ARTHEMIS

INTERVISTA

A CURA DI R&MIMB

26/03/2015

Rock & Metal in My Blood ha intervistato gli Arthemis lo scorso 20 marzo, presso il Borderline Rock Club di Modena: è stata infuocata la terzultima tappa del "We Are Fire: European Tour 2015", firmato Gus G. (Ozzy Osbourne, Firewind), che ha visto gli italianissimi Arthemis in giro per l'Europa come band di supporto del grandissimo chitarrista.

R&MIMB: Ciao ragazzi e benvenuti su Rock & Metal In My Blood! Finalmente, dopo un tour intenso in giro per tutta l'Europa approdate in Italia con tre date. Com'è stato dividere il palco con un artista come Gus G? Avete qualche aneddoto riguardo al tour che sta per volgere al termine? C'è qualche data in particolare che vi ha colpito positivamente? E negativamente?
Arthemis: Una figata, è stato veramente bello. È stato un onore suonare con lui, è una persona incredibile così come la sua band: ci siamo sentiti sempre a casa, è stato come essere un'unica grande band. Tutte le date in Germania sono state molto belle, a parte l'esperienza del Wacken non avevamo mai girato i club tedeschi. Una cosa molto bella del tour è stato il livello delle band, il pubblico andava via soddisfatto ed era lì non solo per ascoltare gli headliner, ma per godersi ogni singola band: sia in locali grandi, come a Monaco, che in locali piccoli come a Düsseldorf, ci siamo trovati bene e di fronte a un pubblico sempre molto numeroso. Di cose negative non ce ne sono state assolutamente, né ritardi né problemi di organizzazione, anche i day off sono stati molto belli perché eravamo sempre tutti insieme: il cantante di Gus G, Hanning, è di Amburgo quindi ci ha fatto un po' da Cicerone. Se proprio dobbiamo dirla tutta ci siamo trovati male con...il colore del tour bus! Viola, proprio, da portar sfiga!

R&MIMB: Il 2 agosto scorso avete suonato al Wacken Open Air, uno dei festival più importanti del panorama metal mondiale. Ci parlate di questa esperienza?
Arthemis: Il Wacken è stato bellissimo, sia per il livello organizzativo che per il pubblico: era l'edizione del venticinquesimo, tra l'altro, e sul palco si sentiva da Dio. Giusto per fare un esempio del livello di organizzazione, per la batteria ci hanno detto "Che piatti vi servono? Eccoli là, prendete quello che volete!". Hanno anche gli asciugamani firmati Wacken, appena ce li hanno consegnati ci hanno detto di fare attenzione a non perderli, altrimenti quelli sostitutivi sarebbero costati 10 euro l'uno: gli abbiamo dato immediatamente 40 euro per averne due testa!

R&MIMB:  In occasione dell'Hard Rock Hell VII in Gran Bretagna avete registrato il "Live From Hell", primo album live firmato Arthemis. Ci raccontate qualcosa di questa esperienza così importante? Com'è stato suonare sul main stage di questo festival?
Arthemis: All'Hard Rock Hell avevamo già suonato più volte girando tutti i palchi, dal primo all'ultimo. La cosa bella di questo festival è che è sempre sold out e che a prescindere dall'orario c'è sempre gente fino alle tre di notte. Il primo anno abbiamo suonato nel primo palco a mezzogiorno e c'era un mare di gente, così come per il main stage: la loro cultura è proprio quella di vedersi tutte le band presenti, dalla prima all'ultima. Abbiamo visto nel pubblico persino una famiglia composta da mamma, papà e figlio, tutti con la nostra maglietta! Registrare un live album, poi, è molto difficile, basta un microfono storto per rovinare tutto. La cosa bella è che in Inghilterra abbiamo avuto un grandissimo supporto tecnico e quindi è andato tutto quanto bene, abbiamo fatto un bellissimo check ed è stato tutto perfetto.

R&MIMB: In generale, quali sono le motivazioni che vi hanno spinto a voler realizzare un album live?
Arthemis: Ce lo ha proposto la nostra etichetta (Off Yer Rocka Recordings), che si occupa tra l'altro di organizzare l'Hard Rock Hell. Era comunque un progetto che già avevamo in mente di portare avanti, abbiamo sempre amato molto l'idea di un live album perché è quello che fa capire come è una band dal vivo.
Una delle caratteristiche principali degli Arthemis è di essere molto meglio dal vivo...o almeno noi la viviamo così!

R&MIMB: Secondo quali criteri avete selezionato i brani che compongono la track list di "Live From Hell"?
Arthemis: Abbiamo scelto i brani degli ultimi due dischi, appositamente in vista della registrazione del live album. Era una scaletta che avevamo già suonato molto, molto rodata. Inoltre abbiamo colto l'occasione dell'entrata di JT (basso) nella band per riarrangiare e riaggiustare un po' tutto in vista, appunto, del live album.

R&MIMB: Realizzare un live album dà la possibilità anche a chi non ha mai assistito ad un vostro concerto, di essere lì con voi quasi, quanto ha pesato questo meccanismo durante la realizzazione di "Live From Hell"?
Arthemis:  Volevamo proprio questo! Abbiamo detto al fonico "Facci suonare più aggressivi possibile, vogliamo proprio che sia uno schiaffo in faccia!". Inoltre è molto particolare suonare sapendo di essere registrati per un album, è scontato da dire ma finché non ti ci trovi non lo riesci a capire! Dopo l'intro ti lasci andare, ma durante la registrazione abbiamo spesso pensato "Ok, stiamo facendo il live" per darci un po' di concentrazione in più, diversa.

R&MIMB: Una domanda rivolta ad Andy in particolare; quanto è stato difficile far collimare la realizzazione di "Live From Hell" col tuo parallelo progetto Solista?
Arthemis: (Andy) Ho separato le due cose dall'inizio, ma è stato molto bello. "Spiral Motion" è stato un album davvero spontaneo e sono davvero soddisfatto di averlo fatto. Avevo proprio voglia di farlo!

R&MIMB: Proprio per "accontentare" tutti i fan, ci sarà mai un "fratello" di "Live from Hell"?
Arthemis: Speriamo di avere una carriera talmente lunga da fare due live album! Il prossimo passo live probabilmente sarà fare un DVD, chissà in un futuro!

R&MIMB: Quali brani i vostri fan accolgono con maggior calore?
Arthemis: "Vortex", "We Fight" e anche "7Days". In Inghilterra è arrivato un ragazzo al banco del merch e ci ha detto "Voglio comprare il cd ". A volte ti chiedono quale sia l'ultimo, quale sia il più bello, quella volta ci ha chiesto: "Qual è quello con "7Days"?". E noi gli abbiamo risposto: "E' questo, ma quest'altro è più bello!" e alla fine li ha presi tutti e due! Una cosa molto interessante da fare, in vista della preparazione della scaletta, è leggere un po' il pubblico al quale dobbiamo rivolgerci: qua in tour con Gus, con un background un po' più hardrock "Home", presente anche nel "Live From Hell", è accolta benissimo. Nei contesti più metal, per esempio, preferiamo fare "Empire", come al Wacken.

R&MIMB: Quanto è diverso il pubblico metal italiano da quello "forestiero"?
Arthemis: È una domanda interessante. Il nostro pubblico in Italia è veramente bello, ma siamo innamoratissimi anche del pubblico inglese, in Inghilterra la gente ti dà tutto. Abbiamo trovato fan che alle 11 della mattina erano lì per noi! Al Bloodstock un fan ci ha scritto che il regalo di compleanno per la sua famiglia è stato comprare un biglietto per ognuno di loro e portarli a vedere noi. Una cosa incredibile, che ti spinge a dare più del massimo!

R&MIMB: Avete qualche aneddoto da raccontarci circa la vita on-tour?
Arthemis: (Kekko) Un bel ricordo è stato registrare il "Live From Hell" all'Hard Rock Hell, stessa location dell'Hammerfest, che io avevo già fatto insieme ad Andy, con i Power Quest, band inglese. È stato bello per me fissare quel ricordo con il "Live From Hell", ci eravamo conosciuti proprio all'"Hard Rock Hell" con Andy, poi ci eravamo un attimo persi di vista...tornare e fare lì il live insieme è stata una cosa bellissima, come tornare a casa!


R&MIMB: Quali sono le vostre sensazioni ogni volta che salite sul palcoscenico? E' sempre un "battesimo del fuoco", oppure dopo un po' ci si abitua?
Arthemis: Non è come la prima volta, ma non diventerà mai routine. Quando diventa routine è meglio se cambi mestiere! È adrenalina!

R&MIMB: Con quale artista di coloro che hanno diviso il palco con voi negli anni suonereste di nuovo? E con chi vi piacerebbe suonare in futuro?
Arthemis: Gli Aerosmith, l'anno scorso al Download Festival, sono stati sicuramente il top: mentre suonavano loro stentavamo a crederci! Ma se proprio dovessimo dire una band con la quale vorremmo suonare, ci piacerebbe molto condividere il palco con i Metallica! Inoltre non vediamo l'ora di suonare all'Agglutination Metal Festival, ad agosto, insieme agli Angra con Fabio Lione, un nostro grande amico: siamo veramente entusiasti di questa data!

R&MIMB: Cosa ci riservano gli Arthemis per il futuro prossimo? Cosa dobbiamo aspettarci?
Arthemis: (Andy) Il disco nuovo è prioritario, abbiamo un sacco di idee e abbiamo buttato giù un sacco di roba! Abbiamo anche tante date, fortunatamente ne facciamo tante pur essendo una band che fa solo pezzi originali!

R&MIMB:  Siete dei musicisti fenomenali con un curriculum davvero ricco. Considerata la situazione italiana e il panorama metal del nostro Paese, quali sono le vostre considerazioni? Che consiglio vorreste dare alle band emergenti? Qui si rischia di perdere del potenziale per colpa dei volti stravolti di coloro che alla risposta alla domanda "Che lavoro vorresti fare da grande?" si sentono dire un "Il musicista"!
Arthemis: La prima cosa che vogliamo dire a ogni band è che se non ci si prova, non ci si riesce di sicuro. Bisogna provarci con della testa, non ha senso dire "Vado a vivere a Londra e faccio il musicista!" perché dopo un mese si torna a casa senza un soldo in tasca! Ha senso usare tutte le proprie energie per studiare, migliorarsi.
Bisogna sempre ascoltare solo chi ci è già arrivato, non ascoltare mai la gente perché se prendi l'entusiasmo è finita. Molti nostri allievi ci chiedono quali siano le mosse giuste: per prima cosa avere una band dove lavorano tutti, dove si prendono le decisioni insieme. Gli Arthemis sono una famiglia, nessuno di noi si lamenta di quello che c'è da fare!
Inoltre non bisogna aspettarsi niente, le cose più belle arrivano senza avvertire. Uno degli errori che si fanno è sparlare alle spalle delle altre band, anziché aiutarsi se ad esempio capita una data da dividersi o se si ha un contatto. Una cosa bella di questo tour con Gus G, nonostante noi fossimo la band opener, è stato fare tutto insieme: scaricare insieme, caricare insieme, darsi una mano per il check.

R&MIMB: Bene, le domande sono finite. Volete aggiungere qualcosa? Magari un saluto a tutti i lettori di Rock & Metal In My Blood?
Arthemis: Grazie a Rock & Metal in My Blood che ci è sempre stato vicino, noi saremo sempre vicini a voi! Vi aspettiamo ai nostri live!




(Intervista a cura di Eleonora Steva Vaiana, Marek e Lorenzo Mortai)