METALLICA

Kill 'em All

Artwork

A CURA DI
NIMA TAYEBIAN
02/02/2013
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recensione

Kill 'Em All....UCCIDETELI TUTTI!!! Questa sembra essere la parola d'ordine della nuova ondata metal ribattezzata thrash, nata dalla fusione della vecchia NWOBHM con il punk hardcore, una commistione dotata di una violenza inaudita, sino ad allora mai sentita, capace di distruggere tutto al suo passaggio come uno stormo di cacciabombardieri intenti a sganciare napalm ovunque, a radere al suolo il "vecchio" per instaurare un nuovo regime musicale. Un regime fatto di potenza lacerante che ha tra i suoi prime movers gruppi quali Slayer, Anthrax, Exodus, Megadeth e Metallica. 
Kill 'Em All è il titolo del primo disco dei Metallica, platter seminale ma contenente in nuce le basi di un intero genere. Platter seminale, ho detto, ma al contempo masterpiece. Probabilmente, secondo il modesto parere di chi scrive, uno dei massimi capolavori non solo dei Metallica ma di tutto il movimento. Un disco veloce, essenziale, contenente al suo interno alcune delle perle più brillanti che il combo capitanato dal controverso Lars Ulrich abbia mai sfornato: basti pensare all'opener Hit The Lights, la celeberrima The Four Horsemen (chiamata inizialmente The Mechanix, è una song scritta da Hetfield e Mustaine. Con l'estromissione di quest'ultimo, a cui vengono riconosciuti i diritti della canzone, The Mechanix viene riplasmata in una forma diversa, cambiando i tempi e inserendo una parte melodica centrale), Seek And Destroy e Metal Militia.
Proprio titoli come Seek And Destroy rispecchiano il credo di un movimento, e di una band che non vuole far prigionieri: cerca e distruggi. Titoli espliciti che ben focalizzano gli intenti della band, sbattuti in faccia al fruitore in una copertina aggressiva, diretta, esattamente come la musica proposta dal combo.
Tale copertina si presenta terribile, nella sua logica essenziale strutturata su un'immagine che lascia trasparire in maniera abbastanza evidente il concetto di omicidio, di morte violenta: incorniciata da un impenetrabile nero, nella parte centrale (delimitata da una ulteriore cornice, stavolta rossa) vi sono tre elementi: l'ombra di una mano aperta, un martello e una chiazza di sangue. Tre soli elementi, non l'apoteosi del minimale ma quasi. Il martello, che taglia quasi, in una semi diagonale l'angolo in alto a destra, non è raffigurato per intero. L'inquadratura mangia parte della punta della mazza, alla sua sommità, e parte del manico. L'ombra della mano parte quasi dall'angolo in alto a destra e finisce per attraversare il manico, andando per poco a scontrarsi con la rossa chiazza di sangue che partendo dall'angolo in basso a sinistra finisce per occupare una buona parte della rappresentazione. Una chiazza irregolare, dalla quale si distaccano come piccole isole, alcune gocce qua e la. Una macchia di Rorschach ottenuta con del biologico fluido vitale, ottenuta forse al prezzo di una vita. Sarei tentato di eliminare il forse. Il titolo è eloquente: Kill 'Em All. Quindi il prezzo pagato per tale macchia è quello di una vita umana, se non di più. Si intuisce che al seguito dell'aggressione il martello è stato lasciato a terra, in quello che, dato il colore bianco, immacolato, percepiamo possa trattarsi di un pavimento. O forse solo una rappresentazione iconica e volutamente non dettagliata di un suolo a caso, che potrebbe rappresentarli tutti. Un bianco, quindi, dapprima immacolato come una veste angelica, come il colore dell'innocenza, e ora lordato del rosso fluido umano. Il martello, dicevo, è stato lasciato al suolo, forse dimenticato in seguito al raptus omicida. L'ombra della mano ci suggerisce che tale strumento offensivo sta per essere ripreso per mietere altre vittime. Che tale arma contundente sta per essere riagguantata dal folle thrasher per andare a cercare nuove persone da uccidere. Ma è solo un'interpretazione, forse la più allettante. Forse a seguito dell'aggressione, il martello, è lasciato a terra, e la mano si sta solo allontanando da questo: la mano di un omicida forse pago della sua furia distruttrice probabilmente portata a pieno compimento. Sta di fatto che ambedue le logiche interpretative sono opinabili, hanno entrambe un peso equiparabile. E' incredibile come la mente umana con solo tre dati a disposizione riesca a ricostruire una scena, magari immaginando l'antefatto, lo svolgimento e l'epilogo, ad architettare mentalmente un intera storia solo partendo da una base quantomeno scarna fornita da tre, dico tre semplici elementi: un martello, l'ombra di una mano e una chiazza di sangue. Magari immaginiamo un vecchio rocker, simbolo di un mondo demodè inseguito dal giovane thrasher in scenari metropolitani, forse notturni, raggiunto dal falco cromato ed aggredito senza pietà, preso a martellate. Talmente è forte l'impeto distruttore, talmente è irrefrenabile la furia omicida che il martello gli vola di mano e cade a terra, piazzandosi vicino al lago di sangue. E immaginiamo il thrasher guardare il vecchio rocker mentre spira, gli occhi ardenti come tizzoni, le mani lorde di rosso fluido vitale. O meglio ancora, invece del rocker, un inutile ridicolo poser falcidiato dal portatore del nuovo verbo metallico...
Ma aldilà di qualsiasi volo pindarico rimane impressa nella memoria questa copertina così semplice, ma al contempo così efficace,con quella scritta rossa tanto accattivante posta sulla sua sommità: "METALLICA", il logo della band, disegnata con la stanga iniziale della M e la stanga finale della A come lance, appuntite, acuminate, capaci di dare un ulteriore idea della capacità offensiva della band. E con una scritta lapidaria, anch'essa rossa posta alla sua base, nella parte bassa della cornice: "KILL 'EM ALL"... Uccideteli tutti...
Che il massacro abbia inizio...