S.D.I.

Sign of the Wicked

1988 - Scratchcore

A CURA DI
FABIO MALAVOLTI
16/08/2011
TEMPO DI LETTURA:
8

Recensione

Gli S.D.I. sono una di quelle band di seconda fascia del Thrash Metal tedesco che avrebbero meritato molta più fortuna rispetto a quella che gli è stata riservata.  Per rendersene conto basta ascoltare il full lenght "Sign of the Wicked", rilasciato nel 1988, un disco che spazia dallo Speed al Thrash più violento, un album che rimase nell'anonimato di una scena dominata da Kreator, Destruction e Sodom, ma senz'altro un disco da prima fascia e soprattutto un disco dalla grande personalità. Gli S.D.I. non iniziano immediatamente a mostrare gli attributi, anzi, l'intro della lunga ed articolata opener "Comin' Again - Sign of the Wicked" vede protagonista una placida chitarra acustica. Poi però si inizia a giocare pesante ed il pezzo acquisisce potenza e velocità mostrando tutta l'energia dei 3 ragazzi tedeschi.  Il brano prosegue cambiando ritmo più volte, passando da sezioni melodiche a sezioni grintose con l'ausilio di un ottimo e dinamico riffaggio, unito ad una certa orecchiabilità del ritmo. Il secondo brano è la dinamite "Megamosh", un titolo più che appropriato dato che stare fermi con questo pezzo è un'impresa abbastanza ardua. Ripropone gli ottimi giri di chitarra già testati nel brano precedente ma in questo caso senza un attimo di tregua. Si prosegue con "Alcohol", brano dal ritmo inizialmente più lento ma con il batterista Ralf Maunert che ben presto inserisce il turbo iniziando a pestare pesantemente dietro le pelli, ed inevitabilmente viene seguito a ruota da tutti gli altri componenti della band. Un ottimo duetto di Reinhard Kruse e Maunert introduce "Quickshot", brano che risalta per l'esplosività del riffing, a tratti ricco di virtuosismi da capogiro e per l'aggiunta di backing vocals a luci rosse. Un altro brano velocissimo è il quinto del disco, intitolato "Always Young", con ancora una volta ottime incursioni di Maunert che mantiene elevatissimo il ritmo di un pezzo reso dinamico dall'ottimo lavoro del chitarrista Franck Tiesing. Il sesto brano è "Long Way From Home", sempre all'insegna di Speed / Thrash ma prestando sempre attenzione a produrre riff personali e caratteristici, oltre ad elevare sopra le righe il cantato di Kruse. Poi è il turno della furente "Killer's Confession", track che spicca per il trascinante ritornello con potenti duetti vocali e per le chitarre particolarmente ispirate sia nei momenti più vicini i a lidi Thrash sia quando si va ad intoccare la melodia. Infine si giunge a "Fight", brano che mette in mostra il lato politico dei 3 thrashers. Musicalmente è invece costituito da decise inserzioni Speed dettate da una batteria sempre presente ed intensa, e da riff a mò di scarica elettrica da 350 volt.    Sign of the Wicked è una perla preziosa nella collezione di un vero appassionato di Thrash teutonico da custodire gelosamente.


1) Comin' Again -
Sign of the Wicked
2) Megamosh
3) Alcohol
4) Quickshot
5) Always Young
6) Long Way From Home
7) Killer's Confession
8) Fight