Arthemis: Intervista ad Andrea Martongelli

A CURA DI R&MIMB

15/09/2012

ARTHEMIS? Un nome che ci rimanda ad antiche leggende, ad un mondo classico dove conflitto, costanza, perseveranza e grande determinazione erano le virtù attribuite alla mitica figura della "donna condottiero" che risponde al nome di "Artemisia". Gli Arthemis, ovvero Andrea Martongelli, Fabio Dessi, Damiano Perazzini e Paolo Caridi, l'ultimo acquisto in casa Arthemis, sono oggi una delle realtà ormai consolidate del panorama metal italiano, sebbene la loro fama s'estenda ben oltre i confini nazionali. Approfittando dell'uscita dell'ultimo album, "WE FIGHT", il loro settimo album in studio, cerchiamo di conoscerli meglio, grazie alle parole di uno dei membri fondatori della band, Andrea "Andy" Martongelli?

R&MIMB: Salve Andrea!! Ti ringrazio molto per la disponibilità e sono veramente felice di fare questa intervista con te e conoscere, ma soprattutto far conoscere ai nostri lettori, la fantastica realtà musicale che risponde al nome di ARTHEMIS.
Andrea Martongelli: Grazie a voi per questa opportunità!!

R&MIMB: Cosa ne pensi del primo festival di "Rock & Metal In My Blood"?
Andrea Martongelli: E' una figata unica! C'è stato fin da subito un bel rapporto con tutta l'organizzazione!! Suonando per diversi anni in giro per il mondo e avendo a che fare con moltissima gente, capisco subito se c'è qualcosa di speciale!! Ho accettato di suonare al vostro festival perché ho sentito che c'era un gruppo di persone che ha voglia di fare, che ama visceralmente l'heavy metal e che crede nella musica e non si ferma al primo ostacolo, proprio come noi!!!

R&MIMB: Voi avete suonato e continuate a suonare in vari festival in giro per l'Europa. C'è un festival che vi ha colpito in modo particolare, sia a livello organizzativo che per la qualità della musica?
Andrea Martongelli: Sicuramente in Giappone!!! Non abbiamo suonato ad un festival lì, abbiamo fatto un tour nel 2009 e dovremmo tornare per la promozione del nuovo album. Lì ci siamo trovati benissimo perché sono organizzatissimi e hanno uno spiccato senso dell'ospitalità che fa parte della loro cultura. Suonare lì è come tornare indietro agli 80's!!! Anche in Gran Bretagna ci siamo trovati bene, all'Hammer Fest e al Bloodstock Festival, impeccabili sia per quanto riguarda l'organizzazione sia per quanto riguarda il pubblico! Soprattutto in Inghilterra la cosa che più emerge è il pubblico, composto da persone di tutte le età, ci sono mamme con i propri figli, famiglie intere, perfino nonni con i loro nipoti!!! Tutto ciò ti fa capire che è proprio lì che è nato l'heavy metal, che questa musica fa parte della loro cultura!!

R&MIMB: "We Fight" è il vostro settimo album in studio. Puoi spiegarci il perché di questo titolo così incisivo?
Andrea Martongelli: "We Fight" è un titolo veramente incisivo e attuale perché in Italia la situazione è critica, la gente sta combattendo per avere uno stipendio, sta combattendo per avere un lavoro, si combatte per un sacco di cose!! E' una lotta giornaliera, a la cosa ci sta a cuore? Non abbiamo scelto degli special guest per l'album, nonostante conoscessimo un sacco di musicisti davvero ottimi, come Kiko Loureiro, Marty Friedman, Michael Angelo Batio però "We Fight" (Noi Combattiamo), noi quattro contro il mondo! Non è una lotta con le armi, è una lotta mentale, a suon di musica, una voglia di cambiare le cose.

R&MIMB: E noi siamo tutti con voi Andrea!! Rispetto ai vostri lavori precedenti come si differenzia "We Fight"?
Andrea Martongelli: "We Fight" è il sequel, la part two di "Heroes". Se uno legge le lyrics di "Heroes" capisce che c'è un nesso forte tra i due dischi.

R&MIMB: Chi ha curato la stesura dei testi? Quando avete iniziato a scrivere i testi per "We Fight"?
Andrea Martongelli: Io ho scritto tutti i testi! Sono stati scritti dopo la registrazione di "Heroes". "We Fight" è un'evoluzione stilistica rispetto a "Heroes", perché l'ho scritto durante un cambio di line up, quando sono arrivati Fabio Dessi, il cantante, Damien al basso e Paul Grinder, ovvero Paolo Caridi, alla batteria, che oltre ad essere un batterista stupendo è come un fratello!! Tutti e tre hanno già suonato insieme, hanno formato la prima band quando avevano quindici anni! Io conosco Paul da un po' di anni, e ci siamo ritrovati tutti come in una vera e propria famiglia! Siamo molto uniti, e questo affiatamento si sente anche nel disco!

R&MIMB: Quindi c'è una frequentazione anche al di fuori del lavoro?
Andrea Martongelli: Certo!! Anche se non spesso, in quanto abitiamo tutti in città diverse. Infatti io sono di Verona, Fabio e Paul sono di Modena, Damien è di Riccione. Insegniamo tutti comunque nel "MMI", il Modern Music Institute di Verona, quindi le occasioni per vederci ci sono!

R&MIMB: Quale è stato il feedback dell'album "Heroes", sia in Italia che all'estero?
Andrea Martongelli: "Heroes" ha generato quello che volevamo! Io sono tornato sulla scena con questo nuovo cambio di line up. Alex il nostro precedente cantante (Alessio Garavello, attuale frontman della Alternative rock band "A New Tomorrow" n.d.R), ed ex-vocalist della band inglese Power Quest, dove ho suonato per otto anni, è anche coproduttore dell'album. Ha registrato tutte le parti di chitarra e ha seguito il mastering di "We Fight". Diciamo che la famiglia si è estesa a più persone, siamo come una grande famiglia allargata!! Comunque la distribuzione dell'album all'estero è andato molto bene, e noi ne siamo strafelici!!

R&MIMB: Tu hai vissuto per molti anni in Inghilterra. Cosa ricordi di quel periodo della tua vita e quanto è diverso secondo te vivere e suonare in un paese come l'Inghilterra, rispetto a vivere e suonare in Italia?
Andrea Martongelli: La differenza c'è ed è a livello di pubblico. Quello inglese è composto anche da persone che non sono musicisti. Comunque ogni pubblico ha la sua caratteristica, il pubblico spagnolo è in un certo modo, quello tedesco in un altro? Alla fine ci divertiamo ovunque e con tutti, e alla fine tutti insieme a fare casino!!!

R&MIMB: Come nasce un video degli Arthemis? A qualcuno di voi viene fuori un'idea e la comunicate al video director?
Andrea Martongelli: Ci sono due video clip per "We Fight", uno per la title track, che è stato girato a "Movieland", sul set ricreato del film "Terminator", con tanto di elicotteri che esplodono in aria e fiamme a non finire!! L'idea è venuta a me per il video? Il regista si chiama Elia Turra di "Fisheye Studio", ed è come un fratello per me, possiamo dire che è un altro membro della band!!! Ha sempre collaborato con noi, fin dal 2001, anche con l'artwork degli album precedenti. Elia ci conosce bene, è anche lui musicista, è chitarrista, quindi sa già cosa vogliamo! Tutta la gente con cui collaboriamo vive a pochi chilometri di distanza, ci vediamo spesso, è come se fossimo tutti una grande famiglia, ed è questo secondo me il punto di forza degli Arthemis!

R&MIMB: Tu sei stato in passato anche il chitarrista solista di un altro gruppo, i "Power Quest"? Come mai hai "lasciato" questo gruppo e sei tornato a suonare con gli Arthemis?
Andrea Martongelli: I Power Quest si sono formati da uno split all'interno della band che si chiamava DragonHeart, che poi si sono divisi in Power Quest e DragonForce. Il primo disco degli Arthemis risale al '99 e in quel periodo i Power Quest hanno chiesto ad Alessio, l'ex cantante degli Arthemis, di far parte della band. Alessio ha accettato la proposta, ma ha posto loro una condizione: sarebbe andato a suonare nel gruppo solo se poteva venire con lui anche il chitarrista degli Arthemis, ovvero il sottoscritto, dato che abbiamo sempre lavorato insieme a livello compositivo. Abbiamo registrato con loro il primo disco della band, "Wings of Forever". Quindi eravamo in due bands contemporaneamente, sia io che Alessio!!! Facevamo un tour con gli Arthemis, appena finiva partivamo per fare il tour con i Power Quest, e questa storia è andata avanti per otto anni!! Alessio poi ad un certo punto si è trasferito a Londra e ancora vive lì, suona con la sua nuova band che si chiama "A New Tomorrow", che fa un rock alternativo alla Foo Fighters. Io sono riuscito a mantenere le due cose finchè i management non sono arrivati ai ferri corti, e ho dovuto scegliere tra le due band, optando per gli Arthemis in quanto è stata la prima band con cui ho iniziato a suonare.

R&MIMB: Quali sono i tuoi attuali rapporti con i membri dei Power Quest?
Andrea Martongelli: Ottimi direi!!! Ancora ci vediamo quando capita, o in Inghilterra quando andiamo a fare delle date lì o in Italia. Non c'è mai stato astio tra le due band.

R&MIMB: La vostra musica è particolare, è un mix di elementi power-thrash, ma non appartiene esclusivamente a nessuna di queste due categorie.
Andrea Martongelli: Questo che dici è un complimento per me!! E' "comodo" essere etichettato, entrare in un canale specifico. Ed ecco perché abbiamo chiamato il genere che facciamo "heavy thrash metal". Quando suoniamo in Inghilterra la stampa ci definisce sempre "Iron Maiden meets Judas Priest and Megadeth"! Comunque alla fine quello che facciamo deve piacere a noi in primis!!

R&MIMB: Quando hai iniziato a suonare la chitarra elettrica? Quali sono i musicisti/chitarristi che ti hanno maggiormente ispirato durante la tua carriera?
Andrea Martongelli: Ho iniziato a suonare la chitarra a 11 anni, quando ho ascoltato per la prima volta "Kill 'Em All" dei Metallica. Sono andato letteralmente fuori di testa!! Ho cominciato poi a suonare la chitarra classica, andando a lezione, e nel frattempo suonavo i Metallica con la chitarra classica!!! I miei musicisti preferiti sono James Hetfield, Marty Friedman, Tony Iommi, Kirk Hammet per avermi insegnato a suonare, ho imparato proprio grazie a quelle canzoni!! E poi Yngwie Malmsteen, specialmente dopo aver sentito "Rising Force", quando ho pensato, qui siamo su un altro pianeta!! E poi ci sono i Pantera, i Testament e Alex Skolnick, una grande influenza per me.

R&MIMB: Tu sei official endorser della "Dean Guitars". Come è iniziato il tuo sodalizio con questa ditta?
Andrea Martongelli: La mia prima collaborazione con Dean Guitars è iniziata nel 2006, in occasione del UK tour dei Power Quest di supporto agli Helloween. Stavo suonando al Koko Club, locale dove i Testament hanno registrato il loro "Live in London". A quel concerto era presente l'artist dealer della Dean UK, Matthew Speed, ci ha visto suonare ed è rimasto molto impressionato. Così mi ha dato il suo biglietto da visita e ha detto che se volessi provare delle Dean guitars ero il benvenuto! Io in quel periodo usavo le Gibson Les Paul. Ho provato la Dean Cadillac, che è il modello che suono maggiormente, e mi sono trovato molto bene, aveva un suono unico come la Gibson Les Paul, ma con una marcia in più, sembrava suonassi la Dean da quando sono nato!!!

R&MIMB: Esiste anche la Dean modello "Andy Martongelli"?
Andrea Martongelli: Devo confessarti che sta per uscire un modello con la mia firma!! E' un modello Dean Cadillac e si chiama "Screaming Ninja". E' tutta nera con il manico cromato, come le armi ninja, gli MG pickups, le corde Elixir e al dodicesimo tasto ha la stella degli Arthemis, porta la mia firma e l'ideogramma nero giapponese con scritto "ninja"! Ho scelto questo nome perché sono sempre stato affascinato dalla cultura giapponese e dalle arti marziali.

R&MIMB: Quali sono i tuoi prossimi progetti?
Andrea Martongelli: Per dirne uno è da un bel pezzo che vorrei scrivere un album solista! Ho quasi completato un pezzo strumentale che si chiama "Screaming Ninja", e una ballad strumentale dal titolo "Dark Days". Il brano è ispirato da alcuni dei miei chitarristi preferiti, come Gary Moore, un chitarrista che mi ha influenzato enormemente. Poi sto già scrivendo del nuovo materiale per gli Arthemis.

R&MIMB: "We Fight" dimostra che l'Italia non è seconda a nessuno quando si tratta di produrre ottimo metal?Quindi ci puoi dare tre buone ragioni per cui i fans dovrebbero avere questo album nella loro collezione?
Andrea Martongelli: La prima è che è un disco vero, di gente che lavora con la musica, che vive "on the road", non è un progetto, è una band vera, possono sentire le fiamme uscire dall'album!! Il messaggio che mandiamo è quello che sentiamo veramente, il messaggio è reale, non è stato creato a tavolino, e il nostro approccio sia live che in studio rimane sempre quello, è puro istinto! Il secondo motivo è perché spacca il culo!!! E il terzo è che sicuramente è un disco che farà parlare, se poi in positivo o in negativo non importa, quello che conta è che andiamo lì fuori a suonare!!!

R&MIMB: Sono sicura che il pubblico saprà apprezzare!!! Che ne dici ora di un messaggio da parte degli Arthemis a tutti i fans di "Rock & Metal In My Blood"?
Andrea Martongelli: Ho visto che siete tantissimi in pagina e la cosa è una vera figata!!! Si vede che dietro a tutto c'è gente che crede nella musica e in quello che fa!! Un grazie a tutti voi e soprattutto seguitici numerosi!!! See you on the road!!!

Lucia Rossi