VITAL REMAINS

Let Us Pray

Artwork

A CURA DI
NIMA TAYEBIAN
29/04/2014
TEMPO DI LETTURA:
8

recensione

Oh quanto parve a me gran maraviglia
quand'io vidi tre facce a la sua testa!
L'una dinanzi, e quella era vermiglia;

L' altr'eran due, che si aggiugnieno a questa
sovresso 'l mezzo di ciascuna spalla,
e sé giugneno al loco de la cresta 

(Dante - La Divina Commedia/Inferno)

Voglio parlarvi dell'inferno. L'inferno messo in scena sulla cover del primo, incredibile lavoro dei Vital Remains, ossia Let Us Pray. Nati nell'88, i nostri vedono nel mastermind Tony Lazaro l'unico membro stabile di una formazione che nell'arco degli anni porta ad avvicendarsi artisti di incredibile caratura, come il mefitico Glenn Benton (già leader dei Deicide), Dave Suzuki, il bassista Joe Lewis (tra i membri più duraturi dell'ensemble), il singer Jeff Gruslin, che presta la sua voce tra l'altro a questo primo parto discografico ufficiale. I nostri, influenzati da Slayer, Venom, Sodom, Destruction, Celtic Frost ed altri mostri sacri della musica estrema, mettono a punto, già dal primo disco, un riuscito mostro sonoro etichettabile nell'ambito blackened death metal, ma fatto di brani mediamente lunghi e strutturati. Fatti apposta per rifuggire dalla linearità, i nostri si sbizzarriscono nel mettere su partiture complesse che riescono, senza distogliere l'attenzione, a rievocare i più malsani e oscuri gironi infernali. Già dal titolo, che gioca ironicamente su tematiche religiose, si può comprendere quanto i V R siano fondamentalmente avversi a temi ecclesiastici e "teologicamente canonici". E se il titolo non è sufficiente, basta addentrarsi nel marasma luciferino messo in scena da questi mefistofelici signori per comprendere la portata nefasta di tale proposta: brani come Ceremony Of Ancient Circles, Of Pure Unholiness, War In Paradise vi stregheranno...

Non basta? Benone, allora completate il tutto con una copertina che può essere definita la vera ciliegina sulla torta, una copertina infernale, malata, dotata di un appeal oscuro. La lugubre rappresentazione di un'inferno di sangue dove solo pochi resti umani si presentano agli occhi dello spettatore. Resti galleggianti come tronchi secchi. Uno spettacolo osceno, ma che ci attira come mosche sul miele...
Andando a studiare in maniera più dettagliata tale fiera degli orrori, notiamo, come già specificato, un mare di sangue che brilla di un rosso acceso. Questo si estende per due terzi della cover, dove gradualmente (per un effetto atmosferico) assume colorazioni più scure. Il cielo parte dal giallo pus dell'orizzonte per confluire in sfumature rosse e nere. Troneggia in bella vista una scritta "Vital Remains" il logo della band. E' rosso, come il lago di sangue, come alcuni frangenti di quel cielo mefitico e spettrale.
Più in basso, al centro, lui, Satana in persona: la testa di caprone, il muso orrido da demone, con i denti aguzzi e gli occhi spiritati. Il corpo diviso in due metà, una scheletrica e l'altra comunque magrissima, con quella pelle cerulea che (soprattutto nella zona toracica) sembra attaccarsi direttamente alle ossa. Il braccio destro è alzato, e la mano sorregge un cadavere scarnificato.
Appena avanti ad esso una scritta appena percettibile, stampata letteralmente sul lago di sangue, "Let Us Pray", il titolo del disco.
A fianco (alla nostra destra) e subito sotto un'autentica carneficina: cadaveri, resti umani sparsi, teste che galleggiano ed emergono da quel vomitevole tappeto di fluido scarlatto. Alla destra della scritta una testa femminile, sopra a questa un busto, anch'esso femminile (possibilmente appartengono alla stessa donna). In basso una mano che fuoriesce da quel brodo di sangue mostrando alcune dita e il polso scarnificati. Poi costole, Un piede, budella. E in primissimo piano una testa che emerge per metà. Sul volto ha stampato il terrore più puro. E' lo sguardo di chi ha visto l'inferno, di chi ha percepito per un istante, l'ultimo della propria vita, i demoni. 
La bocca è spalancata dando sfoggio di una dentatura perfetta. Il viso è totalmente coperto da rigagnoli di sangue.
L'uomo è stato testimone dell'orrore, ma non potrà raccontarlo a nessuno, perchè è sopraggiunto l'inferno; L'inferno, che spazza via tutte le speranze, e da cui nessuno può più fare ritorno.
Dunque una copertina davvero magnifica, degna del miglior film di serie b, destinata a fare la gioia di qualsiasi amante dell'horror più becero e truculento.
I nostri non si ripeteranno in quanto a "cattivo gusto" sino all'ultimo (sino ad ora) Icons Of Evil, dove riescono a toccare nuovi vertici, rappresentando la barbara uccisione di Cristo per mano di sua maestà il signore delle Tenebre. Icons Of Evil, dalla copertina censuratissima (ricordo di aver preso il disco, all'epoca, con una confezione esterna di cartone che "taglia" in parte tale scena) presenta nel booklet altrettante gustose chicche, come Gesu Cristo dilaniato dai tre musicisti (Lazaro, Suzuki e Benton), o le tre croci iconiche di cui la centrale (indovinate di chi...) vuota. Ma mi sono sbilanciato sin troppo su quello che sarà l'argomento di una delle mie prossime recensioni. Dunque lasciamo da parte i convenevoli e gustiamoci l'unico, il solo, grandissimo Let Us Pray!