DIMMU BORGIR

The Serpentine Offering

2007 - Nuclear Blast

A CURA DI
FABRIZIO IORIO
09/11/2015
TEMPO DI LETTURA:
6,5

Introduzione recensione

Continua il nostro percorso di analisi inerente alla discografia dei norvegesi Dimmu Borgir, e ci troviamo a parlare di un singolo particolare che precede la release vera e propria. Nel marzo del 2007 infatti, i Nostri lanciano sul mercato discografico il singolo "The Serpentine Offering" che precede di solo un mese l'album "In Sorte Diaboli" pubblicato appunto nell'aprile dello stesso anno per la "Nuclear Blast". La formazione che compone questo lavoro era già stata presentata attraverso la rivisitazione di "Stormblast" del 1996 (ovvero "Stormblast MMV"), risuonato per intero nel 2005 per volontà del chitarrista e fondatore Erkekjetter Silenoz. Quindi, dietro le pelli troviamo Hellhammer che prende definitivamente il posto lasciato vacante da Nicholas Barker a causa di problemi strettamente personali e che la band non vuole divulgare per ovvie ragioni di immagine. Le song presentate in questa occasione, o meglio, la song presente in questo singolo, è appunto "The Serpentine Offering" che poi si rivelerà il brano di apertura del nuovo disco dei Nostri norvegesi. E' una traccia molto bella che viene riproposta in tre versioni differenti, ovvero quella classica inclusa in "In Sorte Diaboli", la versione accorciata che viene proposta nel primo videoclip tratto dal nuovo lavoro, ed una completamente strumentale che risulta essere piuttosto curiosa ed interessante. Il brano è l'inizio di un racconto che si evolverà con il proseguo della nuova uscita discografica e narra la storia di un sacerdote che, colto improvvisamente da dubbi inspiegabili, inizia a dubitare della propria fede intraprendendo un percorso di purificazione malata che lo porterà a diventare il nuovo anticristo. Fino a qualche anno fa, operazioni di questo genere erano praticamente impensabili per la band, ma complice la continua evoluzione del proprio stile e del proprio sound ed una etichetta discografica che ha sempre creduto fortemente in loro (tanto da farli divenire una delle formazioni di punta), i Nostri sono usciti ad uscire da un panorama quasi underground se vogliamo, donandosi una visibilità sempre più in crescita. Infatti i dischi venduti iniziano ad essere sempre di più e di conseguenza si allungano i tour che vedono i nostri norvegesi protagonisti, con performance da veri headliner, fino a calcare i palchi dei più prestigiosi ed affollati festival metallici. Ovviamente non tutti hanno visto di buon occhio questo cambiamento quasi radicale, ma i fatti e soprattutto le vendite, danno ragione ai Dimmu Borgir. Tornando al singolo, notiamo una copertina molto interessante dove troviamo un capro alato che risulta essere un estratto di quella completa, ma è particolarmente attraente per quanto richiama fortemente un simbolo anticristiano ed estremamente provocatorio, il cosiddetto Baphomet. Questa parte di affresco non è un'opera messa li per caso, ma è un dipinto di Hans Memling (pittore tedesco vissuto tra la metà e la fine del 1400) che ritrae il Baphomet, ovvero il demone con il corpo di donna ed il viso da capra. Anche questi particolari, come la cura della cover di un singolo, denota una minuziosità impeccabile nell'offrire un prodotto curato in tutte le sue parti. Un solo brano non può effettivamente dare un'idea precisa sul contenuto del full-length, però vediamo di capire se ci sono delle novità importanti già ad un primo ascolto e se possa far ben sperare per il futuro di una band che ormai ha fatto dell'immagine e delle iperproduzioni il proprio marchio di fabbrica, senza fortunatamente tralasciare quella componente creativa che ha contraddistinto fin qui ogni loro uscita con prodotti di altissimo livello.

The Serpentine Offering

La versione completa di "The Serpentine Offering" è il primo brano a comparire in questo singolo. Inizialmente ci viene proposta un'introduzione orchestrale che cresce mano a mano fino a diventare sontuosa ed allo stesso tempo tetra e sospetta. E' solo l'inizio, dato che successivamente la band parte prepotente con un lavoro di doppia cassa deciso e preciso che aumenta considerevolmente con l'aggiunta del primo vocalizzo da parte di Shagrath. Il ritmo diventa ossessivo con un riffing deciso e graffiante che viene accompagnato da Hellammer, facendo da contorno in maniera pressoché perfetta. La parte strumentale che veniamo ad incontrare successivamente è solo un preludio ad una esplosione sonora che avviene nel momento in cui il singer riprende le redini della traccia e la sezione ritmica si fa apprezzare per tecnica e precisione. Il ritornello è molto ben eseguito e risulta essere la parte vincente dell'intero brano che, con il suo proporsi così diretto, resta in testa ad un primo ascolto. Con una certa sorpresa per come si stava strutturando la song, troviamo le clean vocals di ICS Vortex, che come mai prima d'ora sembrano essere ispirate ed adattissime per allentare un attimo la tensione fin qui generata. Mentre la voce pulita si perde in dissolvenza, ritroviamo la voce di Shagrath filtrata all'esasperazione, ma non stona affatto per il proseguo dell'ascolto, anzi, sembra essere architettata apposta per preparare l'ascoltatore verso il chorus finale accompagnato da una sezione strumentale imponente e decisamente sfacciata. La figura del serpente è storicamente e mitologicamente legata al diavolo tentatore che viene a manifestarsi per indurre in tentazione i primi abitanti della Terra nel momento immediatamente successivo a quello della creazione, ovvero Adamo ed Eva. In questo specifico caso, inizia a tentare il sacerdote manifestandosi in maniera decisa e dicendo a chiare lettere che lui rappresenta l'odio, l'oscurità e la disperazione che si nasconde dentro ognuno di noi. La ferocia che si cela nell'animo umano è solo in attesa di essere risvegliata, e lui è qui per farla emergere togliendo ogni tipo di freno. Gli propone un'offerta irrinunciabile, condividendo il suo sacrificio ed iniettando il proprio veleno nelle vene in modo da poterlo abbracciare attraverso le proprie spire e conducendolo verso una verità malvagia fatta di tentazioni e libertà spirituale. Pone al protagonista di questa tetra storia, un quesito importante che lo porta a riflettere ed a dubitare della propria fede, ovvero viene chiesto se è peggio rimanere nell'ignoranza facendosi offuscare la mente da false promesse, o se è meglio sacrificare la propria vita abbracciando la morte, non prima di aver contribuito allo sterminio del cristianesimo e di tutti coloro che ne approvano le leggi.

The Serpentine Offering (single version)

I dubbi alla fine diventano certezze, e il nostro uomo di fede si concede al maligno dopo aver patito non poche sofferenze. "The Serpentine Offering (single version)è la medesima traccia "corretta" e tagliata per la promozione del videoclip. L'inizio è identico alla sua controparte completa, con tanto di orchestrazione sontuosa ed accattivante che sfocia in maniera esplosiva con un drumming inizialmente tecnico che aumenta di intensità con l'arrivo della prima strofa. Lo screaming di Shagrath è molto convincente ed ispirato, così come tutti i compagni che ricamano una musica penetrante e violenta che viene esaltata dal lavoro di tastiere da parte di Mustis. La differenza, o meglio, il taglio che possiamo andare a notare risiede nella parte successiva alla prima strofa, dove la sezione strumentale ripetuta per ben tre volte viene proposta una volta soltanto, con la relativa strofa successiva che fa capolino quasi immediatamente. Vengono tralasciate altre piccole parti che ad un ascolto superficiale non possiamo notare particolarmente, ma alla fine della traccia, troviamo un ammanco di quasi un minuto e mezzo. Non ci sono quindi grossi stravolgimenti, e la song mantiene intatta tutta la sua bellezza. Le liriche ovviamente sono le medesime, quindi troviamo nuovamente il serpente tentatore che cerca di plagiare il nostro sacerdote tentandolo in qualsiasi maniera pur di far vacillare la propria fede.

The Serpentine Offering (instrumental)

Una volta riuscito nell'intento, si scateneranno una serie di eventi catastrofici che non avranno fine. "The Serpentine Offering (instrumental)" è l'ultimo brano di questo singolo. Stessa introduzione operistica di inizio brano e si parte con Hellhammer che detta i tempi con la sua doppia cassa in un crescendo di velocità e potenza, il tutto accompagnato dalle tastiere di Mustis. La prima sezione senza voce risulta molto bella e completa già di per sé con un continuo martellamento tecnico da parte del drummer che, una volta concluso, rallenta vistosamente a favore di una atmosfera particolare che prende piede soprattutto quando il tempo diventa cadenzato e pesante, per poi riprendere con doppia cassa velocissima e rintocchi di ride, che esaltano la sezione ritmica, con un basso sicuramente più udibile ed una orchestra che viene apprezzata maggiormente in quanto si viene avvolti solamente dalla musica. Anche il lavoro alla chitarra di Galder viene ascoltato con maggior attenzione, definendolo un vero e proprio valore aggiunto. Si riprende sostanzialmente come ad inizio brano, e viene apprezzata particolarmente la parte dove dovrebbe essere presente il ritornello, dimostrando che la componente prettamente musicale svolge un ruolo fondamentale nella riuscita di una song che si candida già tra le migliore del disco. Sul finale, una notevole accelerazione viene dettata dalle pelli dello stesso Hellhammer, il quale stoppando con le proprie mani il crash, decreta la fine del brano stesso. Ad essere sinceri, inizialmente si avvertiva un po' di timore verso un brano che, riproposto per ben due volte, risultava essere una certo una gran bella composizione, rischiando però di annoiarci; invece con gradita sorpresa, dobbiamo dire che la sua parte "spoglia" ci fa capire maggiormente il potenziale di questa band che si può permettere di fare questo tipo di esperimenti.

Conclusioni

In conclusione che dire, se non che ci troviamo di fronte sicuramente ad una operazione prettamente commerciale e che pubblicizza il nuovo album di imminente uscita in maniera un po' sfacciata se vogliamo, ma che ci consegna comunque un gruppo sicuramente in grande forma e consapevole dei propri mezzi. Hellhammer sa benissimo di essere un ospite illustre in una band che ha deciso di non avere un batterista in pianta stabile in formazione, ma è dotato di una grandissima professionalità e contribuisce in maniera decisa per dare un tocco di classe ad una song di grande spessore. Promozione massiccia a parte, la curiosità ora di sentire ora l'album completo diventa spasmodica, come se ci venisse servito un assaggio di una portata di grande classe in attesa del piatto completo. La band è ormai cosciente e consapevole dei propri mezzi, e con la grande esperienza accumulata negli anni, può solo migliorare a livello qualitativo. Ora sta solamente ai Dimmu Borgir cercare di non sedersi sugli allori dimostrando di essere professionali oltre che a grandi artisti, ma soprattutto di cercare di non deludere i propri seguaci. Certo è che il cambiamento di rotta verso territori più "commerciali" non è andato giù ai fan delle prime loro produzioni, però non bisogna negare che i Nostri norvegesi abbiano del coraggio da vendere, e che in quanto a produzioni di assoluto livello non sono secondi a nessuno. Il brano in questione incarna alla perfezione lo stato compositivo della band e possiamo dire con certezza che si tratta di una canzone tra le più belle, ed anche orecchiabili se vogliamo, che i Nostri sono riusciti a comporre da "Spiritual Black Dimensions" in avanti. Tutto è studiato in maniera certosina, dalle orchestrazioni di inizio brano, ai cambi di tempo a volte repentini, fino all'inclusione delle clean da parte di Vortex in uno specifico momento del brano. La voce dello stesso Shagrath che sinceramente aveva espresso qualche dubbio, non tanto nello scream vero e proprio ma nei continui effetti digitali apportati alla sua voce nei due dischi precedenti (pur trattandosi di ottimi lavori) gode di una espressività quasi ritrovata e non risulta fortunatamente mai forzata o troppo spinta verso lidi poco consoni alle sue caratteristiche. Chiaramente stiamo parlando di un prodotto non fine a se stesso sia chiaro, però la decisione di includere per ben tre volte lo stesso brano anche con le dovute differenze, risulta essere sicuramente motivo di discussione, dando un po' la sensazione di aver "riempito" il dischetto per poterne giustificare il prezzo di acquisto. Comunque attendiamo con ansia il disco completo, dato che si tratta del loro primo concept da quando hanno iniziato la loro carriera. Per quanto riguarda questo singolo, ci sentiamo di consigliarlo sicuramente a chi vuole avere tutto, ma proprio tutto, della band e a chi magari si dovesse avvicinare soltanto ora al gruppo di Jessheim (Oslo).

1) The Serpentine Offering
2) The Serpentine Offering (single version)
3) The Serpentine Offering (instrumental)
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