DEATHSPELL OMEGA

Si Monvmentvm Reqvires, Circvmspice

2004 - Norma Evangelium Diaboli

A CURA DI
DAVIDE PAPPALARDO
24/08/2014
TEMPO DI LETTURA:
8,5

Recensione

Anno di grazia 2004. I francesi Deathspell Omega hanno ormai alle spalle più di quattro anni di carriera nell'ambito del Black Metal, partiti nel 1999 con il demo "Disciples of the Ultimate Void", dopo uno split con i Moonblood pubblicano il debutto ufficiale "Infernal Battles" lo stesso anno, disco decisamente mediocre a causa di capacità tecniche ancora amatoriali e un suono di batteria veramente osceno, nonché una produzione in generale pessima specie nella seconda metà del disco ripresa dal loro demo ; in seguito però le loro capacità crescono velocemente, e già con gli split successivi con Clandestine Blaze e Mutiilation, e sopratutto con il secondo album "Inquisitors of Satan" dimostrano di esser maturati presentando un Black Metal che per quanto ancorato alla tradizione norvegese risulta ben suonato, soprattutto per quanto riguarda le parti di chitarra del chitarrista - fondatore Hasjarl, che sembra aver lavorato duramente ampliando le sue capacità tecniche avvicinandosi sempre di più ad uno stile molto tecnico giocato su cambi di tempo schizofrenici e sull'uso delle dissonanze tipiche del Post - Rock e dell' Avant - Garde, allontanandosi dunque sempre di più dalla tradizione e dai canoni del Black di stampo scandinavo tradizionale. Ma non si tratta del solo cambiamento in seno al gruppo che stava avvenendo in quel periodo; dopo la pubblicazione del secondo album per diverso tempo i nostri si ritirano nel silenzio, con una pausa durante la quale succede qualcosa, data la natura elusiva dei membri non è esattamente chiaro cosa e come, le dinamiche precise possono solo essere immaginate, l'unico che poi ne parlerà in interviste avvelenate sarà il fuoriuscito Shaxul, ora ex-cantante del gruppo. Forse la visione in precedenza espressa in certe interviste, totalmente tradizionale sulla musica e concettualmente blasfema, ma legata di fondo all'ateismo, era solo del cantante, o forse a causa dei suoi studi esoterico - filosofici e di tecnica musicale Hasjarl ha cambiato in quel periodo la sua visione e l'ha ampliata, fatto sta che il chitarrista decide di cambiare la musica del gruppo spingendola verso la direzione di un Black Metal sperimentale che pur partendo da una solida base derivata da quanto fatto finora nel campo nell'ambito tradizionale , inserisce senza problemi elementi esterni tra cui soprattutto il già citato songwriting non lineare e strutturato sulle dissonanze della chitarra, e anche su una batteria poliritmica che non ha nulla a vedere con quella usata nei dischi precedenti, mostrando un rientrato Yohann (o almeno così i credit del disco dicono, con il gruppo mai niente è davvero sicuro) in uno stato di grazia che porterà molti a dubitare della natura umana del suono a causa dell'andamento tenuto che richiede una tecnica davvero non comune, e l'impianto ideologico che pur continuando il tema del culto della morte e dell'entropia ora abbraccia apertamente il satanismo ortodosso e religioso che riconosce il diavolo non come mero simbolo superomistico, ma come entità veramente esistente che si manifesta tramite i fenomeni di decadenza e morte, entità che viene concepita dai nostri come l'unico vero dio da adorare perché il distruttore dell'inganno dell'esistenza, la rappresentazione dell'unica verità esistente, ovvero l'oblio eterno che inghiotte tutto, a cui va asservito tutto, anche se stessi. Questo si riflette profondamente nei testi, non più fantasie medioevali con demoni e signori della guerra malvagi, ma trattati esoterici e filosofici sulla natura spirituale dell'uomo, di Dio, di Satana, nonché di figure come Cristo e l'Anticristo, mostrando una profonda conoscenza della Bibbia e dei testi ebraici come la Cabala e il Talmud, mutuata con una visione legata anche allo gnosticismo che vede l'Universo come una gabbia in cui l'uomo è imprigionato, e da cui può essere liberato solo dalla morte; si tratta di una visione complessa e non sempre di facile comprensione, che viene interpretata diversamente da molti, addirittura c'è chi finisce per considerarli dei "cristiani sotto mentite spoglie", chi pensa che stiano facendo una parodia ben elaborata, chi invece semplicemente li ritiene dei modaioli che hanno deciso di abbracciare la cosa "hip" del momento, ovvero l'ortodossia satanica di WatainFuneral Mist  e Ondskapt, i nostri in ogni caso non sentono di dover dare spiegazioni ritenendo che fanno quello che fanno prima di tutto per il loro "Signore" isolandosi dal resto del mondo e tagliando ogni comunicazione. Come detto Shaxul non accetta i cambiamenti guardando con disprezzo l'impronta religiosa dai suoi compagni, come avrà modo di esprimere, sostituito prontamente dal finlandese Mikko Aspa, proprietario dell'etichetta che ha pubblicato i due dischi precedenti dei nostri, mentore di varie band nei più disparati generi musicali estremi (tra cui nel Black i Clandestine Blaze e nel Funeral Doom Stabat Mater) e dichiarato amante della pornografia estrema e degli aspetti più scabrosi e distruttivi dell'umanità tra cui razzismo, genocidio, pedofilia, misoginia etc., individuo quindi che va a nozze con la nera visione del gruppo che glorifica tutto ciò che annienta la dignità e la vita. Questo influenzerà naturalmente anche lo stile vocale della band, ora più vicino a certo Death Metal (caratteristica tipica del Black Finlandese riscontrabile in gruppi come i Beherit) e quindi impostata su un growl disumano piuttosto che sul tipico screaming del Black norvegese, decisamente adatto alla natura descrittiva e saggistica dei nuovi testi dei nostri, impostati più come discorsi piuttosto che come canzoni con ritornelli, nuova caratteristica che farà storcere però il naso a qualcuno che interpreta la cosa come un coprire mancanze vocali del nostro, ma anche in questo caso la cosa non sembra tangere i nuovi DsO, lanciati in nuovo inizio che riparte da zero sia come suono, sia come gruppo, ora costituito da Aspa (voce), Hasjarl (chitarra), Khaos (basso), Yohann (batteria). Dopo questo lungo ma necessario preambolo, passiamo a trattare il risultato di tutto questo: il terzo album ufficiale dei nostri "Si Monvmentvm Reqvires, Circvmspice - Se Cerchi il Suo Monumento, Guardati Intorno" che già dal titolo esprime il tema della distorsione degli elementi della tradizione culturale cristiana, la frase è infatti presa dall'epitaffio della tomba dell'architetto inglese Sir Christopher Michael Wren costruttore della Cripta di Sant Paul dove venne sepolto, frase che qui ha un senso ben più sinistro collegato anche all'artwork rappresentante un cherubino corrotto che tiene il Mondo nelle sue mani: la realtà dominata dalla Morte e dalla sofferenza è un monumento alla gloria di Satana, e quest'album tratta proprio di questo. Si denota quindi come l'opera dei nostri sia "moralmente" pesante e non offra possibilità di sublimare come può accadere invece con i testi più infantili di altri gruppi o del loro stesso passato che possono quindi essere visti con distacco, siamo di fronte all'adorazione ragionata, studiata, approfondita del Male e della Morte in ogni loro emanazione senza nessuna vergogna o scusa, scelte apertamente dopo anni di riflessione sull'esistenza, se non si è di animo forte e si ha una spiritualità, o comunque anche solo un minimo di morale, contrapposta alle idee dei nostri (cosa che se non si è sociopatici satanisti  è abbastanza comune e facile) si può essere fin troppo turbati, spesso anche senza leggere i testi, a causa di un'atmosfera viva e oscura che avvolge e inghiotte tutta la musica del disco, e in ogni caso si tratta di una di quelle opere che fanno veramente sentire che "qualcosa non va" e che non si scherza per nulla, offrendo un viaggio completo nell' Abisso, che sveglia nella nostra anima un'orribile dubbio, ovvero che in fondo abbiano ragione poiché la decadenza e la fine di ogni cosa sono una costante dell'esistenza che possiamo vedere davanti a noi ogni giorno, parlando al lato autodistruttivo che vive dentro tutti noi.

La spirale discendente parte con "First Prayer - Prima Preghiera", non un vero e proprio pezzo (nessuno dei brani dell'album comunque va visto come un singolo, collegati inseparabilmente tra loro musicalmente e tematicamente, perdendo senso se separati dall'opera) bensì una tetra introduzione che espleta sin dal titolo la sua funzione, ovvero quella di essere una preghiera rivolta a Satana, ispiratore e fulcro dell'album; chitarre dissonanti introducono subito la melodia portante che, minacciosa, s'insinua sempre di più nelle orecchie dell'ascoltatore, mentre trovano spazio anche i primi colpi di batteria, calmi e ragionati e che possono stupire chi attendeva dei blast beat. Si inoltrano nella struttura della composizione campionamenti di canti gregoriani mentre si espande la struggente melodia di chitarra dal sapore malinconico dove Hasjarl mette in mostra tutta la sua trovata abilità tecnica e di songwriting dimostrando la sua piena padronanza dello strumento, inoltre verso il terzo minuto diventa udibile anche il basso di Khaos che anticipa la cesura abilmente eseguita tramite la melodia in riverso dopo la quale tornano i canti sovra menzionati che trovano una connotazione alquanto sinistra nella nera calma che domina l'atmosfera, calma che crea una desolazione più spaventosa di qualsiasi assalto frontale. E' chiaro comunque sin da ora che i nostri hanno deciso di espandere il loro suono, pur mantenendo molti elementi del Black, soprattutto nell'uso del tremolo e dei riff circolari freddi e taglienti. Pur essendo strumentale, nel libretto dell'album troviamo un testo legato al brano che tratta non casualmente di una blasfema preghiera rivolta a Satana come si può evincere leggendo: "Lungs filled with embers and regurgitating boiling blood I say Praise the Lord, praise, O servants of the Lord... We will sing a new song to thee, O God: a psaltery of thirteen Stations, may scoria bury Eden and blind the light of hope... - Polmoni pieni di braci e che rigurgitano sangue bollente Io dico Adorate il Signore, adorate, O servi del Signore... Noi canteremo una nuova canzone a te, O Dio: un salterio di tredici fermate, possa la scoria seppellire l'Eden ed estinguere la luce della speranza...". L'oscurità si dipana innanzi a noi con "Sola Fide I - Con la Sola Fede I" e "Sola Fide II - Con la Sola Fede II", due brani che sin dal titolo sono legati tra loro creando un'unica malevole entità sonora, in un connubio artistico che mostra la volontà di dividere l'album in sessioni e movimenti tematicamente e musicalmente legati tra loro, elemento che tornerà anche nella loro produzione successiva; il primo pezzo è introdotto da chitarre a trapano e da una batteria dalla ritmica non regolare lontana anni luce da quella rigida e spesso poco incisiva dei loro primi lavori, poco dopo per la prima volta sentiamo la performance di Aspa con i nostri, presentando uno stile ben diverso da quello di Shaxul, legato ad un growl roco e maligno che sembra provenire dall'abisso. Nel rifting dissonante di chitarra s'insinua una gelida melodia mentre il drumming è altamente udibile e presente nel mixaggio, lanciato in esercizi di stile che preferiscono alla cieca violenza abili costruzioni sonore poliritmiche, e l'andamento stesso del brano conosce varie fasi, verso il terzo minuto conosce un'accellerazione di tutta la strumentazione che diventa frenetica  con chitarre sempre più taglienti intervallate dai battiti di batteria che si manifestano ora in blast beat serrati, ora in momenti più calmi e cadenzati, mentre poco prima della chiusura dal pezzo torna il gelido motivo melodico della chitarra. Il testo è una glorificazione ed atto di sottomissione al diavolo, riconosciuto come il Distruttore Supremo, in una perversa inversione delle dichiarazioni di fede verso Dio, sottomissione in cui si dichiara la propria rinuncia alla redenzione offerta da Cristo, guardata con disgusto, e il far propria la missione di corrompere l'umanità e portarla nella perdizione, come bene espresso nel passo "O Satan, I acknowledge you as the Great Destroyer of the Universe. All that has been created you will corrupt and destroy. Exercise upon me all your rights. I spit on Christ's redemption and to it I shall renounce. - O Satana, Io ti accetto come il Grande Distruttore dell'Universo. Tutto ciò che è stato creato sarà da te corrotto e distrutto ". Viene inoltre ripresa la frase biblica sulla Rivelazione "The essence of Revelation lies in the fact that it is the direct speech of God to man - l'essenza della Rivelazione sta nel fatto che è il dialogo diretto tra Dio e l' uomo" qui distorta poiché il dialogo divino che viene inteso è quello tra uomo è Satana tramite la corruzione e la perversione di ciò che esiste che viene sperimentata, vissuta, vista ogni giorno. Il secondo brano continua la strada lasciata aperta dal suo predecessore con una chitarra lanciata in un rifting compatto con giri circolari incalzanti memori della tradizione Black di gruppi storici quali MayhemBathory, rielaborata però sotto la nuova ottica adottata dai nostri, la batteria continua a distinguersi in impressionanti giochi tecnici mentre la voce di Aspa è più vicina a certo Death catacombale piuttosto che allo screaming del Black norvegese, intenta in neri sermoni declamatori più simili ad un discorso piuttosto che ad un cantato tradizionale. In pochi secondi il pezzo conosce diversi cambi improvvisi di ritmica e tempi, nella composizione a primo acchito convulsa s'intravede però una struttura ben delineata grazie alla chitarra che fa da perno con i suoi riff ammalianti e precisi che fanno da anima oscura del songwriting, anche grazie alle avvincenti accelerazioni sottolineate dall'andamento sostenuto della batteria e dalla voce aggressiva del cantante Finlandese, in un passaggio tra contrappunti tra gli strumenti e corse repentine fino all'apparente conclusione: infatti subito dopo il brano riprende con una gloriosa atmosfera cerimoniale creata dalle chitarre ad accordatura bassa e batteria tribale che si rendono protagoniste di questa sessione sin da subito, insieme alla sinistra voce che declama la sua orazione prima della partenza del bellissimo finale epico con chitarra in pieno rifting circolare sempre più incalzante ed Aspa lanciato in un'estatica celebrazione il cui andamento combacia a perfezione con la melodia dello strumento a corda. Continua nel testo il tema del brano gemello, ovvero la fede satanica che trascende la logica umana, continuando la distorsione dei topoi della dottrina cristiana in un contesto blasfemo, concetto perfettamente espresso in "Sola Fide. Sola Deo Infernali Gloria - Con la Sola Fede. Con la Sola Gloria Infernale di Dio". Continua poi il discorso argomentando la natura inevitabilmente satanica dell'essere umano, nato dal peccato e imbevuto di esso in ogni sua azione, e per questo figlio del Demonio, come espresso nel lungo passo "Verily I say unto you, there is none righteous enough to resist, no, not one.... For your hands are defiled with blood, and your fingers with iniquity; Your lips have spoken lies, your tongue has muttered perversity. The heart of a lost angel is in the earth, the immaculate is abased... forevermore.  -  In verità vi dico, non esiste nessuno giusto abbastanza da resistere, no, nessuno.... Poiché le vostre mani sono inzozzate di sangue, e le vostre dita con l'ingiustizia; Le vostre labbra hanno espresso menzogne, la vostra lingua ha mormorato perversità. Il cuore di un angelo perduto è nella terra, l'immacolata è degradata.... in eterno." Dove si sancisce come il "Marchio della Bestia" sia indelebile sull'uomo perché contingente alla sua stessa natura. "Second Prayer - Seconda Preghiera" è un'altra preghiera - pausa strumentale tra le sezioni dell'album, introdotta da un evocativo arpeggio di chitarra presto raggiunto da voci sussurranti e batteria tribale, dove continua il malinconico andamento fino a che la composizione si arricchisce di dissonanze estranianti che ci trascinano in un folle incubo prima dell'improvviso passaggio del drumming in primo piano, anche questa volta dai ritmi tribali non di certo usuali in un album Black Metal, che accompagna l'ennesimo campionamento vocale che poi lascia spazio alla ripresa della melodia iniziale che si trascina fino al finale. Anche qui pur essendo un pezzo senza cantato è presente un testo importantissimo ed imprescindibile per capire il percorso tematico dell'album, in questa ennesima preghiera si invita a prendere coscienza della propria natura satanica e di scegliere di seguirla verso l'inevitabile oblio a cui siamo destinati, facendo l'opera del Maligno come suoi strumenti ("How long will ye halt between two opinions? Realise! That your body is the temple of the living God! Thou shalt open my lippes, (O Lorde) my mouthe shal shewe thy prayse. - Per quanto a lungo  temporeggerai tra due opinioni? Realizza! Poichè il tuo corpo è il tempio del Dio vivente! Aprirai le mie labbra, (O Signore) la mia bocca annuncerà il tuo culto"). "Blessed Are the Dead Whiche Dye in the Lorde - Benedetti Sono i Morti Deceduti (nel nome del) Signore" parte come un pezzo decisamente aggressivo lanciato sin dall'inizio in un rifting serrato accompagnato da una batteria  questa volta dedita a blast beat potenti e veloci, e la voce di Aspa può essere definita ruggente nella sua performance; non mancano però i cambi di tempo repentini e l'intromissione improvvisa di melodie dissonanti che trovano spazio nella struttura. Dopo una cesura abilmente costituita da un feed back di chitarra e da un campionamento vocale, il brano diventa ancora più incalzante con un rifting tecnico il quale però si ferma all'improvviso per dare spazio ad un'altra pausa vocale, dopo la quale avviene l'ennesimo cambiamento con un'atmosfera più "Rock" dove tornano le melodie degli arpeggi, stagliati sul suono greve del basso, struttura questa che presto a sua volta lascia spazio ad una cavalcata che fa da finale al pezzo, il quale mette in mostra lo stile dei nostri giocato su diversi cambi di rotta all'interno dello stesso brano, creando diversi movimenti che fanno percepire una tensione continua che si sviluppa in parallelo all'enfasi tematica. Il testo corrompe l'idea della Comunione e della redenzione tramite Cristo, vedendo l'idea dell'unione tra carne, contaminata dal peccato, e un divino - positivo come folle, promulgando invece il culto del peccato e della morte poiché aspetti imprescindibili dell'esistenza, accettando l'oblio come una benedizione e rinunciando a se stessi e all'individualità, in una pantomima del concetto di divenire tutt'uno con Dio e degli esempi biblici di devozione estrema e di richieste di gesti estremi da parte di Dio, aspetti espressi nelle parole "The sting of death is sin and the strength of sin is the law The law of man is His presence and dominion... We will submit ourselves unto Him And henceforth walk in His ways and immolate on thine altar the spirit of individuality as thou, Lord, desireth sacrifices and obedience -  Il pungiglione della morte è il peccato e la forza del peccato è la legge. La legge dell'uomo è la Sua emanazione e dominio... Noi ci sottometteremo in Lui e in seguito intraprenderemo la sua via e immoleremo sul tuo altare lo spirito dell'individualità, poiché tu, Signore, desideri sacrifici e obbedienza." "Hétoïmasia - Preparazione" si riferisce al termine greco usato per indicare l'attesa del ritorno di Cristo sul suo trono, ora vuoto, musicalmente si discosta nella sua prima parte dal Black introducendo invece una bellissima melodia di chitarra dal sapore Post - Rock e dall'andamento struggente ce si ricollega piuttosto a certo Doom Metal; presto però il pezzo conosce un rafforzamento grazie ai riff in tremolo e alla batteria che pur rimanendo precisa e tecnica si avvale di un drumming serrato ricco di blast potenti, andando a rielaborare anche questa volta gli stilemi del Black con la nuova tecnica giocata sulla poliritmica e sui cambi improvvisi di tempo e sulle accelerazioni, non viene comunque a mancare il fondamentale apporto del chitarrista, sia nei momenti più violenti e concitati, sia in quelli calmi grazie alle bellissime melodie malinconiche da lui generate grazie all'abilità nell'uso di arpeggi dissonanti, elementi questi più vicini a certo Death tecnico piuttosto che al Black più "Raw" di inizio carriera. Convivono quindi nel brano le due anime del gruppo, quella atmosferica e quella più aggressiva espressa tramite accelerazioni controllate che non perdono però mai di tecnica. Il tema è l' ennesima inversione satanica dei topoi cristiani, in questo caso il trono vacante non è quello di Cristo, bensì del suo parallelo satanico, ovvero l'Anticristo, ma il discorso è ancora più complesso, perchè è chiaro come per il gruppo l'umanità tutta è quest'ultimo, e con ogni suo atto, anche involontariamente, fa l'opera di Satana e si avvicina alla propria auto - distruzione, deridendo coloro che credono di seguire la volontà di Dio e di contrapporsi al Demonio, indissolubilmente legato all'uomo, come chiarificato in "Their apparent choice of the cross against the serpent hides nothing, from north to south, but a call for chastisement. The sins of men will stink more than a pestilence before God... What a balm for the soul of those who respire hellfire to witness Abraham sacrifice his firstborn. Amen! -  La loro apparente scelta della croce in contrasto con il serpente non nasconde nulla, dal nord al sud, se non una richiesta di castigo. I peccati degli uomini puzzeranno più di una pestilenza davanti a Dio... Che balsamo per l'anima di coloro che respirano fuoco infernale assistere al sacrificio del proprio primo figlio da parte di Abramo. Amen!" gli atti di violenza e degradazione compiuti in nome di Dio sono quindi visti come in realtà doni per Satana, che si manifesta in ogni aspetto della decadenza e dell'entropia. "Third Prayer - Terza Preghiera" continua le nere preghiere strumentali con campionamenti vocali, che fanno da cesura alle varie fasi dell'opera, in questo caso troviamo una marcia cadenzata dalla batteria marziale e dai sovra citati campionamenti ora eterei con cori gregoriani, ora declamatori, elementi incastonati su arpeggi pacati e trascinanti che donano una chitarra dall'andamento progressivo allo stesso tempo miserabile ed ammaliante, che ben si lega con il lavoro di batteria tecnico e ragionato, in un pezzo che ha ben poco di Black Metal come comunemente inteso. Anche in questo caso il pezzo strumentale è legato ad un testo che pur se non enunciato è imprescindibile da esso, in questo caso una perversione del concetto di santità e benedizione divina, esponendo come benedetti coloro che compiono il male e uccidono la redenzione in se stessi e nel resto dell'umanità, permettendo la propria distruzione e la vittoria del Nulla Supremo ("The secret of the Lord is for those who fear Him and He will make them know His covenant.  Blessed is he that taketh rewarde to slea the soule of innocent bloude. Amen. Blessed is he that murders Christ in himself and in his fellow men. Amen. - Il segreto del Signore è per coloro che Lo temono ed Egli farà conoscere ad essi la sua congrega. Benedetto è colui che ha tratto giovamento nel massacrare lo spirito  di sangue innocente. Amen. Benedetto sia colui che assassina Cristo in se stesso e negli altri uomini. Amen."). "Si Monvmentvm Reqvires, Circvmspice - Se Cerchi il Suo Monumento, Guardati Intorno" è la title track nonché il momento centrale della parabola discendente dell'album, espresso subito in un'esplosione improvvisa in un torrente di riff taglienti e batteria lanciata in un ritmo martellante dalla velocità inumana, uno dei pezzi più diretti e veloci del disco con un andamento serrato che ricorda colpi di mitra, dove troviamo power chord ben presenti e movimenti di chitarra circolari che creano un incalzante  senso di minaccia sottolineato dal Growl di Aspa simile al ruggito di un essere infernale. Verso il terzo minuto il brano però si calma, ma l'atmosfera rimane tesa e sinistra grazie alle chitarre dissonanti dal sapore psichedelico ed alienante, si tratta comunque di una falsa tregua poiché il drumming torna presto ad essere serrato e il rifting lanciato in una corsa dallo stampo tecnico, la quale a sua volta viene interrotta dall'ennesima svolta, questa volta segnata da un arpeggio dissonante che crea la coda  del brano caratterizzata da contrappunti di melodie progressive dove vari elementi trovano sincretismo nella visione musicale totalizzante dei nostri. Il tema del testo riassume il significato di tutto l'album, l'uomo deve riconoscere la propria natura satanica poichè la realtà stessa, pervasa dalla morte, dalla corruzione, da tutto ciò che è manifestazione di Satana, ne è la costante dimostrazione e prova, deve dunque abbandonarsi al peccato ricercando la propria degradazione e quella degli altri fino alla distruzione, ottenendo l'unica purezza possibile nel Peccato Supremo raggiungendo quindi l'unione con il Divino - Satanico. Idee ben espresse nei passi "Do not worship Him unless your soul glitters of the purity of sin and of unearthly virtues. It shall truly contain the vision of the fallen tabernacle of David, That which brought forth our Elisha that ignites in flames so pure.Si Monumentum Requires, Circumspice. Let no human knowledge impeach Divine Truths, nor any mists of incredulity prevent your mind from touching Divine Mysteries, hear the voice: Before Abraham was I am - Non adorarlo se la tua anima non brilla della purezza del peccato e di virtù non terrene. Dovrà contenere veramente la visione del decaduto tabernacolo di Davide, che ha portato avanti il nostro Eliseo che brucia in fiamme così pure. Se cerchi il Suo Monumento, Guardati Intorno. Non lasciare che alcun sapere umano comprometta la Verità Divina, o che le nebbie dell'incredulità impediscano alla tua mente di toccare i Misteri Divini, ascolta la voce: Davanti ad Abramo, io ero". "Odivm nostrvm - Nostro Odio" conosce anche esso un inizio incalzante con un rifting dalla struttura quasi vicina al Heavy Metal tradizionale rafforzato dalla batteria che fa da elemento portante della struttura del pezzo, presto tutti gli elementi subiscono un'accelerazione che si avvicina di più al Black dei nostri con chitarre lanciate in impressionanti cambi di direzione continui ed improvvisi, mentre la batteria è dedita anche questa volta alla ricerca di ritmiche polifoniche che ben si allontanano dal semplice quattro quarti; non mancano comunque momenti dal sapore più tradizionale grazie a riff che danno al pezzo un andamento avvincente, verso il secondo minuto  si viene a creare una melodia a scalare in un connubio tra rifting aggressivo e voce declamante di Aspa, qui letteralmente furiosa, che crea un effetto perfetto nel loro combaciare in un apocalittico movimento dove il ritornello è però portato avanti dallo strumento a corda, mentre il cantante è impegnato in un'orazione più vicina al sermone che al cantato secondo una linea melodica. Il testo è tra i teologicamente e filosoficamente più espliciti dell'album, trattando dell'annientamento di ogni traccia di umanità, vista come un difetto da eliminare, tramite l'Odio Supremo visto come manifestazione di Satana poiché mezzo per raggiungere la distruzione di ogni forma di vita mettendo fine alla prigionia dell'esistenza stessa, e dell'Universo ("Let them praise thy great and terrible name; for it is holy Odium, oh Merciless Hatred; Spare nothing, spare no one. Oppressive heat, intense flavour. From the pupil of the one-eyed mongrel to the distant depths of the macrocosm. We are all waiting for the releasing hour. Praise the God of our salvation. - Fai adorare ad essi il tuo grande e terribile nome; perchè è Odio sacro, o Odio Senza Pietà; Risparmia nulla, risparmia nessuno. Caldo oppressivo, sapore intenso. Dal cucciolo del meticcio con un occhio, alle distanti profondità del macrocosmo. Noi tutto attendiamo l'ora della liberazione. Adorate il Dio della nostra salvezza"). "Jvbilate Deo (O Be Joyfvl in the Lord) - Sii Gioioso nel Signore" riprende la tecnica dell'inizio lanciato con un drumming serrato e con freddi riff circolari dissonanti che stabiliscono un legame con il Black Metal del gruppo, andando ad innestare su questa base i cambi ritmici , e gli esercizi tecnici dei nostri, anche se forse qui troviamo il brano più convenzionale dell'album, comunque non scevro di momenti esaltanti. Ritroviamo in primo piano nella struttura portante del pezzo la chitarra di Hasjarl e la batteria di Yohann, la prima qui particolarmente malinconica nei suo riff, mentre il basso di Khaos è sempre ben presente anche se non in primo piano come gli altri strumenti. Verso il quarto minuto un arpeggio struggente introduce una nuova sezione del brano dove Aspa reitera il suo oscuro discorso mentre un assolo spettrale e dissonante si staglia in sottofondo con un bellissimo effetto che poi si perde in dissolvenza con il finale dell'album, creando un abile effetto che non da una brusca chiusura, ma che anzi da un finale naturale al pezzo. Tematicamente siamo di fronte probabilmente al testo più blasfemo di tutta l'opera, l'Immacolata Concezione è reinterpretata come uno stupro sottolineato da parole e concetti degradanti che vogliono appositamente accentuare la natura bassa e carnale della procreazione, natura negata nel tema tradizionale cristiano dove appunto la Madonna è vergine, mentre qui viene insinuato il dubbio che quella nascita avesse ben poco di divino, chiamanto in causa l'incesto, la violenza, e anche che non volesse quel figlio, in generale comunque viene portata avanti l'idea dell'intromissione di Dio come un atto di violenza nei confronti dell'uomo e di annullamento della sua volontà, volontà che desidera non la salvezza, bensì la condanna alla Morte Eterna, temi espressi anche nelle parole "Organic procreation, mind-intromission; there comes the salvation. Pubescent vaginas obstructed with the redeemer's holy essence. Humanity reduced to its supreme worthlessness; Children under His will, Ethic fulfilled - Procreazione organica, intromissione della mente; arriva la salvezza. Vagina pre-adolescenziale ostruita con l'essenza divina del redentore. L'Umanità ridotta alla sua suprema inutilità; Bambini sotto la Sua volontà, Etica compiuta". "Carnal Malefactor - Malfattore Carnale" è il pezzo più lungo, e probabilmente più ambizioso, di tutto l'album e inizia con una melodia di chitarra calma e struggente vicina a toni più gotici/Doom e Post - Rock creando uno dei momenti più melodici ed emotivi di tutto il lavoro, creando un pathos che permane anche durante l'accelerazione che verso il secondo minuto porta il brano su coordinate più Black Metal dominate da riff in tremolo e batteria robusta, pur evitando come sempre andamenti lineari e dando respiro alla composizione tramite la ricerca di dissonanze e strutture originali, questo fino al quarto minuto dove il pezzo conosce un arresto che lascia posto ad una lunga preghiera con in sottofondo un battito di cuore costante, il quale probabilmente simboleggia il cuore nero del Mondo, ovvero Satana, mentre con ascolto attento si possono percepire a tratti cori lontani che creano un effetto spettrale; tutti questi elementi insieme creano uno stato di trance dal sapore ritualistico che dura fino al settimo minuto quando improvvisamente esplodono i riff di chitarra e i blast della batteria accompagnati dalla voce maligna del cantante, intervallati a sprazzi con un andamento sempre sostenuto, ma più melodico, grazie ai soliti arpeggi, creando quindi l'ennesima alternanza tra rallentamenti e accelerazioni dove la chitarra nelle sue varie manifestazioni è protagonista, insieme alle percussioni legate ad un drumming serrato e a momenti più ragionati, del pezzo, nel mixaggio del quale possiamo anche udire degli effetti in studio abilmente posizionati. Il tema è quello della traccia precedente, qui ampliato nelle sue nefande immagini dove alla maternità della Madonna viene attribuito ogni aspetto sordido e osceno in una precisa volontà di profanare il tema cristiano della purezza come virtù, contrapponendo invece la sessualità più bestiale e malsana, ennesima manifestazione della decadenza e quindi di Satana, in una sorta di rivincita verso quello che è un tentativo di storpiare e infettare con il Positivo - Divino un aspetto della decadenza umana, concetti abilmente espressi nei passi "There resides the fusion, there is the nucleus Angel prick and holy semen, and a woman genuflecting, an aroused beast of burden alike. Seduced by the father and seducing the son. There resides the fusion, there is the nucleus. A phallic communion that sanctifies interior wastelands - Qui risiede la fusione, si trova il nucleo. Pene angelico e seme sacro, e una donna che si genuflette, simile ad una bestia eccitata in calore. Sedotta dal padre e seducendo il figlio. Qui risiede la fusione, qui risiede il nucleo. Una comunione fallica che santifica terre interiori desolate". "Drink the Devil's Blood - Bevi il Sangue del Diavolo" è un rifacimento, sia sonoro, sia lirico, del pezzo comparso sul loro debutto "Infernal Battles", il quale quindi presenta un songwriting più tradizionale nell'inizio dominato da un Black aggressivo con batteria in doppia cassa e rifting tagliente lanciato in un loop ossessivo, il tutto in un costante bombardamento sonoro ai danni dell'ascoltatore che dura fino al secondo minuto dove, dopo un assolo che fa da cesura tra i due momenti, parte una frenetica cavalcata dal sapore quasi Death/Thrash  a causa dei ritmi incalzanti giocati sul tremolo e i cambi di struttura improvvisi, marchio di fabbrica dell'album, e alla batteria tecnica lanciata nei suoi poliritmi senza sosta. Per quanto riguarda la voce qui Aspa si avvale sia del suo solito Growl, sia di sussurri sinistri e maligni, ed è facile intuire le differenze rispetto a Shaxul, che cantava nella versione precedente, poiché quest'ultimo era di sicuro più adatto con il suo screaming al Black tradizionale che caratterizzava i nostri, mentre il primo è perfetto (con buona pace dei puristi che odiano i suoi elementi Death) per il nuovo corso più tecnico ed Avant - Garde dei nostri. Come detto anche il testo è stato modificato eliminando le precedenti fantasie medioevali in favore di un'altra perversione della Comunione con Cristo sostituita con quella demoniaca, riprendendo il tema del divenire strumento di Satana rinunciando a se stessi in nome di un bene più grande, ovvero la fine  dell'esistenza, pregando per la distruzione della propria anima, idee molto forti in parte espresse nei passi "Drink the Devil's Blood, holy essence that consumes even the stars. Drink the Devil's Blood, drink and become the poison of earth and man Drink the Devil's Blood and become One of His million hands. - Bevi il Sangue del Diavolo, essenza divina che consuma anche le stelle. Bevi il Sangue del Diavolo, bevi e diventa il veleno della terra e dell'uomo. Bevi il Sangue del Diavolo e diventa Una delle sue millioni di mani." continuando quindi il nero impianto tematico dell'album coerente nella sua spiritualità abissale. "Malign Paradigm - Paradigma Maligno" è la strumentale finale che chiude l'opera, introdotta dalla power chord di chitarra che ci riporta indietro nel tempo chiamando in causa innovatori del passato del Metal Estremo come Celtic Frost e Bathory, sulla quale poi si introduce poi un assolo tecnico, e il ritmo cadenzato è sottolineato anche dai battiti di batteria abilmente distribuiti in maniera non lineare nel pezzo. Verso la metà del secondo minuto  il brano conosce una distorsione dove si intromettono i soliti cori di chiesa campionati, e nel finale il tutto si riduce ad un brusio meccanico che mette fine improvvisamente all'album, raggiungendo quindi il fondo dell'abisso. Anche qui il libretto riporta una frase tanto semplice quanto effettiva, un oscuro monito per l'ascoltatore "Dei nostri templum terrarum orbus est.  - La terra è orfana del tempio del nostro Dio" che può essere visto come una dichiarazione dell' attesa della vittoria di Satana, data per certa perché inevitabile conclusione di tutto: l'Entropia, la Morte.

"Si Monvmentvm Reqvires, Circvmspice" è dunque l'inizio della trilogia che posizionerà il gruppo nell' Olimpo dell'Avant - Garde/Orthodox Black Metal e allo stesso tempo nella lista nera dei puristi del genere che li vedranno come dei traditori e/o contaminatori; a dirla tutta con il senno di poi e sapendo cosa verrà dopo, l'album ha ancora molti elementi legati nei riff di chitarra e nei blast di batteria alla tradizione del genere, per quanto mutuati con dissonanze, cambi di tempo e poliritmi tratti dalla musica più progressiva e sperimentale del versante Metal/Rock, ma ancora la trilogia è solo all'inizio e il percorso tematico e musicale ancora lungo e pieno di sorprese per l'ascoltatore. Dopo aver trattato qui del rapporto tra Uomo - Satana - Cristo i nostri passeranno a trattare più direttamente della figura dell'Angelo Caduto in "Fas - Ite, Maledicti, in Ignem Aeternum", seconda parte del trittico, ma non prima di aver concluso il ragionamento sulla figura di Cristo nel E.P "Kénôse" che amplierà anche musicalmente quanto qui sentito.

1) First Prayer
2) Sola Fide I 
3) Sola Fide II             
4) Second Prayer       
5) Blessed Are the Dead Whiche Dye in the Lorde           
6) Hétoïmasia            
7) Third Prayer          
8) Si Monvmentvm Reqvires, Circvmspice            
9) Odivm Nostrvm    
10) Jvbilate Deo (O Be Joyfvl in the Lord) 
11) Carnal Malefactor          
12) Drink the Devil's Blood 
13) Malign Paradigm  

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