SCREAMING SHADOWS

Night Keeper

2011 - Jolly Roger Records

A CURA DI
ROBERTA D'ORSI
11/10/2011
TEMPO DI LETTURA:
8,5

Recensione

La calda terra di Sardegna è diventata per me, una vera e propria oasi musicale, fiorente e corposa, dispone di un forte temperamento metal, sparge semi di potente musicalità, facendo fiorire e rifiorire costantemente le orecchie di tutt'Italia e non solo, con le più disparate fragranze, da quelle epik/folk a quelle sinfoniche, da quelle death e thash a quelle più puramente metal, come l'heavy ed il power. Dall'intenso innesto di mare, sole e metallo, prendono vita gli Screaming Shadows in quel di Sassari; il punto d'origine risiede nella figura di Francesco Marras, chitarrista ed autore, ha da subito dimostrato di avere stoffa e talento da vendere, le doti creative e compositive si manifestano senza esitazione, portando Marras e soci alla pubblicazione di un primo ep e quattro full length. La formazione attuale degli Screaming oltre a Francesco Marras alla chitarra, vede Gianluigi Girardi alla voce,  Antonio Doro al basso e Mattia Stancioiu alle pelli; l'ultima fatica della band sarda è uscita il 3 ottobre per la Jolly Roger Records, prodotto da Mattia Stanciou, il disco contiene dodici tracce per una durata di 47 min e 08 s. Facendo partire il cd nel lettore vengo immediatamente catapultata, in un turbine di potenza e magnetismo, prime note accattivanti che preludono ad un percorso all'insegna della forza, un metal netto, tirato, travolgente, con quel sapore power a me tanto caro! Insomma una cavalcata in cui la chitarra ruggisce e che fa auspicare in un andamento sempre sulla medesima cresta ondosa spumeggiante. Proseguendo con "Planet X" il ritmo serrato si addolcisce, lasciando spazio a note che si adagiano su un tappeto melodico, le cui armonie si infarciscono di toni prog, deliziosamente concepiti.

Con "Midnight" le ondate power prendono ancora una colorazione progressive, dove il grigio dell'acciaio, si mescola al blu del cielo ed al rosso delle fiammate generate dagli strumenti, il comparto sonoro riacquista sprint, si spinge oltre un muro sonoro impugnabile e roccioso, in cui i tecnicismi solleticano sensualmente il nostro udito, nella track sgli Screaming si avvalgono della collaborazione di Alessandro Del Vecchio e Marco Pastorino, rispettivamente lead e backing vocals. "Who Dares Wins" non apporta di certo novità da un punto di vista compositivo, ma l'abilità esecutiva è indiscussa, il songwriting si evolve in cambi ritmici assolutamente travolgenti, i riffs alle corde sono così gustosi, da indurre a leccarsi letteralmente i baffi!!! Il basso e le pelli introducono "In The Dawn Of Time" brano dai richiami evocativi ed epici, sottolineati dal chorus di voci soavi che aleggiano in tutto il pezzo, la guest female vocal che si presta nella collaborazione in questa traccia ed in "Black Rain" è Antonella Masia. L'intro "Black Rain" è un preludio strumentale, in cui la chitarra staglia fiera il suo suono tagliente, sotto lo scrosciare della pioggia e facendosi avvolgere dalla delicata voce di Antonella che ci introduce alla title track del disco "Night Keeper" poderosa battaglia in musica, ove le corde sono gelide lame affilate, le bacchette picchiano sulle pelli, come grossi chicchi di grandine scalfiscono la pietra, modellando il suono come un guanto da calzare a pennello. Echi fantasy avvolgono "Angel Of Darkness" pezzo strumentale interamente suonato in acustico, che funge da intro per la nona canzone "Free Again" in cui appaiono come guest musicians, niente meno che Pier Gonnella alla seconda chitarra ed Alessandro Marras, la cui voce mi ha fatta innamorare follemente.. chiudo gli occhi e vedo Bruce Dickinson che canta la meravigliosa cavalcata Free Again, considerata dalla sottoscritta la traccia migliore dell'album. All'interno trovo tutto miscelato in modo perfetto, il compatto wall of sound impugnabile muro di cinta, scaglia contro le nostre orecchie note musicali sparate come palle da un cannone, il flusso del ritmo scorre diretto e tirato, tanto da sembrare un esercito di guerrieri lanciato all'attacco del nemico; Alessandro Marras alla voce è un Dio, sicuramente il paragone con zio Bruce, lo avrà subito miliardi di volte, ma è innegabile trovare tale somiglianza; timbrica peculiare, interessante e straordinaria, che ad oggi a parte Dickinson, in pochi possono vantare.. ed il Marras può!!!

"Lord Of A Sea" così come l'opener del disco, ospita la seconda voce di Daniele Ledda, la decima song, parte con una lieve incertezza iniziale, ma la ripresa è fulminea, non ho quasi il tempo materiale per rifletterci sopra, che la lava ardente del vulcano Screaming Shadows comincia a colare inesorabile, ingoiando senza tregua, tutto quello che incontra sul proprio cammino. L'ultimo intermezzo strumentale si intitola "Cherokee Spirit" le cui note tribali, sono sottolineate dalle percussioni etniche suonate da Saly Diarra, l'ipnotica melodia si scioglie in  susseguenti note acustiche, preludio all'ultima traccia "Wild Horses". All'insegna della corsa selvaggia, come cavalli al galoppo sulle bianche sabbie di una spiaggia baciata dalle calde tonalità del cielo al tramonto, le ritmiche di Wild Horses, corrono e si rincorrono in cerchi concentrici di evoluti tecnicismi, sembra non esistano principio e fine in questo interminabile labirinto melodico, gli oltre 6 minuti del brano si intrecciano amabilmente, con armoniosa potenza, buona conclusione per un buonissimo album. Sostenitrice del metallo italiano in tutte le sue sfaccettature, mi complimento con gli Screaming Shadows per un lavoro concepito con precisione, attitudine, controllo e compattezza del suono, insomma hanno tutta la mia stima, poiché sono riusciti a regalarmi un ascolto fluido e coinvolgente, potente e melodico, risultato di un'opera creata con passione di chi oltre che a suonarla, la musica la sente dall'interno.


1) Holy Knights
2) Planet X
3) Midnight
4) Who Dares Wins
5) In The Dawn Of Time
6) Black Rain instrumental
7) Night Keeper
8) Angel Of Darkness instrumental
9) Free Again
10) Lord Of A Sea
11) Cherokee Spirit instrumental
12) Wild Horses