del tuo gruppo?
Guido Tiberi: Per quanto mi riguarda "On Wings Of Glory" e "Victims Of Tomorrow" sono le cose migliori che abbiamo mai scritto: riff assassini di scuola americana, melodie avvincenti rubate senza vergogna agli Iron Maiden e ritornelli da cantare a squarciagola. È stata un'immensa soddisfazione sentirle finalmente ultimate e una soddisfazione ancora più grande vedere decine di ragazzi cantarle quando le suoniamo dal vivo!

R&MIMB: Come molte altre band che appartengono a quella che è stata definita New wave of traditional heavy metal, anche voi rifuggite qualsiasi commistione tra generi o forzature moderniste, ed è anche innegabile che il vero heavy metal abbia vissuto il suo apice qualitativo durante gli anni ottanta per spegnersi definitivamente nei primissimi anni novanta; poiché molti dubitano della reale sincerità di molti dei gruppi appartenenti a questa nuova ondata, vorrei darti l'opportunità di spiegare come nasce in voi l'esigenza di riallacciarvi a quel discorso musicale, anche dal punto di vista concettuale e visuale, a distanza di così tanto tempo?
Guido Tiberi: Non è esattamente un'esigenza, è semplicemente il riflesso di ciò che siamo: sono più di dieci anni che ascolto heavy metal, nell'ambito (e anche fuori) ho ascoltato e apprezzato davvero tanta roba, ma nulla mi dà le emozioni che mi dà l'heavy metal classico, dalla superficie fatta di pelle e borchie fino al nucleo più profondo fatto di pura musica! Oltretutto, dopo gli innumerevoli e defunti trend (grunge, nu metal, indie rock, metalcore) è divertente constatare come l'underground heavy metal sia ancora vivo e vegeto. Niente meglio di questa musica riesce a esprimere così bene certe emozioni e un certo modo di vivere la vita? personalmente non ho mai seguito nessuna "regola", le mie canzoni sono sempre nate così, puramente e fedelmente ancorate al metal sound più classico e ortodosso possibile, perché è questa la musica che mi scorre nel cuore, e questo chiaramente vale anche per tutti gli altri membri degli Axevyper.

R&MIMB: Avete avuto già occasione di esibirvi in diversi importanti festival all'estero, quali sono le differenze tra il pubblico Italiano e quelli di altre nazioni? Come cambiano le vostre sensazioni rispetto ai diversi luoghi dove vi esibite?
Guido Tiberi: La principale differenza è una mera questione numerica. Quando vai a suonare in Grecia, un paese economicamente disastrato, e trovi un mucchio di gente pronta a pagare un biglietto pur di partecipare a un concerto, e poi suoni in Italia e vedi venti persone, beh, chiaramente ti fai delle domande? il metallaro italiano è afflitto da una pigrizia agghiacciante, e come mi fece notare un caro amico "i soldi per i concerti non ci sono mai, ma quelli per le toppe e le magliette ci sono sempre?". Chiunque abbia avuto occasione di andare a vedere qualche concerto in Spagna, Grecia o Germania sa sicuramente cosa intendo? fortunatamente in Italia possiamo contare su una ridotta schiera di fedelissimi che i concerti non se li perdono, ed è anche per loro che non smetteremo mai di suonare. Con la situazione economica di oggi anche organizzare un concerto diventa un'impresa, ma se tutti fossero un po' più svegli e avessero più voglia di muovere il culo sono sicuro che la situazione sarebbe migliore. Ma alla fine non mi lamento, concerti e sbornie per fortuna non mancano, e di grandi momenti ne abbiamo vissuti e ne vivremo ancora in abbodanza!

R&MIMB: Incidete sin dall'esordio per la gloriosa My Graveyard di Giuliano Mazzardi che negli ultimi anni ha messo insieme un roster di gruppi di notevole livello; quali sono i gruppi italiani che secondo te meritano più attenzione?
Guido Tiberi: Per quanto riguarda i miei gusti personali, i dischi di Dexter Ward e Stonewall hanno seppellito qualsiasi cosa uscita lo scorso anno: un tripudio di heavy metal americano da far invidia ai nomi più blasonati del genere, che purtroppo non sta ricevendo secondo me il giusto riscontro. In generale, penso che nomi come Asgard, Walpurgis Night, Prodigal Sons, Ruler, Sign Of The Jackal, Focus Indulgens e Game Over abbiano dimostrato a tutti come ci sia un grande fermento nell'underground italiano, parliamo di band dall'età media giovane e di formazione relativamente recente, che spero possano raccogliere quanto seminato. E finalmente in Italia si assite a una stretta rete di rapporti anche di vera e sincera amicizia tra musicisti, il supporto reciproco è più forte che mai e anche se come sempre non tutti sono coinvolti penso che uno stato di forma del genere l'italia metallica non l'abbia mai vissuto, e lo si vede anche dai nostri "padrini" Strana Officina, Sabotage, Dark Quarterer, Spitfire, Rosae Crucis etc. che stanno vivendo un'autentica seconda giovinezza! Mi spiace soltanto che in Italia si preferisca acclamare l'ultima prevedibilissima "new sensation" svedese piuttosto che rendersi conto di quanti tesori abbiamo sotto casa.

R&MIMB: Una cosa che forse non tutti sanno è che ti occupi anche di realizzare l' art work per i dischi della tua band e ormai anche per diversi altri gruppi; vuoi parlarci un po' di questa tua passione per la grafica? Quali sono i tuoi modelli ispiratori?
Guido Tiberi: Passione assolutamente priva di ogni presunzione tecnica e/o professionale, basti dire che la copertina di "Metal Crossfire" era in realtà una semplice bozza che avevamo affidato ad un altro disegnatore e, essendo a corto con i tempi, è stata usata in via definitiva! Disegno da quando sono bambino e sono fissato con mostri, guerrieri, rettili, robot e devastazione postatomica, tutti ottimi ingredienti quando si tratta di realizzare una copertina per un disco heavy metal, no? Modelli ispiratori? I vecchi fumetti di Conan (il Cimmero eh, non quell'abominio alto mezzo metro che passavano su italia uno qualche tempo fa)!

R&MIMB: Ritengo che la scena heavy metal Italiana stia vivendo il suo momento di massimo splendore con delle band di qualità superiore anche ai grandi nomi degli anni ottanta; tu che sei uno dei protagonisti come descriveresti questa esplosione che nasce dall'underground, e come rapporteresti il livello dei nostri gruppi con quelli di altre situazioni già affermate come Germania e Svezia?
Guido Tiberi: Sono pienamente d'accordo con te! L'Italia si sta riempiendo di grandissime bands ultimamente, e come ho già detto c'è uno "spirito di corpo" davvero raro in questo paese. L'esplosione nasce da una voglia incredibile di dire la nostra, di far parte di una musica che ci ha dato tantissimo e alla quale dobbiamo naturalmente restituire qualcosa, e anche penso dalla frustrazione di vivere in una nazione dove questa musica non ha mai avuto neanche il minimo di spazio necessario a sopravvivere. Il livello dei gruppi? ENORME, e non parlo degli Axevyper ma di dischi come "Victims Of Evil" degli Stonewall, "Under The Moonlight" deI Walpurgis Night (piccolo capolavoro per chi scrive. nda), "In Our Last Day" dei Prodigal Sons, "The Seal Of Madness" degli Asgard, "The Beyond" dei Sign Of The Jackal, senza parlare di realtà già affermate da tempo come National Suicide, Rosae Crucis, Holy Martyr etc? Per quanto mi riguarda la Svezia a livello qualitativo non ci vede nemmeno, è vero che i dischi che escono da lì sono prodotti alla grande, le band hanno certamente più professionalità, ma vorrei ricordare a tutti che lo stato svedese FINANZIA i giovani musicisti, mentre quello italiano, quando può, le castiga? e che da che mondo è mondo la qualità "esteriore" non ha mai sostituito la vera passione e le buone idee!

R&MIMB: Ora facciamo un gioco?se potessi scegliere il bill per il tuo festival ideale, quali band sceglieresti?
Guido Tiberi: Senza tirare in ballo chi purtroppo ci ha lasciati (Riot? quanto ci mancherai Mark!) questo è il festival per il quale potrei vendere mia madre:

Day 1:
Iron Maiden (che suonano esclusivamente cose dai loro primi sette album)
Manowar (special reunion show con Ross The Boss, senza nessuna orchestra o merdata classica)
Running Wild
Megadeth (senza Chris Broderick)
Omen (con George Call alla voce)
Heavy Load (special reunion show)
Mercyful Fate
Shok Paris
Ironsword
Dexter Ward

Day 2:
Cirith Ungol (special 3 hours reunion show)
Manilla Road (che suonano "The Deluge" per intero)
Overkill (reunion con Bobby Gustafson)
Saint Vitus
Jag Panzer (reunion con Joey Tafolla, che suonano tutto "Ample Destruction" tre volte di seguito)
Strana Officina
Vicious Rumors (con Kevin Albert)
Hammers Rule (special reunion show)
Rosae Crucis
Stonewall

A seguire after show con Jon Mikl Thor a scoppiare borse dell'acqua calda, possibilità di ubriacarsi con Lemmy Kilmister e John Cyriis a tenere una conferenza su Atlantide, presenze aliene e rettiliani.

(non nomino i Black Sabbath soltanto per scaramanzia, in bocca a lupo Tony!)


R&MIMB: Quali saranno i vostri prossimi impegni sul fronte live?
Guido Tiberi: Il 1 Maggio saremo a Prato al Legions Of True Metal Fest, un festival piccolo ma che tira in ballo grandi realtà dell'heavy metal italiano (Etrusgrave, Prodigal Sons, Game Over e altri ancora), poi l'11 Maggio schizziamo a Milano in compagnia dei Megahera, al Rock'n'Roll di Rho per la precisione! E abbiamo grandi progetti per il futuro ma il tutto è ancora top secret, eheh!

R&MIMB: Grazie mille Guido, c'è ancora lo spazio per un saluto ai lettori di R&MIMB!
Guido Tiberi: Ciao e grazie a tutti quelli che hanno apprezzato la nostra musica! L'heavy metal non può morire perché pulsa selvaggio nel cuore di tutti noi! Ci vediamo sotto al palco!