VIRGIN STEELE

Snakeskin Voodoo Man

1992 - T&T

A CURA DI
ANDREA CERASI
14/10/2017
TEMPO DI LETTURA:
8

Introduzione Recensione

Durante il lungo periodo di pausa alla fine degli anni 80, l'etichetta fallita e il flop commerciale dell'imponente "Age Of Consent", David DeFeis è costretto a riordinare le idee, distrarsi e ricaricare le batterie. Torna in conservatorio e termina gli studi in composizione e pianoforte, raffinando oltremodo la sua tecnica. In questo periodo turbolento ma di relativo relax, decide di resettare tutto e di ricominciare da capo: recupera il rapporto d'amicizia col chitarrista Jack Starr, almeno per qualche tempo prima dell'ennesima rottura, il quale ha accantonato da poco il progetto Burning Starr per proseguire con il primo disco da solista, lo strumentale "A Minor Disturbance" (1990). Insieme optano per un nuovo principio, diverso dal solito, con in mente la voglia di recuperare un passato quasi dimenticato omaggiando i propri miti d'infanzia. Il sacro fuoco del blues riesplode nei loro cuori, riaccende l'ispirazione e allora mettono in piedi gli Smokstack Lightining, una band blues battezzata col nome di una canzone di Howlin' Wolf, leggendario bluesman amato da entrambi i musicisti, e che vede l'entrata in formazione di Rob DeMartino, futuro batterista dei Virgin Steele. Il 1990, dunque, segna non solo una nuova decade di musica ma anche un nuovo principio per il prode DeFeis, animato dalla calda e immortale fiamma del blues; peccato che il progetto sia destinato a naufragare solo dopo pochi mesi e dopo poche date live a causa del pessimo rapporto tra i due leader, ma l'esperienza fatta di recente condiziona molto il vocalist, il quale ne fa tesoro decidendo di riversare la sua ancestrale passione per il blues sul nuovo materiale. Rientrato nella band madre, David e Edward Pursino scrivono tantissimi pezzi, molti dei quali in chiave acustica, ma anche numerose cover di hit anni 70 e 80, per recuperare la forma essenziale delle emozioni e della musica stessa. Uno dei primissimi brani composti è un hard rock blues, definito da entrambi come blues-metal, dal titolo di "Skaneskin Vooodoo Man" e che racconta la leggenda di un altro mito del blues che ha avuto grande influenza sulle loro carriere: Muddy Waters. "Snakeskin Voodoo Man" viene dapprima registrato in acustico e suonato in alcune tappe in questa versione, per poi essere reinciso dalla band al completo, risultando maggiormente heavy e molto più gustoso. Contro ogni previsione e contro la moda dell'alternative rock, del grunge e metal iperprodotto che invade i canali musicali e le classifiche, i Virgin Steele tornano in scena con una veste differente dal solito, più scarna e spirituale. La magnifica e articolata anima epica viene destrutturata per favorire pezzi di hard rock tradizionale, dai ritornelli altisonanti, testi romantici di amore e morte e dall'andamento medio che, almeno inizialmente, sciocca i vecchi fans. I Virgin Steele tralasciano la mitologia e le cavalcate metalliche per andare a recuperare il rock duro degli anni 70, quello più strettamente legato alla tradizione blues, omaggiando così i miti di quella decade e le guide spirituali della loro adolescenza. "Life Among The Ruins", pubblicato nell'estate del 1993, si figura come una meravigliosa ed emotivamente drammatica parentesi hard rock, nella quale la band newyorkese dimostra di essere immensa anche in un campo diverso al quale ci ha abituati. L'album, intriso di romanticismo e di oscuro malessere a causa della vita personale di DeFeis, inaspettatamente vende bene e riporta in auge il monicker Virgin Steele, lontano dalle scene per troppo tempo, quasi cinque anni scanditi da un silenzio che non faceva presagire nulla di buono. Il singolo lanciato per introdurre il nuovo lavoro è proprio "Snakeskin Voodoo Man", nella versione con la band al completo, pubblicato dalla popolare T&T Records alla fine del 1992 e che sancirà una forte unione con questa etichetta per parecchi anni, fino all'album "Visions Of Eden" del 2006, quando la T&T chiuderà e sarà riassorbita completamente dalla Noise.

Snakeskin Voodoo Man

Snakeskin Voodoo Man (Sciamano Dalla Pelle Di Serpente) è un grande brano blues rock incentrato un testo che riguarda necromanzia, la seduzione e il potere, tutto volto alla conquista dell'amore e del desiderio sessuale, che onora, così, la grande epopea del delta-blues. La composizione viene dapprima concepita come canzone acustica, alla quale presto vengono inseriti tutti gli strumenti, creando così un bellissimo pezzo rock blues. Il periodo trascorso nella band Smokestack Lightining, insieme all'amico/rivale Jack Starr riavvicina DeFeis alla tradizione blues, alla semplicità e alla purezza della musica, e allora, aiutato dal fido Pursino, compone questo brano. È il momento di ritrovare le proprie origini e di pubblicare, solo per sfizio e andando contro le imposizioni del mercato musicale, un disco diverso dal solito, molto legato alla tradizione hard rock degli anni 70, venata di blues. "Snakeskin Voodoo Man" rappresenta perfettamente lo spirito di "Life Among The Ruins". L'andamento è quello che tutti noi conosciamo, blues fino all'osso, scandito dai soliti accordi e dai gemiti continui del singer che ci narra la storia del bluesman Muddy Waters. "Una zingara ha raccontato a mia madre che sono nato una notte per volere di un Dio scontroso, e che sono nato per essere selvaggio, un farabutto che gioca con le donne e infrange le regole del mondo". Entriamo subito in questa dimensione lontana, ripercorrendo le strade del vecchio blues americano, esattamente nelle periferie di Chigaco dove il musicista nacque, e riviviamo le marce leggende raccontate dai più grandi bluesman. Il refrain è classicissimo, condito dai soliti giri di chitarra, e colpisce subito la mente: "Io sono qui, lo sai, sono lo sciamano dalla pelle di serpente". Dunque si procede, costruendo la storia di questo individuo attorno ai riff di Edward Pursino, anche lui ispirato dal fuoco del blues e che rende omaggio ai giganti di questo genere. "Possiedo occhi di serpente e denti da cobra, ho diciassette vite. Stringiti a me, affonda le unghie sulla mia schiena e preparati a fare l'amore", insomma, Muddy Waters è sciamano che seduce ogni donna grazie ai suoi poteri magici, le ipnotizza come un serpente e si erige di fronte ai loro occhi come una divinità. Pursino si lascia andare a un assolo famelico, DeMartino lo asseconda rafforzando il suono, e poi veniamo scaraventati verso il finale declamato con grida e urletti felini da DeFeis. "Diciassette ore per diciassette donne, dalle quali sono venuti al mondo nove bambini. Donna, senti il mio seme dentro le tue vene e ricordati il mio nome", con queste parole la band si congeda. Ancora una simbologia chiara, risalente alla tradizione scaramantica, dove il numero 17 richiama la sfortuna e il destino nefasto, mentre il 9 è il numero religioso per indicare il vuoto emotivo, la mancanza e il desiderio inappagabile.

Conclusioni

"Snakeskin Voodoo Man" esce sul finire del 1992 e sarà presente soltanto nelle edizioni americane e asiatiche dell'album "Life Among The Ruins", mentre in quella europea verrà letteralmente cancellato e sostituito dalla ballad "Cry Forever", già presente in "Age Of Consent" del 1988. Inspiegabile il motivo per il quale gli europei non abbiano potuto conoscere, almeno all'epoca, tale brano, ritrovandosi invece tra le mani una traccia doppione. Ma la carriera dei Virgin Steele è costellata di misteri, che da una parte hanno contribuito a dare quel tocco di magia in più e dall'altra ne hanno limitato alcuni passaggi fondamentali per l'ascesa finale, quella che porta dritta al successo economico. Tant'è che "Skaneskin Voodoo Man" viene rispolverato nella recente versione del disco, quella del 2012 prodotta dalla SPV, riprendendosi il posto che gli spettava all'interno della scaletta e godendo così di una nuova vita, per una nuova riscoperta da parte tutti i fans. Il singolo ricalca pienamente la tradizione blues rock non solo strumentalmente ma anche liricamente, raccontando una storia fitta di tensione, avvolta dalle nebbie del mistero e legata alla necromanzia, alla magia nera. È un omaggio a cuore aperto a Muddy Waters, uno dei miti di DeFeis e di Pursino, che dimostra la completezza di questa band, capace di passare dalla maestosità di canzoni epiche, furiose e violente, alla raffinatezza oscura del blues rock, che affonda le radici negli anni 60 e 70. Per promuovere il singolo, la T&T pubblica un video-documentario, distribuito in vhs, contenente alcuni pezzi che andranno a costituire "Life Among The Ruins". Il documentario si chiama "Tales Of The Snakeskin Voodoo Man", al cui interno è possibile trovare, oltre a un poster della band e una musicassetta contenente un Greatest Hits con pezzi prelevati dagli album "Noble Savage", "Age Of Consent" e "Life Among The Ruins", un video di circa trena minuti, con interviste, spezzoni di scene dietro le quinte e tre videoclip, quelli di "Love Is Pain", "Cage Of Angels/Never Believe In Goodbye" e di "Invitation/Dress In Black". La vhs fa gola a molti, anche perché mai prima d'ora i Virgin Steele avevano girato dei videoclip, e nemmeno rilasciato troppe interviste, e invece il documentario, girato all'interno di un'enorme villa-castello, risulta essere un'ottima promozione, nonché un succulento antipasto per l'imminente album del 1993. "Snakeskin Voodoo Man" è una delle prime composizioni del periodo, un periodo delicato per motivi che racconterò nella recensione dell'album, nel quale la band vuole mostrarsi in una veste più scarna e umile, più intimista e controtendenza, solo per gusto di farlo, solo per gusto di aprire il cuore e di dare parola a passioni reali. Tra il 1992 e il 1993, la band compone e coverizza una quantità enorme di pezzi, quasi tutti eseguiti in chiave acustica e molti dei quali andranno a finire della ristampa del 2012 come bonus-tracks del disco. È il biennio in cui fregarsene delle mode per dare voce alla propria anima, riavvicinandosi a sentimenti profondi quanto umani; DeFeis e Pursino lo capiscono da subito, e con loro Joey Ayvazian e Rob DeMartino, entrato ufficialmente in formazione anche se, subito dopo il tour lascerà la band per poi ritornare, temporaneamente, per incidere "Invictus". Il 1992 è anche l'anno dello scandalo di Long Island che coinvolge l'imprenditore Joey Buttafuoco, manager della band, con la minorenne Amy Fisher, la quale, per gelosia, si reca dalla moglie dell'uomo e le spara in faccia, senza riuscire ad ucciderla. Lui viene incarcerato con l'accusa di pedofilia e lei per tentato omicidio, scontando sette anni in prigione, terminati i quali inizia una carriera da pornoattrice. La vicenda, all'epoca, crea grosso clamore negli U.S.A., tutti ne parlano, tanto che l'anno seguente girano un film ispirato proprio a quei fatti: "Casualties Of Love: The Long Island Lolita Story". Come colonna sonora del film vengono scelti due brani della band di punta di Long Island, i Virgin Steele. "Love Is Pain" e il singolo qui presente, che grazie anche a questo scandalo, raggiungono un certo successo e una certa popolarità, facendo persino decollare le vendite dell'album e rimettendo finalmente in moto la macchina guidata dall'aedo Defeis.

1) Snakeskin Voodoo Man
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