ANDREA MARTONGELLI INTERVISTA

A CURA DI R&MIMB

21/10/2014

Andrea "Andy" Martongelli è forse uno dei chitarristi Heavy Metal più importanti degli ultimi anni; fondatore dello storico gruppo Arthemis (con i quali ha pubblicato 7 album e 1 live), ha girato tutto il mondo con la sua musica, suonando con artisti del calibro di Slayer, Malmsteen, Hammerfall, Within Temptation e Ian Paice. Nella sua carriera ha anche militato in altre formazioni di spicco come i Power Quest e Fear of Fours, continuando ininterrottamente a girare il mondo con live tour e concerti spalla a formazioni di spicco a livello mondiale. Negli ultimi anni è diventato anche endorser della prestigiosa marca di chitarre americane Dean Guitars (famose per essere state imbracciate da chitarristi come Dimebag Darrel, Uli Jon Roth, Michael Schenker e Michael Angelo Batio), fino ad arrivare ad essere "insignito" di una personale chitarra signature, la Cadillac Screaming Ninja. Recentemente ha prodotto il suo primo disco solista, dal titolo di Spiral Motion, in uscita il 5 Novembre 2014. Rock & Metal in My Blood ha avuto l'occasione di fare due chiacchiere con lui via Skype, per avere qualche considerazione in esclusiva sul nuovo disco, e fare anche il punto della sua carriera; se sete veri metalhead, continuate a leggere!

R&MIMB: Ciao Andrea, e grazie per aver accettato la nostra intervista!
Andrea Martongelli: Ciao a voi, e grazie per l'opportunità!

R&MIMB: Dopo una carriera dedicata a varie formazioni (Arthemis, Gain, Power Quest), è imminente l'uscita del tuo primo album da solista, dal titolo di Spiral Motion; è naturale dopo tanto tempo dedicato ai vari progetti, sentir nascere la voglia di un disco tutto tuo?
Andrea Martongelli: Guarda, ti dirò, è una cosa che avrei voluto fare da un sacco di tempo, ma fino ad ora tanti e tanti impegni con le band me lo hanno impedito, fra live, produzioni e quant'altro, abbiamo avuto un bel po' da fare in questi ultimi tempi, e di conseguenza ho dovuto rimandare tante volte la registrazione (ed il songwriting) del disco solista, finchè non ho deciso "ok, adesso è il momento", iniziando a dedicargli ogni singolo momento libero che avevo! Tutto questo non perchè disprezzo il resto del mio lavoro "da band", l'esatto contrario, ma avevo bisogno di "ripulire un po' il cervello", ho semplicemente sentito il bisogno di avere qualcosa di mio a tutti gli effetti, è stato composto in maniera del tutto spontanea, mi sono lasciato guidare interamente dalla chitarra, ed infatti è un disco che mi rappresenta a 360°, tutto il mio essere è racchiuso lì dentro.

R&MIMB: Nel disco vi sono varie collaborazioni con altrettanti musicisti della scena odierna, Michael Angelo Batio dei Nitro, Alex Stornello, Dave Martone, Dave Reffet; quanto ogni singolo membro ha contribuito alla resa finale del disco?
Andrea Martongelli: Io ho creato , conoscendo benissimo ogni membro con cui ho collaborato, dei momenti dedicati specificatamente a loro, in cui sapevo che loro si sarebbero sentiti completamente a proprio agio, una specie di nicchia confortevole in cui ripararsi, un terreno solido su cui poggiare i piedi ed esprimersi al meglio. E mi sono anche "divertito" a creare questi spazi in maniera del tutto "antischematica", conoscendo benissimo la bravura di ogni guest presente nel disco, e soprattutto la loro totale assenza di limiti nel suonare e nell'adattarsi a situazioni diverse dal solito.

R&MIMB: Quanto è stata importante, per la realizzazione di Spiral Motion, la collaborazione con Rock & Metal in My Blood, e con il suo direttore, Yader Lamberti?
Andrea Martongelli: E' stata importantissima! Innanzitutto perchè anche in momenti in cui ero davvero indaffaratissimo, fra tour all'estero e quant'altro, lui mi ha sempre spronato in ogni modo perchè io portassi avanti questo progetto, e perchè lo realizzassi al meglio ; quando sentivo che ero "impantanato" in qualcosa da cui non riuscivo a venire fuori, lui mi aiutava a cercare di venirne fuori, considerando specialmente che la vita di un musicista non è affatto facile, è piena di imprevisti e "colpi di scena" che non ti aspetti, e che ti costringono ad assenze prolungate e impegni uno vicino all'altro. Mi ha aiutato anche a credere in mè stesso durante la realizzazione dell'album, e ci ha creduto anche lui assieme a me, tant'è che è stato coinvolto proprio nella realizzazione "tecnica" del disco, supervisionando ed aiutando a produrlo al meglio.

R&MIMB: Spesso le produzioni (specialmente di guitar players) sono incentrate prevalentemente sulla musica, abbandonando le lyrics, e il tuo non fa eccezione; credi che questa scelta stilistica renda il disco appannaggio di un pubblico più ristretto del solito?
Andrea Martongelli: Questa è un'ottima domanda! Io penso che il fatto di aver pubblicato un disco strumentale, per chi mi conosce, e sa che ho sempre prodotto tanti e tanti dischi "cantati", suscita ancora più curiosità, dato che non se lo aspettavano per niente da un tipo come me! Io ho iniziato ad 11 anni con la musicassetta di Kill'em All dei Metallica, e tutt'ora io la musica la "mangio" nel vero senso della parola, per cui quando mi sono messo a produrre il disco, non ho pensato minimanente all'assenza di testi, mi sono messo a nudo e ho raccontato parte del mio vissuto attraverso le note e la mia chitarra, è un viaggio all'interno della mia vita; certo, non nego che sia molto più semplice ascoltarlo da un cantante, ma ritengo che sia un disco che può essere rivolto anche ad un pubblico ampio, è diretto e genuino, semplicemente me che cerco di comunicare le mie emozioni. E' un disco onesto e senza fronzoli, è esattamente quello che volevo fare e l'ho fatto, e tutto ciò mi ha già portato, ancor prima di essere ascoltato, tante e tante soddisfazioni, come il tour con Marty Friedman che dovrebbe svolgersi entro la fine dell'anno.

R&MIMB: A quale delle tracce contenute in Spiral Motion sei particolarmente legato e perché?
Andrea Martongelli: Mi piace molto Dead Symphony, è un pezzo molto Dark, che si ispira molto al mio amore per la musica classica, per la quale ho sempre nutrito un amore davvero forte, fin da piccolo, assieme ai Metallica, Slayer e Megadeth e simili, ascoltavo un sacco di musica classica, ed ho imparato, per esempio, ad improvvisare con la chitarra su di essa prima che sul blues. Mi piace un sacco anche Father, della quale ho anche realizzato un videoclip che sarà disponibile a breve su YouTube; Father mi piace perchè è un brano che ho scritto davvero "di getto", ho iniziato a suonarlo senza basi, e ho creato tutto il pezzo mettendo insieme vari accordi che avevo in testa, facendomi guidare dalla chitarra, è uno dei brani più spontanei che abbia mai scritto in vita mia.

R&MIMB: Una domanda delle più classiche; quando e come hai iniziato a suonare la chitarra?
Andrea Martongelli: Ho iniziato prestissimo, a 11 anni, suonando la chitarra classica; un mio amico già la suonava da 6 anni, e mi sono fatto regalare la sua chitarra (la più economica!, ride .ndr), e iniziai per due anni a prendere lezioni di chitarra classica. Poi col tempo mi sono avvicinato anche all'elettrica, prendendo prima pochissime lezioni, facendo molte delle cose da solo, e poi col tempo andando ad imparare dai grandi di questo strumento, ma mai in manera fissa da uno solo, cercando sempre di carpire tante cose da tanti artisti diversi; tutto questo anche perchè con gli Arthemis abbiamo iniziato che eravano giovanissimo (neanche 14 anni), e a produrre i nostri dischi abbiamo iniziato altrettanto presto, a 17 anni, per cui mi sono concentrato fin dalle prime battute sul songwriting dei pezzi, e ho cominciato da subito a vedere le cose in maniera professionale, più che concentrarmi sulla pratica delle lezioni di chitarra.

R&MIMB: Sempre incentrando il discorso sui brani strumentali; da dove ti viene l'ispirazione per comporli? Cerchi di estrapolare parte del tuo vissuto trasformandolo in note, o unisci assieme varie melodie che si formano nella tua mente?
Andrea Martongelli: Guarda, è una combinazione delle due cose, io credo che non esista un vero e proprio schema preciso per comporre una canzone, e mi fa molto arrabbiare chi afferma che nella musica esistano regole, è arte, ed in quanto tale è libertà di espressione e azione. Nel mondo dell'arte arriva sempre un momento in cui viene stravolto l'ordine, partendo dai grandi pittori e scultori fino ad arrivare ai grandi musicisti e alle grandi band, pensa per esempio a quegli anni in cui il Metal stava diventando sempre più "quadrato", con le sue linee definite e chiare, arrivarono band come i System of a Down che sconvolsero l'ordine fino a quel momento stabilito, proponendo qualcosa di mai sentito prima. La musica è così, è libertà, non esistono regole per poterla comporre, ci si fa guidare dall'istinto e dal proprio strumento, e si cerca di trasporre le proprie idee in musica.

R&MIMB: ) Ogni chitarrista ha il suo "cocktail micidiale" di artisti a cui fa riferimento in modo più o meno lampante, il tuo, se esiste, qual?
Andrea Martongelli: Guarda, ce ne sarebbero migliaia che ti potrei citare; amo molto Malmsteen ad esempio, particolarmente per quella sua aria da Rockstar di altri tempi, è una delle poche che vedi ancora in circolazione, uno che quando si arrabbia prende e spacca tutto! Per quanto ne possano parlar male, è un uomo che ha sconvolto il mondo della chitarra che c'era prima di lui, e per questo verrà ricordato per sempre. Ascolto poi tanti altri musicisti, da Tony Iommi a James Hetfield, fino ad arrivare ad artisti che non necessariamente sono chitarristi, alle volte possono essere batteristi, altre volte ascolto un disco soltanto per le parti di tastiera; sono un amante della musica a 360°, per questo ascolto così tanti artisti diversi, e che non obbligatoriamente imbracciano una chitarra.

R&MIMB: Nella tua carriera ti è capitato di dividere il palco e suonare con tanti artisti diversi, provenienti da realtà a volte non simili alla tua, con chi ti piacerebbe risuonare?
Andrea Martongelli: Beh con Steve Vai anche domani se me lo chiedessero di nuovo!, è un musicista col quale c'è anche una profonda e sincera amicizia, oppure con Gus G , col quale ho uno splendido rapporto; Frank Gambale è un altro con cui dividerei il palco molto volentieri, per versatilità e carisma sul palco, è uno di quei musicisti che non classifichi, perchè sanno fare tutto, e lo fa anche bene!

R&MIMB: Noi sappiamo che tu hai passato una parte della tua vita all'estero, ti ha aiutato questo nella tua carriera? Consiglieresti ad altri musicisti emergenti di intraprendere questa esperienza?
Andrea Martongelli: E' una cosa che ti fa allargare i tuoi orizzonti, prima di tutto della vita, di come stare al mondo, e di conseguenza tutto ciò si riflette sulla tua musica e su ciò che fai quando componi musica; se quando ero giovane ero un metalhead nudo e crudo, girando spesso per i locali inglesi, in cui vedevo ragazzi divertirsi da matti ascoltando canzoni di Glam o Sleaze Rock (due generi che ascolto, ma per cui non vado pazzo), ho piano piano scoperto e apprezzato canzoni che mai avrei pensato di ascoltare, ho visto il feeling che si crea fra i ragazzi e la musica, e ho capito che gli orizzonti devono essere ampi. In più in tante parti del mondo, specialmente in Inghilterra, i ragazzi si "scambiano" fisicamente la musica, passandosela di mano in mano, e grazie a questo ho scoperto talmente tante band, che se fossi rimasto a casa fra le mie quattro mura, a quest'ora sarei ancora ad ascoltare i soliti gruppi che ascoltano tutti, mentre ad esempio conosco band che qui da noi sono arrivate adesso, ma delle quali io avevo ascoltato i dischi anche 2 o 3 anni fa. E' una cosa dunque che consiglierei a tutti, ho notato che ultimamente le agenzie di Booking organizzano anche mini tour per i gruppi emergenti fuori dall'Italia, io li farei subito, tanto vuoi rimanere a casa per fare cosa? Guardare la TV? Vai e gira! Ed è inutile anche fare discorsi come "costa troppo", tanto se rimani a casa ed esci la sera a bere, spendi magari 50 euro lamentandoti che non hai niente da fare!

R&MIMB: Nel 2008 il Modern Music Institute di Verona e Brescia ti ha insignito della cattedra di responsabile di Chitarra Rock- Metal; come ti sei sentito a passare da "semplice" musicista, a professore che deve cercare di trasmettere il proprio sapere agli altri?
Andrea Martongelli: Anche questa è una bella domanda; sono cose che sicuramente ti fanno sentire più responsabile, particolarmente dal punto di vista di cosa trasmettere agli altri. Per contro ti posso dire che, essendo io una persona molto diretta, e senza particolari limitazioni per quanto riguarda il gusto musicale, ho notato che mi piace dare un sacco di consigli, non opinioni assolute, ai miei studenti, come ti dicevo prima non esistono regole in musica, ma preferisco di gran lunga indirizzare i nuovi chitarristi verso la loro carriera, al di là dei semplici percorsi didattici; è una responsabilità che devo affrontare ogni giorno, ma che prendo in maniera molto naturale, quando parli agli allievi devi essere spontaneo, catturi la loro attenzione in questa maniera, senza essere troppo rigido.

R&MIMB: Hai un ricordo particolare legato alla tua esperienza da professore che ti è rimasto impresso?
Andrea Martongelli: Ce ne sono tantissimi! Vedere per esempio i tuoi allievi che jammano con Michael Angelo Batio, e Michale che gli fa i complimenti, che ricevono complimenti sinceri da musicisti famosi, mi fa capire che stiamo facendo le cose nel modo giusto, che stiamo seguendo la linea corretta!

R&MIMB: Tenere in piedi così tanti progetti insieme non deve essere facile; arriva un momento in cui si deve forzatamente fare una cernita, oppure basta la forza di volontà per mandare avanti il tutto?
Andrea Martongelli: Allora, io ho imparato negli anni a vedere le cose in maniera pratica; nella mia testa vorrei avere 1000 band in cui fare ogni genere musicale, ma poi, nella vita professionale, ho notato negli anni, quando facevo la "spola" fra i tour dei Power Questo e quelli degli Arthemis, i promoter musicali che mi incontravano e mi chiedevano "ah, sei Andy Martongelli, degli Arthemis o dei Power Quest?", creando quell'interrogativo imbarazzante. Ritengo per cui che, nononstante con la forza di volontà si riesca a mandare avanti anche tanti progetti assieme, arriva un momento in cui bisogna crearsi una propria identità, incentrare il proprio essere verso una strada precisa, così da essere ricordato e riconosciuto subito; io ho scelto di portare avanti gli Arthemis, che sono le mie basi e che porterà avanti per sempre, ed il mio progetto solista, che è la mia espressione più diretta, il mio essere più sincero, così che in futuro gli stessi promoter diranno "Andrea chi? quello degli Arthemis!", così da non avere due nomi che cozzano l'uno con l'altro, ma piuttosto due facce della stessa medaglia, due cose che si promuovono l'una con l'altra e viceversa. Posso dirti con sincerità che dal 2009, quando ho scelto di dedicarmi solo agli Arhemis, le cose vanno a gonfie vele, prima andavano bene, ora sono decisamente partite!

R&MIMB: Nel 2006 sei diventato endorser italiano della prestigiosa marca di chitarre statunitensi Dean, famose per essere stata imbracciate da artisti del calibro di Dimebag Darrel; quanta fatica ci è voluta per arrivare a questo risultato?
Andrea Martongelli: Ti dirò, è stata una cosa strana; eravamo in tour con gli Helloween, abbiamo suonato all'ex Camden Palace di Londra, una bella location molto grande; fra la gente c'era il responsabile della Dean Guitars UK, è venuto a vederci, ci ha lasciato il biglietto da visita, dicendo di andarlo a trovare nell'Headquarter della Dean a Londra, e così abbiamo fatto. Ci hanno fatto provare un sacco di chitarre, dicendoci che se ci fossero piaciute, avremmo iniziato la collaborazione, e così è stato. Sono orgoglioso di dire che il 90% degli endorser che ho, li ho presi durante i tour, alla vecchia maniera, facendo vedere ai produttori del materiale come suono, e non mandando mail o cose così, sono davvero fiero di questo!

R&MIMB: Parlando sempre della tua collaborazione con la Dean, dopo essere diventato endorser italiano, sei stato anche "omaggiato", se così si può dire, di una chitarra Signature, la Dean Cadillac Screaming Ninja; hai dato qualche suggerimento durante la realizzazione dello strumento ai liutai della casa di produzione?
Andrea Martongelli: Abbiamo lavorato assieme un anno sulla chitarra, un vero e proprio Teamwork con Dean US e con Gold Music (distributore della Dean in Italia); questo strumento, che ritengo un prolungamento vero e proprio del mio corpo, mi piace molto perchè abbiamo creato una chitarra Metal che è come le armi dei Ninja (da qui il nome), nera e cromata, molto accattivante e bella da vedere, tant'è che, visto il grande successo che ha avuto, stiamo lavorando al secondo modello, che sarà diversa, ancor più sgargiante e bella, ti dico solo questo!

R&MIMB: Volendo fare un piccolo excursus sulla tua intera carriera, il momento che ritieni di massimo apice?
Andrea Martongelli: Adesso, senza dubbio! Abbiamo avuto nella carriera degli alti e bassi come tutte le carriere musicali che si rispettino, ci sono momenti in cui sei più tranquillo, altri in cui sei sempre in giro; quest'anno per noi è stato davvero intenso, abbiamo fatto tanti eventi live, dal Wacken al Dowload Festival, assieme a formazioni di spicco come gli Aerosmith, Amon Amarth, Megadeth, Saxon; in più adesso ho una serie di clinic con alcuni dei miei chitarristi preferiti, e pur avendo fatto tante altre cose in passato che mi hanno reso soddisfattissimo (come il tour in Giappone, in cui facemmo da giudici a studenti di una scuola di musica che suonarono, a tre livelli diversi, un pezzo degli Arthemis), questo credo sia davvero il momento di maggior livello della mia carriera, in cui sto davvero facendo tante e tante cose che mi rendono orgoglioso.

R&MIMB: Scegli un disco dall'archivio Arthemis, e uno dall'archivio Power Quest, di cui sei particolarmente orgoglioso e soddisfatto, anche a distanza di anni.
Andrea Martongelli: Allora, per quanto riguarda i Power Quest sicuramente Master of Illusion del 2008, è un disco di cui vado fiero perchè è cazzuto, un soun molto potente e duro, meno patinato, è esattamente come lo volevamo, in maniera spontanea, con due giorni e basta di produzione, tempi record che con i Power Quest erano quasi prassi. Per gli Arthemis invece Heroes del 2010, perchè quando ho cambiato la formazione originale, ho scritto in neanche tre mesi tutto il disco, ho trovato i compagni nuovi di band, e da lì abbiamo iniziato a fare le cose più belle che avessi mai fatto con questo gruppo; assolutamente non è stato per discussioni con i membri precedenti, con i quali tutt'ora esco e ho un bellissimo rapporto, ma fu più una scelta dettata dal lavoro vero e proprio: eravamo in un momento in cui era necessario prendere una strada precisa, io la mia la avevo già scelta, molti anni prima ,mentre i miei compagni della vecchia formazione non tutti erano nella mia stessa condizione, e così è stata adoperata la svolta di cambiare la lineup, e di conseguenza abbiamo iniziato a fare le cose in maniera diversa.

R&MIMB: Vuoi mandare un saluto ai lettori di Rock & Metal in My Blood?
Andrea Martongelli: Rock & Metal in my Blood, grazie per il continuo supporto che date sia agli Arthemis, che al mio progetto solista, grazie di tutto, ci vediamo nella vostra città, verremo a distruggerla col nostro sound, Stay Metal!!


(Lorenzo Mortai)