LIGHTNING SWORDS OF DEATH

Baphometic Chaosium

Artwork

A CURA DI
NIMA TAYEBIAN
28/01/2013
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recensione

Molteplici sono state le rappresentazioni dell'inferno in Arte, e parlo dell'arte in generale, dal cinema alla pittura, all'incisione, all'illustrazione. Nel cinema abbiamo avuto di esso spaccati ironici su Totò All' Inferno (regia di Camillo Mastrocinque) in cui vediamo i dannati passeggiare in una brulla radura coperta di fumo; rappresentazioni convulse, disturbanti come in Allucinazione Perversa di Adrian Lyne (per intenderci, il regista di Flashdance) in cui vediamo il povero Jacob, interpretato magistramente da un Tim Robbins mai così espressivo trasportato da infermieri (?) in una lunga serie di corridoi ospedalieri (ma si comprende sin da subito che di un ospedale non si tratta) letteralmente infestati da anime dannate sino alla parte finale de suo viaggio, circondato dai demoni-medici. Oppure nella parte finale di "E Tu Vivrai Nel Terrore! L' Aldilà" di Lucio Fulci in cui vediamo i due protagonisti, braccati dai dannati, trovarsi ad un certo punto all'Inferno: un Inferno spoglio, surreale. Come non citare invece nelle arti figurative il magistrale spaccato dell'Inferno fatto da Gustave Dorè per la Divina Commedia di Dante, o ancora le rappresentazioni di William Blake (geniale il suo Lucifero in Satana Scatena Gli Angeli Ribelli del 1808) o di Jean Delville, oppure di Hieronymus Bosch. E così nelle illustrazioni, talvolta geniali delle copertine di dischi metal, tra le quali mi piace citare quelle di Hell Awaits, Reign In Blood e South Of Heaven (quest'ultima proprio ripresa da Bosch) degli Slayer, alcune stupende cover dei Morbid Angel (una di esse per l'appunto di Delville, e più precisamente quella di Blessed Are The Sick), ma anche di dischi sicuramente più underground. E' il caso di Baphometic Chaosium dei Lightning Swords Of Death. La cover dell'album, biglietto da visita per le infere visioni proposte dal combo statunitense si presenta agli occhi dello spettatore inquietante come un oscuro imperatore del male digrignante nel suo sardonico nichilismo. Una cover che sembra scolpita in qualche pietra presente solo nei più reconditi meandri dell'ade, una copertina demoniaca che sembra dipinta da qualche oscuro artista-negromante la cui anima è già stata affidata a suo padre Lucifero. 
L'artwork si presenta ai nostri occhi con un'eloquente immagine di Baphomet posto esattamente al centro della raffigurazione (Il Baphomet, o Bafometto per chi non lo sapesse, è un idolo pagano ricorrente nella letteratura occultista del diciannovesimo secolo: della sua idolatria furono accusati i cavalieri templari, tant'è vero che il suo nome ricorre nei verbali dei processi a questi ultimi. Lo studioso di esoterismo Eliphas Lévi, alias Alphonse Louis Constant, precisa che la sua figura è stata associata, seppur erroneamente, a quella di Satana. Tale figura è presente nella Bibbia di Satana di Anton LaVey, in una parte dedicata al "simbolo del Bafometto"). Il Baphomet/Satana è raffigurato nella sua classica posa, come da iconografia, visto di fronte, dotato di una testa caprina con la "torcia" sulla sommità del capo tramutata anch'essa in una sorta di corno, o di appendice, e la mano destra fotografata nella usuale "benedizione".
Il volto animalesco è funestato da un'ira che nulla ha di umano, e non poteva essere altrimenti considerata la natura infera dell'essere: gli occhi sono ardenti come due piccole fornaci, brillanti, capaci di materializzare il cieco odio da cui è posseduto il nero demone. Sulle spalle notiamo due piccole ali, troppo piccole perchè possano servire a librarsi nei regni dell'oscurità, forse mozziconi di quelle che erano bellissime ali splendenti quando il signore delle tenebre era ancora Lucifero, il primo tra gli angeli, il portatore di luce. Le zampe caprine sono accavallate, e mostrano in maniera abbastanza evidente gli animaleschi zoccoli. Alla destra e alla sinistra delle zampe fanno bella mostra di se due ali ritorte, queste si molto grandi oscure come le sempiterne notti degli abissi infernali; le sommità delle appendici alate puntano in alto pur nella loro innaturale posa... puntano verso il paradiso negato, il paradiso perduto che da Dio stesso gli è stato sottratto. Un paradiso da cui è stato scacciato per essere confinato, insieme agli angeli ribelli, in un mondo fatto di buio e dolore, un mondo di cui è divenuto signore incontrastato...
Sotto alle ali il Signore Del Male mostra una serie di tentacoli, enormi, inquietanti, spire arcane intrecciate, serpentiformi: quattro lunghe code che si divincolano viscide nella sua parte bassa come infernali anguille, dimenandosi, spiraleggiando tra gli zoccoli come vermi gelatinosi. 
Intorno a se a regnare imperioso è l'Inferno, luogo dell'eterna perdizione, regno del caos in cui le anime sprofondano nell'oblio. Un abisso del dolore in cui le anime si accumulano, si stratificano: ed infatti notiamo, a circondare il re delle tenebre, il grande generale delle schiere gemebonde, massificazioni cumuliformi che non possono non dare l' idea di anime perdute dilaniate dall'odio e ridotte a ombre indecifrabili combinate quasi tra loro in un infinito muro del dolore. Ombre di anime perdute tenute distanti dallo strapotere del signore degli abissi, capace ancora di emanare luce attorno a se attraverso la torcia posta sulla sommità del suo capo: una luce non vitale, bensì mefitica... il sigillo demoniaco della sua oscura potenza. Troneggia sul suo capo una scritta: Lightning Swords Of Death. Il logo del gruppo, colmo di appendici intrecciate e sguiscianti come i tentacoli del Re delle Profondità Oscure. In basso la scritta Baphometic Chaosium, secca, diretta, essenziale. Le A sono rappresentate come V ritorte e la U di Chaosium è trasformata in una V a rendere più arcana la scritta...
Il colore su cui è impostata questa allucinata copertina è il grigio, virato in diverse gradazioni. Intuiamo che il regno degli inferi è dominato dal nero, un regno delle ombre eterne in cui i dannati sono annichiliti dal peccato: lo spiraglio di luminosità offertoci dalla torcia splendente di luce ignobile del signore della Menzogna riesce a rischiarare parte del regno circostante dandoci modo di visualizzare parte degli imperituri abissi bituminosi, che impregnati di quella orrida luce demoniaca assumono tonalità grigiastre. 
Tale copertina, inquietante, ancestrale riesce a porsi come ottimo biglietto da visita per un disco imbevuto sino al midollo di malvagità: vi basterà inserire il disco nel lettore, mettere play e fissare un'ultima volta questo piccolo grande capolavoro per ritrovarvi senza accorgervene di fronte alle fauci della grande bestia....