MORBID ANGEL

Illud divinum Insanus

Artwork

A CURA DI
NIMA TAYEBIAN
10/07/2014
TEMPO DI LETTURA:
0

recensione

"...l'orrore..."

(Walter E.Kurtz - "Apocalypse Now")

 

Quella di cui mi accingo a parlare stavolta è la copertina di un disco che, con un pizzico di presunzione, oserei definire non solo il capitolo in assoluto più brutto della discografia dei Morbid Angel, ma uno dei capitoli più brutti nella storia del panorama metallico, dagli albori della sua storia sino ad ora. Il disco in questione è l’orrido, inconcludente, sterile, mal realizzato e mal suonato Illud Divinum Insanus, disco che ha portato i nostri, (vere icone del death metal) da uno status di leggende a quello di fenomeni da baraccone ormai privi di qualsivoglia credibilità. Ricordo ancora quando Dave Vincent, ormai forse poco gradito da Azagtoth viene messo alla porta, per essere sostituito da un bravo Steve Tucker. Bravo abbiamo detto…ma incapace di fare breccia del tutto nel cuore degli ascoltatori, abituati sin troppo bene nella prima metà della carriera dei nostri, dalle prestazioni luciferine di un vocalist letteralmente ispirato da sua maestà il Demonio. Con lui i nostri danno alle stampe tre album tutto sommato discreti (capolavori se pensiamo a cosa ci riserva il futuro).Poi, a un certo punto avviene il miracolo: Vincent rientra nell’ensemble. Quello che dovrebbe essere il ritorno in grande stile dei nostri si trasforma in una delle più grandi delusioni nella storia della musica. Ormai forse lobotomizzato dalla collaborazione con la moglie - mastermind di un progetto assurdo chiamato Genitortures - il nostro caro vecchio Dave (perché è possibilmente a lui che dobbiamo quest’interessante trasformazione sonora dei nostri) avvelena il nuovo parto discografico con scorie industrial (più qualche reminiscenza EBM? Aggrotech? Non so…il tutto risulta estremamente raffazzonato, dunque è impossibile dire A CHE RAZZA DI SONORITA’ QUESTO DISCO SI VOGLIA RIAGGANCIARE) talmente sterili e stupide, nonché usate in maniera casuale, che il nuovo disco finisce per trasformarsi purtroppo in un aborto vero e proprio. I mal di pancia si moltiplicano nell’arco di poco tempo. Molti fan sfegatati del gruppo sembrano perdere la voglia di vivere. I Morbid Angel finiscono presto per non suscitare più interesse, relegati (forse giustamente) ad un mero fenomeno da circo. Un gruppo del tutto affossato. Volevano forse mettere fine in maniera plateale alla propria carriera? Beh, che dire…partorendo un simile mostro ci sono riusciti magistralmente. Ma non è del disco, già preso in analisi, che voglio parlarvi, bensì della copertina del suddetto abominio. Dunque, l'artwork scelto per abbellire (?) il disco sembra in qualche maniera uno scimmiottamento delle soluzioni grafiche adottate dagli ex allievi Behemoth (ora maestri) nei loro album. Una copertina virata principalmente sui toni del bruno e del nero nella cui parte centrale si staglia un beccamorto bianchiccio con le mani protese nell'atto di fare gestacci. Intuiamo possa trattarsi di un papa, o meglio ancora, di un anti-papa. Tale losco figuro ha tatuaggi sui dorsi e sui palmi delle (troppe) mani che richiamano il simbolo dei Morbid Angel (avete presente il famoso pentacolo con la croce al rovescio? Proprio quello). Il personaggio è risucchiato per metà (nella parte inferiore) dall'ombra, mentre la parte superiore risulta essere molto più luminosa. tanto che risulta molto evidente la testa malformata (questo strano papa deve aver sofferto da piccolo) con parti di quello che dovrebbe essere una sorta di copricapo che si sfilacciano come tentacoli arricciandosi quasi ad anello. Dietro questo grottesco essere un trono strampalato, inquadrato secondo una prospettiva "cezanniana" (dovrebbe essere frontale, ma sembra che lo schienale, spaccato nella parte centrale, stia collassando su se stesso. Dovrebbe dare l'idea di una M? Quella dei Morbid Angel? Non so, difficile entrare in sintonia con la fantasia Malata del grafico). Sul petto il lattiginoso buzzurro ha tatuato un altro simbolo, un cerchio con una luna crescente dentro. Appena più sotto, lievemente mangiata da ombre rossiccie, avvertiamo una rete da pesca: quando pensiamo di aver sbagliato, e che il tizio sia in realtà il testimonial di una pubblicità del tonno, capiamo, dopo esserci arrovellati le meningi, che quella "rete" in realtà risulta essere il motivo della tunica del nostro bizzarro amico. Sul retro a destra, appena percepibile, un terreno roccioso sovrastato in alto dal buio. E a sinistra purulenti gas rossicci in secondo piano rispetto all'invadente logo dei Morbid Angel (visibile nella parte alta. L'unica cosa veramente Morbid Angel di questo disco) e sotto ad esso il fastidioso titolo "Illud Divinum Insanus" che incolonnato viene diviso in cinque parti: nella prima fila abbiamo la scritta illVd (la V è d'obbligo...sono diventati più trVe che mai), nella seconda diV, quindi inVm, seguita a ruota da in, e per finire sanVs. Benvenuti alla fiera delle V. Ma non era questo quello che i fan avrebbero voluto. Non una specie di album con una copertina finto-rileccata (tanta perizia grafica non fa altro che irritare di più) e con tante V. Ma un prodotto degno del loro nome. di un nome che ha fatto la storia del death e che ora sembra offuscato da un indecifrabile cortina di caos. Ma chi scrive ha ancora fiducia in questo nome, e attende impaziente che Mumu Tiamat torni ad illuminare il loro sentiero...

correlati