DIMMU BORGIR

Interdimensional Summit

2018 - Nuclear Blast

A CURA DI
FABRIZIO IORIO
19/03/2018
TEMPO DI LETTURA:
6

Introduzione Recensione

Sono passati praticamente otto anni dall'ultimo lavoro targato Dimmu Borgir. Otto lunghi anni che hanno visto la band norvegese mettersi momentaneamente in pausa dopo un album, Abrahadabra, non proprio riuscito. Possiamo tranquillamente affermare che il suddetto disco rappresenti purtroppo il punto più basso della loro carriera. Complice l'allontanamento di musicisti eccezionali del calibro di Ics Vortex (basso) e Mustis (tastiere), Shagrath e soci sono sembrati avere poche idee per realizzare il successore del pur discreto In Sorte Diaboli, e quelle poche idee si sono rivelate anche mal realizzate, salvo in alcune occasioni. Sul finire dello scorso anno però, la band si è risvegliata, dando alle stampe prima una compilation con un paio brani interamente orchestrali che si potevano benissimo trovare nella limited edition di Abrahadabra, altre due bonus track riprese da In Sorte Diaboli, una cover di Perfect Stragers dei grandissimi Deep Purple, ed infine una versione live di Puritania estrapolata dall'ottimo Puritanical Euphoric Misanthropia. A dir la verità ho trovato questa uscita piuttosto superflua, ma per lo meno ha ridato quel segnale di vita che molti fan stavano aspettando da troppo tempo. Discorso completamente diverso bisogna farlo per l'immediato e successivo doppio dvd Forces of the Northern Night. Un live sontuoso e molto ben confezionato che ci mostrava una band in ottima forma. Ora è giunto il momento per la fortezza oscura di riemergere dall'oscurità e dare alle stampe un nuovo album di inediti. Previsto per il quattro maggio, Eonian rappresenta la decima fatica in studio dei Nostri norvegesi (se consideriamo ovviamente anche Stormblast MMV) e questo nuovo lavoro viene giustamente anticipato dal nuovo singolo che ha il compito di dare un assaggio a quello che dovrebbe appunto essere il nuovo disco. Tale compito è affidato a Interdimensional Summit, seconda track tratta da Eonian. Stampato in sole duemila copie suddivise in: settecento vinile nero, cinquecento rosso, cinquecento bianco e nero e trecento vinile color oro, troviamo oltre che alla nuova traccia, anche la solita versione live di Puritania. Detto questo, dobbiamo anche vedere come è composta la line up, dato che dal 2008 è praticamente composta dai soli Shagrath (voce), Silenoz (chitarra) e Galder (chitarra). Come session man ad accompagnare i Dimmu Borgir nei loro live, troviamo ancora una volta il batterista Daray, il bassista Shaw ed il tastierista Gerlioz con la collaborazione (ancora una volta) della Schola Cantorum Choir norvegese. Continua quindi la volontà dei tre di voler essere loro gli assoluti portatori della bandiera dei Dimmu Borgir. Una scelta che personalmente non condivido e che rivela ancora una volta che la band è un affare privato di Shagrath e Silenoz, con l'aggiunta di Galder solo in un secondo memento. Dunque è arrivato il momento di ascoltare questo nuovissimo singolo, e non nego che la curiosità è tanta; un po' per il passato glorioso di una band che ha fatto dell'atmosfera prima e dell'assalto sonoro poi il proprio marchio di fabbrica, ed un po' perché spero vivamente che non vogliano riciclare idee già espresse in passato e soprattutto che non comcompiano un ulteriore passo falso come accaduto in precedenza. Volendo essere ottimisti, dopo quasi otto anni si può pensare che di tempo per fare qualcosa di interessante lo abbiamo dunque avuto, ma forse avere delle aspettative troppo alte rischia solo di far rimanere delusi qualunque sia il risultato finale. Quindi lasciamo per un attimo da parte i pregiudizi ed inoltriamoci a varcare le porte di questa fortezza per scoprirne i suoi segreti.

Interdimensional Summit

Un'introduzione pomposa dettata dalle orchestrazioni da il via a questo nuovo brano targato Dimmu Borgir. "Interdimensional Summit (Vertice Interdimensionale)" si presenta inizialmente maestosa e pulitissima. La sezione ritmica compare nell'immediato, così come le chitarre che non sono però protagoniste come dovrebbero essere, ma bensì fungono da accompagnamento agli strumenti orchestrali. Quando Shagrath fa finalmente la sua comparsa, il sound si spoglia delle vesti sontuose per permettere al singer di iniziare questo viaggio interdimensionale accompagnato solamente dai compagni di band. Iniziamo così il nostro viaggio mistico impantanati dall'illusione e cresciuti tramite bugie ed inganni. L'unica cosa che conta ora, è fuggire da questo folto grembo di ignoranza, diventando noi stessi dei ricercatori silenziosi di verità. Il pre-chorus che ne segue è chiaramente sinfonico, forse troppo, ma l'interpretazione della band, soprattutto quella del singer è molto buona ed interessante. Tutto quello che abbiamo visto fino ad ora ed osservato, improvvisamente si rivela a noi per quello che è. Quello che voglio dire, è che non tutto quello che sembra superficiale o importante lo sia effettivamente. Dobbiamo imparare a vedere oltre le cose e non fermarci sempre e solamente all'apparenza. Ad un occhio allenato non esistono le coincidenze, e più vediamo una cosa e più ci si rende conto che questa non ha un senso vero e proprio. "Se non puoi vedere non puoi saperlo davvero" ribadisce questo concetto. Se non volgiamo o n on possiamo vedere qualcosa nella sua profondità, non potremmo mai sapere cosa si celi dietro. Il ritornello che ne segue è di una orecchiabilità quasi sconcertante, e seppur ben studiato e ben interpretato, si ha la sensazione che i Dimmu Borgir abbiamo voluto giocare facile con questo brano. Un chorus che dopo un paio di ascolti si stampa in testa indelebilmente, ma diciamoci la verità: ad una band che propone black metal sinfonico non si chiede questo. Comunque la song prosegue con una parte piuttosto melodica dataci dagli strumenti distorti, una sorta di rallentamento generale (non che prima la velocità fosse sostenuta, tutt'altro) che si arresta per permettere ai coristi di tracciare una strada a senso unico per ripartire con l'aggiunta finalmente delle tastiere che sembrano aver ripreso un ruolo importante per l'economia del pezzo, cosa che ultimamente non accadeva quasi mai. Interessante questa porzione di brano, finché non ritroviamo nuovamente il ritornello in tutta la sua maestosità esecutiva che questa volta sembra avere una marcia in più, ma non basta a far decollare Interdimensional Summit. Una volta terminato, ci viene in soccorso l'assolo ad opera di Galder, il quale si rivela essere discretamente bello da ascoltare ma inizialmente è di una sfacciataggine allucinante. Leggero, morbido e privo di mordente che però sul finale, grazie ad un tapping furioso permette alla sezione ritmica di imporsi finalmente producendo un bel suono massiccio e corposo. Durante il nostro nuovo percorso incontriamo altre anime come la nostra intente a scoprire tutti i segreti delle verità a noi celate, creando una scia di pagine bruciate dietro le nostre spalle che stanno a significare che la nostra vita, per come l'abbiamo conosciuta e vissuta, è in sostanza tutto un bluff e quindi dobbiamo per forza ricominciare partendo da zero. Veniamo quindi gettati nell'oscurità e viaggiamo da soli come fossimo un'unica entità. Una volta che saremo in grado di liberarci da queste illusioni, prenderemo il nostro primo ed ultimo respiro e realizzeremo finalmente che la vita viene sempre dopo la morte, e non viceversa come abbiamo sempre creduto. Le tastiere purtroppo vanno a soffocare a causa di un'orchestrazione sempre troppo presente, ed il brano va a concludersi con ancora una volta il chorus ed un leggero inasprimento musicale che però non da quella marcia in più che tutti si aspettavano. Chiaramente essendo un singolo, e per giunta il primo del nuovo album, il tutto viene corredato da un video che si rivela in fondo semplice con una band intenta a suonare all'interno di un edificio poco illuminato e ricoperto di fumo. I nuovi costumi della band non sono neanche male in fondo, ma quel pentacolo posto alle loro spalle che si illumina ad intermittenza è veramente orribile. Un brano che ricalca forse troppo le ultime produzioni e che potrebbe lasciare l'amaro in bocca a più di un estimatore.

Puritania (live)

Direttamente dall'ottimo Puritanical Euphoric Misanthropia del 2001, troviamo il brano "Puritania" qui riproposto in chiave live. Delle frequenze radio a dir poco compromesse sono il trampolino di lancio per questo brano che è probabilmente quello più sperimentale a cui i Nostri abbiamo lavorato. Il lavoro di batteria è chirurgico e preciso e la voce di Shagrath è come da prassi filtratissima e carica di pathos. Il nostro sub conscio prende la forma improvvisa di una strana creatura, la quale prende vita e vuole immediatamente metterci davanti la nuda e cruda realtà. Egli si autoproclama come un essere superiore, e questa situazione il pubblico presente la percepisce, la vive. L'esaltazione generale è quasi irreale, ma quello che riesce a trasmettere questo brano così atipico è eccezionale. Si cerca di far capire a tutti che le guerre, le bugie ed il dolore che dobbiamo sopportare, sono provocati nientemeno che da noi stessi. Siamo solamente noi i colpevoli di tutto, e se ad ogni azione corrisponde una conseguenza, capite benissimo quante cose sbagliate l'uomo abbia fatto e stia facendo nel corso degli anni. Le vocals sono sempre "meccanizzate" a tal punto da poter dare voce proprio a questa creatura. Le tastiere sono integrate perfettamente, ma a volte la dispersione del suono fa si che si perdano un po' costituendo un problema non di poco conto. Le chitarre risultano un pochino compresse, mentre la sezione ritmica è ben presente e soprattutto svolge un lavoro devastante senza mai spingere sull'acceleratore. Ormai siamo ridotti ad un cumulo di spazzatura ed è giunto quindi il momento di fare una pulizia pressoché totale. Come? Semplicemente dando il via allo sterminio di una razza che non ha saputo cogliere quanto di buono la propria terra aveva da offrire, spargendo solamente odio e cattiveria non appena ne aveva l'occasione. Se solamente ci fermassimo un attimo a pensare a quanto il nostro pianeta ha saputo regalarci permettendoci di vivere al meglio delle nostre possibilità non facendoci mai, e dico mai, mancare nulla, la ricompensa che stiamo a lui offrendo come ringraziamento è a dir poco spregevole. La band continua in maniera lineare ad emettere la propria sentenza, mentre l'orchestra prende per un momento le redini del brano accompagnando i Nostri in uno show di tutto rispetto. C'è poco da fare insomma: se ultimamente i Dimmu Borgir non abbiamo prodotto lavori di grande qualità, bisogna dire che in ambito live c'è ben poco di cui lamentarsi. Se al tutto ci aggiungiamo una song altamente sperimentale eseguita perfettamente ed coinvolgente che riesce a trasportare i presenti attraverso una reale condizione umana che al giorno d'oggi spicca per disprezzo ed egoismo, allora ecco che avremo un quadro generale estremamente interessante.

Conclusioni

Siamo giunti alla conclusione di questo antipasto che va a precedere l'uscita nel nuovo studio album dal titolo Eonian. Di Puritania si è detto ormai tutto, un brano che si era già rivelato una piacevole sorpresa ai tempi della sua pubblicazione e che ancora oggi riesce ad essere vincente su tutti fronti. Passiamo quindi all'analisi del nuovissimo Interdimensional Summit, il quale è chiaramente il piatto forte di questa uscita. Qui ci sono dei punti che bisogna chiarire e che necessitano di ulteriori riflessioni. Innanzitutto è un brano che va ascoltato varie volte e vi spiego il perché. Ad un primissimo ascolto mi sono ritrovato con molti dubbi e parecchie perplessità date dal fatto che è veramente un episodio troppo catchy senza una benché minima intenzione di essere cattivo o pesante. Dopo vari ascolti qualche perplessità me la sono levata e ci sono delle porzioni di song che non sono nemmeno male. Innanzitutto ho trovato piacere nel riascoltare finalmente alcuni parti di tastiere che troppo spesso con l'uscita di Mustis dalla band, erano relegate quasi in secondo piano per permettere alle orchestrazione da sala di prendere praticamente il loro posto. Poi ho apprezzato il fatto che Shagrath in questa canzone abbia abbandonato il filtraggio pesante della propria voce che negli ultimi lavori era quasi irritante. E' come se vocalmente cercasse quel qualcosa o quel riempitivo per dare spessore alla propria proposta, producendone però esattamente l'effetto opposto. Qui l'ho ritrovato in forma grazie ad una ritrovata grinta. Purtroppo però le note positive a mio parere finiscono qui. Le troppe orchestrazioni non sono diciamo così invasive come accaduto in precedenza, ma smorzano troppo una tensione che già di per sé non è troppa. I riferimenti ad Abrahadabra sono palesi, probabilmente troppi e non lasciano ben sperare per questo nuovo lavoro. Io spero e mi auguro che abbiamo scelto come singolo apripista il brano più orecchiabile dell'intero lavoro, e se anche non è così male da ascoltare non è certo quello che si aspetta da una band del calibro dei nostri norvegesi. Una band che ha attraversato a mio modo di vedere tre fasi della propria carriera: una prima assolutamente magnifica caratterizzata da forti atmosfere di grandissimo fascino che ha saputo regalarci delle perle di assoluto valore, una seconda dove i Nostri hanno effettivamente cambiato la loro proposta concentrandosi più sull'impatto distruttivo dei pezzi senza però tralasciare la componente sinfonica, ed una terza (questa) dove sembrano abbiano voluto improntare il proprio sound su soluzioni altamente sinfoniche ma troppo troppo pompate e con scarse idee di fondo. Dopo ben otto anni è lecito aspettarsi di più da un gruppo di tale caratura. Sembra quasi che si siano adagiati senza cercare quel qualcosa che avrebbe potuto farli rinascere definitivamente. Insomma non un brutto brano ma le aspettative non sono state per il momento ripagate. Non resta che aspettare l'uscita di Eonian per vedere se queste perplessità possano essere spazzate via una volta per tutte; per il momento bisogna accontentarsi. Se avete comunque apprezzato gli ultimi lavori apprezzerete anche questo brano e quindi potete aggiungere un mezzo punto al mio personalissimo voto, altrimenti per ora, direi che va bene così.

1) Interdimensional Summit
2) Puritania (live)
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