VIRGIN STEELE

Magick Fire-Music

2000 - T&T

A CURA DI
ANDREA CERASI
22/11/2017
TEMPO DI LETTURA:
8

Introduzione Recensione

David Defeis alza in alto quelle che apparentemente sembrerebbe essere un reperto archeologico: un piatto dipinto che raffigura una scena di guerra, un carro trainato da una nobile destriero e, sopra, un soldato che stringe le redini e si trascina dietro il cadavere un uomo ucciso. Probabilmente è una delle tante raffigurazioni greche riguardanti la leggendaria guerra di Troia. A pensarci bene, potrebbe trattarsi dello stesso Achille, di ritorno alla base, che trascina il corpo del povero Ettore, appena trafitto dalla sua lama e legato per i piedi alla sua biga. L'immagine è la stessa presente sulle copertine dei due "The House Of Atreus" e DeFeis la tiene fieramente in mano come a dire "Questo è tutto frutto del mio lavoro" oppure "sono nel vivo dell'ambientazione, mischiato col mito". Se la prima parte del concept aveva, ancora una volta, dato dimostrazione della grandezza dei Virgin Steele, il secondo atto, nell'estate del 2000, è ancora un'incognita, e la gente si chiede se manterrà la stessa qualità del primo capitolo. "The House Of Atreus - Act II" viene annunciato per l'autunno dello stesso anno, intanto, in un mare di realizzazioni che testimoniano l'immensa ispirazione della band americana, prolifica come non lo è mai stata e come non lo sarà mai più, veniamo a conoscenza di un altro lavoro. Questa volta si tratta di un semplice Ep, voluto dall'etichetta T&T per cavalcare l'onda dell'entusiasmo che ha travolto i Virgin Steele e la loro opera magna ispirata all'Orestea di Eschilo. "Magick Fire-Music" è un mini-album interessante, sicuramente un prodotto per fans e collezionisti più che per gente che ignora la musica di DeFeis e soci, ma che sa farsi valere su più fronti. Da una parte troviamo un'anticipazione di quello che sarà il secondo atto della vicenda legata a Oreste e Elektra e di tutta la casa degli Atridi, grazie a due tracce che saranno presenti sul full-length e che, sia l'una che l'altra, avranno il compito di introdurre i due dischetti, essendo "The House Of Atreus - Act II" un album doppio, dalla lunghissima durata e dalle molteplici vicende. Perciò troviamo due brani importanti per la narrazione e, non a caso, saranno tra i pezzi più veloci e potenti del lotto, che testimonieranno due clamorosi cambi di scena. Nell'Ep compare anche un terzo brano estratto dalla stessa saga degli Atridi, una brevissima ballad al piano e cantata in un sublime falsetto, riguardante la morte di Agamennone, scartata inspiegabilmente dal primo capitolo forse per motivi di spazio. Le restanti tre tracce sono versioni alterate (remix e acustic) di canzoni già conosciute, due estratte dal primo "The House Of Atreus" e l'altra ripescata dal secondo "The Marriage Of Heaven And Hell" e inserita in questo Ep perché, in un certo qual modo, collegata alla trama. "Magick Fire-Music" altro non è che un prodotto interposto tra i due atti, dalla discutibile utilità, a vederlo oggi, ma che dimostra l'interminabile lavoro in studio che i Virgin Steele eseguono in quegli anni, proprio durante l'esplosione del power/heavy/epic metal che ha travolto il mondo intero, soprattutto Europa e sud America, e che ha lanciato e rilanciato numerose band appartenenti a questi sottogeneri. Intanto, proprio quando esce l'ep, DeFeis è di ritorno dalla tournée in Germania che lo ha visto protagonista come produttore e sceneggiatore del dramma teatrale "Klytaimnestra", dal quale sono tratti proprio i due concept-album sulla casata degli Atridi, inoltre, tanto per non farsi mancare nulla, il musicista lavora instancabilmente su numerosi pezzi inediti, scritti e composti negli ultimi tempi ed esclusi dai vari concept-album rilasciati durante gli anni 90, e su versioni remix o ri-arrangiate di vecchio materiale, in vista del ventennale dalla fondazione della band.

Wings Of Vengeance

Wings Of Vengeance (Le Ali Della Vendetta) aprirà il primo disco del secondo atto della saga e si profila come uno dei pezzi più possenti e diretti della track-list. E non può essere altrimenti, dato che è la volta delle Erinni di fare la loro comparsa, accusando Oreste di tradimento e di atti impuri. Le Erinni sono personaggi femminili della tradizione mitologica, personificazione della vendetta, specie di chi colpisce i parenti e infrange la sacralità della famiglia. Le Erinni, dette anche Eumenidi, cioè le "benevole", accusano Oreste di matricidio, lo perseguitano, così l'eroe si rifugia nel tempio di Apollo, suo protettore, per invocare protezione. La sezione ritmica scatena un vortice sonoro tipicamente heavy metal, la costruzione del brano si fa più classica e i musicisti suonano a briglie sciolte. Pursino e Gilchriest intavolano questa cavalcata epica, sostenendo il narratore DeFeis, che è costretto a dividersi in più personaggi, interpretandoli singolarmente. Attaccano le Erinni nella prima strofa, tormentando Oreste: "Il freddo sangue di un angelo, freddo il sangue nel mio cuore, non metterti in mezzo a noi perché potresti perderti", le Furie inseguono Oreste, gli sussurrano all'orecchio della sua maledizione. Interviene Apollo nella seconda strofa, che porta anche al pre-chorus, cercando di tranquillizzare l'uomo: "Muori maledicendo le ombre e la luce, ogni cosa sta per cambiare, ma devi combattere. In base al sorgere del sole, questa notte capirai, laddove tuo padre è morto". Apollo ovviamente è il dio del sole, e il suo oracolo è fondamentale per tutte le azioni compiute dagli uomini greci. Si giunge al refrain, melodico e incisivo, ma meno possente del resto, come a dare una sensazione di smarrimento, di confusione e di disperazione. Non a caso Oreste è in lacrime, è distrutto dalla morte della madre ed è ossessionato dalle accuse delle Erinni. "Tra le forti braccia del dio Morte, cadiamo nelle tenebre", Oreste non vede soluzioni oltre la morte. La sua casa è maledetta e in disfatta, tanto che nella seconda parte del brano è proprio lui a prendere parola: "Ogni cosa è destinata, gli Dei non mentono, siamo tutti maledetti, tutto è perduto e dobbiamo lottare fino alla fine, ma nelle tenebre cadremo". Pursino esegue un terremotante assolo, seguito a ruota dalle tastiere di DeFeis che lo accompagnano solenne, dunque entrano in scena i cori e si passa al mistico bridge, nel quale Apollo invita Oreste a non demordere e a recarsi al tempio di Atena, dea della giustizia che lo giudicherà: "Tieni duro e va via, liberati da queste catene e solca il cielo. Rispetta il tuo giuramento e poniti come una divinità, vincendo il tuo regno". Si ricomincia da capo, inaspettatamente, appena dopo una breve ma stupenda parentesi strumentale, un duello tra tastiere e batteria. Apollo continua a incoraggiare l'uomo, gli suggerisce di combattere e di uccidere e di non aver paura. Oreste risponde nell'ultimo ritornello, dalla melodia stravolta come per incanto, nel quale il vocalist ruggisce impetuoso sovrastando un portentoso riffing: "Siamo destinati al cielo. Sono un eroe dubbioso, ma vincerò il giorno. Mi abbandonerò alla violenza e avrò fortuna, ora discendo nelle tenebre".

Flames Of Thy Power (From Blood They Rise)

Le solenni tastiere, davvero onnipresenti, aprono la scena a Flames Of Thy Power - From Blood They Rise (Fiamme Del Tuo Potere - Dal Sangue Esse Rinascono), nella quale si assiste al cambio di location. Le Erinni hanno portato Oreste in tribunale, sul monte Aeropago ad Atene, dove sarà giudicato dagli Dei. L'attacco è fenomenale, dannatamente epico, anche se poi l'andamento resta abbastanza cauto e con un DeFeis controllato. "Saliamo sul monte, dove gli Dei ci aspettano, rievocando i fantasmi del tuo passato" gridano in coro le Eumenidi, furiose e fiduciose nella condanna di Oreste, ma questi replica nella seconda frase: "La paura mi attanagli l'anima, ogni mattina appena sveglio. C'è un buco nel cielo che attende la mia morte". Oreste è sicuro di essere condannato a morte per matricidio, cosa che nell'antica Grecia era un fatto tremendo, forse il più crudele di tutti, perciò l'omicidio tra consanguinei era visto come atto deprecabile. Differente invece l'uccisione tra mariti e mogli, dato che le due persone non condividono lo stesso sangue. Il ritornello è splendido, che vede l'alternanza tra falsetto e voce piena, nel quale Oreste invoca l'auto di Apollo, qui nelle veci di suo avvocato difensore: "Fiamme del tuo potere, sia adorato il sole. Che possa camminare nel sole assieme agli Dei", e mentre il refrain prende vita, Gilchriest si scatena col doppio pedale, velocizzando l'andamento e fomentando gli animi. La seconda parte vede le tastiere in primo piano, prima di lasciare spazio alla chitarra e alla batteria. In questa fase vengono ripetute esattamente le stesse parole della prima parte del brano, fino a giungere alla fase centrale, dove DeFeis emette falsetti e acuti, cullandoci in un momento prezioso scandito dalla cassa di Gilchriest e dal suo pianoforte, ora più delicato che mai e che ci alletta con sinuosi e sognanti tocchi, introducendo questo regno fatato popolato da divinità. "Cosa posso fare? l'acqua sgorga silenziosa dal monte, il sangue di ieri scende come cascata. Vedo il peccato riversarsi contro di me. Che siate tutti dannati. La mia anima sarà giudicata dalla volontà degli Dei. Figlia di Zues, ascolta il mio pianto". Oreste chiama all'attenzione Atena, sperando nel suo saggio giudizio. DeFeis sussurra, è molto delicato, poi prosegue su questa scia con un assolo di piano, cupo e nostalgico, che rallenta il tutto. La sezione ritmica riprende a spingere sul finale, grazie alle sferzate di Pursino e alla potenza di Gilchriest.

Prometheus The Fallen One (Savage Unbound Mix)

Prometheus The Fallen One (Prometeo Il Caduto) aumenta la potenza espressa da Frank Gilchriest alla batteria, guidando la canzone più epica e articolata di "Tha Marriage Of Heaven And Hell - Part Two". Un vero monumento mitologico che evidenzia un genio compositivo fuori dal comune e che, a parte qualche piccolo ritocco al suono, in particolare batteria e basso più puliti, cambia poco e nulla rispetto alla versione che già conosciamo. Le tastiere e una chitarra dal sapore mediorientale introducono questo gioiello, e tra i gorgheggi ispirati del vocalist (anche questi più acuti rispetto alla vecchia versione) siamo proiettati in epoca greca. Mano a mano che si procede, il pathos aumenta in maniera esponenziale, accelerando il ritmo vorticosamente. "Ho vissuto nei cieli, splendenti di beatitudine, ho camminato nelle sale della luce. Una volta ho vissuto con onore assieme agli Dei immortali" e poi Prometeo rimpiange quella condizione: "Ora soffro la loro ira, soffro per colpa della mia amicizia con l'uomo. Sono considerato un ladro, ladro del fuoco sacro, ma io non mi inginocchio", infine ecco il ritornello, cattivissimo: "Ho scelto di sanguinare per l'umanità. Guardatemi morire, poiché sono il Dio dell'uomo". Ancora una volta non abbiamo un'esaltazione delle divinità eterne e indistruttibili, ma divinità dai tratti umani, fragili, piene di rimpianti, di dolori, minacciate dagli Dei. "Ho sfidato padre Zeus, adagiato sul suo trono d'oro, ora sono in catene in balia dell'aquila che banchetta con la mia carne". Prometeo, essendo un dio, era immortale, perciò il giorno veniva divorato dalle aquile e la notte lo stomaco si rigenerava, perpetuando quotidianamente un dolore già infinito di suo. Almeno fino alla liberazione per mano di Eracle. "Sangue o orgoglio, sono il Dio dell'uomo" grida ancora l'eroe con fierezza, orgoglioso di aver rubato il fuoco sacro agli Dei e averlo donato alla razza umana. Entriamo in una fase strumentale, la chitarra e il basso lottano contro le tastiere (qui in secondo piano) in una serie di rintocchi, dunque il tempo viene sospeso, emerge un arpeggio e inizia un'intensa fase centrale, molto poetica e abbastanza differente dall'arrangiamento originario, tanto che questo è meno sognante, senza tastiere e sorretto dalla chitarra acustica: "Dieci mila anni di tormento e dolore, incatenato su questa roccia, un dolore silenzioso come una tomba. Ogni giorno inizia con l'agonia, ma io attendo in silenzio che arrivi il mio tempo. Non avrai nessun potere su di me", Prometeo, nonostante il dolore e il suo stato di schiavo, continua a non arrendersi e a sfidare Zeus, mettendo in mostra tutto il suo coraggio. Gilchriest si scatena, spezzando quell'idillio, e riportando il brano su lidi metallici per poi chiudere di gran classe.

Gate Of Kings (Acoustic Version)

Gate Of Kings? (Il Cancello Dei Re) è l'epilogo drammatico che chiudeva il primo atto di "The House Of Atreus", e narra di quando Oreste torna a casa e incontra la madre e il suo amante. Le tastiere della versione originale in questo contesto scompaiono per essere sostituite dalla chitarra acustica. Pursino ci culla in questa cantilena meravigliosa, meno epica rispetto alla precedente versione per via dell'assenza dei cori in sottofondo e un maggiore impatto live, tanto che la band prediligerà sempre suonare il brano in veste acustica durante i concerti. DeFeis intona un canto di tristezza attraverso le parole di Elektra: "C'è un arcobaleno coperto di sangue, non c'è luce nella nostra casa. Venti gelidi si alzano dal mare, portando morte e null'altro. Ma c'è magia nella tua anima", la principessa benedice il fratello Oreste, accecato dall'ira e che sta seguendo gli ordini degli Dei. Il ritornello è magico, fenomenale, ormai famosissimo per tutti i defenders che si rispettano e supportato da dolcissime tastiere che fanno capolino solo nei chorus: "Muri di ferro e catene intorno a noi, siamo orgogliosi e liberi. Nulla uccide i legami che ci legano. Ti rincontreremo al cancello dei re". Elektra e i cittadini di Argo cantano per Oreste e invocano una preghiera per Agamennone, l'unico re accettato. Adesso è la volta di Oreste, Gilchriest si palesa quasi impercettibilmente aiutando un grandissimo Defeis, magistrale interprete, in questa fiera ballata: "C'è silenzio sulla terra, cuore e ossa congelate, ti vedo mentre perisci per mano loro, ma c'è ancora magia nella nostra dinastia". Oreste pensa a suo padre, nel momento della sua morte, quando viene massacrato a colpi di pugnale dalla moglie. Sa che la sua stirpe è ancora magica, è ben voluta dal popolo e protetta dagli Dei. Pursino è intenso, il suo assolo delicato come nella versione originale, cerca non destarci dal torpore immaginifico che avvolge la ballad. Il ritornello viene ripetuto e ci entra in testa come fosse un sogno e si protrae inaspettatamente a lungo, scandito da acuti e falsetti del vocalist che raddoppiano il minutaggio originale del brano. Un vero capolavoro di melodia che racconta di come il giovane uccide Egisto con una coltellata all'addome e poi rivolge la lama verso Clitennestra, ridotta in lacrime e che chiede vanamente perdono. Oreste la uccide, vendicando l'eredità del padre Agamennone.

Agamennon's Last Hour (Silver Sided Death)

Agamennon's Last Hour - Silver Sided Death (L'Ultima Ora Di Agamennone - La Morte Argentata) è una ballata commovente dalla durata concentrata, poco più di un minuto di piano e voce, dove DeFeis sfodera il suo incredibile falsetto. La melodia punta dritta al cuore, arrivando in profondità, ed è un peccato che questo brano sia stato escluso dalla prima parte di "The House Of Atreus", tanto che avrebbe dovuto prendere posto verso la fine della scaletta. Infatti, quello che si palesa davanti ai nostri occhi sono le ultime battute tra Clitennestra e suo marito Agamennone, poco prima che la donna lo uccida a colpi di scure mentre giace con l'amante Cassandra. "Mi sono rallegrata mentre pioveva rugiada color cremisi sulle mie mani e sul mio viso. Dal profondo del mio animo io ti odio" e qui si intuisce appunto tutto l'odio della regina nei confronti di suo marito, così lei rivela l'ossessione che la tormenta da anni: il massacro che le macchierà il corpo di sangue. Il vocalist è profetico e delicato, il suo falsetto ci conduce in questo breve interludio sostenuto da poche note di pianoforte, dunque alza il tiro nella seconda strofa, dove indossa i panni del re Agamennone colpito a morte. "Zeus, sono stato colpito a morte. Padre Zeus, muoio nella terra che mi ha visto nascere, dov'è mio figlio? Dov'è la mia ricompensa per i servizi che ti ho reso? Sto tornando a casa". L'uomo, prima di spirare, interroga Zeus, gli domanda il perché del suo destino. Non è morto in guerra, dopo dieci lunghi anni in lotta per conquistare Troia, e alla fine muore accoltellato da sua moglie, nella sua città: Argo. Inoltre chiede dove sia suo figlio, ovvero Oreste, che non vede da quando lui era piccolo; lo invoca e forse invoca anche la sua vendetta, tanto che il figlio ucciderà la madre Clitennestra e il suo amante. Un brano morbido, di rara bellezza, che testimonia la grandezza dei Virgin Steele, capaci di regalare emozioni sia con brani lunghi sia con quelli fulminei.

Great Sword Of Flame (Psycho Rough Mix)

Great Sword Of Flame (La Grande Spada Della Fiamma) si differenzia pochissimo dall'arrangiamento originario se non nella parte centrale, modificata. Gli acuti iniziali di DeFeis indicano un brano violento, e infatti il cantante non perde troppo tempo e comincia a ruggire con cattiveria, nelle veci di Clitennestra, cosparsa di sangue dopo il massacro nella stanza da letto. "Il ferro rintocca nella notte, le grida aleggiano nell'aria. Sangue affine, carne per la festa, giustizia caduta sulla figlia e giustizia caduta sul re. Odora il sangue sulle mie mani". La regina esce di casa col corpo insanguinato ed è in preda all'euforia, ricorda sua figlia Ifigenia, sacrificata dal padre in cambio della vittoria in guerra. Accorre l'amante Egisto, che intona a gran voce il delizioso ritornello: "La grande spade di fuoco che squarta la notte". Le multiple vocals intendono che a cantare sono Egisto e Clitennestra, all'unisono, perciò David si sdoppia grazie ai cori, irrobustendo un refrain torrenziale. La donna riprende a narrare di come li ha uccisi, ma a differenza della prima versione qui David recita con voce modificata al posto di cantare, trasmettendo maggiore inquietudine alla narrazione: "Ho aperto loro le vene, ho squartato i loro cuori, ho strappato loro gli occhi. Ho avuto la mia vendetta, scelta dagli Dei, forgiata dal peccato, forgiata da me, veggente e meretrice. Perché adesso dovrei piangere?". La donna è chiaramente confusa, la sua ira si è abbattuta sulla sua famiglia ma ha la mente annebbiata, ancora accecata dal dolore. Le tastiere rientrano in gioco, accompagnando la batteria, poi basso e chitarra intavolano una grandiosa parentesi strumentale nella quale il ritmo accelera macinando note su note. DeFeis torna al piano per eseguire la coda finale, di grande effetto: "Adesso vi abbraccerete nell'Ade. Una nube nera sinonimo di schiavitù e di morte", grida tra la foschia, con voce apparentemente modificata, forse a testimoniare lo stato confusionale nel quale si trova Clitennestra. Ovviamente le parole piene di acredine sono rivolte alle due vittime, stese sul letto come carne da macello. Il tutto si chiude con la ripetizione del fragoroso ritornello. Egisto e Clitennestra esultano per la vendetta. Si sono vendicati, finalmente.

Conclusioni

Il 14 giugno 2000 i Virgin Steele entrano nel nuovo millennio regalando ai fans questo ep di mezz'ora, contenente metà brani inediti e spettacolari (che danno idea del suono e della qualità che avrà il secondo "The House Of Atreus") e l'altra metà decisamente poco interessante se non per fini collezionistici. A dire la verità, i due remix suonano anche meglio degli originali, complice una produzione più calibrata che potenzia i suoni, in particolare la batteria e il basso, caratteristica questa che andrà a costituire i due lavori programmati per festeggiare il ventesimo anniversario della band: il best of "Hymns To Victory", lavoro che presenta vari remix, e la raccolta, seppur accreditata come album vero e proprio, "The Book Of Burning", ricco di vecchi pezzi ri-arrangiati e di molti inediti. "Magick Fire-Music", titolo scelto da DeFeis per nominare questo mini, rappresenta alla perfezione la musica dei Virgin Steele, sempre dotata di magia atavica, inflessibile magnetismo e spirito barbarico in grado di fomentare gli ascoltatori. Il dischetto viene ben accolto e vende abbastanza, confermando il rinnovato interesse nei confronti della band americana, ormai tornata sul trono dell'epic metal grazie a una serie di capolavori impressionanti e grazie all'inaspettato successo di tutto il power metal, trascinato da numerose band europee che riescono miracolosamente a conquistare nuovi legioni di metallari creando forse l'ultima vera rivoluzione musicale di massa, basata sull'ascesa di nuovi miti e sulle ultime corpose vendite prima del tracollo generale a causa della diffusione sempre più massiccia e tecnologica di un mostro chiamato Internet che, se da un lato favorisce visibilità e facili ascolti in tutto il mondo, dall'altro affossa il concetto di fisicità, vendite di vinili, cd e dvd, introducendo un modo inedito di consumare musica, più liquido e inconsistente. "Magick Fire-Music" è un ottimo intermezzo tra i due album più perfetti e ambiziosi dei Virgin Steele, e tra i più perfetti e ambiziosi nella storia del metal, essendo costruiti interamente di magia, di teatralità, di pathos. Il successo di pubblico e di critica che contorna la band testimonia la grandezza del lavoro dei tre musicisti, assorbiti completamente dal mito greco e dalle meravigliose atmosfere del teatro ateniese. Da questo momento in poi DeFeis si dedica al teatro, scrivendo l'adattamento della trilogia "The Marriage Of Heaven And Hell" e quello della casa degli Atridi, realizzando così il suo più grande sogno sin da quando era ragazzo: fondere heavy metal e opera. Stessa cosa farà in seguito, nel 2003, scrivendo il copione "Lilith", adattamento teatrale del mito sumero di Lilith, madre di Lucifero, cacciata dall'Eden e scaraventata negli Inferi, dal quale prenderà forma l'album "Visions Of Eden", principio di un'altra trilogia epica, dai toni più oscuri e romantici rispetto al passato. Insomma, la metal-opera è ormai una realtà e conquista tantissimi estimatori, tra i quali un certo Tobias Sammet, cantante dei tedeschi Edguy, che è uno dei primi a raccogliere le geniali intuizioni dei Virgin Steele per fondare un suo ambizioso progetto: Avantasia, power metal band costituita da numerosi ospiti, tra cui lo stesso David DeFeis, con la quale il musicista tedesco comporrà diversi buoni album, specialmente i primi due, dal simbolico titolo di "The Metal Opera, Part I & II". I lavori degli Avantasia riprendono a piene mani dalle opere dei Virgin Steele, sia nella struttura dei pezzi che nelle atmosfere, in particolare dai due "The House Of Atreus" e da "Invictus", regalando bei momenti di musica metal, seppur non raggiungendo mai la magnificenza del lavoro di DeFeis e soci. L'ep "Magick Fire-Music" è oggi inserito nella nuova ristampa della saga, edita da SPV come tutto il catalogo della band americana, confezionata in un bel cofanetto digipack contenente tre dischetti per oltre tre ore di incendiaria musica epica.

1) Wings Of Vengeance
2) Flames Of Thy Power (From Blood They Rise)
3) Prometheus The Fallen One (Savage Unbound Mix)
4) Gate Of Kings (Acoustic Version)
5) Agamennon's Last Hour (Silver Sided Death)
6) Great Sword Of Flame (Psycho Rough Mix)
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