NEVERMORE

Dreaming Neon Black

Artwork

A CURA DI
NIMA TAYEBIAN
23/10/2012
TEMPO DI LETTURA:

recensione

La Morte Dell' Amore

"Nulla ormai ha più senso" pensò lei affacciandosi dal promontorio "la vita è dura, di una durezza insopportabile. Quello che una volta aveva un valore ora non ne ha più. Dio...hai preso la mia sanità mentale. "
E guardava giù, nel baratro, il vento tra i capelli, una lacrima che le scivolava giù per la guancia.
"Hai preso la mia sanità mentale, e ora, intorno a me solo il vuoto. "
Un fremito le corse per la pelle e in un attimo i suoi piedi non poggiarono più sulla nuda roccia.
Un ultimo pensiero a lui, il suo amato, ormai incapace di amare per la follia sopraggiunta.
Poi solo il buio.Il mare divenne il suo letto. La morte la prese in un attimo, neanche il tempo di accorgersene.
Solo il buio. Anche le onde si placarono, non turbando così il suo sonno.

Dreaming Neon Black

I Nevermore danno alle stampe nel 1999 il loro terzo full lenght, Dreaming Neon Black. Evidenti sono i cambiamenti rispetto al recente passato: mentre il penultimo The Politics Of Ecstasy era un granitico album forgiato su ritmiche forsennate, pregno di strutture complesse e ipertecniche condite dalla voce sempre evocativa e maestosa di Dane, il nuovo full abbandona in parte violenza giostrata sull' architettamento di muri sonori del precedente album per dedicarsi alla strutturazione di brani evocativi, pregni di spleen esistenzialista. Filo conduttore dell' album è la reazione di un' uomo al suicidio della sua amata, argomentazione tanto triste quanto piena di sentore romantico e di inebriante "ennuì".
Il tutto si denota dalla copertina, assolutamente eloquente, virata sui toni di un grigio seppiaceo, in cui notiamo, a fare bella mostra di se, il cadavere della donna steso su un tappeto d' acqua, inclinato a quarantacinque gradi con le braccia aperte e la testa leggermente reclinata verso l' alto. Il cadavere è bianco, immacolato come i sempiterni ghiacci dell' antartide, presentandosi allo spettatore come una mortifera visione, un fantasma fuoriuscito dalle oscure prigionie dell' aldilà per tormentare i sogni degli astanti. Il cadavere/visione con il suo algido bagliore contrasta con il colore decisamente più scuro delle acque creando un rapporto trascendente(la salma)/immanente(lo spazio circostante).
Sotto di lei delle piante, appena accennate, evenanescenti anch' esse, quasi perfettamente camuffate con il livido grigiore del letto acqueo.
E sopra, come una sorta di lapide, la scritta Nevermore (il logo del gruppo) che si pone stentorea, a caratteri cubitali risultando molto significativa nel contesto: Nevermore. Mai più. E ancora una volta ci viene in mente il mentore Edgar Allan Poe e il suo Corvo, che sciagurato si pone sul busto della Pallade Antica per ricordare al protagonista del poema che non rivedrà la sua amata mai più. Mai più.
Il raffronto tra la poesia di Poe e il disco è palese. I temi toccati sono simili. Entrambi i protagonisti hanno perso la donna del cuore e ambedue devono scontrarsi con la consapevolezza di questa dolorosa perdita.
La donna si ripresenta comunque all' interno del booklet sottoforma di fantasma.Un fantasma che attende imperterrito di trovare la pace e che continua ad aggirarsi in paesaggi decisamente inquietanti, inglobati da atmosfere tetre e disturbate.Nel retro troviamo invece (a parte una bella foto di gruppo con sotto i nomi dei vari membri della band, scelta che a mio parere spezza un attimo l' inquietudine dell' artwork e del booklet intero) un insieme di croci lignee di diverse dimensioni, sovrapposte, messe una sopra all' altra e accanto all' altra. Un gambo di rosa fa appena capolino al centro della composizione, mentre appena sulla destra troviamo, coperto per metà di sabbia, il volto della sciagurata, che sorride in un atto di eterna beatitudine.
Sotto alla foto, in basso a destra un' altra croce: stavolta metallica, decisamente piccola. Non scarna, vuota come le altre, ma con il Salvatore crocifisso.
L' atmosfera generata dall' artwork in questione è desolante, e dato l' argomento non poteva essere altrimenti. Tale copertina risulta quindi perfetta come introduzione ad una narrazione tetra, inquietante ma al contempo permeata di forte romanticismo Poeiano. Un' ottimo biglietto da visita per entrare in un mondo in cui convivono in maniera eccellente amore e morte.

Outro 

Percorrevo lentamente, con un senso di pesantezza la stradina che conduce al promontorio. Tutt' intorno il buio. Come compagna solo la luna ad illuminare il mio cammino.
Era passato ormai un anno dalla tragedia, ma tornare in questo posto mi metteva ancora un senso di enorme desolazione. Le poche cose che la luna mi permetteva di vedere erano letteralmente svuotate dal loro senso. Le rocce, gli arbusti avevano perso la loro corporeità per divenire delle inutili forme intorno a me.Ero arrivato nel luogo in cui tutto era accaduto. Sotto sentivo le onde che si infrangevano a intervalli regolari contro le rocce.
"Perchè....avremmo potuto essere felici. Perchè tutto questo è dovuto accadere? Perchè questo gesto estremo, dolce amore mio?" ma le mie domande non potevano trovare risposta. Domande vuote che per un anno hanno continuato ad assillarmi. "Perchè la felicità deve essere sempre e comunque negata agli uomini?..."
Sentivo la disperazione salirmi su per lo stomaco, come un boccone troppo indigesto per poter essere mandato giù. Come un cibo tossico che in un anno non è stato mai digerito e continuava a danneggiarmi dall' interno.
Il vento iniziò a spirare. Mi sembrava quasi di poter sentire la voce della mia perduta creatura tra quei sibili.
"Se mi puoi sentire, non ti ho dimenticata" pensai "il tuo ricordo è sempre vivo in me..."
I miei pensieri furono squarciati da un bagliore alle mie spalle. Mi girai di scatto.
Una sagoma luminescente mi fissava, a pochi metri di distanza. Il bagliore si propagava tutt' intorno come quello di una stella.Era lei.
Non riuscivo a crederci, non era possibile.La guardavo ma mi rendevo conto che tutto ciò non poteva essere reale. Lei mi guardava fisso negli occhi, lo sguardo che tentava di comunicarmi qualcosa. Ad un certo punto mi sorrise.Fu allora che mi resi conto. Che capii.
Ora era serena. Ora potevo dormire anch' io sonni più quieti. 
Si voltò. E scomparve.
Rimasi li a fissare il vuoto per non so quanto tempo. Ma ora ero certo che dovunque lei fosse era tranquilla. Aveva ritrovato la serenità che in vita le era stata negata.