DEMONS & WIZARDS

Demons & Wizards

2000 - SPV records

A CURA DI
DONATELLO ALFANO
23/09/2011
TEMPO DI LETTURA:
9

Recensione

Prendete i leader di due tra i più importanti ed influenti nomi della scena metal degli ultimi vent'anni, unite le loro forze e chiudeteli in uno studio di registrazione fino a quando non usciranno con del materiale nuovo di zecca, cos'avrete? Risposta esatta; un supergruppo come i Demons & Wizards! La solida amicizia tra Hansi Kürsch, voce dei Blind Guardian e Jon Schaffer chitarrista degli Iced Earth ha dato vita sul finire degli anni novanta a quella che personalmente ho sempre considerato come una vera e propria band e non un progetto estemporaneo. I due artisti reduci dai capolavori assoluti incisi con i rispettivi gruppi (Nightfall in Middle-Earth per quanto riguarda Kürsch e Something Wicked This Way Comes per Schaffer, entrambi pubblicati nel 1998,un anno strepitoso per il power metal) nel 2000 esordiscono per la SPV/Steamhammer con questo nuovo monicker preso direttamente dallo storico album omonimo degli Uriah Heep. Trovandosi a livello compositivo in uno stato di grazia stratosferico come quello che stavano vivendo all'epoca i risultati non potevano che essere eccezionali ed infatti il lavoro di debutto non tradì le aspettative di critica e pubblico. Hansi e Jon hanno dimostrato come lo spirito, l'anima ed il cuore delle loro band potevano fondersi per creare un sound che pur pagando un forte tributo alle cose realizzate in passato poteva risultare dinamico ed accattivante, quando ci sono esperienza e talento come quelle dei nostri eroi è praticamente impossibile restare delusi. Il disco (registrato con due ottimi musicisti che in precedenza avevano già collaborato con gli Iced Earth, il chitarrista Jim Morris ed il batterista Mark Prator) ci regala cinquantadue minuti di grandissima musica che è servita anche a chi come il sottoscritto vorrebbe sempre ascoltare qualcosa di nuovo da parte dei bardi di Krefeld; i quattro anni che mediamente questi ultimi fanno trascorrere tra un lavoro e l'altro diventano sempre più estenuanti. Premendo il tasto play del nostro lettore si viene immediatamente assaliti dalla potenza e dall'oscurità dell'intro Rites Of Passage, poco meno di un minuto dove delle potenti chitarre ed un coro a metà tra l'apocalittico e l'epico aprono nel migliore dei modi la strada a Heaven Denies, track energica caratterizzata da sublimi armonizzazioni e da un drumming vario ed ipertecnico, il tutto acquista un valore elevatissimo appena entra la voce di Hansi che personalmente ritengo una delle più belle della storia del metal, il frontman tedesco come sempre ci regala un'incredibile serie di emozioni; non finisce mai di sorprenderci nel suo passare con estrema disinvoltura da tonalità epiche ed aggressive ad altre più delicate ed intimiste, particolarmente affascinante è il finale arpeggiato, ricco di fascino e misticismo. Si prosegue sulla stessa linea con Poor Man's Crusade, pezzo che si distingue per delle strofe veloci e massicce a cui fa da contraltare un ritornello arioso e di presa immediata, il coinvolgimento è già alle stelle ma appena partono le note acustiche di Fiddler On The Green più di un brivido percorrerà la schiena di ogni amante della vera arte, una delle ballad più commoventi ed intense che abbia mai ascoltato, bisogna soltanto chiudere gli occhi e lasciarsi trasportare da questo sogno trasformato in musica, nella parte finale gli strumenti acustici lasciano spazio a quelli elettrici per chiudere in una solennità con pochi precedenti. Il solito ed inconfondibile riff stile "mitragliatrice" di Jon ed un altro coro da antologia introducono Blood On My Hands, poderosa cavalcata metallica dove la scuola power statunitense si fonde alla perfezione con quella europea, il risultato come sempre è strepitoso! Path Of Glory è un gradevole mid tempo contraddistinto da forti echi settantiani, il giusto equilibrio nell'alternare (nuovamente) sonorità acustiche a quelle elettriche riporta alla mente alcuni tra i più grandi gruppi della storia dell'hard rock a cominciare dai leggendari Led Zeppelin. Una melodia epicissima introduce Winter Of Souls, una delle tracce più articolate di tutto il cd, i numerosi cambi di tempo presenti però non affievoliscono la tensione che rimane altissima per tutta la sua durata, prendendo in esame un brano come questo possiamo affermare che non siamo poi così lontani da un certo modo di intendere il progressive metal. La formula di Path Of Glory viene ripresa anche in The Whistler ma in chiave più pesante ed oscura, Hansi sfodera la sua consueta prestazione vocale versatile e trascinante, la successiva Tear Down The Wall inizialmente sembra un altro episodio riflessivo ma ben presto si traforma in un possente metal-anthem dotato di un magnifico refrain a cui è impossibile resistere. Gallows Pole (ma non avevo già parlato degli Zeppelin prima?) e My Last Sunrise sono due tracce separate ma che in realtà formano un'unica mini suite di dieci minuti caratterizzata da un'incessante ed efficace alternanza tra parti veloci ad altre più lente e da un'atmosfera cupa ed avvolgente; la performance del singer (in particolar modo nella seconda track) è estremamente tirata ed impetuosa, ancora una volta il suo apporto si rivela fondamentale nella creazione di un mood tenebroso come questo, alla brevissima Chant tocca il compito di chiudere l'album; si tratta di un outro costituito da un toccante coro dove riemerge prepotentemente il misticismo che abbiamo trovato più volte durante l'ascolto dei brani precedenti. Non ci sono dubbi; quello dei Demons & Wizards è il classico esordio col botto, ma in fondo non c'è da meravigliarsi più di tanto se consideriamo la caratura di questi due artisti che hanno dato e continuano a dare tanto alla causa del metal in termini di importanza e qualità, ovviamente per Kürsch e Schaffer le priorità sono sempre state le loro bands principali, infatti ci vorranno ben cinque anni per ascoltare il secondo Touched By The Crimson King, lavoro più diretto e meno articolato rispetto al suo predecessore ma sempre valissimo, da allora i D&W si sono fermati e nessuno sa se mai avremo la possibilità di assistere ad un loro gradito ritorno, io me l'auguro ogni giorno anche perchè è probabile che nel 2020 avrò ancora la forza di lanciarmi in un furioso headbanging!


1) Rites of Passage
2) Heaven Denies
3) Poor Man's Crusade
4) Fiddler on the Green
5) Blood on My Hands
6) Path of Glory
7) Winter of Souls
8) The Whistler
9) Tear Down the Wall
10) Gallows Pole
11) My Last Sunrise
12) Chant