MEGADETH

Youthanasia

1994 - Capitol Records

A CURA DI
SALVATORE "MR.JACK" VECCHIARIELLO
12/10/2018
TEMPO DI LETTURA:
8

Introduzione Recensione

Doppio disco di platino e permanenza stabilissima all'interno della Billboard 200, nelle zone più alte e prestigiose; tour sold out, il maggior successo commerciale della band in assoluto. I Megadeth, o meglio i nuovi Megadeth, quelli degli anni '90,avevano imboccato la giusta via, quella del successo e della definitiva consacrazione commerciale. Il tutto grazie all'eterno "Countdown to Extinction", l'album che certo segnò una definitiva svolta nel sound di Mustaine e soci ma che al contempo diede ragione al grande pubblico, incredibilmente accortosi di questa meravigliosa compagine. Non che "Rust in Peace" o "Peace Sells..." fossero stati da meno: gioielli di tecnica e potenza, autentici capisaldi di tutto il movimento Thrash americano. Semplicemente imprescindibili, nessuno potrebbe mai affermare il contrario. Solamente, non riuscirono nell'intento di sfondare la quarta parete, arrivando al cuore anche dei non addetti ai lavori. Per un ragazzo dei '90, appena quattordicenne, sarebbe stato molto più facile assimilare una "Symphony of Destruction" che una "Wake Up Dead"; discorso che filerebbe, stando al fatto che pur decelerando ed infarcendo il sound dei Megadeth di velleità molto più Hard n'Heavy che Thrash tout court, "Countdown..." rimane ad oggi il più grande successo commerciale della storia dei Nostri. Autentico pilastro del Metal moderno, capace di condurci come topi al cospetto del pifferaio magico, seguendolo ciecamente anche sino al burrone. Un disco che mise d'accordo tutti: arcigni metallari e neofiti, tutti ebbero da concordare sulla sua intrinseca qualità, su quel sound estremamente più accessibile che in passato eppure velato di una strana malinconia, di una cupezza e di una durezza dettate da una sorta di pessimismo ed oscurità di fondo. Bissare quel successo, inutile dirlo, era d'obbligo: in casa Megadeth gli animi fremevano, ben consci Mustaine, Friedman, Menza ed Ellefson del fatto che il ferro andasse battuto finché rovente. Martello alla mano ed incudine ben posizionata, i nostri sapienti fabbri iniziarono quindi a modellare un successore, decidendo di non spostarsi di una virgola ed anzi, continuando il loro percorso. Un sound sempre aggressivo e potente, certo, che risultasse comunque lineare e diretto, "mainstream" se vogliamo. Mainstream di qualità, senza dubbio. Si cominciò quindi a lavorare seriamente su "Youthanasia", nonostante l'impazienza e la fretta nel donare al grande pubblico una nuova release avesse creato più di qualche tensione all'interno della line up. Mustaine, nemmeno a dirlo, avrebbe voluto mantenere ben salde le mani sulle redini della sua creatura, con dispiacere da parte di un Friedman sempre più indipendente e volenteroso di dare di più, in quanto a composizione e genesi dei vari brani. Un alzare la cresta che non piacque al biondocrinuto, il quale decise fieramente di imporre il suo ounto di vista una volta per tutte: la formula posta alla base di "Countdown...", da lui stesso delineata, aveva portato al successo. Perché cambiare una squadra che vince? Queste le premesse di una squadra dal bomber insostituibile, Megadave, e dalla seconda punta sempre più desiderosa di una fascia da capitano, Marty Friedman. Polemiche che non incendiarono più di troppo la situazione, con un Mustaine bravo mediatore; il quale, per venire incontro ai suoi compagni, decise di trasferirsi da Los Angeles a Phoenix, agevolando i suoi compagni residenti in Arizona, rendendo l'esperienza della registrazione di "Youthanasia" quanto più tranquilla e serena. Bastonate e carote succulente, il biondo non sbaglia mai. Nonostante il peso di "Countdown..." fosse invadente oltremodo, Mustaine ebbe comunque a dichiarare quanto, alla fin fine, il nuovo album fosse indipendente da ogni tipo di situazione passata. "Decidemmo di non suonare niente di vecchio, quel che potete sentire in questo album è materiale nuovo, al 100%; penso sia un vero e proprio lavoro di gruppo, ho voluto che i Megadeth funzionassero più come band che altro". Alla fine, il contentino era stato concesso, stando alle parole del frontman. Fu abbastanza? Ai posteri l'ardua sentenza. Certo fu che "Youthanasia" poté godere di un nutrito polverone scatenato dalla sua copertina, la quale scatenò l'indignazione generale dei media mainstream. Una tata, una signora intenta a stendere dei neonati sul filo del bucato: copertina cruda e diretta che in molti chiesero di censurare, non comprendendone il reale significato, nascosto nel titolo dell'album stesso. "Youthanasia", ovvero "eutanasia giovanile", il tema principale delle varie liriche. Come dichiarato da Ellefson: "quell'artwork rappresenta ciò che pensiamo dei giovani d'oggi, i nostri sentimenti nei loro riguardi. Questi ragazzi sentono la nostra musica, hanno un futuro dinnanzi a loro. Vogliamo spingerli a reagire, ad essere attivi... non vogliamo che vadano incontro all'eutanasia giovanile". Parole capaci di delineare un quadro ben preciso, in quanto molto spesso - nel corso del disco - i Megadeth si scagliano contro piaghe quali droga ed alcolismo, mettendone in risalto le capacità distruttive loro proprie. Qualche frizione all'interno del gruppo ed il rischio di un totale boicottaggio... non si poteva certo lodare il clima disteso e gioioso creatosi attorno alla compagine. Tuttavia, niente poteva far gridare allo scioglimento od al fallimento. "Youthanasia" aveva in mano un bel poker d'assi nonché la capacità di vincere un'altra partita a mani basse. Lo dimostrò, col senno di poi, il successo planetario che la ballad "A Tout Le Monde" riscontrò, divenendo ben presto un vero e proprio pilastro delle setlist live, brano imprescindibile per qualsiasi fan della band di Dave Mustaine. Andiamo quindi ad esplorare il mondo di questa eutanasia giovanile, scoprendone le cause e gli effetti, indagando in ogni più oscuro anfratto e piega dell'abisso umano.


Reckoning Day

Iniziamo il nostro viaggio con "Reckoning Day", il "giorno del giudizio". Un inizio - fine, si potrebbe quasi dire, un disco che comincia con l'annichilimento totale dell'umanità ormai costretta in ginocchio dall'ultim e definitivo tribunale. Eccola, l'adrenalina che inizia a farsi spazio iniettata nelle nostre vene a piccole dosi mediante un intro subito sparata a mille all'ora, senza pudore, capace sin da subito di stritolare la nostra mente. I Megadeth pigiano sull'acceleratore in maniera violenta, dando alla propria musica la parvenza di una carovana trainata da cavalli furiosi. Subito il testo si fa largo, riversando parole al vetriolo nelle orecchie dei poveri ed inermi ascoltatori, travolti da cotanta potenza: "lo sai che mi piace quando impazzisci, e adoro il modo in cui ti faccio arrivare all'esasperazione. Sei nulla per me in questo mondo e gioisco nel vederti perdere, nel sentirti sconfitto! Sento che vorresti urlare a squarcia gola dal dolore! La tua vita non serve a nulla e sai benissimo che fine farai!" Un Mustaine sugli scudi, che non le manda certo a dire ed anzi, esagera i concetti in maniera velenosa come suo solito. Le chitarre aumentano d'intensità e di tonalità, in un crescendo rossiniano in grado di aumentare ancor di più il pathos già creatosi, rendendo vibrante l'atmosfera. "E tu , tu! Mentre i muri crollano, sento i nodi che si affollano e si creano nel tuo stomaco e nella tua mente! Tutti sentono quanto urli, sperando che il tutto finisca e tutto torni normale , ma lo sai bene che questo non accadrà.. né ora né mai! La tua storia è già stata scritta, caro mio disperato! Ormai , ti sei fregato da solo! Nella tua mente credi e sai di essere solo e tutti attorno a te ti hanno abbandonato! Sei perduto in te stesso! Stai chiedendo aiuto ai cieli spenti e vuoti e non ti accorgi che le tue urla vagano solitarie senza che qualcuno le ascolti!" Versi di un certo spessore, dopo tutto in linea con quello che i Megadeth e Dave Mustaine sono sempre stati: un gruppo per molti versi "scomodo", in grado di urlare in maniera esasperante verità scomode; concetti quali l'abbandono o i colpi mancini della vita... tutto è condensato in queste liriche urticanti, in grado di arrivarci come un pugno in pieno stomaco. Udiamo quelle note che iniziano a mescolarsi con delle scale armoniche, dando inizio ad un intro per un ritornello a dir poco sanguinolento, efficacissimo in tal senso, capace di rendere il brano ancor più diretto ed efficace. "Non desiderare la rivincita! La rivincita chiesta da te è come una seconda sconfitta! Arriva il giorno del giudizio!!! L'impatto è inevitabile!" Sento il fuoco ardere in quel breve assolo che introduce la seconda parte del brano, ormai perso nella maledizione e nella rabbia pura. "Fingi, fingi mio povero perdente! Guarda come ti stai sgretolando man mano! Noto il terrore nei tuo occhi! Sembri paralizzato mio caro! Prega! Prega, diamine!" Rieccolo quel tornado di note che assillano la mente, insieme ai tuoni emessi dalla batteria a ritmo di tuono. "Non c'è più nulla da fare mio caro, ormai sono e sarò per sempre il tuo destino! E' inutile che scappi, che preghi o che urli al cielo spento! Sei mio e lo sarai per sempre! IL GIORNO DEL GIUDIZIO è arrivato e non ce ne sarà più per nessuno!" La lentezza che si fa sentire nella musica, gli incastri degli strumenti sembrano quasi presentarci una marcia funebre atta ad introdurre lo scompiglio più madornale della storia dell'umanità! Il riff iniziale torna a creare sconforto e tragedia nell'anima mentre tutto svanisce sotto il martellamento dei tamburi del giudizio universale!


Train of Consequences

Graffiante e raffinato allo stesso tempo, ecco arrivare uno dei brani più significativi dell'album. Arriva possente come una locomotiva in rallentamento, il nostro "Train of Consequences"; un "treno di conseguenze", per l'appunto. Tutte da pagare, senza esclusione di colpi. Un intro di tutto rispetto per Mustaine e company, i quali si presentano in maniera a dir poco magistrale, facendo valere il clima già instaurato con la track precendente. Sentiamo perfettamente i dialoghi al suo interno, pieni di rabbia e tragiche conseguenze: "lo senti vero? Dai, non far finta di nulla! Ti sto facendo un favore, povero illuso! Non mi sento per nulla in colpa prendendomi tutti tuoi soldi! Non so cosa siano il pudore o l'educazione, povero stronzo! Non credo in nulla, non credo nella vita, non credo in un Dio, non credo neanche in me stesso!". Ecco che improvvisamente ci sentiamo rabbrividire, un fruscio percorre tutto il nostro corpo, la nostra mente; quel  che udiamo in sottofondo ci aiuta a capire quanto stia succedendo: la voce caustica di Dave, le chitarre in sottofondo, la ritmica possente. Qualcosa si sta insinuando nella nostra vita, come un serpente in un piccolo anfratto. "Non mi senti? Cazzo, non mi senti????? Mi chiamo PROBLEMA! E sai che sto arrivando per uccidere, sai benissimo che non mi farò fermare da nessuno... povero illuso, preparati al peggio!!! Sto correndo Sul treno delle conseguenze, esso sfreccia a velocità assurda e non si ferma per compatire nessuno! Non so come spiegartelo mio caro, il mio stile di vita è come un vagone merci, pieno e vuoto allo stesso tempo , ma che compie il suo percorso! I miei pensieri sono deragliati, sono prigioniero in una mente contorna e maltrattata! Sono legato alle rotaie, sì! quelle rotaie maledette! Sento il ferro rovente di esse trafiggermi tutto il corpo!" Chitarre e violenza viaggiano insieme in un turbine di riff deraglianti, direi. Mai udito un sottofondo più adatto per un testo così brutale e subdolo; i Megadeth pigiano sull'acceleratore rinvigorendo la loro intrinseca crudeltà, ancora una volta abbandonando ogni tipo di "eleganza" o comunque reticenza nel lanciare un messaggio di qualsivoglia tipo. "Quel cavallo maledetto che neanche gli Dei riescono a domare! Nessun cavallo ha mai corso così velocemente come il denaro che hai scommesso. Sì, hai capito bene, non fare il finto tonto!" Ecco che il tempo e la vita inesorabilmente sprecati vengono paragonati nientemeno che ad una delle droghe peggiori, il gioco d'azzardo visto come uno spreco, un'inutile dipendenza. "Sto buttando tra le ceneri le mie carte fortunate, o sfortunate... a dire il vero non lo so con precisione, ma le gioco sul mio petto, sulla mia vita, sulla mia ANIMA!". E tutto continua ad essere furia, vento, uragani e cataclismi naturali, riuscendo sempre ad intrecciarsi alla perfezione in un assolo di tutto rispetto che rispecchia la rabbia del brano e la ferocità del pensiero che si vuole far incastonare nella mente dell'ascoltatore. Un turbine di musica senza un se, senza un ma... solo voglia di arrivarci dritti in volto come un gancio destro, né più né meno.


Addicted to Chaos

Intro a dir poco paragonabile ad una tempesta e ad terremoto messi insieme, un intro di batteria che sembra segnarti un destino non proprio positivo, purtroppo. Questa è "Addicted to Chaos", la "dipendenza dal chaos" appunto. Quasi questo elemento fosse proprio delle nostre esistenze, non riuscendo a lasciarlo indietro. "Sento tremare tutto attorno senza capire da dove inizi... sono strafatto, mi fanno male le ossa! Com'è che dicevi? Ah già, un giorno  mi ritroverò a vagare nel nulla da solo, nella speranza di ricevere un aiuto che già so che non arriverà né ora né mai". Il rimbombo della chitarra risuona come un tuono nella  mente del protagonista, mentre il Nostro prova a ricordare tutto quello che accadeva e come potesse accadere ciò. Il brano assume i connotati di un chaos in musica, ben descrivendo quella che alla fine è una storia di abbandono e di addii improvvisi. "Ho detto di aver bisogno di te, maledetta negatività... droga, anche se ti odio mi stai vicina nei momenti peggiori, illudendomi e facendomi sentire felice allo stesso tempo! Incantevole ed ingannatrice che attiri le tue prede come la leggendaria Maga Circe con il povero Ulisse e i suoi fedelissimi! Forse sbaglio? Forse sono un idiota che si fa manovrare come un burattino? Beh, cosa posso farci? Sono un uomo debole! Tu, beh... tu invece sei forte, sai che puoi manovrarmi, sai che ormai hai il completo potere su di me! Il mio cuore ormai è tutto oscurato, è maledettamente rosso, si è creato in esso un buco nel mio cuore... nella mia testa!" Chiaro come il titolo ed il testo assumano ora un significato ben poreciso, facendoci rendere conto del fatto che il tutto parli di droga e di come essa ci privi della nostra vita, giorno dopo giorno, ora dopo ora. Nel frattempo, dall'oblio sento sorgere quella pentatonica proveniente da una chitarra che sembra accompagnare tutta l'agonia che sta nascendo nel brano, per far capire davvero l'angoscia, la paura e il terrore che circonda il personaggio stesso. "Immagino  un sogno che non posso vedere, ormai è troppo lontano e inarrivabile per me! C'è un errore astratto e ingarbugliato,un'agitazione casuale che cresce in me e mi tramuta in una preda facile da ammaestrare! Sono drogato di chaos... drogato, drogato di chaos". C'è speranza di redenzione? Nonostante la cupezza della musica in generale, uno spiraglio di salvezza sembra in fondo possibile; impegnandosi e volendolo con tutte le nostre forze, senza mai indietreggiare di un centimetro. "La luce ha brillato sul mio sentiero!, sì, la sto vedendo! E' proprio quella luce di cui sognavo da tempo! Ci sono riuscito! Ho distrutto tutti i miei problemi! Prima il mio cervello era affaticato e mescolato, arroventato e trasandato allo stesso tempo! Mi girava tutto, era come un vortice nel mio "IO" e io ero li, immobile ad osservarmi mentre cadevo nell'oscurità più profonda ed incantevolmente negativa e perplessa! Ora ricordo cosa pensavo mentre accadeva tutto ciò! Il mio cervello era affaticato,
la mia testa girava.. non lasciarmi cadere, non arrenderti, non cedere
". Ecco di nuovo quella serie di pentatoniche di una chitarra che a differenza di prima, distorta e contorta, compare ora insieme ad un breve assolo vestita di una musicalità diversa, quasi rigeneratrice.


A Tout Le Monde

Straziante e coinvolgente, inizia in questo preciso momento uno dei brani che hanno indelebilmente segnato la storia del Metal. In "A Tout Le Monde", lettera aperta di Dave ed indirizzata "a tutti voi", tocchiamo con mano l'intimo più profondo dell'anima mustainiana, percependo indistintamente tutto il dolore che MegaDave possa aver provato lungo tutta la sua vita, dagli inizi sino a quel preciso istante. Un Mustaine quasi commosso e allo stesso tempo arrabbiato con tuttoe tutti, una delle ballad di certo più struggenti ma al contempo dotata di molta grinta al suo interno, cronistoria della vita di tanti fans in tutto il mondo. A colpire è immediatamente quel modo di cantare quasi straziante, soffuso, per far sì che tutti coloro che ascoltino il brano sembrino immedesimarsi nel racconto stesso. "Non ricordo di certo dove mi trovassi o cosa stessi facendo, mi trovavo nel vuoto più totale, realizzai che la vita era come un gioco. Sseguivo le regole, andavo dritto dove si doveva andar dritti, e giravo dove si doveva girare, seguivo sempre quella linea in modo continuo e preciso. Ad un tratto, come d'incanto, vidi tutta la mia vita, tutte le mie avventure e disavventure, passarmi davanti agli occhi in un attimo. E lì, lì purtroppo, capii che tutto ciò che avevo fatto era tutto sbagliato e stavo andando in contro al fallimento più totale! Cari amici e lettori, mentre accuratamente leggete queste parole scritte da me medesimo, sappiate che con tutto me stesso sarei voluto restare lì con voi, per creare tante e tante altre avventure, episodi di vita e tanto altro ancora! Ve lo chiedo per piacere, davvero col cuore in mano! Non piangete per me! NO! Anzi! Sorridete, vi prego! Sorridete mentre pensate a me che davvero avrei voluto restare li ancora un po', ancora qualche attimo, ancora qualche respiro in più! Ormai il mio corpo non c'è più, ormai non c'è più nulla di me!" In modo ancor più straziante ecco penetrare nella mente dell'ascoltatore tutto un gioco di melodie arpeggiate nelle strofe ed elettiche furiose in fase di refrain, una ballad se vogliamo dalla struttura e dallo sviluppo semplice... eppure interpretata in una maniera a dir poco perfetta e devastante da un Mustaine incredibilmente sul pezzo, in grado di far commuovere chi come lui abbia passato determinati brutti momenti. Un addio sincero e pieno d'amore verso chi sa di aver perso ormai la propria vita! Egli sta lasciando tutti, tutto il mondo, tutti i suoi amici! Deve per forza andar via! Quelle sono le sue ultime parole, i suoi ultimi pensieri. "Il mio cuore vuole essere ancora vivo e continuare a pompare per dare respiro a tutto il mio corpo, ormai tutto si è fermato, con esso tutta la mia misera esistenza! Tutti i ricordi, tutto quello che lascia dietro di sé è tremendo lo so! Ma come ben sapete anche voi chi dorme e riposa non prova più dolore e agonia! E purtroppo mi tocca dire che... chi continua a vivere, ha e avrà sempre più paura!" E così ecco entrare in scena un intro/assolo di tutto rispetto che lascia immaginare l'ingresso nella luce della persona stessa, la quale lascia il proprio corpo per seguire quell'anima che orami vive nella pace e tranquillità! A seguire ri-udiamo quelle parole dall'alto sempre più strazianti e piene di lacrime, che salutano e invitano a non piangere per colui che ormai non c'è più, ma in qualche modo resterà sempre con noi. Pensate una cosa, cari ascoltatori: quell'ultimo assolo di chitarra che ci accompagna verso la fine di questo straordinario brano e racconto infinito... al di là del significato originale del pezzo (la cronaca di un suicidio, praticamente), fidatevi che l'amore di chi non c'è più non vi lascerà mai! I corpi riposano, i ricordi restano e la vita prosegue, quelle ultime parole di addio renderanno libero chi avete amato e resteranno per sempre dentro di voi, cari amici.


Elysian Fields

Dopo la morte, i Campi Elisi. "Elysian Fields" si fregia di un intro a dir poco compatibile all'ingresso di una nuova era, simile a qualcosa di ultraterreno , come se introducesse un'aria di cambiamento, novità e ingresso di qualcosa di strano. Un Synth vecchio stampo, quei suoni psichedelici con i quali si giocava in studio di registrazione per provare nuovi sound e poi... SBAM! Un ingresso improvviso con una chitarra graffiante e ad impatto epico nella mente, come uno schiaffo ricevuto a pieno viso senza avvertimento! "Sento dentro di me una sensazione difficile, mi sento strano, quasi non sento di essere me stesso! E' una sensazione strana che non ricordo di aver provato in passato! Sentire gli occhi bruciare così tanto da essere paragonati ad un vulcano in eruzione o al fulmine di un temporale... non è rassicurante! Sento in essi un dolore fortissimo! Spero che la fine sia meno dolorosa della mia stessa vita! Sono stato messo sotto torchio e giudizio davanti agli Dei, si, credetemi, proprio davanti a loro, i sommi Dei dell'Olimpo nel giorno del giudizio!" Eccoli, i cori! Strano in n un album dei Megadeth sentire dei cori così accattivanti, pieni di riflessione, che come pargoli in un bosco che accompagnano il canto stridulo e aggressivo di Mustaine in preda alla rabbia. "Ho capito e abbiamo capito davvero che il mondo interno non vuole essere salvato! Sì! Brutte teste bacate! Ancora non avevate capito come gira il mondo? Falsità, ipocrisia e crudeltà! Mettetevelo bene in testa che esso morirà e sta solo fingendo di salvarsi, mentre già sa che sta sprofondando da un lungo periodo di tempo! Campi Elisi! Noi tutti insieme stiamo tempestando il paradiso! Prontissimi a tenere alti i nostri scudi e le spade, pronti ad accogliere il nostro atroce destino! Corriamo insieme verso una meta ancora lontana e piena di insidie! Ascendiamo verso il nostro destino... verso i campi elisi!" Rieccolo quel ritmo sincopato e preciso , incastrando batteria, basso e chitarre a pieno regime come uno squadrone di soldati in fila che marciano precisi e pieni di rabbia! E così, man mano che l'assolo, le chitarre e l'adrenalina in partenza stanno andando a scendere e cadere, il brano giunge al termine, lasciandoci quell'amaro in bocca e rendendoci consapevoli della straziante fine di questo mondo in preda all'oblio!


The Killing Road

Percorriamo proprio adesso la strada della morte, "The Killing Road"! Una chitarra che ti entra in mono da sinistra così arrogante e affascinante contemporaneamente, poi le stesse note che udiamo sparare da entrambi i lati, restando lì affascinati e colpiti da come questo brano abbia inizio, quasi guidandoti con tutta la grinta che hai in corpo all'interno di esso stesso! Emozioni che si uniscono tra di loro, sensazioni che solo un vero amante del Metal saprebbe provare... e come in un sogno entriamo nello scenario che la band vuole mostrarci e presentarci. "Ci si avvicina di nuovo! Eh sì, ci si avvicina ancora una volta al palco, a velocità supersonica! Corriamo così veloce per nutrire la fame di furia della gente!" Con tanto di risata rabbiosa e di soddisfazione nello stesso tempo. "Il Grande animale ha lasciato la propria gabbia! Troppo tempo è stato prigioniero di quelle sbarre e ora corre! Dai! La senti la sua voglia di sfrecciare? La sua voglia di ringhiare! La sua voglia di potere! Prendiamo di nuovo il bus! Per poi prendere un nuovo aereo! Sì dai, facciamolo subito! Eh, sì, capisco che questo comportamento sia bizzarro e strano... ma sai perché lo facciamo? LO SAI????? Perché siamo pazzi! Sì! Siamo pazzi e non ci saziamo mai di fama, ne cerchiamo e ne vogliamo sempre di più!!!! Ho perso la mente, ho perso tutti i miei soldi! Ormai perduto nel nulla continuo a vagare!!!!Ho perso tutto davvero, persino la mia stessa vita..." Ecco dunque come il tutto si tramuta nella cronistoria della vita di un musicista, sempre in viaggio e sempre appassionato, volenteroso di fare un po' di sana confusione in compagnia dei fan. "Ti rendi conto che questa maledetta strada alla fine non ha nulla di particolare, nulla di speciale! E' solo una stramaledetta strada del cazzo, senza senso! E' solo uno storpio lungo cammino, dannatamente lungo e contorto, ma ormai la mia pazza fuga è iniziata da tempo e devo continuare a correre a velocità elevata... so che mi schianterò!" Assolo a mille, pompato di adrenalina e fra i migliori dell'intero disco... e poi l'intreccio finale tra le note e le grida di Mustaine che ti mandano davvero in contrasto tra la paranoia e la turbolenza di una tempesta in escandescenza!!!!


Blood of Heroes

Cambiamo totalmente registro vedendo versato il sangue degli eroi, "Blood of Heroes". Dall'ingresso tetro e inquietante sembrerebbe quasi di trovarsi in un cimitero o comunque di un ambiente dominato da un'atmosfera cupa. Poi, tutto all'improvviso, inizia il brano con una spinta distorta e coinvolgente che ci avvolge e ci dirige verso una nuova avventura scritta da Mustaine e compagni: "mi sento irrigidito, tipo sensazione di immobilità! Non riesco a muovermi, ma solo a pensare! E credimi, lascia che ti dica una cosa, avvicinati a ma che te lo sussurro nell'orecchio mio caro... meglio essere lasciati morire che continuare a vivere! Stiamo e ci troviamo all'interno di una missione che sai anche tu che sarà la più dura della tua vita! Lo senti come procede il tutto? Stiamo andando a piena velocità! Siamo pronti a commettere il crimine! Non puoi più tirarti in dietro mio piccolo caro! NO! Non puoi più dire che non te la senti! Ormai sei entrato nella legione e non ne uscirai tanto facilmente!!!!! Sia ben chiaro, bello mio... segui bene gli ordini e arriva sempre in perfetto orario che qui non si scherza, anzi". Si parla dunque di soldati: di come spesso la loro vita si riduca ad un'immensa agonia su di un letto d'ospedale, di come il loro mondo non sia dominato da altro se non dalla paura e dalla violenza. Ben peggio di tutto questo, i loro datori di lavoro; infidi e maledetti signori della guerra con a cuore solamente i loro miserabili affari: "non sentite i gemiti e i lamenti dei vostri poveri angeli custodi, impauriti e spaventati? Ormai non hanno più il coraggio di uscire fuori per prendere le vostre inutili difese!!! Ah! Che goduria! Nel vedere a vostra differenza, i nostri straordinari ed impavidi Demoni che qui al nostro fianco, sulle nostre spalle ci indicano e accompagnano la giusta via per diffondere il nostro potere e garantirvi un'agonia unica! Sappiate che non ce la farete mai contro di noi". Ecco giungere un intreccio di voci, come se davvero ci si immaginasse questa battaglia in corso, gli uni contro gli altri e viceversa! La chitarra di Friedman si fa udire in un gemito caldo e forte mentre le varie voci che gridano e annunciano "ANCORA VIVO" e "NON MORIMEMO MAI" ci fanno davvero giungere nel bel mezzo della guerra come se anche noi ci trovassimo lì, in preda al panico, a difendere la nostra amata pellaccia! "Dai! Dove scappi! Abbiamo corso per molte montagne e colline, ne abbiamo fatta di strada! Ne abbiamo fatta a pezzi di gente e non ci fermeremo per nulla al mondo! Di strade ne abbiamo percorse, sia dritte che piene di insidie e non abbiamo mai deciso di fermarci. No!" Giungiamo anche qui alla fine dell'epico brano! Con un solo altrettanto epico, il quale ci accompagna per tutte le fasi finali della battaglia, facendo capire che la guerra a mio parere non è finita , ma è ancora tutt'ora in atto. Mai sapremo se i deboli si siano poi ribellati o gli "EROI" siano riusciti a distruggere come dicevano! Il tutto accompagnato dal ritornello che difficilmente lo si dimentica e tutta la musicalità che accompagnata il finale resta e resterà per sempre a mio modesto parere una battaglia musicale della storia del Metal!

Family Tree

Cresce rigoglioso un albero... genealogico. Questo il significato del titolo di questo ottavo brano, "Family Tree". Come un allarme... o addirittura lo paragonerei ad un campanello, sì, come un campanello d'allarme prima che qualcuno si butti da un aereo... risuon a una lugubre sirena. Ecco come si introduce un pezzo metal nella mente di chi lo ascolta! Quelle note iniziali: credo che, dopo averle avvertite, si siano insidiate nelle vostre menti a vita. "Cose dimenticate vengono ricordate e lo si sa, la mente a volte fa brutti scherzi, ma quando meno te lo aspetti, ti ritorna in testa quel ricordo, sì! Proprio quel ricordo che si era incastrato dentro quei cassetti dove ormai non cercavi più da tempo! Siamo arrivati ai tempi in cui gli animali stessi mangiano i propri cuccioli, la mente ormai sta correndo troppo velocemente, sappilo! So che dentro di te c'è tanto dolore! Beh, se vuoi un consiglio... affronta quel dolore che ti fa soffrire così tanto, sfidalo a viso aperto! Sì! Faccia a faccia con il dolore! Affrontalo con tutto te stesso! Diglielo!" Ed ecco arrivare in forma caotica , mescolata e di un'armonia pura allo stesso tempo il ritornello che coinvolge gran parte della band! Chitarre che seguono le note di basso, il basso stesso che raggiunge il timbro della batteria! E' un miscuglio di musica che sembra provenire dal paradiso e dall'inferno allo stesso momento! "Tutto il bene che hai, tutta la tua vita passata, tutti i tuoi ricordi, tutto il tuo io, sappi che è tutto racchiuso nel tuo albero genealogico! Quindi quando avrai delle domande, dei dubbi, sul chi fossi o altro, scoprirai tutto al suo interno! E' un segreto tra me e te questo, non svelarlo a nessuno, siamo in simbiosi, sappilo!" Mai dimenticarsi di chi si è, nemmeno quando la vita sembra schiacciarci inesorabilmente. Potremo sempre rifugiarci nelle nostre radici, nei nostri affetti più cari, nella vita vissuta che tanto ci ha donati e ci ha resi ciò che siamo oggi. "Quando senti che ti diranno di fidarti di loro, non aspettarti chissà cosa, e sai perché? Perché se aspetti solamente, senza far nulla, così da povero ingenuo, andrai a finire in pasto ai lupi! E questo lo sai, caro mio, sai che ti sei sempre fidato di tutto e di tutto e cosa ti ha portato? A vivere la tua vita in una sottospecie d'inferno vivente! Prova a cantare una canzone a squarcia gola ma da fatta di una sola nota piena di rabbia, furia!"

Youthanasia

Siamo dunque giunti al momento della titletrack, "Youthanasia". Ero lì a riflettere su quanto ascoltato in precedenza, mentre il rimbombo di accordi e note bombardati dall'intro della batteria, a ritmo cardiaco spropositatamente alto, mi entrava nel sangue. Il tutto ha acuito i miei pensieri e le mie conclusioni, somme tirate circa varie situazioni. Mi sono accorto che il mondo sta andando a rotoli, sì, ci rifletto ormai da tantissimo tempo... intanto le note elettriche iniziano a spianarmi una strada limpida nel mio cervello come se vedessi la strada cupa attorno a me, il mondo in cui mi trovo non è più lo stesso, l'orizzonte non vive più dove viveva e l'alba ormai non risplende più come una volta! La gente si fa domande e cerca risposte da chi non riesce a trovare le parole giuste per cambiare il modo in cui si va avanti! Si spendono soldi in droghe e tanto altro, la musica diventa sempre più complessa ed incisiva; il pessimismo si fa largo nei miei pensieri, dimenticando il valore della vita, la voglia di vivere e il giusto modo di essere esseri umani con una propria dignità,carattere e pensiero! E' così che il mondo , portato per mano dalla gente, si è ridotto! Non so se ci sarà un avvenire positivo o si andrà al degrado più totale! Eccolo che arriva , quel ritornello pieno di spirito, ma allo stesso tempo pieno d'angoscia. Un cumulo di sensazioni ed emozioni negative, lo si capisce da come lo si canta e da come lo si sente suonare ed entrare nelle menti affogate nell'ansia! A volte penso che qualcuno o qualcosa si sia dimenticato di noi e di tutto ciò che ci circonda: siamo come soldati in guerra inviati verso un triste destino. L'atmosfera musicale mi fa pensare ad una città deserta e straziante dove mi sento perduto e malinconico! Tutto attorno sembra svanire e le ombre della gente , accompagnate dal suono della chitarra di Friedman che sembra guidarmi nell'oblio più profondo ed oscuro! Andiamo in contro all'Eutanasia giovanile e la cosa andrà sempre a peggiorare! Siamo ormai schiavi di noi stessa e del mondo marcio che ci circonda e in cui purtroppo viviamo e dove dovremmo morire! Ed eccolo li! Quel ritmo che va ad aumentare e ritmicamente inizia a martellare sempre più! Un concentrato di note e vacillazioni musicali introducono un assolo di tutto rispetto e armonia che si intreccia magicamente con l'atmosfera che ne circonda, sparando scale armoniche e fulmini di note agghiaccianti ed infuocate allo stesso momento! E adesso... ci direte come vivere le nostre vite? Ora ci stiamo pensando su? Beh, a mio modesto parere, la fine è già giunta da tempo e ormai non possiamo fare altro che accusarci l'un l'altro senza un perché. Ormai siamo e saremmo per sempre prigionieri della vita desolata che ci circonda!


I Thought i knew it All

"Pensavo di sapere tutto"... "I Thought i knew it All". Intro di chitarra che ti trasporta in un altro mondo, molto più tranquillo; esecuzione dolce e scorrevole da parte di Friedman in questo brano, con la sua melodia interamente, sembra di stare comodamente seduto su un treno in corsa verso un nuovo viaggio pieno di pensieri nuovi e nuove vicende tutte da scoprire! Il novo pensiero è riferito proprio al pensiero stesso! Alla mente e alla persona, al subconscio e alla riflessione ce ha il protagonista per tutta la durata del pezzo. "Da qualche parte c'è un motivo, sì! Pesavo tra me e me, un motivo esiste sicuramente, lo so! Perché il tutto, tutte le cose vanno così? C'è per forza un motivo per cui il tutto va così, giri in questo modo! Le delusioni, le riflessioni sul perché c'è fallimento, c'è nullità! Un diavolo di motivo deve esistere per forza! Io purtroppo non riesco a vederlo, ma so che esiste una motivazione a tutto ciò! Purtroppo sono troppo distante dalla risposta per leggerla! Troppo lontano da quel perché! Ma so che esiste! Lontanamente ma so che esso esiste!" All'improvviso, senza un avvertimento o uno stacco entra d'impatto quel ritornello che sembra provenire da lontano, con la voce di Mustaine in evidenza e voci che sembrano rispondere al suo richiamo da lontano come se rispondessero alle sue riflessioni. "Ma mi chiedo, Come diamine è potuto andare a finire tutto in questo modo? Davvero pensavo di sapere tutto! Ma quel tutto alla fine si è rivelato un vuoto totale!" Riprende subito la seconda strofa e notiamo come il nostro protagonista sia agitato a livelli allarmanti, come se fosse quasi in preda al panico! Non sa cosa sta accadendo e il perché lo stia facendo! Esso si agita, come se corresse invano. "Da qualche parte c'è un motivo!!!!!! Qual è questo motivo????? Non lo riesco a spiegare! Non so il perché non riesca neanche a spiegarlo, cavolo! (Affaticato, sudato e nel panico). Sai? Sai, quando cambiano le stagioni? Beh, sento il cambiamento, ma non so darmi una spiegazione del perché accada tutto ciò! Forse non è il mio turno! Nel senso che non tocca a me capire come funziona il tutto, forse qualcun altro sa e deve sapere, forse la risposta non la saprò mai! Forse un giorno riuscirò a scoprire! Ma so! SI che lo so! Un motivo a tutto ciò esiste!" E in quell'istante, dove il nostro protagonista viene lasciato nelle sue domande senza risposte, ecco entrare il solo finale che lascia letteralmente a bocca aperti tutti! Sembrerebbe quasi l'inverso dell'intro iniziale, quell'intro che ti accompagnava docile ad ascoltare ed entrare nel pezzo e che ora parrebbe trasformata in una situazione di panico totale! E' come immaginare il nostro protagonista scappare e correre in una strada completamente deserta, come se fosse inseguito da qualcuno o qualcosa, o forse dalle troppe sue domande e paranoie.


Black Curtains

Cosa dire delle nere coltri, della magnifica "Black Curtains"? Uno dei miei brani preferiti dell'album! Un brano ricco di potenza e adrenalina pura! Un impatto devastante che solo i Megadeth potevano concepire, in maniera distruttiva e potentissima! Un riff che ti prende da dentro e ti fa drizzare i peli sulle braccia, una musicalità unica! Davvero l'atmosfera di catapulta in un'oscurità quasi macabra e paurosa, verrebbe quasi voglia di saltare dallo spavento, da un momento all'altro, di correre all'impazzata urtando contro chissà cosa. Il tutto funge da introduzione ad un discorso di terrore e di avvertimento, come se dovessimo temere qualcosa o di qualcuno. "Hey.. guardati attorno, sì, dico proprio a te!", con tanto di voce intimorente, buia, sulfurea. "Ascolta! Tutto ormai è nella confusione più totale! Scappa! Trovati un riparo! Corri! Scappa fin che puoi, scappa finchè sei in tempo!" Tutto d'un tratto... un'esplosione! Un rumore infernale, quasi stesse cominciando una vera e propria apocalisse. BANG! Vibrano i cannoni. "Hai sentito? Beh, l'Armageddon è arrivato! Corri , Corri!!! Il tempo ormai è scaduto, il tempo ha esaurito le proprie risorse! Fuoco, fiamme, terremoti, mari mossi, venti a velocità mai sentiti e visti! Il cielo si sta sgretolando, sembra che sta cadendo su tutti noi poveri ed inutili esseri viventi!!" Come per magia, ma di magia non si parla, poiché è tutto vero e tetro. Il mondo sta per finire, è come essere avvolti da tende nere infinitamente lunghe e spesse. Tende così nere da non vedere una via di salvezza, non esiste posto dove trovare un riparo sicuro, le tenebre hanno preso il sopravvento e nulla più può far tornare anche solo un misero raggio di sole e di salvezza. " Scappa... non scherzare! Scappa povero idiota! Ormai non puoi più trovare un posto dove ripararti! Nessuno può e potrà salvarci, ormai! I capelli, non li vedi come iniziano a prendere fuoco? Si stanno polverizzando sulla nostra testa ormai cosparsa di oblio e fuoco minaccioso, anche l'anima arde! Provo a gridare , ma nessuno sente le mie grida! Provo a liberarmi, ma ormai non riesco a muovere nemmeno un dito! Perduto per sempre nell'oscurità più assoluta e nera! Nera come il nulla! Nera come quel destino ormai segnato che mi sta consegnando alla fine". Chitarre di fuoco, oserei dire! Percepiamo il caldon in quelle note; lampi nel buio pronti a schiantarsi al suolo, producendo bordate di scintille, intenti ad incendiare tutto ciò che le circonda, come una pioggia di tuoni e lampi che fanno decadere il mondo interno! Una musicalità che sa di immortalità, ma allo stesso dispensatrice di fine ineluttabile. Un travolgente assolo che minaccia la fine, quella fine che sapevamo che prima o poi sarebbe giunta. "I serpenti... mi circondano, li sento addosso, viscidi, che strisciano sulla mia pelle, orridisco al sol pensiero! Mi offrono senza nessun timore, ma quasi con la loro gioia, il loro bacio mortale a dimostrarmi la fine ormai troppo vicina!"


Victory

Non poteva esserci conclusione migliore di "Victory", a mio modesto parere. La vittoria finale che conclude l'album a velocità ed impatto straordinario. Senza introduzioni, senza neanche battere ciglio, come un macigno che ti viene addosso all'improvviso. Un brano diretto, che senza avvertimento si presenta nelle tue orecchie e ti fa restare lì immobile con il fiato sospeso! Davvero un ottima scelta, come finale di un album! Un giro di riflessioni, riflessioni ben studiate ed approfondite per mandarci nel panico più arrovegliato! "Allora, ascolta ciò che ho da dirti! Un giorno, così all'improvviso, ho iniziato a raccontare a tutti quelli che mi stavano attorno che uccidere è la mia passione, il mio far soldi, la mia ragione di vita! Sono stato impiccato come una martire! E sai perché? Solo perché avevo guardato con tanto disprezzo il crocifisso! Sai quando la mente ormai è disconnessa dal corpo? Sì, dai, non dirmi che non ti è mai capitato! Ho profetizzato i miei ultimi riti! Cattivi presagi assillavano la mia mente , ho profetizzato fino alla morte! Sì, fino all'ultimo secondo ho gridato a tutti i miei ideali e i miei bisogni! Poi, all'improvviso, una valanga di domande mi hanno inondato. Mi sono preso delle dita negli occhi, ho avuto aghi nelle mie vene, si , tutto questo mi è accaduto, non so come o per cosa, ma mi è accaduto! Un coltello giusto in mezzo agli occhi! E credimi che fanno male, queste cose". Il nostro personaggio sembra un essere unico al mondo, o è forse la vittoria stessa che ci sta raccontando come essa vive o come essa deve vivere per continuare ad esistere? Un brano davvero coinvolgente ed intrigante allo stesso tempo! Frasi ingarbugliate che se lette con precisione ed accuratezza hanno un senso logico. Continuiamo a sentire ciò che il Nostro ha da dire: "Tutto ad un tratto arrivò l'Anarchia! Essa giunse per dar fuoco al mondo interno! Immagina, Immagina! Tutto il mondo che andava a fuoco! Hai mai provato quel dolore? Sembra come un uncino che ti trafigge la bocca! Essere infilzato come un pesce che nuota tranquillo nelle sue acque, ucciso all'improvviso! Corruzione dappertutto! Dicono che la pace sia in vendita!!!! Ma sai la verità? Nessuno mai a questo mondo avrà la capacità e la voglia di comprarla, perché a loro luridi non importa tutto ciò!" Intriganti i vari rimandi a diverse opere dei Megadeth, brani storici come "Hook in your Mouth", "Peace Sells... but who's buying?" e così via. Un pregevolissimo autocitazionismo. Senza contare il riferimento alla storica "Anarchy in the U.K." dei Sex Pistols, gruppo importantissimo per un giovane Dave Mustaine in procinto di proporre al mondo la sua musica. "Ma sai, per me tutto questo, tutti questi pensieri che ho raccontato e ti sto raccontando sono solo dei brutti sogni! Sì! Svegliati da questo oblio tetro e con zero fasci di luci! E' solo un cavolo di brutto sogno che ti avvolge come un tornado, all'improvviso!" Altra citazione, questa volta tocca a "Tornado of Souls". "Io lo so! E sai perché? Perchè io sono la VITTORIA!!!" Un finale entusiasmante,scandito da una voce molto soddisfatta e che si allontana successivamente in maniera lenta, calma. Conclusione troppo entusiasmante! Chitarre intrecciate che davvero sembrano un tornado in grado di travolgere i nostri pensieri e tutto ciò che ci sta attorno! La voce di Mustaine che rimbomba nelle cuffie di chi sta ascoltando... e poi SBAM! Il brano finisce così! Secco e deciso, come se ci si stia risvegliando da un brutto sogno.


Conclusioni

Eccoci arrivati, miei cari lettori, alle mie personali considerazioni circa questo lungo viaggio in compagnia dell'eterno Dave Mustaine; tutta una serie di conclusioni che ho deciso di trarre in maniera subitanea, ancora scosso dal turbinio di sensazioni che "Youthanasia" riesce a suscitarmi, ascolto dopo ascolto, volta dopo volta. Sincerità per sincerità, cosa potrei dire di quest'album a mio parere unico nel suo genere? In primo luogo, metterei in primo piano la capacità che il lavoro in questione ha di scatenare un autentico temporale nell'animo di ogni suo ascoltatore. La grandezza di "Youthanasia" e la bravura dei Megadeth sta proprio nel loro saper sprigionare tante, ma tante di quelle emozioni da farti davvero provare l'effetto di un piccolo terremoto nel più profondo dell'anima. Rabbia, dolore, ingenuità, felicità, sensi di colpa, vittorie, sconfitte, tragedie, calamità naturali... e chi più ne ha più ne metta. Davvero un disco completo in ogni sua minima sfaccettatura, brani nei quali nulla è lasciato al caso ed anzi, sembrano avere tutti vita propria, fungendo da perle a se stanti per il completamento di una collana dai mille colori, dalle mille sfumature. Parlando soggettivamente, potrei annoverarlo senza alcun dubbio fra quelli che più sono riusciti a marcare la mia vita nonché ad incoraggiare la mia voglia di ascoltare ed amare il metal! Un disco che davvero ti avvolge e ti rende protagonista e partecipe allo stesso tempo di tutta una pirotecnica, splendida avventura musicale; che Mustaine e compagni hanno saputo rendere unica, per dare una scossa diversa al loro modo di intendere il metal in generale, a mio modesto parere. Varietà ed approcci differenti, non più solamente una e solo una corrente od un ideale da perseguire. Potrei in virtù di questo azzardarmi a definire "Youthanasia" come un disco completo, sotto tanti punti di vista. Sinceramente uno dei pochi dischi che davvero posso considerare "fatto e finito", in tutto e per tutto: dalle introduzioni melodiche agli assoli epici, uniti all'immensa capacità di trasportarci all'interno delle storie narrate, rendendoci incredibilmente protagonisti di queste ultime. Un racconto dopo l'altro, storie di vita vissuta e narrazioni dei problemi che tutt'oggi affliggono il mondo, rendendolo un posto sempre meno ospitale in cui vivere. Davvero un album a cui dedico solo e solamente parole positive, complimenti sinceri a degli straordinari musicisti, capaci questi ultimi di aver dato vita e forma a delle circostanze altrimenti vaghe ed impalpabili. Come suonano la tristezza e la depressione? Forse, "A Tout Le Monde" riuscirebbe a fornirci un'idea più che illuminante, in tal senso. Uno schiaffo duro e crudo alle coscienze che i Nostri intendono risvegliare, a cominciare dalla cover cruda seppur tristemente veritiera. Una gioventù di derelitti, arresisi al proprio destino, bombardati da false promesse e propaganda negativa, d'ogni genere. Ebbene, i Megadeth non ci stanno; serrano il pugno e lo scagliano violento contro una società sorda e muta, intenzionata ad instupidirci ogni giorno sempre più, sino all'annichilimento totale delle coscienze. Chi può ancora essere salvato? Chi può risollevare le sorti di un mondo apparentemente alla deriva? Proprio loro, i giovani. Chi ancora serba in sé energie ed innocenza, voglia di cambiare, di rivoluzionare. Il messaggio - oltre il discorso prettamente musicale - di "Youthanasia" è proprio questo: aiutare chi vuol essere aiutato, fornire un fuoco, una spinta, un carburante tale da innescare un motore potentissimo, ruggente nonché rovente. Anche da questo punto di vista mi sentirei di promuovere il platter a pieni voti. Parliamo di un grande impegno sociale, per nulla smarrito dietro i risultati e le classifiche di vendita. Certo, i Megadeth stavano godendosi la loro enorme fetta di super popolarità, in quel 1994; non avevano però perso di vista il loro impegno, la loro volontà di risultare "scomodi" in senso lato. Dispensatori di verità che tanti insabbiavano e con le quali non avevano il coraggio di interfacciarsi. Sotto questo punto di vista, mi sentirei quasi di definirli come "la voce di chi non aveva voce". Pensando ai loro giovani fan, i Nostri gli avevano dato in mano un testimone importante, da portare fino al traguardo. "Non arrendetevi, ragazzi... andate avanti, e non fermatevi MAI".

1) Reckoning Day
2) Train of Consequences
3) Addicted to Chaos
4) A Tout Le Monde
5) Elysian Fields
6) The Killing Road
7) Blood of Heroes
8) Family Tree
9) Youthanasia
10) I Thought i knew it All
11) Black Curtains
12) Victory
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