SLIPKNOT

All Hope Is Gone

2008 - Roadrunner Records

A CURA DI
FABIO MALAVOLTI
05/03/2011
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Recensione

Nel 2008 gli Slipknot pubblicarono il loro quarto full lenght (quinto se si considera il semiufficiale "Mate. Feed. Kill. Repeat" del 1996), dal titolo "All Hope is Gone", ed è proprio il caso di dirlo, ogni speranza è andata. Spinti dal buon successo di "Vol.3: The Subliminal Verses" del 2004, gli Slipknot continuarono la loro evoluzione sonora con questo disco, che però risultò troppo insipido e commerciale. Nonostante ciò alcuni brani come "Psychosocial", "Sulfur" o "Dead Memories" sono divenute tra le più apprezzate dei 9 tizi mascherati. Rispetto agli album antecedenti la band si spostò così verso sonorità più alternative. Uno degli elementi che ha provocato questa involuzione degli Slipknot (oltre al sapore dei dollari) è sicuramente la voce di Corey Taylor, piuttosto inespressiva, strozzata e povera di grinta, mentre in passato, in canzoni come Everything ends e People=shit (Iowa-2001) oppure Surfacing, (Sic) o Eyeless (Slipknot -1999) era portatrice di rabbia, energia e potenza. Tutto sommato può comunque essere considerato un duscreto album, in quanto hanno almeno dimostrato di voler dare una svolta e puntare verso nuove mete.



Passiamo ad analizzare il contenuto di questo disco, che contiene dodici tracce nella versione normale e quindici in quella speciale: la prima è "Execute", un intro che alla fine non lo è propriamente, visto che dura quasi due minuti; dopo un pò si iniziano a sentire le prime martellate di Jordison sulla batteria. Il secondo è "Gematria-The Killing Name", della durata di sei minuti; ha un riff molto elaborato ed è caratterizzato da molte rullate e da un lavoro di pedale articolato e complesso; bello il ritornello con backing vocals, mentre l'assolo non è molto fantasioso, ma comunque ben eseguito. La terza traccia è "Sulfur" (terzo singolo) , la cui parte iniziale è molto complessa, in modo particolare la batteria; anche qui abbiamo un riff elaborato, e un ritornello piuttosto melodioso anche la voce di Taylor. Il quarto brano è la famosissima "Psychosocial" (primo singolo) , forse la più conosciuta in assoluto. Il riff è molto piacevole e come nel brano precedente l'atmosfera nel ritornello è più tranquilla rispetto alle strofe; non eccezionale l'assolo, un pò scialbo. La quinta traccia è "Dead Memories" (secondo singolo) : ha una batteria molto pesante ma il riffing placido e la voce la fanno assomigliare a una ballad. Molto piacevole l'assolo, breve ma non banale come quello di Psychosocial. Viene bissato da un altro assolo poco prima del termine della canzone. Il sesto brano è "Vendetta", una delle poche belle ed elaborate. L'apertura è caratterizzata da una rullata che si ripete più volte nella canzone; in alcuni tratti la canzone diventa più rilassata pe poi tornare improvvisamente grintosa. La settima traccia è la più grande stonatura del disco a mio parere, "Butcher's Hook", che proprio non digerisco. L'ottavo brano è "Gehenna"; all'inizio pare quasi una ballad, ma poi arriva l'ennesima rullata di Jordison a movimentare la canzone, salvo poi tornare tranquilla. L'assolo è molto "tradizionale". Arriva così la nona traccia dal nome "This Cold Black", anch'essa piuttosto anonima, e poi si giunge a "Wherein Lies Continue", particolare ma abbastanza piacevole. La decima traccia è la vera ballad dell'album, "Snuff", dove regna prevalentemente la melodia; il tema è la sofferenza per un amore che non potrà mai essere concreto. Un pò come Vermilion pt.2 di The subliminal verses. La più cazzuta del disco è l'undicesimo brano, la title track "All Hope is Gone". Il ritmo è velocissimo e si può apprezzare un grande lavoro di batteria sotto i tentativi di screaming di Taylor, che però sono particolarmente strozzati. Peccato perchè per il resto è un gran bel pezzo. Un altro brano privo di cattiveria e più melodioso è "Child of Burning Time". Come tono siamo all'incirca al livello di Dead memories, ma questa è più elaborata e piacevole. Molto gradevole il ritornello. La quattordicesima traccia è un mix di Vermilion pt.2 realizzata da Bloodstone. Così giungiamo all'altra ballad del disco, intitolata " 'Til We Die", che è poi stata dedicata a Paul Gray dopo la sua morte. Tutta la canzone, come Dead memories, Child of burning time e Snuff è cantata completamente in pulito.


1) Execute
2) Gematria (The Killing Name)
3) Sulfur
4) Psychosocial
5) Dead Memories
6) Vendetta
7) Butcher's Hook
8) Gehenna
9) This Cold Black
10) Wherein Lies Continue
11) Snuff
12) All Hope Is Gone
13) Child Of Burning Time
14) Vermilion Pt.2 (Bloodstone Mix)
15.) 'Til We Die