Alessandro Del Vecchio (Eden's Curse, Edge of Forever)

A CURA DI R&MIMB

06/12/2011

Alessandro è conosciuto in Italia come tastierista e vocalist, soprattutto per l'attività con la band Eden's Curse (heavy metal melodico) e con gli Edge of Forever (AOR, hard rock), di cui è leader. In realtà però le sue collaborazioni sono innumerevoli, tanto che è possibile elencarne alcune, di sicuro commettendo ingiustizia verso qualche artista eccezionale: Ian Paice, Glenn Hughes, Andre Matos, Clive Bunker, Jeff Scott Sotto, Carmine Appice, Bernie Marsden, Ken Hensley, Bob Harris e molti altri. Dal suo curriculum, figura accreditato su un'ottantina di dischi, ed ha girato il mondo come professionista sin dal 1999.

R&MIMB: Come vocalist ti sei formato insieme a Robert Lunte, allievo peraltro di David Kyle, stesso insegnante di Geoff Tate dei Queensryche, ed inventore del TVS (The Vocalist Studio) su cui si sono formati grandi cantanti come Layne Staley, Chris Cornell e, in particolare, molti altri esponenti della musica di Seattle. Cosa puoi dirci di questo tuo apprendistato? Come tastierista invece qual è stato il tuo percorso formativo?
Alessandro Del Vecchio: Prima di tutto saluto tutti i lettori e ti ringrazio per l'intervista che vedo parte già con un piede ben diverso dalle solite dove si parla solo di "musica" nel suo piccolo. Ho conosciuto Robert Lunte 7 anni fa mentre stavo cercando su internet insegnanti di canto che avessero esperienza nel tipo di canto che io amo. Ho per scherzo inserito "vocal teacher geoff tate" e mi è apparso Rob. Ci siamo scritti e come prima partnership è partito il mio endorsement con Tc-Helicon, di cui Robert era responsabile manageriale. Nel corso del primo anno ci siamo conosciuti ma abbiamo lavorato poco sulla voce, che tra tour e altro era impossibile da seguire costantemente. Poi siamo partiti e quel periodo ha completamente rivoluzionato la mia vita. Studiare le tecniche create dal Maestro David Kyle, appunto insegnante di Geoff Tate, Chris Cornell, Ann Wilson e mille altri, e sviluppate da Robert ha significato entrare completamente nel mondo della tecnica e ricerca vocale.
Come tastierista ho iniziato molto presto, anche se tastiere e voce sono andate di pari passo. A 13 anni avevo la mia prima band e per fortuna mio padre mi ha fatto crescere con il classic rock nelle orecchie, forgiando il mio gusto verso qualcosa che fosse musicalmente profondo. Ho iniziato la professione del musicista a 16 anni, quindi molto presto. Prima cover band e band di brani originali, poi a 22 il mio primo lavoro nel professionismo alto con Andrè Matos e da lì è tutto storia :-)

R&MIMB: Edge of Forever, la band AOR di cui sei leader, ha conseguito negli ultimi tempi grandi successi, ed il disco "Another Paradise" del 2010 vi ha lanciato nell'olimpo dell'hard rock italiano, se non addirittura europeo. Cosa puoi dirci, in maniera più ampia possibile, di questa band?
Alessandro Del Vecchio: La band è nata intorno al 2000 e nel 2003 abbiamo firmato il primo contratto major per una band aor italiana. Siamo stati negli Stati Uniti a registrare con personaggi del calibro di Jeff Scott Soto, Marcel Jacob, Bobby Barth e Bob Harris. La storia più interessante è quella degli Edge Of Forever in Giappone. Siamo stati in classifica e Burn ci ha messi per tutti e tre gli album come Top Album Of The Month. Una delle tante soddisfazioni che ci siamo presi. Divido gli EOF con 3 tra i migliori musicisti italiani, cosa di cui sono molto fiero.

R&MIMB: Come interpreti il tuo ruolo di tastierista e backing vocalist negli Eden's Curse?
Alessandro Del Vecchio: Devi sapere che il 90% del lavoro che eseguo come musicista per le band mi arriva perchè sono un musicista che può cantare. Questo mi permette di diventare una figura chiave all'interno dei gruppi. Mi capita con Glenn Hughes, di cui sono l'unico musicista che può cantare con lui tutto il concerto, oppure nel tour in cui mi sono appena imbarcato con i Voodoo Circle. Per me è molto divertente essere tastierista e corista. Mi permette di cantare armonizzazioni con cantanti di livello e soprattutto sperimentare cosa vuol dire far fondere la mia voce con artisti quali Mitch Malloy, David Readman, Glenn Hughes, Roberto Tiranti. Un'ottima scuola :-)


R&MIMB: Al momento, oltre a queste due main band, quali sono i progetti musicali che ti vedono impegnato stabilmente?
Alessandro Del Vecchio: Stabilmente per ora ho solo Edge Of Forever e Eden's Curse. Il resto sono lavori, che odio definire così, da turnista. Lavoro principalmente come produttore artistico e adoro andare in tour con le band che amo. Ma non amo essere in tour per una vita intera. Mi piace poter assaporare diversi aspetti di questa professione. I tour, la vita in studio di registrazione, l'insegnamento, il songwriting, le session per musicisti che magari neanche conosci ma che finisci per ammirare.

R&MIMB: Oltre che affermato vocalist e tastierista, sei anche un produttore professionista, e la tua etichetta Ivorytears Music Works produce numerose band. Ti concentri principalmente sulla musica italiana o guardi anche all'estero? Quali sono i generi musicali che produci maggiormente?
Alessandro Del Vecchio: La mia Ivorytears Music Works è la mia casa di produzione, non propriamente un etichetta. Negli anni ho lottato per suonare e produrre quello che amo. Quindi mi sono sempre concentrato sull'hard rock e il melodic rock e quindi produco quello che conosco meglio. Anche se ho prodotto artisti pop e metal, preferisco sempre lavorare nei campi che conosco meglio e che posso amare. La maggior parte dei miei lavori sono all'estero o per l'estero, quindi respiro un ambiente musicale diverso da quello propriamente italiano. Ho prodotto diverse band AOR italiane quello sì, ma non produco prodotti "italiani"; sono sonorità che non mi attirano molto.

R&MIMB: Da produttore, che differenza riscontri tra le idee musicali di dieci, venti, trenta, quaranta anni fa e quelle del presente? Secondo te i generi come rock e metal sono agli sgoccioli creativamente parlando?
Alessandro Del Vecchio: Beh? ok? domanda difficile. 40 anni fa la musica non era ancora stata contaminata dall'idea di business. Produrre una band significava produrre principalmente canzoni, o come dicevano all'epoca, "Pieces of Music". Quindi tutto il lavoro era sul creare la miglior musica possibile. Altrimenti sarebbe stato impossibile creare i capolavori che tutti amiamo da Led Zeppelin IV, a The Dark Side Of The Moon, a Revolver, a Machine Head e così via. Invece oggi, purtroppo, si pensa tanto all'involucro, ai suoni, al mix, all'aspetto fisico, dimenticandosi che la musica deve essere Musica.


R&MIMB: Il mercato discografico al momento sta vivendo una fase critica: il peer-to-peer ha drasticamente ridotto le vendite dei dischi, e le grandi etichette non si fidano più ad investire sui gruppi emergenti perché non fanno cassa. Come la pensi in merito? Quali sono secondo te possibili soluzioni al problema?
Alessandro Del Vecchio: La soluzione esiste. Se i provider chiudessero l'accesso ai server dove si creano i peer-to-peer tutto sarebbe semplice. Ma i provider si oppongono perchè il successo di internet e della banda larga e' dovuto allo scarico di brani 24 ore su 24. Quindi la soluzione non la si vuole trovare, ma esiste. Eccome se esiste.


R&MIMB: Nelle tue due band principali, quanto incidi sulla composizione dei brani, sulle liriche e sull'arrangiamento?
Alessandro Del Vecchio: Negli Edge Of Forever le idee di base della musica sono sempre mie e di Walter Caliaro, anche se poi le sviluppiamo assieme arrangiandole con un ottimo lavoro di squadra. Negli EOF tutti i testi sono miei. Per gli Eden's Curse il grosso del lavoro e' di Paul Logue, ma io contribuisco con diversi brani. Il singolo "No Holy Man" che vede James LaBrie come ospite e' una mia composizione, per farti un esempio.

R&MIMB: Sei un docente riconosciuto ufficialmente del The Vocalist Studio. Cosa puoi dire, con parole tue, a proposito di questo metodo a chi non lo conosce?
Alessandro Del Vecchio: Il The Vocalist Studio è uno dei metodi vocali piu' evoluti al mondo, dove ricerca vocale e tecnica camminano sempre di pari passo. Abbiamo un nuovo libro, "The Four Pillars Of Singing 2.0" che è riconosciuto come uno tra i metodi più completi per la voce cantata. Il nostro lavoro si basa principalmente sulla scoperta di come funziona il nostro apparato vocale all'interno del "magico" mondo della voce. Non ci soffermiamo come altri metodi solo sulla fisiologia, ma lavoriamo sempre applicando le nostre ricerche vocologiche. Per capire cosa vuol dire entrare nel mondo del TVS, basta entrare sui nostri siti www.thevocaliststudio.it o www.thevocaliststudio.com oppure ascoltare le grandi voci che abbiamo formato quali Geoff Tate, Chris Cornell, Ann Wilson, Rob Monroe, Layne Staley e molti altri.


R&MIMB: Qual è la tua opinione, da esperto vocal coach, a proposito di modi vocali come il growl e lo scream, tipiche di alcuni generi metal? Qual è invece la loro differenza con la distorsione, che è attuale argomento di studio del TVS?
Alessandro Del Vecchio: Il mondo della distorsione vocale è uno degli hot topic odierni. Tutti i metodi principali si stanno avventurando in questo mondo. Il TVS lavora principalemente sulla fisiologia applicata alla distorsione. Capire cosa crea la distorsione è la chiave per attivare le componenti giuste senza disfarsi l'apparato per una vita intera. Anche se in molti non lo ammettono, la distorsione vocale non sarà MAI salutare. Il nostro apparato vocale non è nato per distorcere e ragliare. Ma imparare come attivare certi meccanismi laringei senza rovinarsi è la chiave. Se senti i miei live o i miei dischi puoi benissimo comprendere che "sporcare" la voce non e' assolutamente negativo o dannoso. Ma il segreto è la via di mezzo, come sempre, nella musica. Nella voce non esiste un solo colore da esasperare, ma esiste una linea di mezzo che bisogna superare solo ogni tanto.


R&MIMB: Come vivi il rapporto con i tuoi allievi?
Alessandro Del Vecchio: Ottimamente. I miei allievi sono miei figli e lotto sempre affinché chi paga per i miei servizi abbia il meglio e torni a casa sempre con le soluzioni al problema, non solo la diagnosi. Non sono il tipico insegnante che vuole tenersi gli allievi per anni. Mi piace che il mio lavoro sia snello ed efficace. Questo è il motivo per cui posso ritenermi un insegnante di "successo". Non successo di ore lavorative, ma successo di risultati.

R&MIMB: Tra i molteplici progetti cui hai preso parte, potresti citare quelli che secondo te ti hanno arricchito maggiormente, sia dal punto di vista musicale che da quello umano?
Alessandro Del Vecchio: In un modo o nell'altro mi ritengo fortunato perché finisco a lavorare con persone molto simili a me. Al di fuori delle mie band principali sicuramente Lionville e Shining Line sono stati due punti molto forti della mia carriera di produttore AOR. Ma ti confesso anche che raramente ho avuto problemi con i musicisti o gli addetti ai lavori. Andare d'accordo con me è facile; basta essere persone serie, avere rispetto ed essere professionali. Tre doti difficili da trovare ma che se inizi ad esigere, per i primi anni passi per despota, ma poi finisci per essere amato da tutti.


R&MIMB: Chi sono i musicisti che più ti hanno ispirato riguardo alla composizione, alle tastiere e nel canto? E per quanto riguarda la produzione quali sono i punti di riferimento che ti hanno guidato dall'inizio della tua avventura?
Alessandro Del Vecchio: Per il canto Glenn Hughes, David Coverdale, Ronnie James Dio, Steve Perry e Kip Winger. Per le tastiere Jon Lord, David Paich e Jens Johansson su tutti. Per la composizione è più dura fare elenchi perché mi piace scrivere di tutto. Mi piace molto guardare ai pezzi, preferisco le canzoni agli artisti. Mi piacciono molto le canzoni arrangiate con gusto. Prendi i Beatles, i Toto, gli Eagles. Ecco i miei compositori moderni preferiti. Musicisti che non buttano tre note assieme per creare un accordo. Invece i miei produttori di riferimento sono George Martin su tutti, Bob Rock, Mutt Lange e Eddie Kramer.

R&MIMB:  14) Tra le grandi personalità musicali con cui hai avuto occasione di collaborare, quali sono quelle che più ti hanno impressionato e per quali motivi?
Alessandro Del Vecchio: Glenn Hughes per la sua rinascita e lo spirito vocale che si porta dietro; Mitch Malloy per l'incredibile vocalità; Ian Paice per essere sempre pronto a jammare e divertirsi; Morris Albert per aver cambiato la mia vita musicale facendomi conoscere il significato di armonie; ma su tutti Steve Lukather. Luke è il musicista più musicale e completo che io abbia mai visto. Se Dio esiste, ha deciso di infondere in Steve quello che un musicista dovrebbe essere.

R&MIMB: Potendo scegliere uno o più grandi artisti del presente o del passato per una jam session di una giornata intera, su chi ricadrebbe la tua scelta? Volendo puoi anche formare una tua band ideale!
Alessandro Del Vecchio: Creiamola col mojo giusto :-)
Donnie Hathaway
Jimi Hendrix
John Bonham
Gary Thain
Freddie Mercury
Diciamo una jam band da paradiso in quanto sono tutti deceduti e tutti al tempo stesso assolutamente geniali.


R&MIMB: Qual è il contenuto personale che Alessandro Del Vecchio infonde nella propria musica?
Alessandro Del Vecchio: Rispetto. Ogni giorno mi ricordo il motivo per cui ho iniziato a far musica. Non per fare soldi, ma per vivere del mio immenso amore per l'arte. La musica se deve essere vissuta va rispettata e amata.

R&MIMB: Chi è Ale Del Vecchio una volta sceso dal palcoscenico?
Alessandro Del Vecchio: Una noiosissima persona con poco al di fuori della musica. Quando intraprendi questo percorso sacrifichi tutto e tutto gira intorno alla musica. Non sono un grande essere sociale e quando ho tempo libero lo dedico alla mia famiglia e ai miei amici Harleysti :-) Ma per il resto sono una persona che ha poco tempo libero e soprattutto quando lo ha è molto stanca...

R&MIMB: L'Italia in genere è sempre stata teatro di esterofilia, relativamente incurante della produzione nostrana. Pensi che questo accantonamento sia giustificato o vedi band italiane, al di là degli arcinoti Rhapsody e pochi altri, in grado di competere seriamente col resto del mainstream rock e metal?
Alessandro Del Vecchio: Noi italiani non brilliamo per musicalità nel rock. Colpa nostra sia chiaro. Se prendi i gruppi inglesi degli anni 80 e quelli italiani c'è da vomitare! Gli inglesi e gli americani lo hanno fatto bene, noi copiavamo e malissimo. Per fortuna qualcuno ha cambiato le regole. Persone come me, o Francesco Jovino, che lavorano tanto all'estero hanno aiutato a far cambiare opinione verso di noi. E sicuramente band relazionate al mio lavoro si stanno ritagliando uno spazio significativo. Pensa a Lionville, nel mondo ritenuta la miglio band AOR dell'anno. Pazzesco eh?

R&MIMB: Cosa consiglieresti ad un giovane musicista di belle speranze che volesse fare della musica la propria ragione di vita ed il proprio lavoro?
Alessandro Del Vecchio: Divertiti. Divertiti e fallo con la testa e con la musica sempre al primo posto. Le rock star non sono mai esistite. Divertiti e scrivi pezzi. Il resto verrà se hai seminato con il cuore.

R&MIMB: Per finire, quali sono i progetti musicali nel futuro prossimo di Eden's Curse ed Edge of Forever?
Alessandro Del Vecchio: Con gli Eden's Curse abbiamo appena lasciato a casa il buon vecchio Mike Eden, quindi stiamo provando con diversi cantanti per il prossimo tour e il prossimo disco. Gli Edge Of Forever saranno, nel 2012, di nuovo sul mercato con il nostro 4° disco. Nuova etichetta, nuovo arcinoto produttore, ma sempre noi. Squadra che vince non si cambia.

Un saluto enorme a tutti i lettori di Rock&Metal in my Blood!

Grazie mille Alessandro! A te il saluto di tutta la redazione e dei nostri numerosi e fedelissimi fans!

Paolo Valhalla Ribaldini